Sushi & Grill al Caparena Hotel di Taormina – Cristina

sushi-&-grill-caparena.jpgCaparena Taormina Beach Club, Restaurant & Hotel…

La novità dell’anno è Sushi & Grill

Da quest’anno vi è la novità del Sushi & Grill realizzato in spiaggia accanto all’Executive Beach Area. Un Ristorante, con vista panoramica, dove gustare varie specialità giapponesi oltre al pesce del giorno al barbecue. Tutte le delizie culinarie del S&G sono accompagnate da una selezionatissima lista di cocktails e sakè giapponesi.

garden restaurant.jpgMa gli spazi per gustare anche cibi vicini alla tradizione siciliana non mancano:
c’è La Pergola e c’è lo splendido Garden Restaurant. La Pergola si trova all’ultimo piano, dal lato opposto rispetto al Ristornate La Veranda ed offre un’incantevole vista sul mare. Qui potrete gustare fantasiosi piatti di mare accompagnati da una ricercata collezione di vini siciliani. Col bel tempo ci si sposta nella Terrazza de La Pergola e pure nel Garden Restaurant. Ecco qualche esempio tratto dai menu de i ristoranti del Caparena proposti dallo chef Giorgio Rimmaudo.
 
Caparena Taormina
Via Nazionale 189,
98039 Taormina (ME)
Tel: +39 0942 65 20 33
Fax: +39 0942 36 913
E-mail: caparena@gaishotels.com

falsomagro di coniglio con crostini di ortaggi.jpgExecutive chef Giorgio Rimmaudo

Falsomagro di coniglio,croccantino di ortaggi di vittoria, salsa agrodolce al vino cotto e menta

Categoria: Secondi di terra
 
A base di Coniglio – Stile di cucina: Regionale – Origine: Sicilia
 
Tempo: 1:30′
 
Difficoltà: 3 alto
 
Ingredienti per 10 porzioni
1000 gr di Lombo Di Coniglio
400 gr di Salsiccia
40 gr di Pistacchi verdi sgusciati
40 gr di Scalogno maturato
1 gr di Timo fresco
1 gr di Rosmarino
30 ml di Marsala secco ridotto del 50%
40 gr di Pecorino morbido
q.b. Sale fino e pepe
30 gr di Olive nere snocciolate
Per il croccantino di ortaggi:
30 gr di Carote
80 gr di Peperoni rossi e gialli
120 gr di Zucchine
40 gr di Cipolle bianche
50 gr diPatate
40 gr di Sedano
2 gr di Aglio

Preparazione
Per il coniglio:
Disossate il dorso di coniglio ricavando due lombi,metteteli su pellicola trasparente e battete leggermente.
Salate e pepate.
Mescolate alla pasta di salsiccia i pistacchi tritati,lo scalogno,il timo e la riduzione di marsala mescolando bene.
Farcite i lombi di coniglio e arrotolate su se stessi,legateli con spago da cucina e rosolateli in una padella con l’olio d’oliva.Eliminate il grasso di cottura e sfumare con il vino,quindi lasciare evaporare e terminare la cottura in forno a 180°C.
Per il croccante di ortaggi:
Tagliate tutti gli ortaggi a julienne e conditeli con il sale il pepe e la farina.
In una padella versate l’olio sistemate all’interno 8 cerchi del diametro di 6 cm sistemate all’interno gli ortaggi e rosolate da ambedue le parti.
Appena cotti e croccanti mettetli ad asciugare dal grasso di cottura.
Presentazione e finitura. Scaloppate il lombo di coniglio,sistematelo nel piatto,vicino il croccantino di ortaggi e tutt’intorno la salsa al marsala.

Cannolo di pesce spada marinato con battuto di tonno.jpgCannolo di pesce spada e battuto di tonno rosso ai profumi di Sicilia,crema di vastedda e mandarini al martini dry

Per il battuto di tonno
200 gr di filetto di tonno rosso
30 gr di olio extra vergine d’oliva
3 sale fino
1 buccia arancia grattata
1 buccia di limone grattata
10 gr di mandarino candito
Per i petali di pesce spada
200 gr di fettine di pesce spada tagliato sottile
5 gr di sale spezziato agli agrumi
20 gr di olio extra vergine d’oliva
1 gr di melissa
1 gr di citronella
Per la crema di vastedda al martini dry.
100 gr di vastedda
40 gr di yogurt
30 gr di martini dry
10 gr di succo di limone
3 gr di sale fino
20 gr di ghiaccio
30 gr di mandarinetti

Preparazione
Preparate il battuto. Tritate il tonno molto freddo al coltello e condite con l’olio emulsionato con gli agrumi e il sale.
Per i petali
In una casseruolina mettete in infusione le erbe con l’olio per 10 minuti alla temperatura di 65°C.
Marinare il pesce spada per 10 minuti con il sale speziato. Sistemare le fettine di pesce in un foglio di pellicola,pennellare con l’infuso d’olio e farcire con il tonno chiudendo a forma di cannolo. Il cannolo deve apparire trasparente.
Preparate la crema .Unite tutti gli ingredienti in un cutter e frullate e frullate tutto tranne i mandarinetti.
Per il piatto finito:Sistemate in un piatto concavo il cannolo di pesce,versate tutt’intorno la crema di vastedda e guarnite con del cedro candito nell’olio,un rametto di melissa ed erba cedrina. Olio al crescione e polvere di agrumi.

 
arancinette al nero con fonduta di pecorino siciliano.jpgArancinette al nero di seppie con fonduta di caciocavallo
 
Categoria: Primi piatti
A base di riso – Stile di cucina: Innovativa – Origine: Sicilia
Tempo:
Difficoltà:
 
 
Ingredienti per 10 porzioni
400 gr di Riso Fino Ribe
850 ml. di Fumetto di gamberi rossi
100 gr di Pecorino stagionato Siciliano DOP
30 gr di Nero di seppia fresco
700 gr di fonduta di caciocavallo ragusano D.o.p
100 gr di Burro
200 gr di Caciotta fresca
Qb Sale e pepe

Preparazione
In una casseruola portate a bollore il fumetto di pesce,aggiungete il riso in una volta senza mescolare,coprite e abbassate la fiamma lasciandolo cuocere fino a quando non avrà assorbito tutto il brodo,quindi aggiungere il nero di seppie,il burro e il pecorino stagionato grattugiato amalgamando bene tutti gli ingredienti aggiustando di sale e pepe.
Mettete il riso in una teglia e lasciate intiepidire,quindi formate le arancinette inserendo all’interno la caciotta a cubetti.(considerate 3 a testa per un totale di 120 grammi) e abbattere di temperatura.
Impanate le arancinette e friggetele in olio caldo a 175°C fino a cottura.
Servite in piatti fondi sotto la fonduta e la sua guarnizione.
 
