Distelleria Bottega: dopo 30 anni, 500 volte più grande – Cristina

_MG_8444.jpgQuesto è il risultato dall’8 marzo 1983 – 30 anni dalla morte del fondatore:
da 15.000 btg a 8 milioni,  da 50 milioni di lire a 37 mil di euro di fatturato  nel 2012, da unità familiare a 100 dipendenti e un marchio conosciuto da oltre 2 miliardi di persone: una crescita costante nonostante la crisi.

In quell’anno l’azienda produceva solo grappa, tutta distribuita nel comprensorio Coneglianese, con un’immagine artigianale e di qualità conquistata grazie alla lunga esperienza della famiglia Bottega nel mondo della distillazione. Già due generazioni prima Domenico Bottega era infatti un notissimo enotecnico e mediatore di vini e dopo la seconda guerra mondiale, Aldo continuò l’attività fino ad aprire la propria azienda.

Notturno m.rCMYK.jpgLa crescita l’ha fatta divenire uno dei più importanti esempi nel proprio settore, arrivando non solo ad un fatturato importantissimo, ma anche una produzione di vini di altissima qualità, dall’amarone al brunello, dal prosecco al moscato, tutti prodotti in prima persona, con vigneti anche coltivati direttamente.

Tutto questo è avvenuto grazie al lavoro di Sandro, Barbara e Stefano, senza contributi pubblici di alcun genere, in perfetta trasparenza e nonostante un settore in crisi da almeno vent’anni. E anche oggi, a dispetto della recessione mondiale, l’azienda continua il proprio galoppo a ritmi del 10-15% di crescita all’anno, sempre con mezzi propri.
Non ci sono segreti per tutto questo, se non rispettare il consumatore offrendogli sempre il meglio che la natura può dare, utilizzare una tecnologia che rispetti l’ambiente, avere l’intuito di capire i tempi, e viaggiare, in un mondo che oggi chiede il meglio dell’Italia. 

La grappa Alexander e i vini Bottega sono presenti anche nelle più piccole isole della Micronesia, nell’isola di Svalbard, ai confini con il Polo Nord e nella Terra del Fuoco ai confini con il Polo Sud, senza dimenticare paesi sconosciuti come il Kirghizistan o i paesi nel cuore dell’Africa Nera come la Nigeria.
L’azienda è un team di persone che credono nel progetto e che danno il proprio contributo, motivate dalla passione per fare le cose belle e buone:
un team fatto di contadini che lavorano la terra e di bellissime donne commerciali che ne propongono i frutti.
Tutto questo perché trent’anni fa gli insegnamenti di Aldo vennero raccolti e custoditi come un prezioso tesoro.

