Tiramisù alle pere cotte – Ale e le Dolcezze di nonna papera

Avendo preparato un dolce un po’ calorico, a causa dell’abbondante presenza della panna montata, vi alleggerisco il boccone parlandovi dell’ingrediente che bilancia le calorie: la pera.
Il pero era una pianta coltivata già da più di 4000 anni in Asia e in Europa, veniva consumata dai greci (è ricordata da Omero) e in seguito dai romani. Durante il Medio Evo questo frutto perse la sua popolarità, riconquistata a partire dal diciottesimo secolo.Ne esistono di grandi varietà (william, abate. kaiser…).
Disponibile per gran parte dell’anno, la pera è ricca di zuccheri semplici, specialmente fruttosio. La prevalenza di potassio la rende adatta ad una dieta iposodica.
Leggo qui che si tratta di un frutto estremamente digeribile, apprezzato per il suo gusto zuccherino che si conserva bene a bassa temperatura, ma va consumato a temperatura ambiente. Può accompagnarsi al formaggio piccante (in questo modo si ottiene un piatto bilanciato in grassi, proteine e carboidrati), a varie pietanze oppure può essere utilizzata per la preparazione di dolci, macedonie, confetture e succhi. Un altro modo tipico di consumare la pera è cuocendola in acqua, con l’aggiunta di zucchero e di aromi. La pera è uno dei frutti più adatti all’alimentazione dei bambini, fin dallo svezzamento (cit).

Ingredienti (per 3 porzioni)
20 pavesini
200 ml panna da montare
vino rosso
2 pere
Per la bagna
latte
Per la decorazione
pezzetti di pera

 

Preparazione
Montate a neve la panna.
Lasciate cuocere le pere, tagliate a pezzetti, in un po’ di vino rosso.
Quando le pere sono pronte, unitele alla panna mescolando molto lentamente.
Bagnate con il latte i pavesini.
Iniziare a ricoprire la superficie con il primo strato di pavesini imbevuti di latte, ricoprite con la panna alle pere, procedere con il secondo strato di pavesini e ricoprire con un altro strato di panna.
Per decorare ho messo dei pezzetti di pera.

http://dolcezzedinonnapapera.blogspot.it/2012/03/tiramisu-alle-pere-cotte.html

22° Expo Ischia “La Grande Fiera d’Estate”

Da sabato 4 a martedì 28 agosto 2012

Dopo 21 anni, la voglia, l’impegno, le emozioni e i colori dell’Expo Ischia, la grande fiera d’estate non hanno subito il lento trascorrere dei giorni, bensì hanno avuto una crescita esponenziale. Come già nel 1991, la fiera di Ischia rappresenta, sempre più, un polo ed un momento di happening cruciale per l’estate sull’isola verde. Tutti i successi delle scorse edizion ici concedono l’entusiasmo per andare avanti sempre con la costante voglia di crescere. L’area espositiva, sia interna al Palasport Taglialatela che nei giardini dello Stadio “Enzo Mazzella”, unita alla rigorosa selezione degli espositori ed alla minuziosa cura dei dettagli estetici creano un’atmosfera magica.

Da tanto tempo, la fiera è una tappa fissa dell’estate ischitana e campana . Un evento che, nel panorama delle fiere italiane, rappresenta sempre la novità. Ischia, la più grande delle isole dell’arcipelago campano, conta nel mese di Agosto ben 6 milioni di presenze, italiane e straniere.

 

La fiera degli eventi, dello shopping e dell’estate. Negli anni, Expo Ischia, è riuscito a catalizzare l’attenzione dei tanti ospiti dell’isola con eventi di grande richiamo. Ogni hanno cresce il cartellone degli eventi. Ospiti di rilievo, protagonisti della moda, eventi eccezionali si uniscono agli appuntamenti consolidati della selezione di Miss Mondo e del Padiglione “Fiesta Latina” dove ogni sera, grandi e piccini si esibiranno in calienti balli sudamericani coadiuvati dalla Master Team Original. Il “Festival dei Sapori”, inoltre, sta già aspettando i suoi clienti per iniziare un percorso alla scoperta dei più buoni sapori d’Italia… grazie all’ausilio di una pentola di rame del diametro di due metri che ci concede la possibilità di poter effettuare tutte le sere il “ Festival delle sagre dei prodotti tipici”.

Punta di diamante delle scorse stagioni sono stati gli eventi di caratura nazionale, testimonial televisivi, concerti, sfilate di moda, concorsi di bellezza, concorsi di canto, gare di cucina a tanto altro.

Pertanto per l’edizione del 2012 dal 8 al 28 Agosto non potremmo essere da meno!

Palazzetto dello sport

Ischia

Carpenè Malvolti strizza l’occhio alle nuove generazioni: con l’alfiere del prosecco, grandi opportuità per i giovani nel mondo del vino

La casa spumantistica di Conegliano guarda con interesse ai professionisti emergenti

Carpenè Malvolti strizza l’occhio alle nuove generazioni: con l’alfiere del prosecco, grandi opportuità per i giovani nel mondo del vino

La casa spumantistica lancia insieme all’Associazione Italiana Sommelier un concorso rivolto a sommelier under 30 che si confronteranno per diventare il portavoce del Prosecco per il 2012.

La finale il 27 maggio in Carpenè Malvolti in occasione di Cantine Aperte

Carpenè Malvolti , l’azienda spumantistica di Conegliano continua a investire sui giovani e lo fa promuovendo – insieme all’Associazione Italiana Sommelier – un concorso dedicato a sommelier AIS under 30 con una predilezione per le bollicine, Il concorso, che prende il nome di “Gran Premio Alfiere del Prosecco”, è stato presentato questa mattina insieme al Presidente nazionale di AIS Antonello Maietta e dal responsabile nazionale dei concorsi Cristiano Cini presso lo stand di Carpenè Malvolti a Vinitaly alla presenza di numerosi esponenti della giunta esecutiva nazionale .