 
Filetto di mupa.JPGFiletto di mupa (occhione) con pomodoro confit e fumetto ristretto
 
Categoria: Secondi di mare
A base di Pesce di mare – Stile di cucina: Regionale – Origine: Sicilia
Tempo: 45′
Difficoltà: 2 medio
Metodi di cottura: brasare; rosolare;
Attrezzature: Cass. bassa; Padella;
 
Ingredienti per 10 porzioni
1200 gr di Mupa (occhialone)
50 ml. di Olio extra vergine oliva
600 ml. di Fumetto Di Pesce Di Scoglio
30 spaghetti alla tarantina e menta
10 gr di Aglio
20 gr di Mentuccia foglie
300 gr di Pomodoro confit
5 gr di Sale fino
2 gr di  Pepe bianco macinato
2 gr di Timo fresco

Preparazione
Sventrate,squamate e sfilettate il pesce.
Pulite la cipolla e lavatela.
Sfogliate la menta,lavatela ed asciugatela.
Tagliate il peperoncino a rondelle e mettete da parte.
Marinate il pesce con l’aglio intero e l’olio aggiustando di sale e pepe.
Tagliate la cipolla a spicchi e rosolatela in una padella a fiamma bassa con poco olio salandola.
Riducete il fumetto di pesce della metà e montatelo con un filo d’olio.
Rosolate il pesce con tutti gli aromi in una padella antiaderente da ambo i lati lasciando la pelle croccante.
Mettete in caldo e lasciate riposare per 5 minuti.
Sistemate il pesce 2 filetti per porzione nei piatti assieme al pomodoro confit,la cipolla e il fumetto montato all’olio come da foto.

Biografia Chef Giorgio Rimmaudo

chef.jpegGiorgio Rimmaudo nasce a Siracusa il 12-02-1964, coniugato, e con due figlie che hanno scelto la stessa professione e nonno nel 2009 di Gaja.
I genitori quando lui ancora piccolo si trasferiscono in un paesino sul mare a pochi chilometri da Siracusa sua città natale,dove cresce con la cultura del pesce fresco appena pescato.
La passione per la cucina incomincia all’età di 13 anni quando durante le vacanze estive lavora in una trattoria sita proprio sul mare non lontano dove lui vive.
Passaggio fondamentale questo perché capisce l’importanza di questa professione.
Il lavoro si basa fondamentalmente sulla cottura dei molluschi pescati nella stessa zona di lavoro e l’apertura e cottura dei mitili consumati in grandi quantità in quelle zone.
L’anno successivo si inserisce in un ristorante nel siracusano dove l’organizzazione e completamente diversa dalla prima esperienza dove capisce ancora una volta l’importanza di fare esperienze in varie cucine con diversi chef.
Negli anni il suo amore per la cucina cresce sempre di più e lo porta a intraprendere una coraggiosa carriera di sacrifici e rinunce,che,da aiuto cuoco passa anche in pasticceria,in panetteria e poi la tradizionale rosticceria siciliana accumulando sempre più esperienze nei vari settori.
La ricerca sempre continua della cucina rurale degli ingredienti semplici e freschissimi è quella che più gli interessa, perché possedendo una buona base tecnica si arriva dove si vuole.
La sua cucina e la sua pasticceria riescono ad essere particolari e inconfondibili. Gli elementi utilizzati nelle sue creazioni sono per lo più prodotti tipici del territorio,non ignorando gli ingredienti,usi e costumi di altre cucine regionali.
La ricerca di ingredienti, profumi, sapori a volte dimenticati o tralasciati con il tempo,diventano momento di studio ed attenzione per realizzare nuove creazioni.
Giorgio Rimmaudo ha ottenuto diversi titoli tra questi il titolo di Maestro di Cucina e il Collegium Cocorum della FIC.
Giudice in alcuni concorsi importantissimi di cucina e pasticceria.
Maestro in alcuni corsi rivolti a professionisti e agli istituti alberghieri ma soprattutto attento alle innovazioni tecnologiche, gastronomiche e di pasticceria.
Negli anni ha acquisito molteplici riconoscimenti e medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per avere gareggiato in manifestazioni nazionali e internazionali. Attualmente presta attività lavorativa presso il Caparena Hotel di Taormina.

Chef Giorgio Rimmaudo

chef.jpegGiorgio Rimmaudo nasce a Siracusa il 12-02-1964, coniugato, e con due figlie che hanno scelto la stessa professione e nonno nel 2009 di Gaja.
I genitori quando lui ancora piccolo si trasferiscono in un paesino sul mare a pochi chilometri da Siracusa sua città natale,dove cresce con la cultura del pesce fresco appena pescato.
La passione per la cucina incomincia all’età di 13 anni quando durante le vacanze estive lavora in una trattoria sita proprio sul mare non lontano dove lui vive.
Passaggio fondamentale questo perché capisce l’importanza di questa professione.
Il lavoro si basa fondamentalmente sulla cottura dei molluschi pescati nella stessa zona di lavoro e l’apertura e cottura dei mitili consumati in grandi quantità in quelle zone.
L’anno successivo si inserisce in un ristorante nel siracusano dove l’organizzazione e completamente diversa dalla prima esperienza dove capisce ancora una volta l’importanza di fare esperienze in varie cucine con diversi chef.
Negli anni il suo amore per la cucina cresce sempre di più e lo porta a intraprendere una coraggiosa carriera di sacrifici e rinunce,che,da aiuto cuoco passa anche in pasticceria,in panetteria e poi la tradizionale rosticceria siciliana accumulando sempre più esperienze nei vari settori.
La ricerca sempre continua della cucina rurale degli ingredienti semplici e freschissimi è quella che più gli interessa, perché possedendo una buona base tecnica si arriva dove si vuole.
La sua cucina e la sua pasticceria riescono ad essere particolari e inconfondibili. Gli elementi utilizzati nelle sue creazioni sono per lo più prodotti tipici del territorio,non ignorando gli ingredienti,usi e costumi di altre cucine regionali.
La ricerca di ingredienti, profumi, sapori a volte dimenticati o tralasciati con il tempo,diventano momento di studio ed attenzione per realizzare nuove creazioni.
Giorgio Rimmaudo ha ottenuto diversi titoli tra questi il titolo di Maestro di Cucina e il Collegium Cocorum della FIC.
Giudice in alcuni concorsi importantissimi di cucina e pasticceria.
Maestro in alcuni corsi rivolti a professionisti e agli istituti alberghieri ma soprattutto attento alle innovazioni tecnologiche, gastronomiche e di pasticceria.
Negli anni ha acquisito molteplici riconoscimenti e medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per avere gareggiato in manifestazioni nazionali e internazionali. Attualmente presta attività lavorativa presso il Caparena Hotel di Taormina.

