New Opening a Roma – Ristorante Cuore e Gusto

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Cuore e Gusto, Devis Pinto e Gabriel Davide Cucco, un fil rouge che lega con un linguaggio identico la cucina del nuovo Ristorante Cuore e Gusto, basata principalmente sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa che li porta fra le bancarelle del mercato, l’occhio attento ai prodotti della terra, la stagionalità della verdura e il pesce che arriva ogni giorno dalle barche dei pescatori.
Nel locale totalmente white parlano i colori e i sapori, in cucina piatti della tradizione Devis Pintoarricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche, tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare e di terra, naturali, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura diventa fondamento di ogni proposta, piatti tradizionali per un vero e proprio percorso di gusto per una clientela che desidera provare consistenze e sapori nuovi.
Gabriel Davide Cucco, il Titolare, che esordisce dicendo: amicizia, condivisione e buon cibo sono sempre andati di pari passo, ho esperienze diverse in giro per il mondo, per me il cibo è condivisione e creatività, tradizione e ricerca. Cuore e gusto, la cucina si fa con il cuore, coinvolgendo i ricordi, deve raccontare le esperienze di chi cucina ma anche i sogni, le emozioni, ogni piatto deve raccontare la passione e la competenza nella misura in cui è rappresentato come gustoso e invitante. Ho voluto creare Cuore e Gusto dove il cibo profumasse di t21317889_10213171553621796_1625113752450399620_nerra, l’odore di casa mia, dove rinasco mille volte, ogni volta che entro nel mio locale, trovo sapori antichi, che fanno parte della mia vita, che mi accompagnano in ogni evento cadenzando i momenti, fanno ridere la mia anima e mi accompagnano fra la gente.
E ci presenta il giovane chef Devis Pinto, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi, il filetto di maiale in crosta di sesamo con coulis di melograno e infuso di gin21271017_10213171555661847_4542546529364761388_ngseng, ribes e vaniglia, le sfumature di un calamaro, l’uovo tra sogno o realtà, il baccalà in sous-vide, con i coralli di mare, il Brownie a cui non puoi resistere, lo chef è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di guide e stampa di settore, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
Ristorante Cuore e Gusto
Via Codigoro 30 – 06/52378038
Roma, zona Vitinia
Testo: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto
www.ilfotografodeglichef.it

‘O Munaciello a Miami portando da Napoli i colori, sapori, profumi…..

21032863_340676779719661_6094488401709863295_n (3)‘O Munaciello a Miami portando da Napoli i colori, sapori, profumi…..

Gente che va gente che viene…la gente si incontra, si ferma e prosegue e sono incontri che non destano emozioni.
Invece, a volte, certi incontri possono creare un percorso, vivere emozioni che si confrontano attraverso gli strumenti della loro professione, ma, soprattutto, attraverso il cuore, motore di scelte e di azioni che, con effetto a macchia d’olio, cerca e trova altri cuori, altre motivazioni che collimano e così si crea un fiume, un mare di conoscenze, emozioni e amore.
carmine e le sue pizze (2)Incontriamo tre ragazzi, Valentina Borgogni, Carmine Candito, Leonardo Scuriatti al 6425 di Biscayne Boulevard Corner con la 65th Street a Miami, ragazzi con base a Firenze ma giramondo, partiti dalla loro città dove gestiscono ‘O Munaciello e venuti a Miami per portare i loro colori e profumi, le ricette gustose…e come diceva Plutarco, nelle persone belle è bello anche l’autunno…..ma per Valentina, Leonardo e Carmine le stagioni sono tutte belle perché vivono tra Miami e nell’Oltrarno e vivere a Firenze non è casuale ma è un dono.
Può un posto dare un imprinting ad una cucina?
Quando il creativo è tale e lascia che sia il territorio ad esprimersi, tutto il fascino, la storia, le storie più lontane, i segreti culturali di quella terra possono esprimersi e manifestarsi e dare un tono, un appeal, una connotazione.
20032107_10211235399254926_4398312417824700980_n (1)Ed è proprio da tutto quello che li circonda, dove sono nati e cresciuti che i 3 ragazzi del ‘O Munaciello hanno assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, la loro cucina è arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della professione, ritornano chiari, portati in superficie, naturali e spontanei.
E questa magia i 3 ragazzi l’hanno portata da Firenze a Miami, attraverso Napoli…..tutto il fascino dell’Oltrarno fiorentino con le contaminazioni napoletane si riflettono nel locale, semplice ma ruspante, le maglie di Maradona attaccate, il forno a legna, caldo e accogliente per il pane fresco e fatto in casa, il bancone di mescita, come usava una volta, il primo impatto quando si entra, fascino che stupisce sicuramente, perché, con la qualità, viene coniugato un percorso che unisce la tecnica con il territorio.

