Vegetarismo o vegetarianesimo

Vegetarismo o vegetarianesimo

Rispondiamo a chi ci dice che la suddivisione delle aree dedicate al vegetarismo o vegetarianesimo non è perfetta, abbiamo fatto queste sezioni per evitare che i vegetariani o vegani o latto-ovo vegani o latto-vegani non si debbano spulciare tutte le ricette per trovare quella che fa per loro, ma ovviamente ci sono sempre le eccezioni ad esempio quelli che mangiano il pesce anche se sono vegetariani, perchè escludono solo la carne e non il pesce,  a chi mangia anche il pesce suggeriamo di cercare le proprie ricette anche nella sezione dedicata al pesce o nelle singole aree dedicate ai vari tipi di pesce come ad esempio l’area dedicata al tonno o al salmone….

Non possiamo purtroppo rispondere alle esigenze di tutti, è un nostro limite del resto non abbiamo fatto nemmeno sezioni per chi è intollerante a uno o all’altro prodotto.
Non vogliamo dilungarci in quello che sono la complessità, le sottigliezze e le suddivisioni di questo stile di vita, siamo comunque un blog di ricette, il nostro scopo è quello di dedicare anche a chi è vegetariano uno spazio per cercarsi le sue ricette in modo semplice e veloce.
Abbiamo inserito le 3 categorie principali di questo stile di vita escludendo in tutte e tre le categorie sia la carne che il pesce ed i loro derivati anche se sappiamo benissimo che ci sono poi delle diversificazioni o ” sottigliezze” come appunto chi mangia il pesce diversificazioni che di proposito non abbiamo preso in considerazione.

Latto-ovo-vegetarismo
ESCLUDE carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei.
PERMETTE: latte e suoi derivati, uova e loro derivati, oltre a qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.

Per vedere le ricette della categoria Latto-ovo-vegetarismo

Latto-vegetarismo
ESCLUDE: carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei, uova e loro derivati.
PERMETTE: latte e suoi derivati, oltre a qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.

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Veganismo
ESCLUDE: TUTTI i prodotti di origine animale (carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei, uova e loro derivati, latte e suoi derivati).
PERMETTE: qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.

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Consigli per la pasta sfoglia