“Gran Premio Alfiere del Prosecco è un concorso su cui AIS punta moltissimo – ha commentato il Presidente Nazionale Antonello Maietta – perchè ha tutte le carte in regola per rappresentare un nuovo modo di comunicare il vino e il suo mondo. Un progetto innovativo, che dà la possibilità immediata di mettere in gioco la professionalità acquisita con i corsi di formazione dell’AIS e che può rappresentare per i giovani sommelier molto capaci, che non saranno più solo tecnici ma veri e propri comunicatori del vino,  un trampolino di lancio importante e l’ingresso nella professione dalla porta principale. In palio per il vincitore, infatti, non ci sarà solo un premio in denaro, ma anche la possibilità di partecipare ad eventi selezionati dove sarà chiamato a rappresentare il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG”.

Obiettivo del concorso è contribuire a valorizzare la professione del sommelier e a individuare nuove figure professionali da indirizzare, in Italia e nel mondo, nel settore della comunicazione del vino, in particolare nella divulgazione e promozione di un vitigno e di un territorio – il Prosecco – caratterizzati da spiccati valori e tradizioni. L’elezione del primo “Alfiere del Prosecco” avverrà in Carpenè Malvolti il prossimo 27 maggio al termine della sfida decisiva valutata da una giuria composta dal Presidente e dal Responsabile Nazionale Concorsi di AIS, da un rappresentante della Carpenè Malvolti, da un sommelier “titolato” e da un giornalista esperto di enogastronomia che osserveranno i finalisti alle prese con la fondamentale prova di comunicazione, una degustazione e descrizione organolettica di tre vini anonimi, una proposta di abbinamento vino-cibo, una prova di servizio e la correzione di una carta dei vini volutamente alterata.

Il vincitore o la vincitrice avrà l’onere-onore di rappresentare per tutto il 2012 il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, denominazione che vanta una produzione annuale – con le uve raccolte su 5647 ettari, di cui “appena” 107 sulle rive del Cartizze – di quasi 69 milioni di bottiglie tra Spumante, Superiore di Cartizze, Frizzante e Tranquillo, per un ammontare di oltre 500.000 ettolitri in volume e 420 milioni di euro in valore. Una “torta”, composta per il 91,3% dal Prosecco Spumante (Prosecco DOCG e Superiore di Cartizze), per l’8,5% dal Frizzante e soltanto per lo 0,2% dal Tranquillo.

Numeri che identificano un fenomeno in continua espansione grazie anche all’influenza della G di Garantito in etichetta, sinonimo non solo di qualità superiore ma anche di forte legame con il territorio di appartenenza. Un valore aggiunto che ancora non viene pienamente percepito da una parte di consumatori e che per tale motivo necessita di una comunicazione adeguata e gestita da soggetti altamente preparati, innamorati di questo vitigno, come può essere proprio un “Alfiere del Prosecco”.

Che Carpenè Malvolti abbia un occhio di riguardo per le giovani generazioni lo dimostra anche il fatto che l’età media dei dipendenti dell’azienda spumantistica di Conegliano oscilli intorno ai 40 anni e che gli ultimi due “acquisti” siano due enologi poco più che ventenni. La formazione e l’affermazione delle nuove generazioni nel mondo del lavoro del vino, sono due aspetti che stanno a cuore alla famiglia Carpenè da oltre 140 anni, da quando il capostipite, Antonio Carpenè Senior, ha deciso di contribuire al trasferimento delle più importanti nozioni di enologia e vitivinicoltura alle nuove generazioni fondando nel 1876 la Scuola Enologica di Conegliano, ancora oggi centro di eccellenza da cui spiccano il volo enologi di grande fama.

Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.

Tel 335 6130800 Email: marzia.morganti@gmail.com

www.carpene-malvolti.comwww.martecomunicazione.com

Risotto al cacao – Sharon

Ingredienti
350 gr di riso
50 gr di cacao amaro
olio d’oliva
sale
vino bianco secco
1 confezione di panna
1 mezza cipolla o un piccolo scalogno
brodo vegetale o acqua calda
una noce di burro o margarina.

Preparazione
Fate imbiondire la cipolla con l’olio d’oliva aggiungete il riso e fatelo tostare sfumare con il vino bianco, aggiungete il brodo vegetale. Prima di versare sui piatti il risotto, a parte mettete la panna e il cacao amaro e mescolate e aggiungete anche la margarina o il burro e mantecate …

Torta delicata di ricotta ed asparagi – Tatiana Di Grazia- Homebakedforlove.

torta.jpgIngredienti
(dose per una teglia rettangolare di 22x 30cm)
Per la pasta brisée
300 gr di farina
150 gr di burro
acqua fredda q.b.
un pizzico di sale
Per il ripieno
200 gr di ricotta
450 gr di asparagi
1 uovo
30 gr di parmigiano
olio extravergine di oliva
sale
peperoncino
semi di sesamo 

Preparazione
Per la pasta brisée: disponete la farina a fontana sulla spianatoia. Incorporate il burro precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente. Lavorate poco e molto velocemente il composto incorporando man mano la farina e aggiungendo acqua fredda q.b. Mettetelo in frigo per almeno 40 minuti dentro una terrina coperto con della pellicola.
Per il ripieno: lessate gli asparagi in acqua bollente leggermente salata. In una terrina mescolate la ricotta con l’uovo sbattuto ed il parmigiano grattugiato.
Preriscaldate il forno. A questo punto stendete la pasta brisée e sistematela nella teglia, ricoprite lo strato di pasta con il composto di ricotta e disponete sopra gli asparagi lessati e scolati. Aggiungete un filo d’olio, il sale ed un pizzico di peperoncino. Spennellate con l’olio il bordo della torta e cospargete con i semi di sesamo.
Cuocete per 40 minuti circa a 180°. 

Semplice delicata con quel tocco di peperoncino che definisce i sapori e li esalta.

Tatiana Di Grazia

http://www.homebakedforlove.it/ricette/torta_delicata_di_ricotta_d_asp.htm

Risotto con totani e pomodorini – Margherita

totano.jpgIngredienti 
1 aglio
4 cucchiai di olio extravergine di oliva peperoncino
450 gr di calamari puliti, spellati e tagliati a striscioline
400 gr di riso per risotti
2.5 dl di vino bianco secco
1l di brodo di pesce
300 gr di pomodori maturi, scottati, spellati, privati dei semi e tagliati a pezzetti
20 gr di burro
3 cucchiai di di prezzemolo, tritato finemente
sale e pepe nero macinato al momento.