Nuvola

Ricetta d’autore de ‘O Munaciello

#food #ricettechef #ricettedicasa #ricettepolpo #OMunaciello

Ingredienti
Per il Crumblè
370 gr di Burro
270 gr di farina di mandorle
370 gr di farina 00
270 gr di zucchero semolato
Per la mousse di cheescake
3 fogli colla di pesce
130 gr di philadelphia
250 gr di mascarpone
250 gr di yogurt al cocco
100 gr di zucchero a velo
80 gr di granella di cocco
200 gr di panna montata
Salsa ai lamponi
lamponi freschi
zucchero a velo
Per Impiattamento
cospargere di “Galamella” agli arachidi
una foglia di menta.

Preparazione
Procedimento per il Crumblè: ammorbidite il Burro, aggiungete la farina di mandorle ,la farina 00,e lo zucchero semolato . Impastate e cuocete in forno a 175 gradi per 15 minuti.
Procedimento mousse di cheescake: mettete a bagno in acqua fredda 3 fogli colla di pesce.Amalgamate il philadelphia ,il mascarpone e lo yogurt al cocco  con lo zucchero a velo e la granella di cocco Infine aggiungete con delicatezza al tutto la panna montata e la colla di pesce sciolta in un pò di panna liquida.
Mettete il composto in una sac a poche con un beccuccio liscio e lasciate riposare per almeno due ore in frigorifero.
Preparate la salsa ai lamponi: frullate i lamponi freschi con lo zucchero a velo e poi passate con uno chinois.
Impiattamento
Sbriciolate il crumblè in un piatto fondo, fate una palla con la mousse di cheecake al centro di esso, aggiungete dei punti di salsa ai lamponi e cospargere di “Galamella” agli arachidi. Decorate il tutto con una foglia di menta.

‘O Munaciello Miami
6425 Biscayne Boulevard
Miami
‘O Munaciello Firenze
Firenze – Via Maffia, 31