Cannolo di pesce spada e battuto di tonno rosso ai profumi di Sicilia,crema di vastedda e mandarini al martini dry – Executive chef Giorgio Rimmaudo- Cristina

Cannolo di pesce spada marinato con battuto di tonno.jpgIngredienti
Per il battuto di tonno
200 gr di filetto di tonno rosso
30 gr di olio extra vergine d’oliva
3 gr di sale fino
1 buccia d’arancia grattata
1 buccia di limone grattata
10 gr di mandarino candito
Per i petali di pesce spada
200 gr di fettine di pesce spada tagliato sottile
5 gr di sale spezziato agli agrumi
20 gr di olio extra vergine d’oliva
1 gr di melissa
1 gr di citronella
Per la crema di vastedda al martini dry.
100 gr di vastedda
40 gr di yogurt
30 gr di martini dry
10 gr di succo di limone
3 gr di sale fino
20 gr di ghiaccio
30 gr di mandarinetti
 

Preparazione
Preparate il battuto. Tritate il tonno molto freddo al coltello e condite con l’olio emulsionato con gli agrumi e il sale.
Per i petali
In una casseruolina mettete in infusione le erbe con l’olio per 10 minuti alla temperatura di 65°C.
Marinate il pesce spada per 10 minuti con il sale speziato. Sistemate le fettine di pesce in un foglio di pellicola,pennellare con l’infuso d’olio e farcire con il tonno chiudendo a forma di cannolo. Il cannolo deve apparire trasparente.
Preparate la crema .Unite tutti gli ingredienti in un cutter e frullate e frullate tutto tranne i mandarinetti.
Per il piatto finito:Sistemate in un piatto concavo il cannolo di pesce,versate tutt’intorno la crema di vastedda e guarnite con del cedro candito nell’olio,un rametto di melissa ed erba cedrina. Olio al crescione e polvere di agrumi.

Caparena Taormina
Via Nazionale 189,
98039 Taormina (ME)
Tel: +39 0942 65 20 33
Fax: +39 0942 36 913
E-mail: caparena@gaishotels.com

Arancinette al nero di seppie con fonduta di caciocavallo – Executive chef Giorgio Rimmaudo

arancinette al nero con fonduta di pecorino siciliano.jpgCategoria: Primi piatti
A base di riso – Stile di cucina: Innovativa – Origine: Sicilia
 
Ingredienti per 10 porzioni
400 gr di Riso Fino Ribe
850 ml. di Fumetto di gamberi rossi
100 gr di Pecorino stagionato Siciliano DOP
30 gr di Nero di seppia fresco
700 gr di fonduta di caciocavallo ragusano D.o.p
100 gr di Burro
200 gr di Caciotta fresca
Qb Sale e pepe

Preparazione
In una casseruola portate a bollore il fumetto di pesce,aggiungete il riso in una volta senza mescolare,coprite e abbassate la fiamma lasciandolo cuocere fino a quando non avrà assorbito tutto il brodo,quindi aggiungere il nero di seppie,il burro e il pecorino stagionato grattugiato amalgamando bene tutti gli ingredienti aggiustando di sale e pepe.
Mettete il riso in una teglia e lasciate intiepidire,quindi formate le arancinette inserendo all’interno la caciotta a cubetti.(considerate 3 a testa per un totale di 120 grammi) e abbattere di temperatura.
Impanate le arancinette e friggetele in olio caldo a 175°C fino a cottura.
Servite in piatti fondi sotto la fonduta e la sua guarnizione.

Caparena Taormina
Via Nazionale 189,
98039 Taormina (ME)
Tel: +39 0942 65 20 33
Fax: +39 0942 36 913

Cestini alla ricotta- Rafano e cannella

Cestini-di-ricotta.jpgCestini di ricotta: ricetta finger food. Un piatto che potete presentare a tavola come secondo sfizioso oppure come antipasto, come preferite. E’ una ricetta facile e veloce che utilizza pochi e semplici Ingredienti ricotta e salame che potete sostituire con lo speck. Serviteli tiepidi, sono una vera bontà! 🙂

Ingredienti (per 9 cestini):
250 g di ricotta fresca
9 fettine di salame
3 uova
6-7 cucchiai colmi di Grana (o Parmigiano) grattugiato
2 cucchiai rasi di pangrattato
poco burro
prezzemolo.

Preparazione
In una ciotola, sbattete le uova, aggiungete la ricotta, il formaggio grattugiato, il pangrattato e il prezzemolo tritato finissimo. Amalgamate bene il tutto.
Imburrate gli stampini e spolverateli con il pangrattato, lasciando cadere quello in eccesso.
Adagiate dentro ogni stampino una fetta di salame, riempite con il composto di ricotta, spolverizzate un po’ di pangrattato e infine aggiungete in superficie un pezzettino di burro.
Sistemate gli stampini in una teglia da forno e infornate a 200° per 25/30 minuti.

