venerdì, 30 settembre 2011

Formaggio Asiago DOP

Il formaggio Asiago DOP E’ prodotto solo all’interno della zona d’origine con latte raccolto esclusivamente nella zona d’origine. Ogni forma è garantita e certificata dal Consorzio Tutela. Così, al momento della scelta, siete certi che l’Asiago a Denominazione d’Origine Protetta è una deliziosa genuinità. Di Asiago così ce n’è uno solo. Il vero Asiago a Denominazione d’Origine Protetta porta sempre impresso sul bordo/scalzo della forma questo marchio: DA DOC A DOP L’Asiago è formaggio a denominazione d’origine controllata dal 21 dicembre 1978, giorno nel quale una legge ne definisce l’area di raccolta del latte e della sua produzione all’interno del territorio delle province di Vicenza e di Trento e in due zone limitrofe delle province di Treviso e Padova.

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20:29 Scritto da: eleoma in Alimenti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Spaghetti gustosi - Lusimafilogian Bernardet de Cann

Ingredienti
300 gr di macinato fino misto oppure 4 salsicce
cipolla
olio di oliva extra vergine .
3 patate(circa dipende dalla grandezza)
400 gr di spaghetti 
parmigiano.

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Plumcake alla Calendula - - Flowers2eat

Plumcake alla Calendula.jpgIngredienti
1 vaschetta di Calendula
200 gr farina
200 gr burro
200 gr zucchero a velo
4 uova
1 bustina lievito
1 bustina vanillina
1 pizzico di sale

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Pignoletto di Modena Ancestrale Brut di Francesco Bellei - Paride Rabitti il Lambruscologo

Pignoletto Ancestrale Francesco Bellei.jpgAncestrale è una parola “altisonante”, ha un suono un po’ magico, che ci fa fermare a riflettere.
Letteralmente ancestrale significa antico, atavico, primordiale, primitivo, ma se troviamo questa parola scritta su una bottiglia di vino, significa: il modo in cui spumantizzavano i nostri nonni, ossia il metodo classico.
La presa di spuma tradizionale, con rifermentazione in bottiglia, a mio avviso dona al vino maggiore carattere e franchezza.
Un vino torbido che mantiene la sua anima e allo stesso tempo il corpo, dove il “fitto” cioè il sedimento che si deposita sul fondo dovuto alla fermentazione dei lieviti, non è considerato un difetto ma una peculiarità, che conferisce al vino uno spessore tattile, quello che io amo definire: “Il boccone del prete”.
Quando il vino comincia a intorbidirsi maggiormente aumentando la consistenza e il sapore, inizio a percepire che mi sto avvicinando alla fine della bottiglia.
Quando mi trovo in un ristorante dove la bottiglia non è lasciata al tavolo, perché il vino è servito da un cameriere col compito di controllare che il bicchiere non rimanga mai vuoto, e mi è servito il “boccone del prete”, avverto che è giunta l’ora di ordinarne un'altra bottiglia.
Ho scoperto il Pignoletto Ancestrale per caso, anzi per sbaglio. Mi trovavo al ristorante “La Lumira” di Castelfranco Emilia (Modena), patria dei tortellini, forse per un compromesso storico-campanilistico alla continua guerra tra modenesi e bolognesi sulla paternità di questa squisita minestra perché Castelfranco si trova a metà strada sulla via Emilia.
Supportato da antichi testi come La Secchia Rapita, poema eroicomico di Alessandro Tassoni, scritto nei primi del 1600, ambientato nel 1325 durante una battaglia tra modenesi e bolognesi, i quali prima fecero irruzione nel territorio modenese, ma poi furono respinti e inseguiti fino alla loro città dai modenesi che fecero proprio il famoso trofeo di guerra, in altre parole una Secchia di legno presa a un pozzo ove si erano fermati per dissetarsi.
La leggenda ancestrale narra dell’oste di Castelfranco che, spiando una cliente della locanda dal buco della serratura, né volle riprodurre l’ombelico creando così la forma del tortellino.
Una spiegazione più logica e meno leggendaria vuole che, i cuochi di corte della famiglia estense, per non gettare via gli avanzi dei banchetti, sempre a base di carne e selvaggina, la riutilizzassero per il ripieno di questa minestra.
Oggi la ricetta è stata depositata alla camera di commercio, anche se, ogni famiglia né possiede una con le proprie piccole o grandi differenze.
Per l'appunto, mi trovavo alla locanda di Castelfranco, non quella dell’oste guardone, almeno credo, e ordinai per antipasto: guanciale croccante all’Aceto Balsamico tradizionale di Modena Extra Vecchio, naturalmente tortellini tradizionali di Castelfranco col ripieno di lombo di maiale, mortadella, prosciutto crudo, Parmigiano Reggiano, noce moscata, tutto crudo, fatto poi cuocere all’interno della pasta nel grasso brodo di cappone, che gli dona un sapore inconfondibile, ed a seguire coniglio con polenta fritta, e  semifreddo all’amaretto di Modena per dolce.
Dopo aver letto alla carta dei vini, ordinai “stranamente” un Lambrusco e precisamente Lambrusco di Sorbara Francesco Bellei Ancestrale.
Arrivò il cameriere, aprì la bottiglia, annusò il tappo e versò un goccio nel bicchiere per farmi assaporare se il vino fosse di mio gradimento, qui venne il bello, il lambrusco era bianco, dopo aver guardato meglio l’etichetta, mi accorsi che non era nemmeno lambrusco.
Mi era stato servito per errore il Pignoletto Ancestrale di Francesco Bellei al posto del lambrusco di Sorbara Ancestrale di Francesco Bellei da me ordinato. Per qualche istante rimasi seccato del disguido, il cameriere riconoscendo l’errore si predispose subito a rimediare, ma la mia curiosità era tale, che accettai ben volentieri lo scambio di Ancestrale.
In effetti, era da qualche tempo che volevo assaggiare quel pignoletto e così colsi la palla al balzo, mai errore fu più propizio per il mio palato, senza naturalmente togliere nulla al lambrusco ma solo alla mia curiosità.
Ad essere sincero sono poche le bottiglie che mi lasciano impressionato, quest’anno si possono contare sulle dita di una mano, e il pignoletto ancestrale è stato il terzo vino a colpirmi così e resta ad oggi la penultima bottiglia.
Il Pignoletto è tra i vini bianchi più amati dagli Emiliani, l’alternativa per eccellenza al “Vino Nostrum” Lambrusco, anch’esso frizzante e secco.
Il Pignoletto Ancestrale ha un bel colore giallo paglierino chiaro, con un finissimo perlage, un intrigante effluvio di profumi di erbe di campo e di fieno con un accenno di mandorla. Al palato è molto franco, secco, pulito, lascia in bocca una piacevolissima sensazione di mineralità.