Press: Cristina Vannuzzi

Un viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

impepata di cozze (1)Un viaggio nell’armonia il viaggio del Nuovo Cipiglio

Sono migliaia i ristoranti e le trattorie che lavorano a Firenze, città vocata per tradizione al turismo, ma chi ha la sensibilità di capire i colori della Toscana e le antiche ricette ed essere in grado di conoscere le antiche storie del cibo della Toscana ha già effettuato un viaggio culturale su una terra famosa per il suo immenso bagaglio di sapori.
Normalmente ogni locale assume la tendenza ad avere una sua personalizzazione, avere una identità gastronomica, sia di pesce che di carne, e quello del Cipiglio è soprattutto un viaggio nell’armonia, un filo rosso che lega il cibo, l’arte, il vino e la creatività, la costruzione di un percorso fatto di colori, una road map di cultura del cibo e del vino.
Un viaggio nel nuovo e fresco design del look del nuovo Cipiglio, creato da Marco Rogai padre di Bernardo, dove domina un allegro cicaleccio nelle stanze rinnovate dall’arredo e dai colori, il soft tortora e pelle nera per le sedute, alle pareti un sofisticato studio sull’estetica del vino, le opere d’arte dell’artista Elisabetta Rogai, recente new entry nella nuova società del ristorante, eseguite con la sua tecnica EnoArte, inventata da lei con l’aiuto dell’Università di Firenze, che raccontano attraversi i suoi dipinti la storia del vino associata al territorio e alle sue tradizioni.
E le antiche scatole di legno, inedito packaging del vino, i nomi delle le cantine che appaiono in maniera irriverente sulle scatole di legno attaccate al muro come libreria …..o cantinetta? vecchie scatole, rarissime, che non ci sono più, scovate in qualche baule nella cantina della nonna, un tocco di allegria in un mondo serioso come quello delle cantine.
Primo attore le contaminazioni dall’estro dello chef Francklin, la pizza di Tiziana, forse la più buona di Firenze anche senza battage pubblicitario, qui servita in maniera innovativa con il vino rosè invece della birra, ragazzi che sanno lavorare, con le mani e con il cuore, Bernardo, Tiziana, Francklin, Tommaso ed Elisabetta con il marito Marco Rogai, che con il loro lavoro, la comunicazione ben gestita e la semplicità del loro progetto parlano con eleganza ai sensi con un menù da mangiare anche con gli occhi e che dimostra la versatilità del giovane chef, carne e pesce, ogni tipo di ricetta, dalla più semplice alla più creativa, ma al Cipiglio si parla anche di arte, di cultura, di ospitalità e bel pubblico.
E poi flash di fiori e piante, stanze senza tempo, fuori il dehor pieno di allegria e ordinato disordine mentre si sta a tavola……è un viaggio, quello di questi cinque professionisti, in allegria e passione, ma anche grande sacrificio, attraverso la storia, la cultura, l’arte, la sapienza del fare, l’armonia dei colori e della materia, l’artigianalità del buon cibo dunque, quello che all’estero tutti ci invidiano, che fa parte delle cose belle della Toscana e dell’Italia intera, una Regione da vivere con il suo immenso bagaglio di sapori e colori.
TRATTORIA CIPIGLIO
Via Raffaello Lambruschini, 15r
50134 Firenze FI
Telefono: 055 490804
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Silvia Meacci

Storie e profumi antichi per nuove emozioni

Angelo Puddu con Vigan Mustafà (1)Storie e profumi antichi per nuove emozioni la storia di una famiglia legata al mare
A Firenze La Piccola Corte Di Agnese

Ti vengono incontro e sorridono, prima con gli occhi e poi con la bocca, e nei loro occhi vedi il mare, il lentischio e il mirto, le rocce levigate dall’acqua, lenta e continua, gli olivi bassi d’argento. Sicuramente Angelo e Agnese Puddu ci pensano, al loro mare, la nostalgia, qui in Sardegna, la chiamano “il mal dell’isola” e li capisco, arrivati a Firenze dalla Sardegna per aprire La Piccola Corte, una boutique del pesce, tanto è mignon e curata, adattandosi ai ritmi cittadini di una 17966765_754060194751482_3970057719228191819_o (1)Firenze dalla cucina impostata sulla “fiorentina”, per cui hanno anche dovuto dimostrare che conoscono il pesce e i mille modi per cucinarlo.
La loro Sardegna è il mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, un perenne e leggero refolo di vento, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le rocce, lisce e levigate dal ritmo lento dell’acqua, il profilo severo dei monti, poi il verde antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi, mirto, lentischio, olivi nani: qui la storia di una famiglia, persone assolutamente normali, ma non banali, piene di passione per la loro terra, una grande cultura e talento inedito per la tavola, le vele, le barche da pesca, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo che, quando si rannuvola il cielo, prende corpo e violenza come se fosse un dispetto degli dei, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, un esclusivissimo e discreto ristorante sul mare quello della famiglia in Sardegna, dove, nelle notti d’estate si poteva ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di velieri che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Angelo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef/pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro e la durezza dei monti, il profumo del salmastro che si confonde al vento; Angelo vive la sua passione fra la cucina del ristorante di famiglia e la pesca, il suo elemento è il mare, per uscire con la sua barca, attrezzata alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.
Storie, profumi, sapori incancellabili, trasmessi, che oggi il giovane chef ripropone: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio: il successo di un “figlio d’arte” per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo con le patate, gli spaghetti con i paraculi, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alle vongole, la carbonara di mare, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, la pasta fatta in casa, i dolci di Agnese, vere emozioni, dalle ricette della nonna, custodite e rigorosamente segrete.