Lasciate intiepidire prima di sformare e servite, decorando i vostri cestini con delle foglioline di basilico.

http://blog.giallozafferano.it/rafanoecannella

Antiqua Vinea

aglianico-2.jpgL’azienda Antiqua Vinea si inserisce tra le mille realtà, piccole e grandi, che affollano le strade del vino lungo le lussureggianti vallate e sulle ubertose colline della provincia di Avellino, l’antica Irpinia.
Il culto della tradizione, la tutela della genuinità e l’ambizione di migliorare qualità e bontà del prodotto caratterizzano il  complesso percorso che conduce alla commercializzazione dei vini selezionati da Antiqua Vinea. E’ un percorso che richiede il controllo rigoroso delle uve che vengono impiegate per la produzione dei vini
Taurasi DOCG, Fiano di Avellino DOCG, Greco di Tufo DOCG e Aglianico Campania IGT:
Downloader(5).jpgil tutto al fine di garantire la soddisfazione dei consumatori (offrendo un servizio completo e altamente qualificato alle aziende che operano nel settore, quali ristoranti, enoteche, wine bar, etc.) e quindi il successo aziendale.
I prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale di cui si fregiano i vitigni ed i vini irpini impongono un approccio rispettoso all’intero comparto. Questa regola è alla base dell’azione di quanti operano per Antiqua Vinea

Antiqua Vinea
Via Stradone n.50  83020  Aiello del Sabato (Av)
Tel.: 360 615111 – 338 2814078
web: www.antiquavinea.it  email: info@antiquavinea.it

Ballando fra le botti per Calici di Stelle alla Fattoria del Colle – Cristina

Violante Gardini Calici di Stelle 2013 vino, profumi, stelle e musica.jpgNotte multisensoriale: musica dal vivo The Pipedreamers, assaggi di Cenerentola Doc Orcia e Brunello, profumeria artistica nella notte del 10 agosto
Violante Gardini festeggia l’elezione a Presidente Toscana del Movimento del Turismo del vino con una festa aperta al pubblico in occasione di Calici di Stelle – 10 agosto –  alla Fattoria del Colle nel sud del Chianti.
Musica dal vivo per ballare in mezzo alle botti e ogni mezz’ora una sosta con degustazione e, prima di tornare in pista, dedicare qualche momento a un profumo, alle stelle cadenti e ai desideri. 
Per chi vuole anche cenare ci sarà un buffet con 10 piatti fra cui una tartara di chianina creata per l’occasione (28€).
La festa della Fattoria del Colle sviluppa, con qualche tocco in più, il tema di Calici di Stelle 2013 nelle cantine toscane <<Stelle della musica e del vino >>. 
Un rito nuovo, giovane, raffinato ma a diretto contatto con la natura e le suggestioni di una notte d’estate in campagna.  La musica alla  Fattoria del Colle inizierà alle 22 per proseguire fino a mezzanotte quando ci sarà il brindisi alle stelle. 

Il programma della degustazione è in crescendo: Rosa di Tetto IGT 2012, Il Drago e le 8 colombe IGT 2010, Cenerentola DOC Orcia 2008, Brunello di Montalcino DOCG 2008, Brunello Riserva 2004. Accompagnano i vini di Donatella Cinelli Colombini piccoli assaggi intriganti, come i biscotti del contadino, con anice e zenzero. 
L’esperienza sensoriale con i profumi aspetta i partecipanti in un luogo appartato e buio dove è possibile vedere le stelle cadenti e esprimere i desideri. Gloria Del Dottore “Profumeria Nella” di Sinalunga ha preparato una sequenza di essenze dai nomi suggestivi come ad esempio “La Fille de Berlin”. 
CENA – euro 28,00 a persona bevande escluse ( è richiesta la prenotazione)
Menù calici di Stelle

PACCHETTO CALICI DI STELLE – Euro 164,00 per due persone
Il prezzo include:
– Una notte in camera doppia con bagno
– Prima colazione a buffet
– Cena con menù Calici di Stelle
– Partecipazione all’evento
Possibilità di usufruire del centro benessere il venerdì pomeriggio e il sabato mattina su prenotazione

http://www.cinellicolombini.it/blog/vigne-e-vini/balla-fra-le-botti-a-calici-di-stelle-alla-fattoria-del-colle

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Fattoria del Colle – Trequanda (SI)  Alessia Bianchi 0577 662108 pr@cinellicolombini.it
Addetta stampa  Marzia Morganti Tempestini 3356130

Il mare nel piatto Della chef Paola Di Lorenzo Chef Ristorante Bagno Assunta al Forte dei Marmi-Suggerita da Cristina

images.jpgIngredienti
Calamari
600 gr Pesce da zuppa
800 gr Palombo
500 gr Cozze
500 gr Vongole
6 Cicale di mare
500 gr Pomodori
1 Carota
1 costa Sedano
1 Cipolla
2 spicchi Aglio
q.b. Prezzemolo
1/2 bicchiere Vino rosso
q.b. Olio di oliva extravergine
q.b. Peperoncino
q.b. Fette di pane
q.b. Sale 

Preparazione
Pulite i diversi tipi di pesce, lavate e tritate insieme la cipolla, la carota, il sedano e fateli rosolare in abbondante olio. Non appena la cipolla inizia a imbiondire aggiungete i polipi e le seppie tagliate a pezzetti; dopo averli fatti soffriggere buttate un bicchiere di vino.
Dopo circa una decina di minuti, levateli dalla pentola in cui aggiungerete invece i pomodori, pelati, privati dei semi e tagliati a cubetti, i pesci da zuppa ed eventuale teste di pesce messe da parte durante la pulizia; bagnate con qualche mestolo di brodo. Dopo 20 minuti di cottura passate il pesce al setaccio e rimettete immediatamente sul fuoco. A questo punto aggiungete al passato i molluschi precedentemente cotti ed allungate con dell’acqua o del brodo caldo, salate e aromatizzate con il peperoncino. Dopo 20 minuti di cottura unite gli ultimi pesci tenuti da parte (le cicale, i calamari ed il palombo) e mantenete sul fuoco per altri 20 minuti; poco prima di spegnere unite una buona manciata di prezzemolo tritato.
Tenete il cacciucco piuttosto allungato e a cottura ultimata servitelo in ciotole di coccio in cui saranno state sistemate fette di pane ben abbrustolite.

RISTORANTE BAGNO ASSUNTA
LA.MAT BEACH
Via Arenile, 11
55042 Forte dei Marmi – Lucca

Settanta Ciclisti britannici alla scoperta delle Colline del Prosecco

Downloader(2).jpgPartecipazione record dal Regno Unito per la Prosecco Cycling che il 29 settembre celebrerá l’edizione del decennale. E sul Muro di Ca’ del Poggio troveranno un ristoro speciale: fasolari abbinati al Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg

Settanta ciclisti britannici, il prossimo 29 settembre, pedaleranno nel cuore delle colline del Prosecco. L’occasione é data da uno degli eventi ciclistici piú attesi della stagione.