Francesco Milioti…gourmet per caso – Cristina

francesco milioti.jpgSembra una storia, una di quelle storie che ci si racconta fra amici, quando ti chiedono da quanto non hai visto il tale……e parlare di Francesco Milioti sembrerebbe il racconto di un personaggio, di un signore che, un bel giorno, ha deciso di dare una svolta alla sua vita….ma che svolta!!!!!!
Oggi più che mai il cibo è sulla bocca di tutti, lo trovi sulla Tv, su tablets, smartphones, libri, giornali, riviste patinate. Il perché è semplice e complicato, perché è qualcosa di semplice, naturale, direi essenziale e raffinato, tradizione e passione, legato alla cultura del paese, ma anche piacere individuale e, soprattutto, piacere di stare insieme; se parliamo di lifestyle contemporaneo – Made in Italy, stile italiano – non possiamo non parlare di cibo e vino.
Ma oggi, anno 2013, e non 15 anni fa, dove erano pochissime le scuole di cucina, alla tv non c’erano programmi di cucina e Prove del Cuoco, La Benedetta Parodi era ancora alle medie e non esistevano i blog,  e, anche di carta stampata, a parte la Cucina Italiana e poche altre testate, in edicola non trovavi niente.
Noi incontriamo Francesco Milioti sul lungomare di  Cefalù, in una delle prime giornate di sole, per farci raccontare la sua storia di…..chef per caso….“ho fatto per 12 anni l’operatore di borsa e per  altri 12 l’agente di commercio, vendevo diamanti…..a 57 anni sono diventato chef per caso: 15 anni fa entrai nella cucina del ristorante di un mio amico, naturalmente per caso, e da allora non ne sono più uscito……mi sono innamorato della cucina siciliana, tradizionale, praticamente da autodidatta ho studiato vecchie ricette e, nel tempo, le ho rielaborate, interpretandole con nuovi concetti, ma salvaguardando la tradizione e  il prodotto. Durante l’anno organizzo serate eventi di cucina siciliana in tutta italia con colleghi bravissimi, ho gestito anche un ristorante fino alla scorsa estate sul lungomare di Cefalu’….ma, .da quest’anno, faccio una cosa particolare, diciamo che il mio senso imprenditoriale viene fuori…..organizzo cene strepitose, uniche, della vera cucina siciliana, per i miliardari russi che affittano le nostre ville sul mare, sono personal chef a domicilio, con
specialita’….cucina tipica siciliana con vocazione gourmet. Per me i piatti che creo hanno un anima, l’anima della mia Sicilia, dove vi ritrovo la passionalità e la violenza dei colori, il languore dei profumi,e poi i sapori della nostra terra, i prodotti locali, il pesce appena pescato….. i miei piatti parlano di me”

taglierini.jpgRicetta d’autore
Taglierini ai gamberi Rossi di Mazzara

Ingredienti  2 persone:
160 gr di tagliolini freschi
2 pomodori pachino
300 gr di gambero rosso di Mazzara
2 foglie di menta
la buccia di 1/2 limone rigorosamente bio
50 gr di pistacchio di raffadali

Preparazione
Mettete in padella un cucchiaio di olio extra vergine con un spicchio di aglio intero schiacciato, fate rosolare e aggiungete il pachino che precedentemente avete tagliato a cubetti, togliete l’aglio e aggiungete la menta, dopo due minuti anche i gamberi che avrete già sgusciato,io con le teste ci faccio il fumetto ristretto e poi ne aggiungo un po’, il gusto è impagabile.
Portate a bollire l’acqua e calate i tagliolini….scolateli al dente e buttateli in padella…per un buon risultato la pasta deve essere mantecata per almeno 3 minuti…se si dovesse asciugare aggiungete del fumetto….
Spegnete il fuoco e grattugiateci sopra la scorza di mezzo limone piccolo…..
Mettete nel piatto e cospargete il tutto con della granella di pistacchio…

Fiori in tavola, accendete le candele, un bicchiere di ottimo bianco e….buon appetito….

Francesco Milioti chef a domicilio
329 7461734

Coast to coast – Castelvetro (MO)

Mercoledì 17 Aprile 2013

 
In viaggio nell’Emilia Romagna da Bere…e da Gustare

Mercoledì 17 Aprile 2013 ore 20.30: Grasparossa fermentazione in bottiglia vs Grasparossa fermentato con il metodo Martinotti

presso Enoteca Regionale Emilia Romagna – Castelvetro
Via Cialdini – Centro Storico di Castelvetro (MO)
Info e prenotazioni: Martino 328 3904053 – Eglise Café 059 790489

The Lifestyle Journal

cover.jpgDiary of slow living
 

In occasione delle manifestazioni fieristiche Taste e Cosmoprof è stato presentato in anteprima attraverso una mostra fotografica allestita alla stazione Leopolda di Firenze il 1° numero del nuovo THE LIFESTYLE JOURNAL-DIARY OF SLOW LIVING, il bimestrale edito da Edizioni La Mode Illustrée dedicato al mondo green e alle sue implicazioni in chiave lifestyle.

