Prosecco Cycling, cento sommelier in piazza a Valdobbiadene

Prosecco Cycling 2011_Dino Marchi alla partenzab.jpg7 ottobre 2012

L’evento del 7 ottobre rinnova il fascino di un brindisi da record. E Dino Marchi, in occasione del grande appuntamento tra sport e spettacolo, convoca il meeting veneto dell’Ais

Cento sommelier per un brindisi da record. L’appuntamento non può che essere a Valdobbiadene, una delle capitali del Prosecco Superiore Docg.

Domenica 7 ottobre, in Piazza Marconi, un esercito di sommelier in tenuta da parata accoglierà i partecipanti alla Prosecco Cycling, prestigioso evento che coniuga sport e spettacolo sotto il comune denominatore di un’intelligente e raffinata promozione del territorio.

Grazie alla collaborazione con la sezione veneta dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier), la Prosecco Cycling si prepara a rinnovare il fascino di un brindisi che già nel 2011 ha emozionato i cultori di due mondi apparentemente lontani – la bicicletta e il vino – ma che a Valdobbiadene, il primo fine settimana di ottobre, trovano invece una mirabile sintesi.

“La Prosecco Cycling – spiega Dino Marchi, presidente della sezione veneta dell’Ais – non è soltanto un appuntamento imperdibile per tanti appassionati della bicicletta, ma contribuisce anche a generare un forte movimento d’interesse verso il mondo del vino. Per questo, come Ais Veneto, abbiamo deciso di essere partner dell’evento”.

Un partner affezionato. Tanto affezionato che, proprio in occasione della Prosecco Cycling, Marchi ha convocato un importante meeting regionale dell’Associazione Italiana Sommelier. I cento sommelier che alzeranno i calici in Piazza Marconi proverranno così da tutte e sette le province venete.

Sarà anche un simbolico omaggio a Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, che proprio il 7 ottobre, alla Prosecco Cycling, farà il suo debutto in veste di ciclista, andandosi ad aggiungere alla folta schiera di manager e imprenditori che hanno scoperto la passione per la bicicletta.

“La partnership con Villa Sandi, insieme alla vicinanza con altre importanti aziende del settore vitivinicolo – afferma Pietro Giorgio Davì, vice sindaco e assessore all’Agricoltura del Comune di Valdobbiadene – rappresenta la miglior sintesi dell’importanza che il territorio riconosce alla Prosecco Cycling. La capacità di generare un forte indotto e di fare sistema tra territorio e imprese dà a questo evento una valenza che va ben oltre lo sport”.

Intanto, a poco meno di tre settimane dalla Prosecco Cycling, le iscrizioni hanno abbondantemente superato quota mille. E sono già una dozzina le nazioni che saranno rappresentate ai nastri partenza. Il grande brindisi del 7 ottobre è anche per loro.

Nella foto allegata: Dino Marchi, su una bici d’epoca, alla partenza della Prosecco Cycling 2011

Mauro Ferraro – press officer
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Acetaie aperte ecco la mappa per costruire un gustoso itinerario alla scoperta del balsamico – Ufficio Stampa Consorzio Aceto Balsamico di Modena

mappa acetaie.JPGVolete partire per un viaggio alla scoperta dell’Aceto Balsamico di Modena attraverso le 20 Acetaie Aperte domenica 30 settembre ma non sapete da dove iniziare? La prima cosa da fare è collegarsi al sito del Consorzio Aceto Balsamico di Modena www.consorziobalsamico.it o a quello del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena www.balsamicotradizionale.it, andare alla pagina dedicata ad Acetaie Aperte 2012 e scegliere, tra le molteplici alternative, il programma più intrigante o l’Acetaia più vicina a casa, quella più suggestiva o quella “storica”, quella più ricca di eventi o quella più danneggiata dal sisma dello scorso maggio. Una volta definito l’itinerario da seguire, non resta che scaricare – da uno dei siti dei consorzi – la Mappa Acetaie Aperte 2012 con i relativi indirizzi, impostare il navigatore e partire verso una indimenticabile giornata in mezzo ai mosti in cottura, al profumo inconfondibile dell’oro nero e alle botti che custodiscono questo prezioso condimento.

Ma non è tutto: se dopo aver viaggiato – e assaggiato – tra un’acetaia e l’altra l’appetito si fa sentire, per l’intera giornata di domenica 30 settembre nei ristoranti aderenti al Consorzio Modena a Tavola, sarà possibile gustare piatti della tradizione locale, rigorosamente realizzati con Aceto Balsamico di Modena IGP e con il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.

Ufficio Stampa Consorzio Aceto Balsamico di Modena

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.

Tel 335 6130800  

Email marzia.morganti@gmail.com

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Cynarata – Ufficio stampa della Cynar

Ingredienti
1 parte di Cynar
2 parti di Oransoda

Preparazione
Colmare il bicchiere Juice con ghiaccio e versare il Cynar e l’Oransoda. Completare guarnendo con una fettina di arancia.