La Prosecco Cycling si caratterizza da sempre per una forte vocazione internazionale, ma quest’anno, in coincidenza con il decimo anniversario del prestigioso appuntamento d’inizio autunno, la presenza di appassionati provenienti da oltre confine si annuncia piú numerosa che mai.

A poco piú di due mesi dall’evento, sono infatti 179 gli stranieri iscritti, il 30% in piú rispetto allo stesso periodo del 2012. Al comitato organizzatore sono giá pervenute settanta adesioni dal Regno Unito, nazione che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom d’attenzione verso le due ruote.

Ma, per la prima volta, arriverá a Valdobbiadene anche una rappresentanza di ciclisti provenienti dalla Svezia. Mentre si mantiene folto il numero di iscritti degli Stati Uniti, oltre che di diverse altre nazioni europee (dall’Austria alla Francia, dall’Ungheria alla Germania, alla Slovenia).

Curiositá: molti stranieri, per il soggiorno in Italia, hanno scelto di alloggiare nei pressi di uno dei passaggi piú caratteristici della Prosecco Cycling, il celebre Muro di Ca’ del Poggio, dove da metá maggio, in coincidenza con il passaggio del Giro d’Italia, é aperto l’Hotel Villa del Poggio.

Sul Muro transiterá il percorso lungo (114 km) della Prosecco Cycling e qui i ciclisti troveranno un ristoro del tutto speciale. In occasione della tradizionale e scenografica sosta sull’ascesa di San Pietro di Feletto verrá infatti proposto l’abbinamento tra i fasolari, il mollusco principe dell’Alto Adriatico, e il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Un’accoppiata originale, nel segno della grande tradizione enogastronomica veneta. E di un evento che, grazie alla bicicletta, continua a promuovere con originalitá il territorio e i suoi prodotti piú tipici.

Nella foto: il ristoro della scorsa edizione della Prosecco Cycling sul Muro di Ca’ del Poggio

Mauro Ferraro press officer Prosecco Cycling
Cell. +39 338 2103931  –  Skype: ferraro.mau

Soufflè freddo al cioccolato – Modastylema

Ingredienti
1 tavoletta da grammi 250 di cioccolato amaro
3 cucchiai di caffè molto forte
cinque uova
125  gr di zucchero in polvere
4 fogli di gelatina alimentare
decilitri 2,50 di panna fresca
Un bicchierino di cognac
Un’arancia
 Zucchero a velo.

Preparazione
Grattugiate un po’ di trucioli di cioccolato e teneteli da parte in un piatto, in frigorifero.
Fate fondere il resto del cioccolato spezzettato in un pentolino a bagnomaria, su fiamma dolce, senza mescolare.
Una volta fuso e ben liscio, aggiungete al cioccolato il caffè e la buccia d’arancia grattugiata finemente oltre al succo.
Mettete il composto in un pentolino, a bagnomaria non bollente, in modo da tenerlo al caldo.
Rompete le uova in una terrina abbastanza grande, aggiungete lo zucchero in polvere e mescolate energicamente con la frusta, dopo aver messo a bagnomaria la terrina. Smettete di sbattere quando il composto forma un nastro ed è quasi triplicato di volume. Sono necessari dieci minuti circa.
Immergete i fogli di gelatina in una ciotola con acqua fredda, cambiando l’acqua diverse volte. Quindi, fateli fondere, a bagnomaria con un po’ di acqua ed incorporateli alla crema di cioccolato.
Montate la panna ed aggiungetela, delicatamente, al composto di cioccolato, quindi, sempre con molta delicatezza, incorporatevi le uova sbattute. Aromatizzate il tutto con un po’ di cognac.
Con il nastro adesivo, fissate una striscia di carta da forno attorno al bordo dello stampo, in modo che ne superi abbondantemente l’altezza delle pareti.
Versate il composto nello stampo e mettetelo in frigorifero per tre ore circa.
Togliete la carta al momento di servire e decorate con i trucioli di cioccolato tenuti da parte ed un pizzico di zucchero a velo.

Vino consigliato: Pinodisè (Lombardia).

La bottega del moro A Greve in Chianti – Cristina

2.jpgCerto l’Italia non finisce mai di sorprenderci, dovunque si giri l’occhio si scorge, ma è meglio dire, si scoprono mille e mille opere d’arte, mille paesi e borghi pieni di fascino e testimonianze, mille botteghe artigiane, anch’esse testimonianze peculiari della nostra cultura, mille  trattorie, posti dove la cultura del cibo è sacra, tramandata, ricette segrete, fatte di ricordi, sapori che ti fanno pensare al profumo di pane fresco, profumi rimasti nel ricordo della nostra fanciullezza, dove le massaie insegnavano, tramandando nozioni e favole davanti allo scoppiettio di un camino acceso.
E’ bello il paese di Greve, si conoscono tutti, la gente che si incontra e si saluta, le chiacchiere al bar, i bambini che ordinatamente vanno a scuola, a piedi, il mercato del sabato, le botteghe con l’intreccio e la lavorazione del legno d’olivo, atmosfere sospese oltre il tempo, dove le stagioni hanno un volto che cambia, dalla bruma che avvolge la campagna d’inverno al sole 3.jpgabbacinante di certi pomeriggi d’estate, campagne assolate e olivi secolari, covoni di grano maturo, un mondo fatto di umanità, ma anche di serenità data dalla natura e il verde che la circonda, fatta di cipressi maestosi, il leit motiv della campagna toscana, e poi olivi, che ti abbracciano, si inchinano, materni e argentei, nella consapevole testimonianza del loro prodotto unico.
Greve in Chianti è uno di questi paesi, vicinissimo a Firenze e Siena, ma non per questo è un paese che si è sentito secondo, pieno anch’esso di testimonianze e opere d’arte, come un affresco del XIV secolo raffigurante una Madonna col Bambino e un trittico di Bicci di Lorenzo del 1420 circa.
Ma la caratteristica di Greve è l’artigianato e il cibo, oltre naturalmente al vino, il nostro meraviglioso Chianti.

Qui ho incontrato Paolo Landini, la passione per l’antiquariato che lo ha fatto vagabondare per il mondo, in una sua intima ricerca del bello, dotato di grande ironia fiorentina, un personaggio d’altri tempi, un signore che, per passione, studia e scopre, ricorda e narra, ricerca e inventa, un padrone di casa dei tempi passati, quando si baciavano le mani alle signore e la buona tavola era un rito.