Crema-Ricotta-millefoglie_banane_redLa pasta sfoglia è un po’un jolly in cucina, si possono fare davvero tantissime ricette salate con la pasta sfoglia ma anche dolci con la pasta sfoglia  permette in pochi minuti, di creare torte dolci e salate, salatini,  croissant, e fare bella figura con gli ospiti, soprattutto quando gli ospiti sono inattesi e si deve organizzare in poco tempo una cena improvvisata.
E’ molto versatile, perchè si può farcire con qualsiasi cosa si abbia in casa: formaggi, verdure, carne, creme, frutta secca, frutta fresca…
La pasta sfoglia è versatile anche nelle sue forme, oltre alle torte salate e alle quiche, si IMG_6304possono fare sfogliatine, girelle, fagottini, voul e vant,  piatti in crosta, dolci….  svariate golosità.
Esalta il sapore di ogni ingrediente con cui viene abbinata: friabile al punto giusto, si sfoglia in modo regolare, regalando un gusto avvolgente.
Fare la pasta sfoglia non è una cosa semplice o veloce, anzi è una procedura che richiede parecchio tempo, infatti necessità di tante stesure va lasciata riposare tra una stesura e l’altra… ma in commercio si può trovare la pasta sfoglia già pronta fresca o congelata.
La pasta sfoglia fresca, normalmente è già stesa e pronta per essere farcita, toglietela dal frigorifero e lasciatela a temperatura ambiente per circa 10 minuti, mentre la pasta sfoglia congelata va scongelata un’oretta prima della farcitura, ma se la scongelerete qualche ora prima, faticherete meno a stenderla.
torta salataSrotolate ed adagiate la sfoglia mettendola direttamente in uno stampo o in una teglia, mantenete la stessa carta presente nella confezione per evitare di dover ungere la teglia, fate aderire la pasta ai bordi della teglia o dello stampo, eliminate la carta in eccedenza per evitare che si bruci, se utilizzerete stampi in silicone non sarà necessario l’utilizzo di carta forno.
Picchiettate il fondo con una forchetta, soprattutto quando si richiede un ripieno di cottura, non dimenticate di bucherellare con una forchetta il fondo della pasta, altrimenti rischiate che la sfoglia si gonfi.
Bucherellare la pasta è utile anche per favorire una cottura omogenea.
Farcite con il ripieno scelto, secondo la ricetta.
Quando preparate una torta salata con un ripieno particolarmente umido, portate la IMG_6289temperatura del forno a 200° C in modo da ottenere una sfoglia più friabile
Potete fare una torta “aperta” e a vostro piacimento con i ritagli potrete sbizzarrire la vostra fantasia a decorarla e/o potete spennellare con l’uovo sbattuto i bordi e non le decorazioni o viceversa, l’uovo serve solo per dare un colore più dorato alla pasta. Con le torte “aperte” se la ricetta lo permette, potete giocare con i colori dei suoi ingredienti, separandoli e dividendo la superficie a metà, in terzi o in quarti a secondo del colore diverso. Ampio spazio alla fantasia…
Potete fare una torta chiusa, utilizzando due rotoli di pasta sfoglia o una sola sfoglia divisa a metà, messo il coperchio, potrete spennellare tutto il “cartoccio” con l’uovo sbattuto o IMG_7368scegliere di spennellare solo i decori.
Accendete il forno a 180°- 200° C almeno 10 minuti prima della cottura.
Cucinate secondo i tempi e le temperature previste dalla vostra ricetta.
I tempi di cottura variano a seconda della ricetta, delle dimensioni, dello spessore, della farcitura, del forno, la pasta può essere cotta a 200° – 230°, per 10 minuti o per 30 minuti o 40 minuti, la cosa migliore da fare, è controllare periodicamente. Per una cottura uniforme posizionate la teglia su un ripiano intermedio. Sarà pronta quando la pasta sfoglia si sarà dorata, se il ripieno è particolarmente umido, portate il forno a 200° C, in modo da ottenere una pasta più friabile.
Utilizzate la pasta che rimane, i ritagli, per decorare la vostra torta o per fare bastoncini o salatini o grissini da servire come aperitivo.

Come riconoscere il pesce fresco -Osteria del Mare Riccione

Il mio consiglio è quello di servirsi da un pescivendolo di fiducia, detto questo, rispondo a tutte quelle persone che mi chiedono come fare a capire lo stato di freschezza di questo prelibato alimento.
 Innanzitutto è bene valutare il suo aspetto, ovvero colore, odore e consistenza.

Colore: La freschezza si riconosce inoltre dalle squame, che devono essere lucide e l’occhio trasparente. Anche le branchie possono essere un segnale interessante, se sollevandole vedete un colore rosso vivo, vuol dire che il pesce è fresco.

Consistenza: le carni del pesce devono essere sode e compatte. Se il pesce è ancora rigido vuol dire che è morto da poco, quindi sarà un buon acquisto!

Odore: naturalmente non deve puzzare. Il profumo dovrebbe ricordare il mare, le alghe e non l’amoniaca. Se lo fa, lasciate perdere

 Guardando la carne di un pesce esposto sul bancone di una pescheria dobbiamo fare attenzione che siano bianche o rosate. Evitare le carni il cui colore richiama il giallo o l’azzurrognolo. Evitate di acquistarlo se le spine escono dalla carne.
 L’addome non deve presentare nè gonfiori nè svuotamenti o peggio, macchie o strisce verdastre o nerastre. Il pesce deve avere l’aspetto che aveva quando nuotava nel mare, felice e contento, prima di essere pescato.