Marianna Lovagnini
D’Antona&Partners
STRATEGIE DI COMUNICAZIONE
Via San Vito, 7
20123 Milano
tel. +39 02 8545701
tel. diretto +39 02 85457040
fax. +39 02 85457077
http://www.dantonapartners.it

Il Gruppo Autogrill

Il Gruppo Autogrill è il primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia. Presente in 38 paesi con circa 62.800 collaboratori, gestisce più di 5.300 punti vendita in oltre 1.200 location e opera prevalentemente all’interno di aeroporti, autostrade e stazioni ferroviarie, con presenze selettive nelle città, nei centri commerciali, nei poli fieristici e nei siti culturali. Il Gruppo è attivo nei due settori del Food & Beverage e del Travel Retail & Duty-Free, attraverso un portafoglio di oltre 350 marchi globali e locali che gestisce direttamente o in licenza, da Starbucks a Burger King a ristoranti con Celebrity Chef quali Todd English negli Stati Uniti.

Il Gruppo è inoltre presente all’interno di circa 50 location prestigiose legate al mondo della cultura: musei, siti archeologici e università. Da Madrid (Palacio Real) a Parigi (Carrousel du Louvre e Giardini di Versailles), da New York (Empire State Building) a Torino (Museo del Cinema alla Mole Antonelliana). www.autogrill.com
 

 

Premio Casato Prime Donne 2012 al sindaco del coraggio Maria Carmela Lanzetta

Un premio che valorizza chi scrive, studia o fotografa Montalcino ma soprattutto le donne simbolo del nostro tempo. Con la “Prima Donna” Maria Carmela Lanzetta vincono Giorgio Dell’Orefice, Luciano Ferraro, Montalcino News e Gianfranco Bracci

Montalcino sabato 15 settembre, il settecentesco teatro degli Astrusi, nel centro storico della capitale del Brunello, fa da cornice al Premio Casato Prime Donne giunto quest’anno alla 14° edizione. Organizzato da una cantina tutta al femminile – Casato Prime Donne di Donatella Cinelli Colombini- incorona ogni anno un personaggio che si distingue per l’aiuto o l’esempio offerto al mondo femminile. Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace, che ha resistito alla criminalità rimanendo al suo posto nonostante attentati e intimidazioni, è davvero un bell’esempio di donna e di rappresentante istituzionale.

La Giuria del Premio – composta da Francesca Cinelli Colombini, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione – sceglie ogni anno un personaggio femminile emblematico e capace di evidenziare il nuovo contributo femminile alla società. In anni recenti hanno vinto Josefa Idem olimpionica di canoa, Samantha Cristoforetti astronauta in procinto di andare nello spazio, Carla Fendi stilista e mecenate della cultura.

Con Maria Carmela Lanzetta sono stati premiati i contributi più significativi alla divulgazione dei territori in cui nascono il Brunello e la Doc Orcia. Un angolo particolarmente bello della Toscana che, in parte, è iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco. 

Fra i quattro fotografi finalisti Gianfranco Bracci, Marcello Ballerini, Kris Ubach, Michelle Grant, Douglas Pearson, ha vinto l’immagine di Gianfranco Bracci con 366 voti su un totale di 763 giudizi arrivati via internet. E’ questa l’innovazione 2012 alla formula del Premio Casato Prime Donne. Sostituisce la giuria popolare presente nel passato e introduce l’uso dei social network come strumento per divulgare e coinvolgere.

Premio sul tema “Io e Montalcino” interpretazione personale, anche in chiave fantastica e favolistica di Montalcino nei suoi aspetti storici, culturali, paesaggistici e agricoli, è andato a Giorgio Dell’Orefice per gli articoli dedicati a Montalcino e pubblicati nel quotidiano “Il Sole 24 ore”. Il giornalista della principale testata economica italiana ha seguito con attenzione il territorio di Montalcino indagandolo anche in aspetti meno noti quali il numero totale delle etichette di Brunello, l’introduzione in supermercato o l’arrivo dei nuovi investitori.

Anche per il premio del Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”, il Presidente Fabrizio Bindocci ha puntato su chi ha scritto molto e bene: Luciano Ferraro del “Corriere della Sera” che ha raccontato il vino attraverso alcuni dei suoi protagonisti riproponendolo in chiave sempre nuova e stimolante.

Il Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile è andato alle giornaliste di “Montalcino News” per aver reinventato la cronaca locale in forma moderna. Una formula capace di far diventare internazionali argomenti locali attraverso i mezzi telematici e un’ottima qualità di contenuti giornalistici.

Dopo la cerimonia i duecento invitati al Premio si sono spostati alla Fattoria del Colle di Trequanda nella splendida azienda dell’organizzatrice dell’iniziativa Donatella Cinelli Colombini che insieme al marito Carlo e alla figlia Violante hanno offerto una cena in onore dei vincitori.

Il premio ha una vetrina permanente al Casato Prime Donne di Montalcino dove le fotografie vincitrici sono esposte nella sala da degustazione del grande Brunello e le dediche scritte dalle vincitrici intercalano un percorso meditativo e naturalistico nei vigneti di Sangiovese.

Ecco che alle frasi della stilista Carla Fendi, dell’astronauta Samantha Cristoforetti, dell’olimpionica Josefa Idem e della scienziata Ilaria Capua si aggiunge la dedica del sindaco Maria Carmela Lanzetta << I nostri occhi stupefatti dai colori del mare del paese natio / e dai cipressi che veleggiano sulle armoniose onde delle colline/ toscane. Viaggiare / nella loro prospettiva infinita / e pensare alla Bellezza del Paesaggio da tutelare / e alle Donne da proteggere dalla violenza quotidiana >>.