Preparazione
In una padella capiente, fate rosolare l’aglio con l’olio e peperoncino . Unite i calamari e regolate di sale . Coprite la pentola e fate cuocere per 10 minuti. Unite il riso e fatelo tostare per 2 minuti, mescolando continuamente. Aggiungete il vino e quando è stato assorbito iniziate ad aggiungere il brodo, 1,25 dl per volta. Unite anche i pomodori. Proseguite la cottura mescolando semrpe e aggiungendo brodo quando la dose precedente è stata assorbita (il riso sarà cotto in circa 15-18 minuti). Spegnete il fuoco, mantecate con il burro, mescolate bene e lasciate riposare per 5 minuti. Guarnite il risotto con il prezzemolo e servite.  

 

Crostata alla crema di cioccolato bianco e frutti di bosco – Tatiana Homebakedforlove

crostatahome.jpgIngredienti
(per una teglia di 26 cm di diametro)

Per la pasta frolla
200 gr di farina
80 gr di zucchero
100 gr di burro
1 uovo
Per la crema al cioccolato bianco:
1 tuorlo
1 cucchiaio di amido di mais (oppure farina)
1 bicchiere e 1/2 di latte intero
1 cucchiaio di zucchero
1 scorza di limone
vaniglia
100 gr di cioccolato bianco
50 g di panna montata
500 g di frutti di bosco, zucchero a velo

Preparazione
Per la pasta frolla: disponete la farina a fontana sulla spianatoia. Sbattete bene l’uovo e versate lo zucchero. Incorporate il burro precedentemente ammorbidito a temperatura ambiente. Lavorate poco e molto velocemente il composto incorporando man mano la farina. Mettetelo in frigo per almeno 40 minuti dentro una terrina coperto con della pellicola.
Per la crema al cioccolato bianco: in una terrina sbattete bene il tuorlo d’uovo con lo zucchero e, successivamente, unite il latte e l’amido facendo attenzione a non formare grumi. Aggiungete il limone e la vaniglia. Cuocete per alcuni minuti aggiungendo il cioccolato bianco pian piano. Lasciate raffreddare. Montate la panna e unitela alla crema.
Cuocete la crostata in bianco bucherellando la base con una forchetta (per far si che non si gonfi). Una volta cotta e lasciatela raffreddare cospargete di abbondante crema e disponete i frutti di bosco sulla superficie. Spolverate di zucchero a velo.
 

Meravigliose sensazioni ….

Tatiana Homebakedforlove

http://www.homebakedforlove.it/

Cra a Vinitaly il mondo del vino incontra la scienza – Marte comunicazioni

Questa mattina nello spazio del MIPAAF si è svolto un workshop di presentazione delle attività delle cinque strutture di ricerca del CRA che si occupano di enologia e vitivinicoltura. Introduzione e conclusioni sono stati affidati al Commissario Straordinario del CRA Giuseppe Alonzo

“La ricerca scientifica del CRA per il miglioramento della competitività nel settore viti-vinicolo italiano”: questo il titolo del workshop che si è tenuto questa mattina a Vinitaly presso lo spazio del MIPAAF al piano terra del Palaexpo di Veronafiere alla presenza del Commissario Straordinario del CRA Giuseppe Alonzo, del Direttore del Dipartimento Trasformazione e Valorizzazione dei Prodotti Agroindustriali del CRA Paolo Ranalli e dei direttori delle singole strutture del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura coinvolti su viticoltura ed enologia. Una importante occasione per parlare di fronte a esperti e ricercatori in campo enologico e vitivinicolo del futuro del vino dal punto di vista scientifico e agronomico e dei contributi scientifico/sperimentali che le varie strutture operanti in ambito enologico e vitivinicolo hanno sviluppato in rapporto alle esigenze del mondo produttivo, alla qualità globale e alle nuove sfide di sostenibilità economica, ambientale e sociale.

“Il CRA sta crescendo come ente di ricerca e la componente vitivinicola è solo uno dei tanti aspetti di cui si occupa C ha detto il Commissario Straordinario del CRA Giuseppe Alonzo nel saluto iniziale �C e il contributo che conferisce all’agricoltura è molto importante. Il CRA nasce tra le altre cose per assistere il Ministero dell’Agricoltura e in via indiretta il lavoro degli agricoltori e uno dei principali obiettivi è quello di diffondere una corretta informazione sul concetto di nutraceutica: mangiare in modo sano e naturale, senza addizioni di conservanti o aromi artificiali fa bene all’organismo. Dobbiamo imparare a trarre il maggior beneficio da quello che ci offre la natura”.

Cinque le strutture di ricerca del CRA presenti a Vinitaly, che hanno illustrato i rispettivi progetti e attività: il CRA-VIT Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano, il CRA-ENO Centro di Ricerca per l’enologia di Asti, il CRA-VIC Unità di Ricerca per la Viticoltura di Arezzo, il CRA-ENC Unità di Ricerca per le produzioni enologiche dell’Italia Centrale di Velletri e il CRA-UTV Unità di ricerca per l’uva da tavola e la viticoltura in ambiente mediterraneo di Turi (BA).

“Il nostro centro sta portando avanti progetti sulla sostenibilità ambientale e sulla ricerca di fitoplasma e batteri di propagazione nei vigneti commerciali oltre che studiare la composizione chimica dei vitigni C ha spiegato il Direttore del CRA-VIT di Conegliano, Luigi Bavaresco – e si muove in direzione della salvaguardia delle biodiversità de vitigni autoctoni”.

Di chimica enologica, quadro polifenolico e quadro aromatico si occupa invece il CRA-ENO di Asti, privilegiando i prodotti in grado di tracciare l’origine. Ma non è il solo ambito di studio �C ha precisato la Direttrice del Centro di Ricerca per l’enologia Antonella Bosso C tra le nostre competenze c’è anche la microbiologia, la riclassificazione dei lieviti, la promozione dell’agricoltura biologica finalizzata alla produzione di vini biologici, la valutazione sensoriale, attività di laboratorio di biologia molecolare e l’elaborazione e messa a punto di progetti di riconoscibilità e tracciabilità oltre che di progetti interdisciplinari da condividere anche con altre strutture operanti in campo medico.