Automotive, Design, Fashion, Beauty, Food, Sport, Turismo rappresentano i temi centrali del periodico, il cui primo numero di 104 pagine è interamente stampato su carta naturale in formato compatto (mm 200 x mm 270) e rilegato con punto metallico.

Missione del progetto è raccontare nel magazine e nella ampia attività digitale composta da sito, blog e forte utilizzo dei social, questa ampia tendenza che orienta i segmenti più alti del mercato verso un vivere più autentico e consapevole,  senza integralismi ma con molti stimoli e case history fatte di marchi e di persone.

Per meglio approfondire questi temi ogni numero di THE LIFESTYLE JOURNAL-DIARY OF SLOW LIVING,  sarà accompagnato nella sua distribuzione edicola da un libro che con il tempo andrà a formare una collana con pubblicazioni di volta in volta dedicate ad approfondire singoli argomenti trattati dal magazine.

Il 1° numero marzo/aprile, in edicola dalla prossima settimana a 3,50€, porta con se la guida turistica “Wonderful Italy” mentre il 2° numero maggio/giugno, che verrà presentato ad Orticola Milano (10, 11, 12 Maggio), veicolerà “Wonder Food”  un itinerario nella cucina artigianale Italiana alla scoperta dei suoi prodotti più tipici e dei luoghi più caratteristici ed insoliti dove consumarli.

THE LIFESTYLE JOURNAL-DIARY OF SLOW LIVING, diretto da Giovanna Caprioglio, sarà distribuito in edicola da Intercontinental in 21.000 copie a cui si affiancherà per i primi 6 numeri una diffusione personalizzata presso le 2500 stanze dei 18 alberghi 4 e 5 stelle di Boscolo Hotel.

Una distribuzione controllata a 2000 Opinion Leader e una rilevante presenza nelle manifestazioni fieristiche completeranno la diffusione del magazine.

 La raccolta pubblicitaria carta e digital è gestita da Milano Fashion Media.

 
Diego Valisi

Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013

Lunedì 8 aprile 2013

 
ORE 12
 
Vinitaly, Padiglione 5 Stand B5
 
alla conferenza stampa
 
‘La contemporaneità della comunicazione,
 
da Carosello ai Social media’
 
con
 
Mario Mazzer, architetto e designer
 
Carlo Cambi, giornalista e scrittore
 
Marina Ceravolo, direttore Sviluppo Ricerche e Scenari Media – Sipra
 
 
 
Modera: Camilla Nata, giornalista Rai Uno
 
 
 
Seguirà il riconoscimento per il
 
Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013

Seguirà il riconoscimento per il
 
Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013
 
 
Tutto l’evento sarà seguito in diretta sui “Social”  con
 
WWW – What a Wonderful Wine
 
con
 
Andrea Gori, sommelier e giornalista

Frate ubriaco – Angi

Ingredienti
50 gr di burro
4 grosse fette di pane di segale raffermo
zucchero
vino rosso
un pizzico di cannella
cacao amaro.

Preparazione
In una padella, con il burro, friggete il pane di segale raffermo. Passatele su di un foglio di carta  assorbente, per eliminare l’eccesso di unto. Cospargetele, poi, con lo zucchero, e, spruzzatele con il vino rosso. Conditele con un pizzico di cannella e spolverizzatele, da entrambi i lati, con cacao amaro.

Mousse di gianduia e salsa di fragole – Angelamaria

Ingredienti
2 tuorli di uovo
2 cucchiai di zucchero a velo
2 gr di colla di pesce
250 millilitri di panna fresca per dolci
1 cucchiaio di rhum
75 gr di cioccolato gianduia
100 gr di cioccolato fondente.

Per la salsa
200 gr di fragole rosse e mature
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 bicchiere di spumante.