Lo chef Angelo Puddu è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Per Angelo il Tirreno ha il suo linguaggio, una cucina principalmente di pesce, da sempre basata sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa anche più volte al giorno che porta Angelo fra le bancarelle del mercato con il pesce arrivato ogni giorno dalle barche dei pescatori. In cucina che con la nuova brigata lavora per far arrivare al tavolo piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche: tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da quelle tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura di ognuno di esso diventa fondamento di ogni proposta, lo stesso rispetto che da sempre è stato rivolto ad ogni cliente che ha varcato la soglia.
Una passione la sua, il mare aperto e sconfinato, le ricette di casa per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.
In questi giorni una visita inaspettata, Vigan Mustafà, il pugile professionista Kossovaro naturalizzato fiorentino, alla vigilia del combattimento internazionale del 27 luglio prossimo al Palarena di Sesto, che anticipa l’incontro per il titolo italiano categoria mediomassimi.

Ristorante La Piccola Corte Di Agnese
Borgo Ognissanti, 124
Firenze
Press: Cristina Vannuzzi Landini

Trattoria Neromo

225771_643832758965916_1866366605_n (1)Trattoria Neromo

Il fascino discreto dell’Oltrarno nella cucina dei fratelli Guidi

Neromo, sembra quasi una cantilena, fiabe popolate di elfi e gnomi, fate gentili e l’uomo nero, il neromo, leggero come una farfalla, che evoca colori e battiti di ali, mossi da un refolo di vento, sembra uscito da una poesia… un vezzo di un bambino.
Siamo a Firenze, nell’Oltrarno fiorentino, l’atmosfera è d’altri tempi, si conoscono tutti e si chiamano per nome. Il fornaio, l’edicolante, la bottega del restauro, il doratore e il corniciaio, il ciabattino che risuola le scarpe, l’ebanista: sono loro i protagonisti della vita 10978606_1040881812594340_1829962956810532210_ndi questo piccolo borgo, un paesino nella città.
La città sembra lontana, qui siamo in Oltrarno, la parte meno conosciuta di Firenze, ormai fatta di turismo del mordi e fuggi, questa è la parte più amata dai fiorentini in quanto non meno glamour, ma qui si respira la vera Firenze fatta di botteghe e fondi, tra un vociare che è quasi un leit motiv affascinante, una base musicale al tran tran cittadino, “le botteghe” dei maestri d’arte dei mestieri dimenticati, tramandati, nozioni apprese da padre al figlio, locali e magazzini appartati, discreti, quasi nascosti.
Qui hanno aperto un locale Gianmarco e Tommaso Guidi, avevano il PantaRei, grande ritrovo di vip e calciatori, e da qualche anno hanno aperto questo sogno, il loro sogno lungo una vita, fatto di scelte e di coraggio, anche tenacia e professionalità in un mondo difficile come la ristorazione.
Una volta in questo fondo c’era il vinaino, le famose botteghe che servivano per la mescita del vino affiancato da qualche stuzzichino spartano ma gustoso, qui la botteghina di una volta teneva di tutto, dalle lamette da barba ai biscotti, poi la prima NEROMO4276-2000x925ristrutturazione e la successiva trasformazione dei fratelli Guidi in un locale di tendenza, con cucina creativa, dove si passa indifferentemente dal pesce freschissimo alla trionfante bistecca alla fiorentina e piatti tipici fiorentini e, primo attore, la pizza, unica, in tutte le stagioni, quella al tartufo.
Sembra di entrare in un paese incantato, dove la bellezza delle pietre delle pareti a facciavista si sposa con il morbido bianco del locale, l’ambiente è glamour, di tendenza, molto raffinato, clientela di livello con frequentazione di calciatori, Giancarlo Antognoni, il pugile kossovaro ormai fiorentino Vigan Mustafà, i giovani talenti Bernardeschi e Chiesa con Cesare Prandelli.
L’Arredamento è moderno, le forme che si armonizzano con i cromatismi del cibo, l’ingresso è dominato da un bancone che accoglie gli ospiti nell’attesa, dalle finestre la luce e il colore che variano negli ambienti, trasparenze impalpabili ed evanescenti che creano emozioni, e fuori la vita e i rumori della piazza dominata dalla Chiesa del Carmine, bella e armoniosa nel suo rigore. E poi il silenzio della notte con gli attimi di magia che danno vita alle forme, capannelli di giovani che ridono nella notte, sembra quasi di vedere le figure dei vecchi artigiani che toccano i loro capolavori delicatissimi come le corde di un violino per un concerto di archi, per creare nell’insieme un’opera d’arte, che si ripete da sempre, notte dopo notte, nell’Oltrarno fiorentino.
TRATTORIA NEROMO
Borgo S. Frediano, 23R, 50124 Firenze
055 238 2645
Press: Cristina Vannuzzi