 Nella scelta dei crostacei invece bisogna fare attenzione agli occhi, che devono essere brillanti e alle estremità, siano esse zampe, antenne o chele, che è bene che siano ancora attaccate al corpo. Le carni devono essere bianche e compatte.
 Per quanto riguarda i molluschi, come le seppie o i calamari, devono avere le carni bianche. Se il loro colore tende più al violaceo vuol dire che non sono freschi.

Consigli su come scegliere il pesce e una ricetta per preparare un perfetto Sashimi Mediterraneo Osteria del Mare Riccione

Giugno è il mese ideale per mangiare il pesce, di solito la pesca è abbondante e di qualità. Motivo per cui non c’è periodo migliore per mangiare del pesce crudo.

A volte parlando di pesce crudo, le principali perplessità riguardano l’effettiva freschezza del pesce e soprattutto come fare per riconoscerlo.
 Il mio consiglio è quello di servirsi da un pescivendolo di fiducia, detto questo, rispondo a tutte quelle persone che mi chiedono come fare a capire lo stato di freschezza di questo prelibato alimento.
 Innanzitutto è bene valutare il suo aspetto, ovvero colore, odore e consistenza.

Colore: La freschezza si riconosce inoltre dalle squame, che devono essere lucide e l’occhio trasparente. Anche le branchie possono essere un segnale interessante, se sollevandole vedete un colore rosso vivo, vuol dire che il pesce è fresco.

Consistenza: le carni del pesce devono essere sode e compatte. Se il pesce è ancora rigido vuol dire che è morto da poco, quindi sarà un buon acquisto!

Odore: naturalmente non deve puzzare. Il profumo dovrebbe ricordare il mare, le alghe e non l’amoniaca. Se lo fa, lasciate perdere!

Guardando la carne di un pesce esposto sul bancone di una pescheria dobbiamo fare attenzione che siano bianche o rosate. Evitare le carni il cui colore richiama il giallo o l’azzurrognolo. Evitate di acquistarlo se le spine escono dalla carne.
L’addome non deve presentare nè gonfiori nè svuotamenti o peggio, macchie o strisce verdastre o nerastre. Il pesce deve avere l’aspetto che aveva quando nuotava nel mare, felice e contento, prima di essere pescato.

Nella scelta dei crostacei invece bisogna fare attenzione agli occhi, che devono essere brillanti e alle estremità, siano esse zampe, antenne o chele, che è bene che siano ancora attaccate al corpo. Le carni devono essere bianche e compatte.
 Per quanto riguarda i molluschi, come le seppie o i calamari, devono avere le carni bianche. Se il loro colore tende più al violaceo vuol dire che non sono freschi.

Detto questo, adesso potete passare alla cucina. Quello che vi do oggi è un suggerimento un po’ particolare, per preparare un sashimi “alla mediterranea” a base di ostriche e spigola, calamari e tonno. Il tutto naturalmente freschissimo!

Ingredienti
 Ostriche
 scambi
 gamberi rossi
 tonno fresco
 spigola selvaggia
 calamari
 1 limone
 lemongrass
 timo
 aceto balsamico tradizionale di Modena
 cetriolo a fettine
 un ravanello
 uova di salmone selvaggio
 chicchi di melograno
 fragoline di bosco
 citronella
 sale
 sale hawaiano
 olio extravergine d’oliva
 pepe