Preparazione
Sbattete in una ciotola il tuorlo d’uovo con lo zucchero semolato, unite la colla di pesce in precedenza diluita in un cucchiaio di panna fresca, il cioccolato gianduia sciolto a bagnomaria, il rhum e la panna semimontata. Amalgamate bene il tutto e ponete il composto in frigorifero, a rassodare per quattro ore.
In un pentolino, fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente, stendetelo poi su un foglio di carta da forno e fatelo raffreddare in frigorifero; quando sarà freddo, formate con il cioccolato, quattro quadrati da dieci centimetri per lato.
Preparate la salsa: Frullate tutti gli ingredienti, quindi formate su ogni piatto, quattro punti con la salsa di fragole, deponetevi al centro un quadrato di cioccolato, mettetevi al centro metà della mousse ed appoggiate, incrociando gli angoli, l’altro quadrato di cioccolato. Guarnite con le fragole, cospargete di zucchero a velo e servite.

Amarena Fabbri – Ufficio stampa Cinzano

Amarena Fabbri.JPGIngredienti
1 Amarena Fabbri
1 cucchiaino del suo sciroppo
Prosecco ben freddo.   

Preparazione
Versate un’Amarena Fabbri e un cucchiaino del suo sciroppo in una flûte. Colmate con Prosecco ben freddo.      

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Vinitaly Bottega Celebra il Bicentenario di Verdi e Wagner – Cristina

Renato_Bruson_01.jpgAlla presenza del grande baritono Renato Bruson, verranno presentate in questa occasione due bottiglie in vetro soffiato dedicate ai due grandi compositori.

Lunedì 8 aprile, ore 12,30, presso lo stand Bottega (C 7, Pad. 5)

Nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, due tra i più grandi compositori di tutti i tempi, che hanno contribuito a rendere la lirica l’arte nobile per eccellenza. Nel corso di quest’anno diversi teatri, in Italia, in Germania e nel mondo, hanno in calendario un programma più o meno articolato per celebrare il genio dei due artisti.
In occasione del Vinitaly l’azienda Bottega ha inviato al proprio stand il grande baritono Renato Bruson, per portare il proprio tributo alla cultura lirica all’interno della massima rassegna italiana, dedicata al vino e ai distillati. Il gruppo trevigiano, attraverso le proprie grappe e i vetri che le contengono, ha cercato di interpretare la personalità dei due grandi uomini, dedicando ad entrambi un omaggio postumo ad alta gradazione.  
Giuseppe Verdi, sanguigno, parsimonioso, legato alla terra e alle tradizioni contadine, viene idealmente rappresentato da una selezione di grappa di Amarone, risultato della distillazione delle vinacce di uve rosse, lasciate precedentemente ad appassire su graticci.
Richard Wagner, algido, spigoloso, cosmopolita e bon vivant, potrebbe invece apprezzare una delicata grappa di Riesling che ha origine da profumate uve bianche, caratterizzate da sentori eleganti e fruttati. Il compositore tedesco era tra l’altro molto legato all’Italia e in particolare a Venezia, dove morì nel 1883. Nella città lagunare visse gli ultimi due anni della sua vita, ospite di Palazzo Ca’ Vendramin Calergi. 

Le bottiglie sono invece dei pezzi unici, appositamente creati dalla Soffieria Alexander per contenere i due nettari ad memoriam. Per Verdi il tributo si è concretizzato in una bottiglia in vetro soffiato da 3 litri che riproduce al suo interno il celebre cilindro nero, copricapo predilietto dal maestro di Busseto. A Wagner viene invece dedicata un’analoga bottiglia, caratterizzata al suo interno da un anello dorato, per evocare L’Anello dei Nibelunghi (Der Ring des Nibelungen), l’opera lirica che forse meglio rappresenta l’universo wagneriano.
Renato Bruson, “verdiano in pectore”, darà spessore alla presentazione, contribuendo a rafforzare i già solidi legami tra il mondo dell’enologia e quello della lirica.
Il duplice bicentenario dei due compositori, uno italiano e l’altro tedesco, cade in un anno particolare in cui i rapporti bilaterali tra Italia e Germania sono segnati da alcune incomprensioni. L’improrogabile necessità italiana di investire, per riprendere a crescere, si scontra infatti con il dogma tedesco del rigorismo a tutti i costi. Non è facile trovare la sintesi tra le ragioni dei due paesi che, al di là dello storico antagonismo calcistico e delle recenti tensioni legate allo spread, negli ultimi 60 anni hanno visto le rispettive economie strettamente interconnesse e sono stati due pilastri dell’Europa unita.
La celebrazione congiunta, nel segno del vino e della grappa, dei due maestri nati nello stesso anno vuole anche essere un segno per ritornare alla piena armonia e comprensione tra due paesi dalle esigenze molto spesso analoghe.