Ogni frase è scritta su un blocco di travertino e collocata accanto a un’opera d’arte contemporanea che si inserisce nel paesaggio arricchendolo di significati nuovi secondo la poetica della nuova “art of landscape” . Quest’anno l’opera è una silhouette di chianina a grandezza naturale in acciaio a specchio creata da Marco Pignattai.

La visita al Casato Prime Donne di Montalcino è dunque un modo per apprezzare il Brunello ma anche per entrare in un mondo di natura, di arte e di grandi donne.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Casato Prime Donne – Montalcino, SI

Fattoria del Colle – Trequanda SI

Alessia Bianchi 0577 662108 pr@cinellicolombini.it

Addetta stampa

Marzia Morganti Tempestini 3356130800

marzia.morganti@gmail.com

Crostata senza cottura con mele caramellate alla vaniglia – Morena Roana – Ufficio Stampa Oro Saiwa

La ricetta che Morena Roana ha creato per l’autunno d’ORO è la Crostata senza cottura con mele caramellate alla vaniglia un dolce semplice che richiama i sapori di una volta, in onore di un frutto che si trova tutto l’anno, la mela.
Dalle tante proprietà, si gusta come frutto fresco, a fettine, grattugiata o in macedonia; si cuoce in pentola o al forno, con o senza zucchero e si impiega spesso, come in questo caso, per la preparazione di crostate.
Questa ricetta è dedicata alla storica collaborazione con AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) che quest’anno vede ORO Saiwa coinvolto in un’attività di supporto alle famiglie con persone con Sclerosi Multipla.
L’aiuto offerto, con il contributo dei consumatori, servirà a sostenere alcune attività di assistenza svolte dai Centri diurni e residenziali AISM all’interno dei quali le persone con Sclerosi Multipla possono svolgere attività riabilitative, ricreative, culturali e di benessere.
Il progetto “Insieme per le famiglie” sarà on air in televisione con uno spot in contemporanea all’attività di Aism “Una Mela per la Vita”, che si terrà sabato 13 e domenica 14 ottobre in tremila
piazze italiane.

Ingredienti
Per la base
280 gr di Biscotti ORO SAIWA
80 gr di amaretti
180 gr di burro
morbido
Per la farcitura
Confettura di albicocche
3 mele golden
4 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di acqua
10 gr di burro
1 bacca di vaniglia
12-15 amaretti
1 limone

Preparazione
Sbriciolate i biscotti e gli amaretti in un mixer poi unire il burro molto morbido e frullate fino ad ottenere uno sbriciolato piuttosto fine.
Compattate questo composto in uno stampo da crostata di 22 cm con fondo removibile sia alla base che sui bordi a formare il guscio di una crostata.
Mettete il tutto in freezer per almeno un’ora.
Sbucciate le mele togliere il torsolo e tagliarle a tocchetti regolari. Annaffiatele con il succo di limone.
Mettete un cucchiaio di zucchero in una padella e farlo sciogliere a fuoco basso. Man mano che diventa trasparente aggiungetene altro. Alla fine si otterrà un caramello chiaro. Versate le mele nella padella facendo molta attenzione. A questo punto il caramello solidificherà per lo sbalzo di temperatura ma poi si riscioglierà con il calore.
Cuocete le mele per 10 minuti circa aggiungendo anche il burro, l’acqua e i semini di vaniglia. Se il caramello non dovesse sciogliersi perfettamente unire un altro cucchiaio d’acqua. Spegnete il fuoco ed unire 4-5 amaretti sbriciolati.
Lasciate raffreddare bene.
Togliete dal freezer lo stampo, spalmate all’interno uno strato di confettura, cospargere con gli altri amaretti sbriciolati e le mele fredde.
A piacere cospargete solo i bordi con zucchero a velo.

Consigli per la decorazione

– Compattate bene lo sbriciolato nello stampo soprattutto nei bordi aiutandosi con un cucchiaio.
– Una volta completata la crostata tenete in frigo almeno 4-5 ore.

Per ulteriori informazioni contattare:
Burson Marsteller
Francesca Mioni
Tel: +39 02 72143.539
francesca.mioni@bm.com

Oro Saiwa e Aism insieme per le famiglie – Ufficio stampa Oro Saiwa

Insieme per le famiglie.jpgDal 14 settembre al 2 dicembre 2012

Oro Saiwa e Aism insieme per le famiglie

Al via un nuovo progetto ORO Saiwa a sostegno di AISM

 
17 settembre 2012 – Continua la collaborazione tra Oro Saiwa e AISM con una nuova attività: quest’anno Oro Saiwa si propone di offrire un supporto alle famiglie con persone con Sclerosi Multipla per alleviare la convivenza con la malattia e rendere un po’ più semplici alcuni piccoli gesti quotidiani. Il supporto dato, con il contributo dei consumatori, servirà a sostenere alcune attività di assistenza svolte dai Centri diurni e residenziali AISM all’interno dei quali le persone con Sclerosi Multipla possono svolgere attività riabilitative, ricreative, culturali e di benessere.
 

“La Sclerosi Multipla incide quotidianamente sulla vita di molte famiglie in Italia, e Oro Saiwa, parte integrante della vita quotidiana degli italiani da oltre 50 anni, vuole dare il suo contributo per diventare realmente Uno di famiglia – dichiara Simona Barone, Senior Brand Manager ORO Saiwa. “Siamo orgogliosi della nostra storica collaborazione con AISM che prosegue da più di dieci anni, per continuare a sostenere la ricerca e i progetti promossi dall’Associazione”.