Preparazione
Aprite le ostriche, sistematele ciascuna in una coppetta molto piccola o un cucchiaio, così da ricreate l’idea di finger food. State attenti a non buttare il liquido interno, ma mischiatelo a qualche goccia di limone e un piccolo pezzo di lemongrass tritato. Condite col sughetto così ottenuto e un pizzico di sale. L’ostrica Belon sarà invece impreziosita, oltre che da una goccia di limone e dal suo stesso liquido, da qualche grano di melograno. Sistemate le coppette che contengono le ostriche sui lati del piatto. Lo scampo andrà liberato dal carapace ma conservando la testa. Sistematelo nel piatto e condirlo solo di uova di salmone. Mettete nel piatto, sul lato opposto dello scampo, il gambero rosso sgusciato ma sempre con la testa, condito con l’aceto balsamico tradizionale. Sistemate anche il tonno e condirlo con sale hawaiano, citronella, foglioline di timo, due fragoline di bosco e un filo d’olio. Dal lato opposto del tonno, metteTe la spigola con sale, pepe, un goccio d’olio. Al centro del piatto mezzo calamaro tagliato a listarelle molto sottili, adagiato sulla fettina di cetriolo e cosparso di ravanello tritato, con un pizzico di sale, pepe e una goccia di limone.
Servite

 

Osteria del Mare
Lungomare della Repubblica, 12
Riccione
www.osteriadelmare.com
info@osteriadelmare.com

Consigli e segreti per una frittura perfetta – Osteria del Mare Riccione

– La padella migliore è quella di ferro.
– Quando è pronto l’olio? Per capirlo immergete e la punta di uno stuzzicadenti nell’olio caldo, se fa tante bollicine, l’olio dovrebbe essere a temperatura. Oppure se si usa della pastella, basta metterne un pezzettino e vedere se inizia a friggere.
– Per eliminare i cattivi odori: prima di friggere mettete sul fuoco un pentolino con tre bicchieri d’acqua e tre di aceto: il vapore che emanerà tale soluzione eliminerà lo sgradevole odore di fritto! Altro consiglio è mettere nell’olio durante la frittura uno spicchio di mela, e sostituirlo di tanto in tanto.

– Tenere pronti gli alimenti da friggere vicino al recipiente: la rapidità è essenziale per ottenere un fritto uniforme. Quando si posano gli alimenti in padella, alzare il fuoco (senza arrivare al fumo), dopo circa 10 secondi riportare la fiamma al livello consueto. Fare lo stesso anche quando si voltano gli alimenti.
– Per scolare usare la schiumarola; una volta scolato, posare il fritto su carta assorbente per eliminare l’eccesso di grasso. Evitare però di metterlo a strati con la carta, o di coprire con un foglio, perché condenserebbe l’umidità rendendo molliccia la superficie.

Osteria del Mare
Lungomare della Repubblica, 12
Riccione
www.osteriadelmare.com
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Togliere il selvatico alla carne (coniglio, lepre…)-Adriano

Tagliate la carne a pezzi. Rosolatela in una padella per 5 minuti senza nulla in tal modo perde acqua.
Marinate la carne con vino e spezie
Aggiungete qaucche goccio di brandy

Come conservare le marmellate – Sharon

Prima di versare la marmellata nelle bocce dovete mettere queste ultime per 2 minuti nel forno a microonde capovolte. Poi dovete dare una strofinata con uno scottex imbevuto di qualcosa di alcolico (per esempio Ballantines) sia ai barattoli che ai coperchi, questo per evitare che la marmellata non ammuffisca.
Alla fine metteteci la marmellata ancora calda e chiudetele…
 

Latte,yogurt e formaggi sempre freschi anche in estate – – Associazione Italiana Lattiero Casearia

Quando esplode il caldo cresce il desiderio di cibi freschi, come i prodotti lattiero-caseari. Ecco come acquistarli bene e conservarli correttamente, in modo da consumarli con tranquillità, tutelarne la qualità ed evitare gli sprechi.
Più la temperatura sale, più il frigorifero si riempie. Anche se gli italiani amano portare in tavola i prodotti refrigerati tutto l’anno, è soprattutto in estate che i consumi aumentano e che latte, yogurt e formaggi diventano ancora più preziosi per portare un tocco di freschezza nell’alimentazione di tutti i giorni. A patto di “maneggiarli” nel modo giusto: così durano più a lungo, mantengono tutto il loro sapore, conservano la loro freschezza. E si evitano gli sprechi. Ecco un utile decalogo per fare una spesa oculata ed evitare i rischi del caldo estivo.