Punta alla valorizzazione dell’interazione tra territorio e vitigno il CRA-VIC di Arezzo. “La nostra priorità è cercare di ottenere singole produzioni di eccellenza C sostiene Paolo Storchi, Direttore dell’Unità di Ricerca per la Viticoltura C e di rispettare i principi di sostenibilità con innovazioni in grado di migliorare il prodotto vino, tra questo il telerilevamento e il rilevamento prossimale in vigneto, tecnologie di viticoltura di precisione ma anche lo studio di nuove tecniche colturali a basso impatto ambientale e la ricerca su cloni adatti alle variazioni climatiche in atto”.

l CRA-UTV di Turi (BA) è l’unica struttura in Italia che si occupa di uva da tavola: un settore che produce oltre 15 milioni di quintali su 60-70 mila ettari e per questo ha bisogno di molta forza lavoro. “Studiamo innovazioni varietali e di prodotto C ha commentato il Direttore dell’Unità di ricerca per l’uva da tavola e la viticoltura in ambiente mediterraneo, Donato Antonacci – come ad esempio la 4° gamma frutta e altri prodotti derivanti dalla trasformazione di uva da tavola come le confetture o i succhi di frutta a basso contenuto di zucchero. Sostenibilità, biodiversità, sicurezza e aspetti nutraceutici dunque, oltre ad attività di recupero di varie tipologie di vite. Al momento ne abbiamo recuperate oltre 1000”.

L’Unità di ricerca per le produzioni enologiche dell’Italia Centrale di Velletri ha affidato la presentazione dell’attività a una breve nota del Direttore Gaetano Ciolfi: “la prossima frontiera dell’enologia deve consistere nel mettere a punto un progetto strategico volto a certificare la tracciabilità e la qualità oggettiva di un vino in relazione al territorio di provenienza sull’onda del messaggio secondo cui il “mio vino è diverso e lo dimostro”. Un progetto basato sulla metabonomica/metabolomica e sulla biosensoristica (naso, lingua artificiale, reti neurali), con studi che vanno dalla vite fino al vino in commercio, da condividere congiuntamente dal mondo della produzione e cofinanziabile, così come avviene in altri Paesi di vecchia e nuova enologia. Solo a fronte di questo sarà possibile cointeressare sia il MIPAAF che le Regioni.

Per tutta la durata di Vinitaly, presso lo stand allestito all’interno dello spazio dedicato al Mipaaf, sono state effettuate degustazioni guidate dei vini sperimentali delle varie Unità e Centri di Ricerca, proiezioni delle attività del CRA e distribuiti materiali informativi e pubblicazioni scientifiche sul tema.

Il CRA – Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico, forestale, dell’ambiente e del clima �C è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Con 15 Centri e 32 Unità di ricerca con competenze scientifiche nelle principali filiere agricole e in cui operano complessivamente 1.400 persone, di cui due terzi ricercatori, tecnici e operatori e con una dotazione di circa 5.300 ettari di aziende sperimentali, il CRA costituisce il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura. Da segnalare anche il contributo dato dal CRA al portafoglio dei brevetti contenuti nel Catalogo con 32 ritrovati per invenzione industriale, tipologia alla quale afferiscono principalmente metodi e procedimenti innovativi riguardanti diversi ambiti di ricerca e che in molti casi scaturiscono da una proficua collaborazione con altri soggetti esterni all’Ente (altri EPR, Università, Ditte o Società private). Non sono rari i casi in cui i ritrovati abbiano una ricaduta che va oltre l’applicazione nell’ambito del settore primario (ad esempio in campo bio-medico). Ciò a sottolineare il contributo trasversale che la ricerca agraria può fornire al progresso tecnologico di altri settori.

Una degustazione alla scoperta del “”G Factor ” del prosecco con Carpenè Malvolti – Marte comunicazione

Torna il tradizionale appuntamento con le degustazioni guidate

Una degustazione alla scoperta del “”G Factor ” del prosecco con Carpenè Malvolti – Marte comunicazione

Protagonista della giornata, la classica degustazione guidata dal sommelier AIS della Delegazione di Firenze Massimo Castellani al Centro Servizi Bra del Padiglione 8/9.

Intanto allo stand, la Fisar consegna il diploma a sette aspiranti sommelier della Delegazione Versilia, mentre vanno avanti le degustazioni accompagnate dalle sfoglie salate del “Pane delle Streghe” e dalla fine pasticceria di Loison

 

Carpenè Malvolti alla scoperta del G Factor del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. La storica casa spumantistica di Conegliano ha scelto proprio la G di Garantito presente in etichetta da quando ha ottenuto la DOCG per raccontare la storia e i segreti del vero Prosecco di qualità, nel corso degli eventi del Vinitaly 2012. In primis, con la tradizionale degustazione condotta dal sommelier AIS della delegazione di Firenze Massimo Castellani – che si è tenuta oggi durante la seconda giornata di Vinitaly.

Al centro dell’attenzione della degustazione intitolata al tema portante del Vinitaly 2012 di Carpenè Malvolti ovvero We are the Champions, 6 vini, di cui 4 appartenenti alla DOCG e 2 alla linea “L’Arte Spumantistica. Il primo, doveroso omaggio, è al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extradry Tipico, uno Charmat delicato e fruttato fresco di investitura da parte di Luca Maroni come miglior vino secondo l’indice qualiquantitativo: un successo che va ad arricchire il già nutrito palmares della storica casa spumantistica di Conegliano. Un altro tributo è quello alla Cuvée Storica, che vuole rievocare in ogni singola bollicina del finissimo perlage il gusto della tradizione, della vittoria della natura sull’uomo e dell’inscindibile legame con il territorio di appartenenza. In degustazione tra le varie declinazioni della DOCG anche un grande classico Carpenè Malvolti, la Cuvée Brut morbida e aromatica di fresca acidità, e il Superiore di Cartizze, cru esclusivo dall’impronta più dolciastra prodotto con le uve raccolte su 106 ettari appena di terreni scoscesi tra Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza. Portano invece la firma “L’Arte Spumantistica” il Gewurztraminer, intenso e avvolgente dal sentore di rosa, frutta esotica e noce moscata e il Kerner, vino di grande e nobile complessità, rotondo, pieno, caldo e deciso, prodotto con le uve dell’omonimo vitigno frutto dell’incrocio tra Riesling Renano e Schiava.