 

“Saiwa è al fianco di AISM e delle persone con sclerosi multipla e dei loro familiari. Grazie a questa continuativa collaborazione, negli anni  sono stati portati avanti progetti specifici con immediate ricadute sulla qualità di vita delle persone con SM  e iniziative  di volontariato che hanno coinvolto tutti i dipendenti Kraft Foods alle attività dell’associazione.” – dichiara Antonella Moretti, Direttore Operativo AISM.
 
Dal 14 settembre al 2 dicembre, grazie al sostegno e disponibilità delle insegne della grande distribuzione, all’interno dei punti vendita, saranno allestiti corner espositivi ed eventi organizzati per dare visibilità all’iniziativa e spiegare ai consumatori come diventare testimoni della solidarietà.

Insieme a Oro Saiwa, e nel periodo indicato, tutti possono contribuire a donare ogni giorno una settimana di supporto, acquistando uno tra i prodotti della linea ORO Saiwa (ORO Saiwa Classico, ORO Più Doppia Panna, ORO Più Gocce di Cioccolato, la novità Oro Più Magia di Cacao, ORO Fibrattiva, ORO 5 Cereali, Cruscoro, ORO Le Biscotte e la gamma Oro Ciok).

Inoltre, nei punti vendita in cui saranno presenti le promoter, all’acquisto di 2 pack della gamma, Oro Saiwa regala come attestato di ringraziamento un calendario, il cui valore verrà corrisposto ad AISM per sostenere le attività di supporto indicate.

 
Il progetto “Insieme per le Famiglie” sarà on air in televisione con uno spot in contemporanea all’attività di Aism “Una Mela per la Vita”, che si terrà sabato 13 e domenica 14 ottobre in tremila piazze italiane.

 
Il legame tra ORO Saiwa e l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla nasce nel 2002 con l’obiettivo comune di lottare contro la sclerosi multipla. In questi anni di partnership sono stati realizzati molteplici progetti di solidarietà e sono stati raggiunti importanti risultati: il potenziamento del Numero Verde AISM, la realizzazione di strutture per percorsi dedicati alla riabilitazione, sostegno concreto alla ricerca sulla SM, e donazione di ore di terapia riabilitativa.
 

Per maggiori informazioni, visita il sito www.orosaiwa.it o www.aism.it.

Francesca Mioni

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La grappa – Istituto Nazionale Grappa

 logo ing.JPG“Il nome GRAPPA è tutelato dal 2008 a livello europeo come una Indicazione Geografica – riferisce Elvio Bonollo – ed è riconosciuto unicamente all’acquavite di vinaccia ottenuta in Italia a partire da vinacce provenienti da uve coltivate e vinificate nel territorio nazionale: un riconoscimento importantissimo per l’economia dei territori rurali e dei distillatori italiani, che a differenza delle multinazionali del whisky o della vodka sono costituiti da piccole e medie aziende familiari, con caratteristiche artigianali che hanno saputo valorizzare il prodotto ed elevarne enormemente la qualità. Oggi la grappa, nome che è divenuto simbolo del buon bere italiano anche all’estero, 
La nostra acquavite di bandiera è un distillato di nicchia e di grande pregio 

 Ufficio Stampa Istituto Nazionale Grappa

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Grappa al metanolo – Ufficio stampa Istituto Nazionale Grappa

Alambicco.jpgAllarme metanolo in Repubblica Ceca, l’Istituto Nazionale Grappa informa che non si tratta di grappa ma di un liquore che non ha niente a che fare con il distillato italiano

L’Istituto Nazionale Grappa, in merito alle notizie giunte dalla Repubblica Ceca che imputano il decesso negli ultimi giorni di 20 persone al consumo di “grappa al metanolo”, tiene a precisare che il prodotto “incriminato” non ha niente a che fare con la nostra acquavite di bandiera. Le autorità locali hanno infatti confermato che si tratta di Slivovice, un liquore locale a base di prugne e che pertanto l’utilizzo del termine “grappa” è del tutto improprio.  

Anzi, l’Istituto Nazionale Grappa nella persona del neopresidente Elvio Bonollo, coglie l’occasione per ricordare che la produzione della grappa è sottoposta per legge allo stretto controllo delle Autorità Pubbliche (Agenzia delle Dogane, Repressione Frodi, etc) che ne garantiscono l’idoneità al consumo e l’esenzione da frodi. Precisa, inoltre, che, grazie all’importante impegno del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, nell’ottica del sostegno e della valorizzazione della grappa, esiste oggi un disciplinare, al vaglio della Commissione Europea, che ne prevede l’obbligo di imbottigliamento in Italia: un’importante ulteriore garanzia offerta al consumatore.