1)Scegliere bene il negozio. Per individuare dove andare a fare la spesa non è importante solo guardare alla convenienza ma anche all’ordine e alla pulizia del locale. In particolare, verificare se i banchi frigoriferi sono sempre funzionanti e se i prodotti freschi sono correttamente conservati. Meglio sempre rivolgersi a negozianti di fiducia e a prodotti di marca. Da evitare i formaggi “anonimi”, prodotti a latte crudo, stagionati meno di 60 giorni e di cui non sia nota la provenienza perché non danno sufficienti garanzie di innocuità.

2)Portare sempre con sé una borsa termica quando si va a fare la spesa: così latte, yogurt e formaggi stanno al fresco e si conservano meglio. E poi occorre metterli il prima possibile nel frigorifero di casa. Bastano 24 ore a una temperatura maggiore di 4°C per “distruggere” gran parte dei fermenti lattici contenuti nello yogurt.
3)Riporre gli alimenti in frigorifero nel posto giusto. I formaggi vanno conservati sulla griglia sopra il cassetto della frutta, gli yogurt e la panna nei ripiani più alti mentre il latte va posto nella controporta del frigorifero, nello spazio per le bottiglie. 
4)Tenere d’occhio le date di scadenza indicate sulle confezioni. Per riuscirci velocemente basta seguire la regola del “prima dentro, prima fuori”: meglio consumare prima i prodotti che sono in frigorifero da più giorni. Per individuarli a colpo d’occhio basta riporre sul fondo dei ripiani i prodotti appena acquistati e mettere invece in prima fila quelli più vicini al limite di consumo consigliato.
5)Evitare di lasciare le confezioni aperte troppo a lungo. Finché i vasetti di yogurt o le bottiglie di latte sono chiusi durano sino alla data di scadenza indicata in etichetta, ma una volta aperti il prodotto va finito nel più breve tempo possibile. Ad esempio, il latte fresco pastorizzato in confezione chiusa, conservato in frigorifero a 4°C di temperatura, ha una durata di 7 giorni, ma quando viene aperto va consumato entro 3-4 giorni. Questa regola vale anche per il latte UHT: infatti in confezione chiusa si conserva a temperatura ambiente per 3-6 mesi ma quando la confezione viene aperta va tenuto in frigorifero e consumato nel giro di 3-4 giorni. Quanto allo yogurt, lasciare le confezioni aperte in frigo significa perdere anche gran parte dei fermenti, che si ossidano al contatto con l’aria.
6)Conservare i formaggi nel recipiente giusto. Una volta aperta la confezione in cui sono venduti, stracchino, crescenza, robiola, caprino e tutti gli altri formaggi freschi vanno tenuti in recipienti chiusi, di plastica o di vetro. Così si impedisce che perdano acqua e se ne preserva il sapore e la qualità. La mozzarella va conservata nel liquido in cui viene venduta. Nel caso lo si fosse buttato lo si può sostituire con acqua e un pizzico di sale.
7)Fare attenzione alla temperatura del frigorifero. I formaggi a pasta molle (come crescenza, mozzarella, ricotta o fiocchi di latte) sono molto delicati e la loro durata è strettamente legata alla temperatura alla quale sono conservati. Se nel frigorifero ci sono da 0°C a 3°C possono reggere per 6-7 giorni, ma se la temperatura sale da 3 a 5°C vanno consumati entro 3-4 giorni dall’acquisto.
8)Non è necessario buttare uno yogurt o una mozzarella se sono appena scaduti. Se conservati in modo corretto, gli alimenti continuano a essere buoni per qualche giorno. Bisogna comunque verificare se presentano un odore strano o hanno un aspetto diverso da quello normale: se sono regolari, si possono consumare subito o usarli per cucinare. Anche questo è un modo intelligente per evitare di sprecarli.
9)    Usare in modo intelligente il frigorifero è un altro modo per far durare più a lungo e meglio i prodotti freschi. E’ meglio aprirlo solo quando è necessario, perché ogni volta che lo si fa la temperatura interna si alza. E’ meglio mettere nel frigorifero gli alimenti poco per volta ed evitare che poggino sulle pareti, in particolare su quella di fondo in modo da permettere il ricircolo dell’aria necessario per una corretta refrigerazione e consentire di mantenere una temperatura omogenea. Da ricordare che tenere il frigorifero “in forma” aiuta a farlo funzionare al meglio. Quindi è bene curare la manutenzione, controllando le guarnizioni dello sportello e impostando la temperatura fra 1 e 5 gradi. Così gli alimenti restano freschi e quindi durano più a lungo. Inoltre se non dispone di un sistema di sbrinamento automatico, è bene controllare regolarmente se si è formato del ghiaccio e, se c’è, eliminarlo. Infine, occhio alla pulizia perché riduce il rischio di contaminazioni batteriche. Il frigorifero andrebbe lavato una volta alla settimana con un detergente e ogni tre mesi con un disinfettante.
10)Organizzare per tempo pranzi e cene. I formaggi non vanno tirati fuori dal frigorifero all’ultimo momento, appena prima di consumarli. Facendo così quelli piccanti risultano troppo pungenti, quelli semistagionati lasciano in bocca una sensazione “burrosa” e tutti perdono i loro profumi caratteristici. Meglio togliere dal frigorifero solo la quantità di formaggio che si pensa di consumare e lasciarla a temperatura ambiente per una mezz’ora prima di servirla in tavola. Così daranno il meglio in tavola.