Contatti: Giovanni Savio – Bottega S.p.A. – Tel. 0438-406801

Mint Candy – Ufficio stampa Cinzano

Mint candy.jpgIngredienti
½ oz di Mojjito Rose’s
Prosecco
un ciuffetto di menta

Preparazione
Versate in coppa cocktail ½ oz di Mojjito Rose’s e Prosecco a riempire. Guarnite con un ciuffetto di menta

   
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Astisour- Ufficio stampa Cinzano

astosour.jpgIngredienti
1 parte di spremuta di limone
3 parti di Asti docg
1 cucchiaino di zucchero di canna bianco 
cubetti di ghiaccio
1 ciliegina

Preparazione
Spremete mezzo limone per persona, shakerato con un cucchiaino di zucchero di canna bianco, versate nel bicchiere sopra i cubetti di ghiaccio, aggiungete l’Asti. Guarnire con ciliegina.              

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Astiorange – Ufficio stampa Cinzano

astiorange.jpgIngredienti
1 parte di spremuta d’arancia
1 parte di Asti docg

Preparazione
Spremete un’arancia per persona, versate nel bicchiere sopra i cubetti di ghiaccio, aggiungete l’Asti.      

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Soufflè freddo al cioccolato – Angelamaria

Ingredienti
1 tavoletta da gr 250 di cioccolato amaro
3 cucchiai di caffè molto forte
5 uova
125 gr di zucchero in polvere
4 fogli di gelatina alimentare
2,50 decilitri  di panna fresca
1 bicchierino di cognac
1 arancia
Zucchero a velo.
 

Preparazione
Grattugiate un po’ di trucioli di cioccolato e teneteli da parte in un piatto, in frigorifero.
Fate fondere il resto del cioccolato spezzettato in un pentolino a bagnomaria, su fiamma dolce, senza mescolare.
Una volta fuso e ben liscio, aggiungete al cioccolato il caffè e la buccia d’arancia grattugiata finemente oltre al succo.
Mettete il composto in un pentolino, a bagnomaria non bollente, in modo da tenerlo al caldo.
Rompete le uova in una terrina abbastanza grande, aggiungete lo zucchero in polvere e mescolate energicamente con la frusta, dopo aver messo a bagnomaria la terrina. Smettete di sbattere quando il composto forma un nastro ed è quasi triplicato di volume. Sono necessari dieci minuti circa.
Immergete i fogli di gelatina in una ciotola con acqua fredda, cambiando l’acqua diverse volte. Quindi, fateli fondere, a bagnomaria con un po’ di acqua ed incorporateli alla crema di cioccolato.
Montate la panna ed aggiungetela, delicatamente, al composto di cioccolato, quindi, sempre con molta delicatezza, incorporatevi le uova sbattute. Aromatizzate il tutto con un po’ di cognac.
Con il nastro adesivo, fissate una striscia di carta da forno attorno al bordo dello stampo, in modo che ne superi abbondantemente l’altezza delle pareti.
Versate il composto nello stampo e mettetelo in frigorifero per tre ore circa.
Togliete la carta al momento di servire e decorate con i trucioli di cioccolato tenuti da parte ed un pizzico di zucchero a velo.

La lavanda in cucina – Angelamaria

Pochi fiori evocano l’estate come queste spighe blu intenso che chiedono sole, caldo e terra asciutta e in cambio regalano a giardini e balconi la freschezza della loro inconfondibile fragranza.