Ma Paolo e la sua famiglia, la moglie Maria Zita, esperta restauratrice di antichi dipinti e la figlia Diletta sommelier e il gatto Lupin, tutti appassionati di cucina, scoprono e ritrovano  la trattoria dal nome insolito, La Bottega del Moro, nelle vecchie stanze dell’ultimo fabbro del paese per un fil rouge fatto di cultura dei valori, atmosfere sospese, cadenzate nella notte dal gracidio delle rane del fiume vicino, muri pieni di storie, candide tende e tavole ombreggiate da alberi imponenti, tavolate di amici, sedie personalizzate dai nomi, cose semplici ma importanti, che solo la vita del borgo ti offre.
La Bottega del Moro che racconta dell’ultimo Fabbro del villaggio che aveva “bottega” qui e forgiava ferri da cavallo e cerchi per le botti in rovere del famoso Chianti, e la gente del paese lo chiamava “il moro” forse per via della fuliggine nera che copriva il viso.

Come afferma Paolo Landini “una ricetta non è mai tua completamente, semplicemente, si custodisce. E si tramanda….”

E così nei suoi piatti e nelle sue passioni  ci intravedi sullo sfondo la Toscana, la ricerca di antiche ricette, le storie e i detti, l’olio d’oliva, il farro, la Chianina, i piccioni e i conigli e i polli ruspanti, la cacciagione, il rosso festoso del Chianti tutto racchiuso in un habitat senza tempo, sospeso, fatto di cipressi secolari, di verde e di oliveti, un sogno reale attraversato dal nastro argenteo dell’Arno.
Nei piatti semplici di Paolo, mai banali, i profumi che ricordano il tempo senza tempo della memoria dell’infanzia, i dolci di Maria Zita appena sfornati, caldi, preziosi, ricordi, emozioni, ma principalmente si vede in loro la cultura di personaggi che tramandano  la storia e il cibo, il cibo inteso nei ricordi di antiche ricette segrete, legate al territorio e alle raccolte stagionali, ma principalmente inteso come famiglia, usanze, tradizioni, abitudini, ma soprattutto storie di persone, con le quali stabilire un  importante progetto di vita.
E poi  l’apoteosi, il vino Chianti, attore di una cantina importante ed orgogliosa, dove riposano centinaia di etichette toscane e di Supertuscany, selezionati da Diletta, sommelier.
Memorie immerse in un contesto naturale, quello toscano, che accoglie fiori, animali di casa, olivi, piante, viti, la terra, la vita che in un attimo ama e soffre sopra, la natura, il nostro passato, l’aria che si respira…questa è l’Italia.

VINI GREVE.JPGI Supertuscany della Cantina de La Bottega del Moro

Castello di Rampolla d’Alceo Santa Lucia in Faulle
Flaccianello della Pieve Fontodi
Castello dei Rampolla San Marco     Santa Lucia in Faulle
Curiale     San Cresci
Torre di Mantemaggio Fattoria Montemaggio
Vindia Corte di Valle  

tartara.JPGRicetta d’autore
La tartare alla Moda di Greve di Paolo  LandiniChef e patron de La Bottega del Moro
Ingredienti per persona:

carne magrissima di primissima scelta (no filetto) 200 grammi
cipolle rosse 1 cucchiaio da minestra
prezzemolo macinato 1 cucchiaio da dolce
capperi 1 cucchiaio da dolce
rhum 1 cucchiaio da minestra
maionese fatta in casa 2 cucchiai da minestra
pasta di acciughe “Balena” 1 cucchiaio da caffè
olio extra vergine di oliva 1 cucchiaio da minestra
sale,pepe,tabasco a gusto.

Preparazione
Tritate la carne e mettetela in una grande ciotola.
Fate un battuto abbastanza grossolano della cipolla, del prezzemolo e dei capperi.
Mettete nella ciotola, insieme alla carne, il battuto, la maionese, il rhum, la pasta di acciughe e l’olio.
Con una forchetta impastare bene tutti gli ingredienti e salate, pepate al gusto.
Sempre al gusto aggiungete il Tabasco per il piccante.

Impiattate con le fantasie personali, aggiungendo delle fette sottili di pane di campagna abbrustolito nel forno a legna, come si usa dalle nostre parti.

La Bottega del Moro
Piazza Trieste, 14 r
50022 Greve in Chianti   Firenze
Tel 055 853753
bottegadelmoro@virgilio.it

 

Polpi ripieni – Rafano e Cannella

Polpi-ripieni.jpgOggi propongo un secondo piatto di pesce: i polpi ripieni. E’ un piatto abbastanza semplice da preparare, ma richiede del tempo. Un piatto per tutta la famiglia, soprattutto per chi non ama destreggiarsi tra le lische del pesce.

Ingredienti
4 polpi di media grandezza
2 uova
2 cucchiai di pangrattato
Grana ( o Parmigiano) grattugiato
aglio
prezzemolo
6-7 pomodori rossi
olio d’oliva
sale e pepe q.b.

Preparazione
Dopo aver acquistato dei polpi freschissimi, congelateli e teneteli in freezer per 3-4 giorni; in questo modo risulteranno più teneri.
Vi starete chiedendo come mai dovete congelare i polpi con tutte le interiora. La risposta è semplice: in questo modo il pesce (non solo i polpi) mantiene intatto il suo sapore, come appena pescato.
Torniamo alla ricetta…
Alcune ore prima di cuocerli, scongelate i polpi in acqua e sale; privateli delle interiora, lavateli bene e fateli sgocciolare.
In una ciotola, sbattete le uova insieme al pangrattato, il prezzemolo e tanto formaggio grattugiato quanto basta per ottenere un impasto sostenuto (non duro).
Con un cucchiaino riempite le teste dei polpi con il composto di uova (non eccessivamente) e fermate con uno stecchino.
Poneteli in una pentola dai bordi bassi, conditeli con prezzemolo e aglio tritati finemente, pomodori a pezzetti, olio, e un po’ di pepe (se avete bambini, meglio non usarne) e fate cuocere a fiamma bassa senza aggiungere acqua… del resto si sa che “il polpo si cuoce con la sua stessa acqua”!
Solo a fine cottura, regolate di sale.
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Insalata mediterranea – Rafano e Cannella

Insalata-mediterranea.jpgCon questo gran caldo non c’è niente di meglio che un buon piatto freddo. Per questo propongo un’ insalata mediterranea: semplice e gustosa, preparata con Ingredienti semplici e genuini. Fresca e leggera, ideale sia a pranzo che a cena.