Trattoria Nuova Magherno immersa nel verde della Pianura Padana

Trattoria Nuova Magherno i dolci

Trattoria Nuova Magherno i dolci

Trattoria Nuova Magherno immersa nel verde della Pianura Padana.

Un fuori porta per pasquetta in Trattoria Nuova Magherno ottima per il pranzo in famiglia o tra amici
Trattoria Nuova Magherno location unica per gli eventi, le cerimonie, le cene aziendali o cene per gruppi, davvero rilassante fra coltivazioni di riso, frumento, granoturco, in località Magherno (a circa 16 km da Pavia).
Alla Trattoria Nuova Magherno è possibile gustare ottimi piatti della cucina tradizionale lombarda rivisitati con classe e creatività
Grande varietà di piatti diverse varietà di antipasti, risotti senza glutine (specialità della casa quello con salsiccia sgranata e crema Montasio) pasta fresca, secondi di pesce e di carne e dolci fatti in casa, tutto fatto con ingredienti genuini e 14731117_659375734232224_1333186995433893385_naccuratamente selezionati. Specialità della casa oltre ai risotti i piatti a base di pesce. Potrete inoltre gustare ma anche la vera pizza napoletana cotta nel forno a legna un esperienza nuova che possiamo consigliare è provare le rane provenienti dalle risaie che circondano il paese.

Recentemente da una ristrutturazione, è un locale accogliente e moderno e perfetto sia per eventi più ampi come banchetti e cene sia per per intime cenette romantiche nella saletta interna con camino. Bellissimo anche il giardino
Personale professionale e gentile. Veloce il servizio

#RistoranteTrattoriaNuova #unascopertanelpavese

Visitate il SITO
FB @Trattorianuova2015

Buzzoole

Trattoria Pizzeria I Trolls – Soragna (PR)

Trattoria Pizzeria I Trolls  – Soragna (PR)

Ottimi i salumi
Provate la torta fritta, specialità tipica della zona accompagnata dai salumi, coppa, pancetta, salame, prosciutto e culatello, veramente buoni
Da non perdere i primi piatti con pasta fatta in casa tortelli alle erbette, tortelli al radicchio, alla zucca.
Non meno interessanti i secondi piatti e per finire fatti in casa per i golosoni da assaggiare i dolci

Trattoria Pizzeria I Trolls
piazza Garibaldi 12
Soragna (PR)