E’ impossibile non restare colpiti dalle immense distese blu che in estate si aprono ai nostri occhi in Alta Provenza e sul Col di Nava, nella Liguria montana. Sono le migliaia di piante di lavanda (Lavandula) che fiorendo tutte insieme, offrono uno spettacolo di straordinaria bellezza.

 Il suo nome, di origine latina, deriva dal verbo “lavare”.

Anticamente, infatti, il fiore veniva usato per profumare l’acqua del bucato,e da sempre, seccato all’ombra e impacchettato in fazzoletti di garzina, viene messo nell’armadio tra la biancheria, oppure tra i cappotti e i maglioni per combattere le tarme.

La lavanda, infatti, non solo è un arbusto ornamentale sempreverde, ma è utile per i molteplici impieghi in cosmesi, in erboristeria e nell’industria farmaceutica. I francesi la inseriscono nei dolci e nel mistodi erbette aromatiche provenzali per insaporire le grigliate.

 Il genere comprende circa venti specie, tutte native delle regioni mediterranee, dove cresce generosa lungo i pendii delle zone più brulle e aride.

 
 
 
 
 
 La “Lavanda officinalis”, detta anche “Lavanda spica”, è la specie più nota e diffusa. Vive dappertutto e, seppur raramente, alcune piante, oltre alla classica spighetta blu-viola, producono infiorescenze bianche (varietà alba,) o rosa (varieta rosa).

 Originali sono poi le varietà “Nana laba” e “Nana compacta” (dai fiori blu-chiaro), i cui cespugli mantengono dimensioni ridotte, e pertanto sono adatti per essere inseriti nelle roccaglie e nelle fioriere.

 Meritano, infine, di essere ricordati alcuni tipi di lavanda comunemente detti “lavandino”. Si tratta della “Lavanda dentata”, una specie delicata che cresce spontanea in Spagna e fiorisce in luglio e agosto, e la “Lavanda lanata”, anch’essa propria della Spagna, con il fusto e le foglie ricoperti di lanuggine bianca.

Pollice verde: La lavanda è rusticissima e la sua coltivazione non presenta problemi. La posizione deve essere in pieno sole e il terreno leggero, asciutto e ben drenato. Le annaffiature saranno regolari, ma modeste.

 E’ infatti una pianta che ama il secco, qualunque eccesso di umidità ne provoca l’appassimento. Per tale motivo può essere collocata nelle zone più  aride e soleggiate del giardino.

Coltivata a gruppi, isolata o come tappezzante, è spesso scelta per la formazione di bordure lungo muri o cancellate; in tal caso le piantine vanno poste a circa 30-35 centimetri l’una dall’altra in previsione del rapido sviluppo delle ramificazioni.

I fiori, una volta secchi, vanno tolti, tagliando gli steli alla base. Non necessita nè di potature, se non quelle di contenimento da fare dopo la fioritura, nè di protezioni invernali. E’ bene concimare due-tre volte all’anno. Si riproduce in primavera per divisione di cespo o per talea messa a radicare in agosto o in ottobre.

Se si intende ricavare l’essenza, è meglio raccogliere i fiori alla mattina presto o alla sera e farli poi essiccare in un locale ombreggiato e fresco.

La “Lavanda officinalis”, detta anche “Lavanda spica”, è la specie più nota e diffusa. Vive dappertutto e, seppur raramente, alcune piante, oltre alla classica spighetta blu-viola, producono infiorescenze bianche (varietà alba,) o rosa (varieta rosa).

 Originali sono poi le varietà “Nana laba” e “Nana compacta” (dai fiori blu-chiaro), i cui cespugli mantengono dimensioni ridotte, e pertanto sono adatti per essere inseriti nelle roccaglie e nelle fioriere.