Ingredienti
1 scamorza
5-6 pomodori da insalata
4 cetrioli
1 cipolla rossa
1 carota
olive nere in salamoia
olio
basilico

Preparazione
Prima di procedere con la preparazione dell’insalata, preparate l’olio profumato al basilico: versate in una ciotolina la quantità di olio che vi servirà per condire l’insalata (questo dipende dai vostri gusti e da quanta insalata dovete preparare), untevi 1-2 foglie di basilico spezzettate e lasciate riposare per un paio di ore.
Tagliate la cipolla ad anelli, mettetela a bagno in acqua e qualche goccia di aceto (questo attenuerà il sapore della cipolla) e lasciate riposare anch’essa per un paio di ore.
Tagliate a dadini la scamorza, i pomodoro e i cetrioli, tagliate la carota a julienne, e mettete tutto in una ciotola, insieme alle olive (meglio se snocciolate); aggiungete la cipolla ben sgocciolata e condite con l’olio a cui avrete tolto il basilico.
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Frittata di peperoni – Rafano e Cannella

Frittata-di-peperoni.jpgFrittata di peperoni: nutriente …e coloratissima! Ideale come secondo piatto, buona sia calda che fredda. Facile da preparare e abbastanza veloce.

Ingredienti
5 peperoni di diverso colore
5-6 uova (dipende dalla grandezza)
200 gr di Grana  (o Parmigiano) grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
olio d’oliva
1 spicchio di aglio
prezzemolo
sale fino
poco brodo granulare alle verdure.

Preparazione
Lavate i peperoni, asciugateli e privateli del picciolo e dei semi.
Tagliateli prima a listarelle, poi a pezzetti.
In una padella antiaderente fate soffriggere l’aglio intero e il prezzemolo tritato in 3-4 cucchiai di olio; quando l’aglio sarà imbiondito, toglietelo e versate i peperoni.
Fateli cuocere a fuoco moderato aggiungendo pochissimo brodo granulare e regolando di sale.
Lasciateli intiepidire.
In una ciotola, sbattete le uova insieme al formaggio e al pangrattato; dovrete ottenere un composto sostenuto.
Unite i peperoni al composto di uova, mescolate bene e versate il tutto in una padella antiaderente (24 cm di diametro) unta con 4-5 cucchiai di olio; livellate e fate cuocere a fuoco basso.
Quando la parte inferiore della frittata sarà cotta, con l’aiuto di un coperchio senza bordo bagnato, giratela e fatela cuocere dall’altro lato.
Lasciate intiepidire prima di servire.
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Palline di cocco e ricotta- Rafano e Cannella

Palline-di-cocco-e-ricotta1.jpgLa ricetta di oggi è davvero deliziosa: palline di cocco e ricotta. Un dolce fresco e leggero, perfetto in queste calde giornate. Se volete stupire i vostri ospiti, le palline di cocco e ricotta sono l’ideale. Perfette per il dopo cena, ma buone anche in ogni momento della giornata. Sono semplicissime e veloci da preparare…e altrettanto veloci a finire!
 
Ingredienti
300 gr di cocco grattugiato
250 gr di ricotta freschissima
190 gr di zucchero
 

Preparazione
Versate in una ciotola 250 g di cocco grattugiato, la ricotta e lo zucchero e amalgamateli bene.
I restanti 50 g di cocco metteteli in un piatto fondo; vi servirà per rotolarvi le palline.
In un piatto da portata sistemate i pirottini in cui metterete i dolcetti.
Formate le palline grandi quanto una noce con il composto ottenuto, passatele nel cocco che avete messo nel piatto e sistematene ognuna in un pirottino.
Tenete i dolcetti in frigo fino al momento di servire.

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Storie antiche per nuove emozioni – Cristina

forte 2.jpgIl capitano Nemo in Versilia la storia di un uomo legato al mare

Mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, leggero refolo di vento sotto gli ombrelli colorati, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le vette della Pania, il profilo severo della Dormiente, la vetta più altera delle Apuane,  poi un giardino antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi: qui la storia di un uomo, Nemo Berberi, un uomo di mare, in paese un’istituzione, una vita semplice ma ricca di accadimenti ed emozioni,  mai banali, pieno di passione per la sua terra, il mare e la Versilia, una grande cultura del mare tanto da farne il suo elemento, le vele delle sue barche, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare,  una vita cadenzata dal movimento delle onde, inesorabile, dolce, ripetuto, senza tempo.