Un fattore G che in etichetta fa la differenza dunque, attribuendo un valore molto più che simbolico al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, e che è garanzia non solo di qualità ma anche di un forte legame con il territorio di appartenenza e con la tradizione che ha portato il frutto del lavoro di viticoltori e produttori di questo fazzoletto di terra – incastonata tra le verdi colline venete – a essere conosciuto in tutto il mondo. G come garantito ma anche G come gusto, tutto da scoprire in ogni singola bollicina di Prosecco Carpenè Malvolti, degustata durante questo viaggio attraverso i cinque sensi.

Un valore aggiunto che va saputo comunicare al consumatore per metterlo in condizione di riconoscere nel mare magnum dell’offerta un Prosecco di qualità. Proprio sulla comunicazione di un tema delicato e particolare come il vino, Carpenè Malvolti da sempre sceglie di investire risorse ed energie, dimostrando sensibilità e lungimiranza. Ed è anche in rispetto di questi principi che la storica casa spumantistica di Conegliano ha scelto di far vivere il proprio Vinitaly anche al di fuori delle mura di Veronafiere con una “telecronaca” on line in tempo reale degli eventi che si susseguono allo stand, raccontati da blogger enogastronomici e sulle pagine ufficiali nei social network Facebook e Twitter.

Intanto, allo stand di Carpenè Malvolti, il Segretario Nazionale della Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori Mario Del Debbio ha consegnato il diploma a sette aspiranti sommelier FISAR della Delegazione Versilia.

Numerosi anche nel secondo giorno di kermesse, i visitatori che hanno scelto Carpenè Malvolti per una sosta all’insegna delle bollicine, guidati e consigliati dal sommelier Fisar Andrea Amistani e dall’enologo Carlo Cannaò del Collegio Enologi di Carpenè Malvolti. Ogni assaggio è accompagnato dalla fragranza e il gusto delle sfoglie salate del Pane delle Streghe® Lab, particolarmente adatte all’abbinamento per la loro particolarità di biscotto salato cotto in forno preparato semplicemente con farina, olio extravergine di oliva, sale e lievito di birra che non copre o modifica le caratteristiche sensoriali dei vini.

Domani martedì 27 marzo, tre sommelier AIS del Veneto e tre donne degustatrici di Vini Buoni d’Italia saranno protagonisti della tradizionale sfida “Blasonati vs nuovo Metodo Classico” che vedrà in competizione con la proposta Carpenè Malvolti, Champagne, Cava, Sekt e Franciacorta. Intanto allo stand B5 del Padiglione 5 continueranno per tutto il giorno gli assaggi con il sommelier Fisar Andrea Amistani e l’enologo del Collegio Enologi di Carpenè Malvolti Carlo Cannaò mentre per i ‘Vinixiani’ (gli abitanti di www.vinix.it) che faranno visita allo stand, una degustazione esclusiva di Brandy 15 Anni, abbinato alla fine pasticceria di Loison.

 Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

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La bruciata e il suo fiore all’occhiello” il vino AIVE’

Presenti a Vinitaly 2012 a Verona dal 25/03 al 28/03 alla Hall 9 stand M 4 .

Domenica 25 Marzo Vinitaly Pad 9 stand M4 l’Azienda agricola LA BRUCIATA presenterà una verticale di 4 Anni del “fiore all’occhiello” dell’Azienda, il  vino AIVE’ (moscato secco) il 2007-2008-2009-2010, annate di un prodotto di grande qualità, che sta dando grandi soddisfazioni, in Italia e all’estero.

L’Azienda, da generazioni proprietà della famiglia Bosio, si trova sul culmine della collina di Valdivilla, a 420 m sul livello del mare.
Da qui si gode di un emozionante panorama aperto su 360° sulle Langhe e le Alpi, e di un clima ideale per i profumi dell’uva, che si avvantaggiano di una buona escursione termica nel periodo estivo.

L’azienda, a conduzione familiare vede l’impegno primario dei genitori Oscar e Graziella  e dei figli Edoardo e Francesco, è specializzata nella coltura della vite, con 17 ettari di vigneti di proprietà, e fa del Moscato, vinificato in modi differenti, la sua vocazione primaria.

Il vino ha bisogno di stare al passo con i tempi e di comunicare, come afferma Oscar Bosio, si affacciano ai nostri mercati molti nuovi potenziali consumatori e altrettanti appassionati che quotidianamente ci contattano per proposte di qualità del prodotto. In questo particolare momento che sta vivendo l’economia mondiale, noi aziende, particolarmente quelle a carattere familiare, dobbiamo mettere a disposizione le nostre esperienze, risorse umane ed economiche e le nostre energie per dare  al territorio un contributo finalizzato a diffondere sempre più la conoscenza del vino italiano nel mondo, affinché questo grande e generoso prodotto della terra, rimanga sempre al centro dell’attenzione di operatori e di nuovi consumatori, come espressione di una viticoltura riconosciuta come testimonianza di una qualità superiore”.

Saranno  Oscar Bosio e il figlio Edoardo, presenti tutti i giorni del Vinitaly, a presentare tutte le nuove annate dei vini bianchi e rossi e in particolare del Moscato d’Asti annata 2011, con degustazioni alle 11,30 e alle 16.30.

Per tutti coloro che vogliono prenotare una degustazione, inviare un e-mail al indirizzo : export@la-bruciata.com

Az. Vitivinicola La Bruciata di Oscar Bosio
Strada Bruciata 5  fazione Valdivilla
12058 Santo Stefano Belbo  (CN)
TEL +39.0141.847185
FAX +39.0141.847900
NOME skipe: oscar.bosio
Postapec: postmaster@pec.la-bruciata.com
E-MAIL: info@la-bruciata.com
WEB: www.la-bruciata.com

Ufficio stampa
Claudio Toce e Cristina Vannuzzi
Per World Wine Passion
www.worldwinepassion.com

Colomba – Margherita

colomba.jpgIngredienti
(per due colombe pasquali da un chilo l’una)
900 gr farina
10 gr lievito di birra
75 ml di acqua
200 gr burro
320 gr zucchero
310 gr latte non freddo
70 gr panna liquida
1 uovo
5 tuorli
30 gr zucchero a velo
65 gr di farina di mandorle
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di sale
1 buccia d’arancia grattugiata
250 gr di mandorle intere con la buccia
Per la glassa della colomba
un albume
50 gr di farina di mandorle
100 gr di zucchero
una tazzina di acqua