“Il nome GRAPPA è tutelato dal 2008 a livello europeo come una Indicazione Geografica – riferisce Elvio Bonollo – ed è riconosciuto unicamente all’acquavite di vinaccia ottenuta in Italia a partire da vinacce provenienti da uve coltivate e vinificate nel territorio nazionale: un riconoscimento importantissimo per l’economia dei territori rurali e dei distillatori italiani, che a differenza delle multinazionali del whisky o della vodka sono costituiti da piccole e medie aziende familiari, con caratteristiche artigianali che hanno saputo valorizzare il prodotto ed elevarne enormemente la qualità. Oggi la grappa, nome che è divenuto simbolo del buon bere italiano anche all’estero, rischia di essere contraffatta e copiata, se la Commissione Europea non riconoscerà il diritto richiesto dal Governo Italiano di limitare la zona di imbottigliamento al solo territorio nazionale. Quest’ultimo, infatti, garantisce l’autenticità del prodotto sui mercati internazionali, evitando il rischio che la nostra acquavite di bandiera, distillato di nicchia e di grande pregio, possa essere miscelata con distillati internazionali, meno nobili e meno costosi, traducendosi in un danno per il consumatore e per la buona immagine del prodotto originale. Situazioni analoghe – afferma ancora Bonollo – sono state risolte positivamente per altri prodotti tipici, come il Parmigiano Reggiano, per il quale è previsto l’obbligo di effettuare i confezionamenti in zona, sotto il controllo dei Consorzi di Tutela e delle Istituzioni”.

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In viaggio con il balsamico acetaie aperte a Modena – Ufficio Stampa Consorzio Aceto Balsamico di Modena

tini aceto igp.jpgDomenica 30 settembre 2012

Dal Museo del Balsamico a Spilamberto ai gustosi assaggi, passando attraverso il “risorgimento” delle aziende dopo il sisma, per una giornata alla scoperta di come nasce il prezioso condimento.

Pronti…via! E’ l’ora di Acetaie Aperte, domenica 30 Settembre in 20 acetaie aderenti al Consorzio Aceto Balsamico di Modena e al Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
 

mousse al parmigiano e aceto balsamico di modena.jpgUn viaggio da gustare in tutti i sensi, visitando le 20 acetaie (per l’elenco completo vedi www.consorziobalsamico.it – www.balsamicotradizionale.it) che proporranno visite e degustazioni del pregiato condimento abbinato ad assaggi con i prodotti tipici, mentre per scoprirne la storia non può mancare una visita al Museo del Balsamico a Spilamberto dove si potrà conoscere l’ oro nero e di come esso sia parte integrante dell’economia del territorio. Storia, che si potrà leggere anche negli antichi reperti – botti, attrezzi di acetaia e altri cimeli – che si trovano nel Museo dell’Aceto Balsamico di Modena di proprietà della Casa Giusti fondata nel 1605 e che oggi trova collocazione a Lesignana.

 
ABTM logo.jpgChi vuole gustare il sapore della tradizione proposto in originali abbinamenti, non può lasciarsi scappare l’occasione di visitare, tra le altre,  l’Acetaia del Duca a San Vito di Spilamberto dove si potrà assistere al concerto di musica classica ‘Note balsamiche tra il 600 e il 700”. Senza doversi allontanare troppo, ancora a San Vito, imperdibile la sosta da Baldazzini dove in diretta si scoprirà come avviene la pigiatura del vino e la cottura del mosto.

 
Se nel frattempo vi si è stuzzicato l’appetito, il consiglio è di arrivare fino a Rubbiara di Nonantola all’Acetaia Pedroni, dove presso l’Osteria interna si potranno degustare piatti tipici e gustosi a base di Aceto Balsamico.

 
ATT00001.pngUna grande festa in omaggio dell’oro nero, senza dimenticare il pesante tributo che le acetaie del territorio hanno dovuto pagare con il terribile sisma dello scorso maggio: circa 300.000 litri di aceto balsamico andato perduto – tra IGP e DOP – che però non ha fermato le attività e non ha spento la voglia di ricominciare dei modenesi che fin dal primo momento hanno ripreso a lavorare incessantemente per far ripartire il lavoro e dare al mondo il segnale di un rapido – anche se graduale – ritorno alla normalità. L’acetaia simbolo di questo “risorgimento” post sisma è Acetum, a Cavezzo, che domenica 30 settembre si aprirà al pubblico con una formula insolita ma di sicuro effetto: nel cortile antistante un capannone che ha dovuto essere abbattuto, sarà infatti allestito un gazebo dentro al quale verranno proiettate a ciclo continuo le immagini su come era l’acetaia prima e dopo il sisma.

 
Intanto, per tutta la giornata di domenica 30 settembre, nei 35 ristoranti aderenti al Consorzio Modena a Tavola, sarà possibile gustare piatti della tradizione locale, rigorosamente realizzati – come sancito nello statuto della manifestazione   – con Aceto Balsamico di Modena IGP e con il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.

Ufficio Stampa Consorzio Aceto Balsamico di Modena

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Chiudi il rubinetto e i consigli dello Cheff Pietro Leemann per essere green

Pietro Leemann.jpgChiudi il rubinetto e i consigli dello Cheff Pietro Leemann per essere green anche ai fornelli

Piccoli gesti per la salute del Pianeta … anche in cucina
 
Anche le azioni dei singoli possono avere un impatto importante sul Pianeta; per iniziare ad avere un comportamento eco sostenibile bisogna partire dai piccoli gesti che possiamo mettere in atto ogni giorno. Perché allora non cominciare da un luogo che ci è familiare, che sa di casa e sicurezza, come la nostra cucina?
 
Cucinare green è più semplice di quanto possiamo pensare e ci farà risparmiare energia ed acqua, basta imparare a “ragionare green” in tutti gli aspetti della cucina: dalla spesa, alla cottura a risparmio energetico, dagli ingredienti di recupero fino allo smaltimento degli alimenti. In questo buon proposito, ci viene in aiuto Pietro Leemann, chef del celebre ristorante milanese Joia e uno dei Prof di Aqua Academy di Chiudi il Rubinetto l’evento organizzato da Aquafresh lo scorso 22 marzo in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua e ora trasferitosi online sul sito dedicato.