Incontro al Forte dei Marmi, al Bagno Assunta,  il  mitico Capitano Nemo Barberi, un “giovanotto maturo” dalla folta capigliatura bianca e il mare negli occhi, la faccia arsa dal sole e i solchi del viso che sono tutti i suoi sogni diventati nuvole,  una famiglia legata fortemente al mare della Versilia, che risale al nonno Palmiro Lari, detto il Vecchia, che si accontentò di un quadro da Carlo Carrà, allora sconosciuto, che non gli poteva saldare l’ombrellone stagionale, e Nemo che mi racconta una storia fantastica, quasi segreta, quando il Forte si chiamava, nel 1914, “ i magazzini”, una piccola borgata sotto il Capitanato di Pietrasanta, prima che diventasse Comune, costituita solo dal Fortino e da un magazzino, il rimessaggio del marmo, portato a valle dai bovi dalle montagne fino dai tempi di Michelangelo; e Nemo continua la sua favola di quando il Forte era tutta una palude e l’acqua arrivava dove ora ci sono gli alteri e lussuosi alberghi per i vip russi di passaggio,  e di quando Henry Moore era all’Assunta e faceva le bozze e i disegni delle sue immense opere al venticello del tramonto, seduto in riva del mare sui patini in legno, i pattini, come li chiamano qui; una famiglia la sua che dal mare ha tratto la sua attività, la pesca, i primi stabilimenti balneari, le cabine di legno tutte uguali,  inventandosi una cultura dell’ospitalità, abbinata naturalmente alla cucina, perché qui il pesce è….arte….., e nasce  dall’offerta di una cucina sana  e genuina, pesce appena pescato, tavole imbandite verso gli ultimi raggi del sole, verso tramonti che sanno di magia, le barche da pesca, estati piene di sole e poi le lunghe sere d’ inverno, segnate dai venti forti delle Libecciate e del Tramontano, i velieri lontani che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e  d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.
E Nemo ti racconta l’ospitalità del Forte di Marmi di allora: i pochi ristoranti sul mare, selettivi, molta discrezione, quasi snobismo, le grandi famiglie italiane, la bicicletta come mezzo per muoversi, nomi come Agnelli  e Moratti, Rizzoli, gli Orlando, i Riello e Mondadori, Marconi, Corsini, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, le ville delle grandi famiglie di industriali nell’ombra dei pini di Roma Imperiale, Villa Agnelli che diventerà l’Hotel Augustus,  la targa a pochi metri dalla Capannina che recita: “Qui inizia il Principato di Roma Imperiale”, un paese particolare, dove la tenda si chiama capanno e  il villino si chiama baiadera, dove, da una vera capanna di pescatore nel 1929  è nata la discoteca più glamour e di classe della Versilia, La Capannina, oggi il locale più antico del mondo,  nata dalla felice intuizione di un vero signore in zoccoli di legno e il collo della camicia alzato, l’indimenticabile Nevio Frenceschi,  locale dove è stato inventato il Negroni e Renato Salvatori riuscì ad ammaliare la colta e raffinata Annie Girardot ed infine il Bagno Assunta, esclusivissimo e discreto,  con il suo ristorante sul mare dove, nelle notti d’estate si può ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di noi si sente un vip, un privilegiato, solo perché “la Paola” cucina con amore uno dei suoi famosi piatti. Ed oggi, incredibilmente,  il “Bagno Assunta” è rimasto immutato, un’isola incontaminata dal lusso  dei nouveau riche, dell’armata del rublo, come i “logali” chiamano il turismo russo, turismo che ha preso il posto delle famiglie italiane della buona borghesia e che anima il “nuovo” Forte; ma il Bagno Assunta,  con le sue tende e il ristorante sul mare è rimasto selettivo, con la presenza estiva delle sue belle famiglie ospiti da decenni, senza clamori, chiringuiti, mise glam-rock, ma pieno  dell’allegria spensierata dei figli e dei nipoti delle nuove generazioni delle famiglie di un tempo.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….e per Nemo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: il dono del mare che finisce inesorabilmente sulla tavola.
Questo è un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare, un pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro della Versilia e la durezza delle Apuane, il profumo del salmastro che si confonde al Libeccio; Nemo vive le sue passioni fra “il Bagno” e la pesca, aspettando settembre, la fisiologica diminuizione del turismo in Versilia, aspetta che riaprano le scuole e finalmente riappropriarsi del suo elemento, il mare, per uscire con il suo “pattino”oppure la sua barca da pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo,  nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il  cielo autunnale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.

E poi, all’Assunta storie, profumi, sapori incancellabili, sicuramente trasmessi  che oggi Lucia ed Anna con la chef Paola Di Lorenzo ripropongono: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio, nella zona che vede la cucina un punto focale della giornata sul mare, il successo di una chef per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui Paola Di Lorenzo è padrona, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo viareggino con le patate, gli spaghetti con le arselle, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alla trabaccolara, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, e poi il fantastico Cacciucco, il mare nel piatto.
La chef Paola Di Lorenzo è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni possa emergere in autonomia, al di là di Guide e  stampa di settore, a volte penalizzanti, e creare una cucina radicata ai sapori e ai prodotti della Versilia, pesce appena pescato, che ogni giorno fa rivivere la poesia sfiorita della pesca lungo la costa della Versilia, attività nobile e fiera di un passato neppure troppo lontano.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta:  cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè.
I loro desideri hanno le forme delle nuvole. – Charles Baudelaire –

images.jpgRicetta d’autore  Della chef Paola Di Lorenzo Chef Ristorante Bagno Assunta al Forte dei Marmi-

Ingredienti
Tempo: 1 h 30 m

Ingredienti
Calamari
600 gr Pesce da zuppa
800 gr Palombo
500 gr Cozze
500 gr Vongole
6 Cicale di mare
500 gr Pomodori
1 Carota
1 costa Sedano
1 Cipolla
2 spicchi Aglio
q.b. Prezzemolo
1/2 bicchiere Vino rosso
q.b. Olio di oliva extravergine
q.b. Peperoncino
q.b. Fette di pane
q.b. Sale

Preparazione
Pulite i diversi tipi di pesce, lavate e tritate insieme la cipolla, la carota, il sedano e fateli rosolare in abbondante olio. Non appena la cipolla inizia a imbiondire aggiungete i polipi e le seppie tagliate a pezzetti; dopo averli fatti soffriggere buttate un bicchiere di vino.
Dopo circa una decina di minuti, levateli dalla pentola in cui aggiungerete invece i pomodori, pelati, privati dei semi e tagliati a cubetti, i pesci da zuppa ed eventuale teste di pesce messe da parte durante la pulizia; bagnate con qualche mestolo di brodo. Dopo 20 minuti di cottura passate il pesce al setaccio e rimettete immediatamente sul fuoco. A questo punto aggiungete al passato i molluschi precedentemente cotti ed allungate con dell’acqua o del brodo caldo, salate e aromatizzate con il peperoncino. Dopo 20 minuti di cottura unite gli ultimi pesci tenuti da parte (le cicale, i calamari ed il palombo) e mantenete sul fuoco per altri 20 minuti; poco prima di spegnere unite una buona manciata di prezzemolo tritato.
Tenete il cacciucco piuttosto allungato e a cottura ultimata servitelo in ciotole di coccio in cui saranno state sistemate fette di pane ben abbrustolite.

RISTORANTE BAGNO ASSUNTA
LA.MAT BEACH
Via Arenile, 11
55042 Forte dei Marmi – Lucca

La Cantina Solive – Cristina

SOLIVE-300x511.jpgLa Cantina Solive, situata nel comune di Erbusco, è consociata dal 1996 al “Consorzio Vini Franciacorta“.
Dalla sua suggestiva posizione, che domina i vigneti della collina Bellavista, si abbraccia l’intera Franciacorta fino al lago d’Iseo. Qui arrivano i raccolti dai vigneti in proprietà, dislocati per oltre 30 ettari nelle tenute in Torbiato, Adro e Corte Franca. La struttura della cantina si sviluppa su 4 piani per una superficie coperta di 2800 mq.

Cantina Solive
Via Bellavista,
25030 Erbusco, (BS) Italy