Preparazione
La sera preparate la biga per la colomba di Pasqua.
Sciogliete il lievito in 75 gr di acqua tiepida.
Aggiungete 100 gr farina e amalgamare il tutto.
Coprite con la pellicola e lasciate riposare a temperatura ambiente per 10-12 ore.
Aggiungete 85 gr di latte tiepido (non dovete scaldarlo eccessivamente).
Aggiungete 130 gr di farina.
Mescolate il tutto e coprite con la pellicola. Lasciate riposare circa un’ora (deve raddoppiare di volume).
A questo punto iniziate ad aggiungere il resto degli ingredienti della colomba di Pasqua. Io ho usato l’impastatrice, ma volendo potete anche lavorare il tutto a mano.
Aggiungete il burro.
Aggiungete l’uovo e i tuorli.
Aggiungete lo zucchero.Aggiungete 225 gr di latte e la panna a temperatura ambiente
Setacciate insieme 670 grfarina, lo zucchero a velo, il sale, la vanillina e 65 gr di farina di mandorle. Incorporateli poco alla volta all’impasto della colomba di Pasqua.
Aggiungete le gocce di cioccolato e 250 gr di mandorle intere.
A questo punto trasferite l’impasto della colomba nei due stampi.
Mettete a lievitare in forno spento. Sotto le colombe, mettete un recipiente con dell’acqua calda di rubinetto (senza farla bollire sul fuoco!).
Fate lievitare finchè la colomba non sarà diventata circa il doppio di volume e cambiate l’acqua ogni volta che si raffredda.
La mia colomba di Pasqua è lievitata circa quattro ore e mezza.
Trascorso tale tempo, togliete la colomba dal forno e copritela con un panni. Accendete il forno a 180°.
Preparate la glassa per la colomba di Pasqua.
Iniziate a sbattere l’albume con una forchetta e aggiungete la farinad i mandorle, lo zucchero e l’acqua.
Spennellate la superficie della colomba.
Aggiungete le mandorle e se volete dello zucchero a velo.
Cuocete la colomba di Pasqua in forno per circa 40 minuti

Sicilia en Primeur

Dal 20 al 22 aprile 2012

Manifestazione organizzata da Assovini finalizzata alla promozione dei vini siciliani e dei relativi territori di produzione insieme alle rispettive eccellenze enogastronomiche.
La manifestazione itinerante che nelle precedenti edizioni ha già toccato alcune tra le zone enologiche più rappresentative della regione, nel 2012 si ferma all’Etna Golf & Resort Spa di Castiglione di Sicilia, sulle pendici del versante nordorientale dell’Etna, dove verranno presentate le eccellenze dell’ultima vendemmia di oltre 40 delle aziende socie di Assovini Sicilia.

Nero di Troia in trasversale tra Daunia, tavoliere e Castel del Monte – Minervino Murge (BT)

Venerdì 23 marzo 2012

Presso la  Masseria Barbera  si parlerà di Nero di Troia in trasversale tra Daunia, tavoliere e Castel del Monte presenterà Nicola Campanile e interverranno Franco Ziliani, l’enologo Cristoforo Pastore, Antonio Gargano presidente del neonato Consorzio Nero di Troia del Tavoliere; a seguire la cena/tributo al vino protagonista della serata sarà affidata alle esperte mani dello Chef Nicola Maino e dell’ospite ormai nota Lucia Schiavone delle Antiche Sere di Lesina.

Marco Bianchi e La cucina della salute Cioccolato Italiano

Marco Bianchi, lo scienziato-chef lavora presso L’istituto di Oncologia Molecolare di Milano e collabora con affermate realtà come la Fondazione IEO (Istituto Europeo di Oncologia) e la Fondazione Umberto Veronesi.
 
Marco Bianchi “combatte” per rivoluzionare il modo scorretto di mangiare e ogni giorno porta la propria testimonianza ed esperienza in molte trasmissioni radiofoniche, programmi televisivi e sulla stampa in generale.
 
Con FoxLife e “Tesoro, salviamo i ragazzi!” porta le sue conoscenze di ricercatore al servizio di un gruppo di famiglie preoccupate per le cattive abitudini alimentari dei propri figli. 

CIOCCOLATO ITALIANO
 
0458050078 3355218817

info@cioccolatoitaliano.it

Il Cra presenta a Vinitaly esclusivi vini sperimentale dei suoi centri ricerca – Marte comunicazioni

vino_Bianco_Rosso.jpgDegustazioni guidate allo stand istituzionale del Mipaaf e un workshop sul contributo del CRA al miglioramento della vitivinicoltura italiana gli appuntamenti più significativi per il Consiglio al salone internazionale del vino e dei distillati
 
Prosecco, Primitivo, Syrah, Barbera, Falanghina, Moscato Giallo, Arneis, Albarossa, Cornarea: sono solo alcuni degli esclusivi vini “sperimentali”, non in commercio, che il CRA-Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, presenterà con degustazioni guidate a Vinitaly dal 25 al 28 marzo presso lo stand istituzionale del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per far assaggiare ai presenti il risultato di approfondite ricerche condotte sui vitigni e sulle tecniche di produzione vitivinicola.
 
Il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura sarà presente al salone internazionale del vino e dei distillati con cinque strutture di ricerca. Il primo è il CRA-VIT, Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano che proporrà in versione Brut e Dry il Prosecco ottenuto da uve di nuove selezioni (cloni) oggetto di studio e di Glera (il nuovo nome del vitigno Prosecco), coltivate nell’azienda sperimentale dello stesso CRA CVIT. Il profilo sensoriale di questo vino denota un buon equilibrio alcool-acidità, di media struttura, con un aroma fruttato di frutta gialla, agrumi e mela verde.
 
logo cra.JPGQuattro i vini del CRA-ENO, Centro di ricerca per l’enologia di Asti prodotti secondo il protocollo base adottato ormai da diversi anni dalla Cantina Sperimentale: due bianchi – il Cortese e lo Chardonnay – prodotti con un limitato utilizzo di additivi e coadiuvanti enologici, e due rossi – il Syrah e il Barbera – ottenuti con la tecnica dell’estrazione differita degli antociani. I vini, annata 2011, sono ottenuti dalla vinificazione di uve da viticoltura convenzionale provenienti dal vigneto sperimentale dello stesso CRA-ENO.
 