Logo Chiudi il Rubinetto.jpgEcco pochi e semplici regole che Pietro Leemann ci ha voluto regalare per iniziare a vivere la cucina in un’ottica più green.
 
La salute del pianeta e la nostra salute vanno a braccetto: meno allevamenti significano minor impatto ambientale e meno carne mangiamo e meglio stiamo. Il gioco è quindi semplice: se promuoviamo la coltivazione vegetale e scegliamo una dieta vegetariana, o quasi, noi e la natura ne gioveremo.
 
Questi i parametri da tenere sempre in considerazione in cucina: stagionalità, regionalità, tracciabilità, rispetto dell’ambiente e di chi lo abita.
Prima di tutto, partiamo dall’acquisto. Le verdure che scegliamo devono crescere vicino a dove viviamo e la loro stagione deve essere la nostra; avranno così viaggiato poco prima di essere arrivati nella nostra cucina. Dovremo poi accertarci che siano state coltivate in modo naturale. Per la scelta di latte e formaggio è importante che le mucche vivano in un luogo salubre. Per la farina, cerchiamo di acquistare direttamente il prodotto dal contadino che la produce.
Eccoci ora in cucina. Come agire nel migliore dei modi?
Poca Acqua: le verdure andranno pulite per immersione e non sotto l’acqua corrente e cotte in poco liquido che conserveremo per bagnare zuppe e brodi. Poca energia: una cottura breve, che significa anche conservazione del gusto e di preziose sostanze. Niente sprechi: utilizzare un compostaggio dove trasformare bucce e i resti crudi. Esistono dei recipienti da compostaggio anche per il balcone, costano poco e danno molta soddisfazione. Cucinare semplice: se le ricette non sono lineari difficilmente soddisferemo i parametri di sostenibilità perché utilizzeremo ingredienti non locali e quindi poco tracciabili.
 
Per vedere la video – intervista A Pietro Leeman: http://www.youtube.com/watch?v=HL9jdVqlsx0&feature=youtu.be
 
 
La terza edizione di Chiudi il rubinetto – il progetto curato da Aquafresh per sensibilizzare al risparmio idrico – è anche su Facebook!
 
 

Elena Marchi

Senior Account Executive

Weber Shandwick

 

T    +39 02 57378560     

E emarchi@webershandwick.com

W www.webershandwick.com

Weber Shandwick, via Pietrasanta 14, 20141 Milano

EMEA Consultancy of the Year 2012, The Holmes Report

Winner of two 2011 Digital Communication Awards

Anice Verde, presidente di giuria della Sailing & Cooking – Molfetta

Logo Anice Nero.jpg22 e 23 settembre 2012

Anice Verde, presidente di giuria della Sailing & Cooking
Il 22 e 23 settembre la cucina in barca a  Molfetta

Sport e cucina, con Anice Verde. La scuola di cucina di corato diretta da Pasquale Procacci Leone sarà la giuria della XI esima edizione della regata  Sailing & Cooking, Trofeo Indeco che si terrà a Molfetta il 22 e 23 settembre.

Pasquale Procacci Leone sarà il presidente di giuria della gara cooking che si svolgerà nella prima giornata di gara,  sabato 22 settembre, presso la Banchina Seminario del Porto di Molfetta.

Secondo il regolamento,  dopo l’accoglienza  e il  perfezionamento delle iscrizioni, si provvederà entro le ore 19.30 alla distribuzione dei panieri,  e alla  presentazione del piatto preparato in barca.
Lo staff di Anice Verde diretto da Pasquale Procacci Leone valuterà i piatti  e si premieranno i vincitori. 

Per informazioni e prenotazioni  www.aniceverde.com – aniceverde@gmail.com 

Estonia alla Distilleria Bottega Il premio Best Tallink Duty Free Fait Partners 2012

RaspberryBottega.jpgLo scorso 13 settembre a Tallinn, in Estonia, si è svolta la Tallink Duty Free Conference organizzata dalla compagnia di navigazione che opera nel Baltico e che rappresenta uno dei più importanti operatori duty free su scala mondiale.
In questo contesto la Distilleria Bottega si è aggiudicata il premio “Best Tallink Duty Free  Fair Partner 2012”. Si tratta di un riconoscimento di innovativa concezione che non è stato assegnato da una commissione ad hoc, ma che è stato attribuito sulla base dei voti degli equipaggi delle navi Tallink. Lo staff di bordo, in occasione della manifestazione, ha infatti visitato gli stand delle aziende presenti. Il netto successo targato Bottega ed è stato conseguito per la qualità dei prodotti e per le accattivanti modalità espositive all’interno dello stesso stand.
Nel corso della Tallink Duty Free Conference sono stati assegnati altri 4 riconoscimenti che hanno premiato i seguenti marchi: Fazer (cioccolato), Pernod-Ricard, Procter & Gamble e Bacardi.
Per Distilleria Bottega, tra i prodotti più apprezzati, va segnalato il nuovo Raspberry (liquore cremoso a base di lampone), che ha riscosso un grande interesse in tutta l’area del Baltico. 