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Una birra per solidarietà - Treviso

Venerdì 30 Settembre 2011

Alla Casa dei Gelsi Advar una serata all'insegna della solidarietà con le birre artigianali dei migliori birrifici italiani in una gara di cuore per ADVAR e ANPPI
Prima ci sarà un buffet freddo innaffiato da birre artigianali offerto dall'organizzazione

Sagra dal Nedar o Sagra dell'anatra - San Benedetto Po (MN)- Suggerito da Pro Loco Teofilo Folengo

Domenica 2 ottobre 2011

Tagliatelle giardino di Garofani - Flowers2eat

170820091040tagliat_garof_pancetta.jpgIngredienti
Garofani
Tagliatelle paglia e fieno
Pancetta affumicata
Pesto alla genovese
Parmigiano
Olio extravergine
Sale

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Spaghetti vongole e cannelli - Osteria del Mare Riccione

SPAGHETTI VONGOLE ECANELLI.jpgQuesto piatto tipicamente romagnolo.

Ingredienti
400 gr di spaghetti
150 gr di cannelli sgusciati
150 gr di vongole sgusciate
prezzemolo
farina bianca
olio
pepe
sale

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Museo del cioccolato Vicoforte (CN)

In Italia stà per sorgere il museo del cioccolato: creato dal pasticcere Silvio Bessone di Vicoforte (CN) sarà un luogo dove curiosi ed appassionati potranno vedere veri alberi del cacao, oggetti e strumenti per la lavorazione del cacao e molte altre curiosità raccolte dal maestro cioccolatiere piemontese nei suoi viaggi nelle terre del cacao.
L'inaugurazione è fissata per il 30 settembre direttamente presso il Ristorante San Marco a Mondovi (CN) dove già esiste la Fabbrica del cioccolato e la Chocolocanda.

Biscotti Etruschi - Osteria del Mare Riccione

Biscotti Etruschi.jpgOggi vi propongo questa ricettina...si tratta degli etruschi, tipici biscotti romagnoli
 
Ingredienti
500 gr di farina
200 gr di zucchero
20 gr di anice
4 cucchiai di olio di semi
250 gr di mandorle
2 uova
un po' di anicini
1 bustina di lievito

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