Il CRA-VIC, Unità di ricerca sulla viticoltura di Arezzo porterà i vini ottenuti dalle sperimentazioni condotte in Toscana su nuove selezioni di Sangiovese – il vitigno con la maggiore diffusione in Italia e simbolo di grandi vini rappresentanti del Made in Italy enologico, quali il Brunello e il Chianti C e con il Foglia Tonda, varietà toscana praticamente scomparsa prima che venisse recuperata e rivalorizzata dall’Unità di Ricerca di Arezzo.
 
 
E’ la Malvasia puntinata del Lazio il vitigno su cui ha lavorato il CRA-ENC, Unità di ricerca per le produzioni enologiche dell’Italia Centrale di Velletri, che metterà in degustazione il frutto della sperimentazione su questo vitigno autoctono – rappresentativo di una realtà significativa del territorio anche in funzione della sostenibilità ambientale della sua coltivazione – volta ad esaltarne le qualità intrinseche attraverso tecniche di macerazione e un’azione mirata su tempo e temperatura per rendere il vino decisamente innovativo nel gusto, persistente e aromatico.

Ci saranno poi il Primitivo, la Falanghina e il Moscato Giallo, prodotti dal CRA-UTV, Unità di ricerca per l’uva da tavola e la viticoltura in ambiente mediterraneo di Turi (BA) con uve recuperate nel Mezzogiorno d’Italia nell’ambito del progetto Vitivin-Valut, trasferite e coltivate nell’azienda sperimentale del CRA CUTV. Il vino del vitigno Primitivo ha un profilo sensoriale caratterizzato da un colore rosso rubino intenso, di buona consistenza, ampio e complesso, con note fruttate di prugna, amarena e piccoli frutti di bosco, speziate e balsamiche. Il Moscato giallo ha un profilo sensoriale caratterizzato da una particolare freschezza, aromaticità e intensità data dalle note tropicali di agrumi e di frutta matura come la pesca gialla e il melone. Il vino dell’uva Falanghina, si presenta anch’esso fresco, fine, intenso e persistente, dominato da note fruttate, di mela e frutti esotici, note floreali di ginestra e biancospino.
 
 
Per tutta la durata del salone, presso lo stand del Mipaaf, verranno proiettati filmati inerenti le attività del CRA, effettuate degustazioni guidate dei vini sperimentali, non in commercio, istribuito materiale informativo e pubblicazioni scientifiche sul tema.
 
 
In programma, per il 28 marzo alle ore 11, anche un workshop dal titolo “La ricerca scientifica del CRA per il miglioramento della competitività nel settore viti-vinicolo italiano” al quale interverranno il Commissario Straordinario del CRA Giuseppe Alonzo, il Direttore del Dipartimento Trasformazione e Valorizzazione dei Prodotti Agroindustriali del CRA Paolo Ranalli e rappresentanti delle singole strutture del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura coinvolti su viticoltura ed enologia. Le tematiche sviluppate riguarderanno i contributi scientifico/sperimentali delle varie strutture in rapporto alle esigenze del mondo produttivo e i programmi futuri di ricerca alla luce delle nuove sfide del settore ( sostenibilità economica, ambientale, sociale; qualità globale, ecc.). Il workshop si terrà nella sala 2 al piano terra del Palaexpo nell’area di Veronafiere dedicata al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
 
 
Il CRA – Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico, forestale, dell’ambiente e del clima C è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Con 15 Centri e 32 Unità di ricerca con competenze scientifiche nelle principali filiere agricole e in cui operano complessivamente 1.400 persone, di cui due terzi ricercatori, tecnici e operatori e con una dotazione di circa 5.300 ettari di aziende sperimentali, il CRA costituisce il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura. Da segnalare anche il contributo dato dal CRA al portafoglio dei brevetti contenuti nel Catalogo con 32 ritrovati per invenzione industriale, tipologia alla quale afferiscono principalmente metodi e procedimenti innovativi riguardanti diversi ambiti di ricerca e che in molti casi scaturiscono da una proficua collaborazione con altri soggetti esterni all’Ente (altri EPR, Università, Ditte o Società private). Non sono rari i casi in cui i ritrovati abbiano una ricaduta che va oltre l’applicazione nell’ambito del settore primario (ad esempio in campo bio-medico). Ciò a sottolineare il contributo trasversale che la ricerca agraria può fornire al progresso tecnologico di altri settori.
 
Roma, 21 marzo 2012
  
 
CRA  
via Nazionale, 82 C 00184 Roma
T  +39-06-478361  
 F  +39-06-47836320
W  www.entecra.it  
@  cra@entecra.it
C.F.  97231970589
 

Il CRA – Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura – Marte comunicazioni

logo cra.JPGIl CRA – Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico, forestale, dell’ambiente e del clima
C è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Con 15 Centri e 32 Unità di ricerca con competenze scientifiche nelle principali filiere agricole e in cui operano complessivamente 1.400 persone, di cui due terzi ricercatori, tecnici e operatori e con una dotazione di circa 5.300 ettari di aziende sperimentali, il CRA costituisce il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura.

Da segnalare anche il contributo dato dal CRA al portafoglio dei brevetti contenuti nel Catalogo con 32 ritrovati per invenzione industriale, tipologia alla quale afferiscono principalmente metodi e procedimenti innovativi riguardanti diversi ambiti di ricerca e che in molti casi scaturiscono da una proficua collaborazione con altri soggetti esterni all’Ente (altri EPR, Università, Ditte o Società private). Non sono rari i casi in cui i ritrovati abbiano una ricaduta che va oltre l’applicazione nell’ambito del settore primario (ad esempio in campo bio-medico). Ciò a sottolineare il contributo trasversale che la ricerca agraria può fornire al progresso tecnologico di altri settori.
 

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Torta di amaretti, cocco e cioccolato – Tatiana Homebakedforlove

Tatiana Homebakedforlove.jpgUn giorno ho mangiato una torta simile in un ristorante famosissimo della Versilia. La servono con panna montata o con crema pasticciera calda profumata di liquore all’amaretto.

L’ho trovata squisita  e ho provato a rifarla, aggiungendo il cocco, che adoro….   