Approfondimento
Raspberry Bottega, liquore cremoso a base di lamponi, cioccolato bianco e grappa, è stato lanciato sul mercato all’inizio del 2012. Si caratterizza per la moderata gradazione alcolica, che lo rende morbido al palato, e per l’inconfondibile sapore di lamponi, che regala piacevoli sensazioni gustative. La bassa gradazione alcolica (15°) rende questo prodotto un ottimo afterdinner, da consumare preferibilmente freddo, non solo dopo i pasti ma anche in qualsiasi momento della giornata. È inoltre un apprezzato ingrediente per la preparazione di gustosi cocktail e si sposa egregiamente con gelati a base crema, che vengono arricchiti dalla sua verve alcolica.

Contatti: Giovanni Savio – Distilleria Bottega srl. – Tel: 0438-406801 – savio@alexander.it

Torta Bio alla Grappa – Suggerito da Cristina

È una torta espressione della tradizione pasticcera italiana, che è stata arricchita dall’inconfondibile sapore dell’uva sultanina e della Grappa Bottega. Gustosa e aromatica, si presta ad essere consumata a tavola come dessert o in qualsiasi momento della giornata. Tutti gli ingredienti, inclusa la grappa, sono di produzione biologica.

 

Contatti: Giovanni Savio – Distilleria Bottega – Tel. 0438-406801 – savio@alexander.it

Olio Bottega Bio in terracotta – Suggerito da Cristina

Olio Bottega Terracotta.jpgUn olio extravergine di oliva, ottenuto dalle migliori olive da Agricoltura Biologica del Centro Italia, che vengono estratte a freddo. Gradevolmente piccante, si caratterizza per l’aroma deciso di oliva matura, con retrogusto leggermente mandorlato. 

La bottiglia in terracotta non è stata scelta solo per l’originalità del packaging, ma anche e soprattutto perché garantisce la perfetta conservazione dell’olio, al riparo da qualsiasi fonte di luce.

Contatti: Giovanni Savio – Distilleria Bottega – Tel. 0438-406801 – savio@alexander.it

Rice is life, il riso è vita. – Suggerito da Cristina

Acquerello8.jpgQuesto slogan, coniato dalla FAO per l’Anno Internazionale del Riso celebrato nel 2004, non potrebbe riassumere in maniera più efficace tutto il significato di questa coltura per l’esistenza dell’uomo.

Il riso, L’oro bianco che sfama miliardi di persone sparse nel mondo.

Oggi parliamo di riso e di una azienda di produttori, e lo facciamo su segnalazione di Marco Corti, chinesiologo e grande conoscitore dei prodotti utili all’alimentazione e che “ci fanno stare bene”.

Per questo incontriamo Cesare Rondolino nella sua tenuta Tenuta Colombara,   costruita nel 1500,  a Livorno Ferraris, nella provincia di Vercelli.

Acquerello2_16.jpgSig Rondolino, mi racconti la sua storia, e il suo rapporto con il riso

In definitiva la mia storia  è la storia della Tenuta Colombara, una Tenuta famosa per la fertilità dei terreni e la ricchezza d’acqua, quindi particolarmente adatti alla coltivazione del riso, coltivato lì fin dal 1500.

Nel 1970 con l’aiuto dei miei figli Piero e Michele l’azienda si espande fino a 600 ettari; in pratica si guardava esclusivamente alla quantità: era una tipica agricoltura estensiva dove il riso, delle varietà più produttive, era coltivato in modo da ottenere la massima quantità: la vendita era indirizzata solo alle industrie di trasformazione.

Acquerello4b.jpgE poi l’azienda subisce una grande trasformazione….me ne parli

E vero, nel 1992, dopo questa lunga esperienza, mio figlio Piero inizia la produzione di Acquerello: un riso Carnaroli invecchiato e di qualità Extra superiore a tutti gli altri.
Nel 1997 la nostra grande trasformazione: da produzione di quantità a produzione di alta qualità;
Piero e il figlio Rinaldo, forti anche dei consensi ricevuti dagli esperti e dai clienti, decidono di ridurre la superfice dell’azienda ai 140 ettari migliori e di seminare una sola varietà di riso: il Carnaroli.

Ulteriori trasformazioni?

Acquerello6.jpgNel 2002 nella Tenuta Colombara vengono installate delle tecnologie innovative che migliorano ulteriormente la raffinazione di Acquerello.

In pratica su cosa si basa l’esclusiva del prodotto?

L’invecchiamento del riso grezzo è uno dei punti chiave della qualità.
Per invecchiare bene il riso, ancora grezzo, deve essere conservato al fresco nei silos il più a lungo possibile perché l’amido,in presenza di ossigeno, nel tempo perfeziona le sue caratteristiche.

E i passaggi sulla raffinazione?

La raffinazione del riso con l’elica, inventata nel 1875 e poi abbandonata da tutti eccetto che da noi Rondolino, è ancora oggi considerata la migliore perché lascia i chicchi perfettamente integri. Contrariamente a quanto avviene nelle lavorazioni tradizionali, nelle quali il riso viene sbiancato energicamente in sei secondi attraverso uno spazio di circa sei millimetri, all’interno dell’elica il riso viene sbiancato in dieci minuti, sfregando delicatamente in uno spazio di venti centimetri.

Per cui ci si basa su un procedimento in esclusiva?

Certo, l’arricchimento del riso con la sua gemma è un procedimento esclusivo brevettato da noi, Famiglia Rondolino. La gemma viene miscelata lentamente con il riso bianco in modo che compenetri nella parte esterna del chicco, recuperando così le sue parti più preziose.