 Meritano, infine, di essere ricordati alcuni tipi di lavanda comunemente detti “lavandino”. Si tratta della “Lavanda dentata”, una specie delicata che cresce spontanea in Spagna e fiorisce in luglio e agosto, e la “Lavanda lanata”, anch’essa propria della Spagna, con il fusto e le foglie ricoperti di lanuggine bianca.

Pollice verde: La lavanda è rusticissima e la sua coltivazione non presenta problemi. La posizione deve essere in pieno sole e il terreno leggero, asciutto e ben drenato. Le annaffiature saranno regolari, ma modeste.

 E’ infatti una pianta che ama il secco, qualunque eccesso di umidità ne provoca l’appassimento. Per tale motivo può essere collocata nelle zone più  aride e soleggiate del giardino.

Coltivata a gruppi, isolata o come tappezzante, è spesso scelta per la formazione di bordure lungo muri o cancellate; in tal caso le piantine vanno poste a circa 30-35 centimetri l’una dall’altra in previsione del rapido sviluppo delle ramificazioni.

I fiori, una volta secchi, vanno tolti, tagliando gli steli alla base. Non necessita nè di potature, se non quelle di contenimento da fare dopo la fioritura, nè di protezioni invernali. E’ bene concimare due-tre volte all’anno. Si riproduce in primavera per divisione di cespo o per talea messa a radicare in agosto o in ottobre.

Se si intende ricavare l’essenza, è meglio raccogliere i fiori alla mattina presto o alla sera e farli poi essiccare in un locale ombreggiato e fresco.

Il Chianti – Angelamaria

Si produce vino Chianti anche al di fuori della zona del Chianti Classico, sotto le Docg Colli Fiorentini, Rufina, Montalbano, Colli Senesi, Colli Aretini e Colline Pisane.
Oltre alla versione normale è consentita la produzione del Chianti Riserva che necessita di un anno in più di affinamento in cantina prima di essere commercializzato.
 Il vino ha colore rosso rubino più o meno cupo, profumi di frutti rossi uniti a sentori vanigliati dati dal legno delle botti grandi o piccole, può possedere buon corpo e struttura con lunga persistenza  gustativa. Nella Docg Classico il Chianti si esprime ai suoi massimi livelli.
 

La Docg.

La legge del cinque agosto 1996 stabilisce i criteri da rispettare per poter produrre Chianti Classico “Docg”: zona delimitata, forme di allevamento della vite, rese per ettaro, produzione massima  eccetera.
Le uve da utilizzare sono il sangiovese, dal settantacinque per cento fino al cento per cento, a cui si può aggiungere il canaiolo nero fino al dieci per cento, il trebbiano toscano e la malvasia bianca singolarmente o congiuntamente fino al sei per cento, altre uve a bacca rossa fino al quindici per cento.
Circa l’ottanta per cento delle aziende con la Docg sono organizzate nel consorzio del “Gallo Nero”, nato per tutelare in Italia e all’estero l’immagine e la qualità del Chianti Classico.
 
 

I supertuscans – Angi

Prima dell’attuale normativa, il disciplinare di produzione del Chianti Classico imponeva l’uso di altre uve, bianche e rosse, oltre al sangiovese.
A causa di questa norma alcuni produttori decisero di uscire dalla Docg e di mettere in commercio vini derivanti da solo sangiovese e quindi classificati come Vino da Tavola: una classificazione formalmente di livelloinferiore ma che vide invece nascere alcuni dei più grandi rossi toscani e italiani che divennero famosi anche all’estero come Supertuscans.
 Oggi molte aziende affiancano al loro Chianti Classico uno o più Vini da Tavola.
 

Pollo al forno sfizioso – Nerina

Ingredienti
alette o coscette di pollo
pangrattato
sale
pepe
aromi a piacere (rosmarino, menta…)
Buccia di limone

Preparazione
Condite il pangrattato con aromi a piacere, buccia grattata del limone e sale
Passate il pollo nel pangrattatto.
Cuocetelo in forno semplicissimo, velocissimo sfizioso