Nata nel 1945, Assolatte – Associazione Italiana Lattiero Casearia – è una libera associazione industriale. Assolatte è l’organo nazionale preposto a rappresentare gli interessi economici e sindacali delle imprese che operano nel comparto lattiero caseario.
Le 300 realtà che aderiscono ad Assolatte rappresentano, in termini di fatturato, il 90% dell’intero comparto industriale nazionale del settore lattiero

Assolatte – Associazione Italiana Lattiero Casearia
via Adige n. 20Milano
Telefono  02.72021817 – telefax  02.72021838
assolatte@assolatte.it

Come pulire e cuocere le lumache -Tino – Bed & Breakfast Cortes

Pulite le lumache. Fate spurgare le lumache per 3 giorni: l’ideale è metterle in un colapasta con la crusca nel fondo. Non dimenticare di coprirlo con un coperhio pesante: le lumache tenteranno di uscire e se ci riescono ve le ritrovate in giro per tutta la casa.
Immergetele più volte in acqua e aceto. Lavatele bene.

Preparate le lumache .Lavate bene le lumache eliminando il “tappo” eventuale. Immergete le lumache in abbondante acqua fredda e salata. Accendete il fuoco a fiamma bassa: appena inziano ad uscire dal guscio, alzate la fiamma, in modo che muoiano prima di ritirarsi all’interno del guscio. Cuocete per circa mezzora, toglete la schiuma, scolatele, risciacquatele più volte con l’acqua fredda. Lasciatele sgocciolare in uno scola pasta.

Cucinatele secondo ricetta lumache ripiene, lumache  in umido…

Bed & Breakfast Cortes
Cell.3388392647
Cortes – 07041
Guardia Grande (Alghero) – ss
tel: 3496499545
massimari1974@libero.it
info.massi@cortesalghero.it

Jam o gelatina di frutta – Sharon

Se volete fare una jam o gelatina con  qualsiasi tipo di frutta procedete come se steste facendo una marmellata ma la cottura cambia deve cuocere 5 minuti o se invece vollete fare un liquido per gellare le torte o crostate anche 3 minuti. Ma sono se si usa lo zucchero gelificante con lo
zucchero normale non ha questi risultati.”Sharon

Fare le polpette – Antonella

Un consiglio per qualsiasi tipo di polpette, al posto del parmigiano grattugiato, che generalmente tutti mettono e seconda me asciuga un po’ l’impasto, unite dei formaggini cremosi, danno sapore e lasciano l’impasto molto più morbido.