Come si pone l’Azienda nei confronti dell’ambiente?

Le nostre coltivazioni è da sempre rispettosa dell’ambiente: vengono utilizzati principalmente prodotti naturali e durante la coltivazione l’acqua è mantenuta sempre alta. Questo ha migliorato l’ecosistema e la fauna tipica della risaia, tra cui rane, libellule, cavalieri d’Italia e aironi.

La famiglia Rondolino ha creato anche un museo

Voluto fortemente dalla terza generazione della famiglia, è nato, nella Tenuta Colombara, un interessante ECOMUSEO DELLA RISAIA  con le abitazioni, i dormitori, i laboratori degli artigiani e la scuola, collocati nella loro sede originale dove in passato viveva la comunità della cascina; rappresenta inoltre una testimonianza storica della cultura contadina e oggi si propone ai visitatori come luogo di tutela del proprio incredibile valore paesaggistico, agricolo, di lavoro umano e di attrezzature, ed è stata creata per permettere di approfondire la conoscenza su una coltura fondamentale per l’ umanità, ricca di storia e tradizioni culturali che ha avuto una grande influenza sullo sviluppo agricolo e sull’evoluzione socio-culturale del nostro Paese.

Riconoscimenti nazionali?

L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn), fondata da Slow Food, ha scelto la mia famiglia, i  Rondolino e la Tenuta Colombara, come sede didattica distaccata ideale per svolgere 3 volte l’anno gli stage degli studenti del 2° anno del corso di laurea di Pollenzo e dei due master post lauream in inglese in “Italian Gastronomy and Tourism” e “Food Culture and Communications” della sede di Colorno (Pr).

E riconoscimenti nel settore a voi deputato? Quello del food e degli chef stellati di tutto il mondo?

Acquerello è venduto in più di 30 paesi al mondo ed è utilizzato dai più grandi cuochi, tra i quali: Massimo Bottura, Osteria Francescana (Italia), Davide Oldani, D’O (Italia); Michael Troisgros, Troisgros (Francia); Alain Ducasse, Le Louis XV (Monaco); Filippe Rochat, L’Hotel De Ville (Svizzera); Dieter Muller, Schlossehotel Lerbach (Germania); Iosean Martinez Alija, Guggheneim Museum (Spagna); Heston Bluementhal, The Fat Duck (Inghilterra); Thomas Keller, The French Laundry (Stati Uniti), Alex Atala, Dom (Brasile); Higashi Azabu, Chamaleon (Giappone); Peter Gilmore, Quay (Australia).

Come afferma Marco Corti Chinesiologo, Acquerello è un riso veramente completo dal punto di vista nutrizionale. Rispetto agli altri risi bianchi, contiene più proteine, minerali, vitamine e tutti i microelementi contenuti nella gemma altrimenti presenti solo nel riso integrale; ha un amido stabile che non si disperde in cottura, per cui i chicchi restano sodi e non si incollano; inoltre assorbe meglio i liquidi e i condimenti esaltando i sapori della ricetta.

“Acquerello tocca livelli che di più uno chef non potrebbe sognare” (Gianfranco Vissani)
“Acquerello è la Rolls Royce del riso” (Alain Ducasse)
“Acquerello fa parte degli ultimi prodotti autentici” (Frédy Girardet)

 

* da IL RISO
Invito alla lettura
Nguu Van Nguyen
President Secretary, International Rice Commission
FAO Plant Production and Protection Division – Rome
 

Mosì Cantine Terre di San Vito – Suggerito da Cristina

mosì.jpgIGP 2011: Con le uve Bombino Nero e Uve di Troia questo vino si colora di un rosa tenue illuminato da delicati riflessi cerasuoli. Al naso è piacevolmente fruttato con note di amarena e lamponi intrecciati a fiori di violetta. Fresco in bocca con una piacevole mineralità che sfuma in note fruttate persistenti.
Un rosato fresco prodotto in 1300 bottiglie, sempre della cantina TERRE DI SAN VITO: il Mosì (uve nero di troia e bombino nero)

Link: vino http://www.dfood.it/vino-rosato/247-il-vescovo-vino-rosso-malbec-cabernet-sauvignon-puglia.html

La Distilleria Bottega – Suggerito da Cristina

La Distilleria Bottega è al tempo stesso una cantina e una distilleria, che dispone di un affiatato team di enologi esperti sia nelle vinificazione che nella distillazione.
L’azienda, che ha sede a Bibano di Godega (TV), 50 km a nord di Venezia, produce grappe di elevata qualità, commercializzate con i marchi Alexander e Bottega. Tra esse si distinguono le pregiate selezioni di monovitigni e i distillati maturati in barrique.
La gamma dei vini Bottega comprende il Prosecco e altri spumanti di grande personalità: Moscato, Rosè di Raboso e Pinot Nero, Cuvée di Chardonnay e Sauvignon, Glera Millesimato. Ad essi si affiancano i grandi rossi della Valpolicella e della Toscana: Amarone, Ripasso, Recioto, Amarone, Brunello di Montalcino, Chianti.
Completano l’offerta Bottega i liquori alla frutta e alle creme, tra cui Limoncino, Gianduia, Fiordilatte, Nero (crema di cioccolato), e la linea Bio Bottega di Casa Bottega (olio extravergine di oliva, aceto balsamico e caffè).

Contatti: Giovanni Savio – Distilleria Bottega srl – Tel. 0438-406801