Ingredienti
(dose per una teglia di 26-28 cm di diametro)
50 gr di farina
200 gr di zucchero
120 gr di burro
3 uova
300 gr di amaretti sbriciolati
50 gr di cocco disidratato
100 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di liquore all’amaretto
zucchero a velo per spolverare

Preparazione
Preriscaldate il forno. Scioglete il burro con il cioccolato a bagnomaria. Lascitea raffreddare.
Aggiungete il liquore all’amaretto, le uova (leggermente sbattute), il cocco, gli amaretti sbriciolati e la farina. Mescolate per qualche istante amalgamando gli ingredienti.
Versate il composto in una teglia foderata di carta forno. Infornate per 30-40 minuti a 180°; farà fede la prova stecchino.
Lasciate raffreddare bene prima di servire. Spolverate con zucchero a velo.

Tatiana Homebakedforlove

http://www.homebakedforlove.it/
 

Sformato di carciofi – Maria de Candia

Tortino di carciofi.JPGIngredienti
8 carciofi medio/grandi
1/2 misurino di brodo granulare
1 scamorza grande
5 fettine di prosciutto crudo
Parmigiano grattugiato (o Grana)
pangrattato
olio
prezzemolo
burro

Preparazione
Pulite i carciofi e tagliateli a fettine nel senso della lunghezza.
Scottateli per pochi munuti in acqua salata in cui avrete aggiunto il brodo granulare. Scolate i carciofi.
Ungete con un pò d’olio una teglia da forno e formate uno strato di carciofi. Aggiungetevi sopra le fettine di scamorza, poi il prosciutto e ultimate con un altro strato di carciofi.
Cospargete con prezzemolo tritato finemente, una spolverata di Parmigiano e una di pangrattato.
Infine ponetevi dei fiocchetti di burro e infornate a 200° per 30 minuti.

Cocktail Botox party – Catania (CT)

Domenica 25 marzo 2012
 
17.00 fino a 20.00
 
         
Un evento dedicato alla bellezza e di grande valenza culturale, nella suggestiva Cappella Bonajuto di Catania.
 
Sarà una serata molto particolare: una happy hour in un wine bar da favola, con un’atmosfera magica, vini d’autore, finger food raffinato, musica suggestiva, e…qualcosa in più: compresa nel prezzo del pacchetto, una seduta individuale di infiltrazioni di Botox, effettuata dal Dr. Marcello Stella, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica.

 
Si potrà scegliere tra 2 offerte:

1) Pacchetto base di 20 € a persona – cibo e bevande incluse.

 2) Pacchetto intero al costo di 100 € a persona – oltre al cibo ed alle bevande, comprendente anche la seduta di Botox.
 
 Menù a buffet:
 
• Rusticheria mignon (arancinette, pizzette, bombette).
 
• Antipasto alla siciliana (mix di olive e pomodori secchi).
 
• Selezione di salumi e formaggi siciliani.
 
• Insalata pasta pomodorini Pachino e mozzarella.
 
• Quiches salate assortite.
 
• Verdure grigliate.
 
• Insalata mista.
 
• Crostini di pane, grissini, bocconcini.

• Dolci assortiti.
 
 
Bevande a buffet:
 
Vini: Terre di Zagara, Nero d’Avola DOC e Bianco d’Alcamo DOC.
 
Acqua minerale, naturale e frizzante – Caffè.
 
 
Per maggiori informazioni contattare – il numero 334 9627641 –
 
 
Cenni Storici:
 
La cappella è l’unico monumento bizantino di Catania, essendo sopravvissuta miracolosamente intatta ai terremoti ed alle eruzioni che distrussero ripetutamente la città. Si trova, all’interno del barocco Palazzo Bonajuto, in via Bonajuto 7, una traversa di via Vittorio Emanuele II, nello storico quartiere Civita – dal Latino: civitas (città) – che corrisponde alla parte più antica del centro cittadino. Ha una pianta a croce greca, con un’ampia cupola e tre absidi (cellae trichorae), nello stile di una “cuba” arabo-bizantina. Oggi, rispetto al piano stradale, si trova interrata di circa 2 metri. La famiglia Bonajuto ne prese possesso nel Quattrocento e nel secolo successivo vi edificò la propria residenza. Nel XVIII secolo l’edificio fu meta del viaggio del pittore e storico francese Jean Houel. Quindi, negli anni Trenta del secolo scorso, la cappella fu restaurata dal grande archeologo Paolo Orsi.
 
 
 
Cappella Bonajuto
Catania

Tappi tecnici in sughero Diam®.

LOGDIAM.JPGQualità che si riconosce in tutta la vasta gamma Diam®, per vini tranquilli (Diam® 2, 3, 5, 10 e 15 adatti a diversi periodi di conservazione con permeabilità specifiche), per vini spumante (Mytik Diam® Classic o Diam® Spumante) e per liquori, tutti garantiti esenti da gusto di tappo (Livello di TCA rilasciabile ≤ al limite di quantificazione di 0,5 ng/l) grazie al procedimento di trattamento del sughero – esclusivo e brevettato – purificato tramite CO2 allo stadio supercritico per evitare tutti i tipi di deviazione sensoriale indesiderata.

Una ricetta originale che, grazie alla giusta permeabilità del tappo, consente l’evoluzione desiderata dal vinificatore affinché il vino arrivi al consumatore così come il suo creatore l’ha immaginato. La stessa attenzione che Diam Bouchage rivolge al vino la riserva anche all’ambiente: lo sviluppo sostenibile è infatti un obiettivo per la società, che ha strutturato la propria politica attorno a 4 concetti principali che hanno permesso in quattro anni dal 2006 al 2010 una riduzione del 15% delle emissioni di gas a effetto serra: controllo dei consumi di energia, valorizzazione dei sottoprodotti del sughero, controllo dei rischi industriali e della nocività delle installazioni tecniche, investimento nella ricerca e sviluppo di prodotti che rispettino al meglio l’ambiente.  L’azienda, leader a livello mondiale nella produzione di tappi tecnici in sughero, fa parte del gruppo Oeneo operante anche nel settore della tonnellerie (Seguin Moreau), con due stabilimenti di produzione (San Vincente de Alcantara (ESP) e Céret (FRA) e numerosi centri di finitura vicini ai mercati vinicoli che contribuiscono alla messa sul mercato di circa un miliardo di tappi all’anno in tutto il mondo – ossia il 5% del mercato della tappatura in sughero