Pelare velocemente le mandorle – Caboni Virginia

Le mandorle si pelano in questo modo: mettete sul fuoco un pentolino con l’acqua (la quantità varia al variare della quantità di mandorle, 1 l per un Kg) quando l’acqua raggiunge il bollore, spegnete e versare le mandorle che lascerete in infusione per 10 minuti, anche meno, dipende dalla qualità delle mandorle. Scolate con il colapasta, poi prendete la mandorla fra il pollice e l’indice ed esercitate una leggera pressione…attenti …scivolano via come saette.

Riso pilaf – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

Preparazione di riso a grana lunga (da utilizzare la qualità Basmati o Patna), cotto con poca acqua e rifinito in forno, si che si sgrani facilmente. Nasce, probabilmente, in Persia è adatto ad accompagnare piatti a base di carne, pesce, …. molto in uso in Turchia e in tutto il Medio Oriente

Italiana Sommelier

Assorbire la puzza del cavolo – Alberto Bonito

Prima di mettere il cavolo nell’acqua bollente, gettate di colpo senza spandere, un cucchiaio colmo di farina e lasciatelo appallottolare per qualche attimo, questa operazione serve per assorbire quasi del tutto la puzza del cavolo.

Una buona panna montata – Alberto Bonito

Ingredienti
1 litro di panna vaccina liquida da montare
200 cc di latte fresco intero
200 gr zucchero a velo
vanillina un pizzico

Per stendere bene le sfoglie – Alberto Bonito

Un consiglio pratico: per ottenere sfoglie di qualsiasi tipo di pasta da stendere procuratevi 2 listelli di legno di 3/4 mm di spessore lunghi 60/70 cm, larghi 5/6 cm sui quali farete scorrere il mattarello mentre stenderete la sfoglia, in questo modo la sfoglia stessa sarà sempre dello spessore, provate per credere

Noce moscata

E’ una spezia è molto usata in cucina, si grattuggia sulla besciamella, si mette all’interno dei tortelli, delle lasagne, dei cannelloni e ancora nel purè di patate, in torte, budini e tanti altri dolci.
La potete utilizzare per pollame, carni ripiene, verdure, salse e sughi.

Bollito misto Piemontese – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

Per un ottimo bollito non devono mancare le 7 salse d’ordinanza tra cui ricordiamo: Bagnet verd (Bagnetto verde composto da prezzemolo, aglio, mollica di pane ammorbidita nell’aceto e olio d’oliva), Bagnet ross (Bagnetto rosso a base di pomodoro, sedano, carota, cipolla e peperoncino in polvere stemperati nell’olio d’oliva) e la salsa Cognà con uva di dolcetto, pere martine, cannella, chiodi di garofano e nocciole, sgusciate tostate e pestate nel mortaio.

La freschezza e la qualità del pesce – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

La freschezza e la qualità del pesce si riconoscono anche dal colore delle branchie che deve essere rosso vivo, dalle squame leggermente viscide al tatto, dall’occhio che dovrà essere brillante e convesso ma, principalmente, per i pesci con le lische, dalla Rigor Mortis cioè l’irrigidimento delle carni che avviene dopo poche ore dalla morte e si manifesta per alcune ore, prima che gli enzimi solubilizzanti ammorbidiscano le fibre per una frollatura delle carni.

Per una marmellata densa – Giuseppe G.

Per ottenere una marmellata densa aggiungete per ogni kg di frutta una mela, perchè contiene la pectina un addensante naturale