Trattoria il Francescano suggerita da Cristina

Trattoria il Frascescano

Trattoria il Frascescano

Trattoria il Francescano
In Piazza Santa Croce a Firenze

…….oggi Canova chiamasi il luogo dove si vende il vino a minuto…e poi si distribuiva la mattina, a cenno della campana grossa dè Priori, a più chiese e canove per tutta città…… Da L’Accademia della Crusca

calcio storico fiorentino 2

Calcio storico fiorentino

pentole rame

Pentole rame

E’ il centro di Firenze, quello che è sulle cartoline che vanno per il mondo, quello che il mondo ci invidia, la Firenze scanzonata, quella di Pratolini e della Viaccia, quella dei “bischeri”, dei barrocci e dei vinai, dei panini con la trippa calda mangiata in piedi nelle piazze, la vecchia Firenze, amata o criticata, la “c” perduta per la strada, ma piena di cultura e ironia, dal dileggio facile per tutti, dai fiorentini personaggi buffi, irriverenti e ironici, dalla fede senza se e senza ma nella Fiore, passione che li vede tutti essere CT, dal lunedì al lunedì dopo….praticamente sempre!
Siamo nel “cuore” della città, dei vicoli pieni di colore e cultura, delle botteghe degli artigiani che stanno via via diminuendo fino a sparire, dei maestri d’arte, delle lavorazioni sapienti della pelle ma soprattutto un bagno di storia, dove butti lo sguardo e scorgi un rosone, un traforo, un ricciolo, un putto e ancora ricordi della vita dell’Ottocento, la Firenze popolare che sembra cristallizzata e ancora rivivere nelle botteghe dei vinaini, con la gente seduta “a strasciconi” sulle scale di qualche Chiesa, un tocco irriverente a contrasto della severità del luogo, l’acciottolato delle stradine, dove sembra ancora di sentire i ferri dei cavalli, dei barrocci, e le popolane e i ragazzotti del quartiere che bociano, i rumori, le grida, l’atmosfera “fatata” di luoghi particolari e unici…e poi i “detti”, i vecchi detti che appartengono alla cultura popolana fiorentina, che sono oramai patrimonio dei vecchi……
La Trattoria Il Francescano, l’antica insegna riportata di recente a vista – Pizzicheria e Canova di Vini – ne testimonia l’origine di vinaio, la mescita del vino, il gottino, come si chiama qui a Firenze, il tipico locale storico fatto dal bancone di marmo, il vinaino, la mescita, il pilastro della vita quotidiana della Firenze che fu. Lunga storia quella de Il Francescano: negli anni Settanta-Ottanta, sotto la guida di Alberto Bernardoni, divenne ritrovo abituale di celebrità dello spettacolo, abituali frequentatori di Santa Croce per via del vicinissimo e importante Teatro Verdi: in quel periodo era quasi scontato avere come vicini di tavola, magari a notte fatta, Gino Bramieri, Vittorio Gassman o un’ancor giovanissimo Roberto Benigni.
Oggi, dopo tanto girovagare per il mondo e la nostalgia per il suo ritorno, la “creatura” di Bernardoni, come lo definisce il suo “primo amore”, la Trattoria Il Francescano sotto l’attenta regia del giovane imprenditore Leonardo Scuriatti e Alberto Bernardoni stesso, risplende di nuova luce, glamour, notorietà, frequentazioni vippaiole, sapori e profumi toscani: la tavola, una tavolozza di gusto, fantasia e leggerezza, una manciata di eccentrica eleganza, lampadari d’antiquariato e stampe d’epoca, tavoli in marmo e sedie impagliate, lastre di marmo alle pareti, specchiere e mobili in legno e su tutto schidioni di ferro sospesi dal soffitto con lunghe collane d’aglio attaccate, grappoli di pomodori pachini dal rosso sfolgorante e spudorato, burrate in bella mostra, opulente e accattivanti…….e poi la trippa, il cervello e gli schienali, la pappa al pomodoro….che fa diventà belli, come si dice ai bambini di qui, la ribollita còll’olio bono, il peposo, la schiacciata coll’uva…e in questa magnificenza di sapori, anche l’occhio vuole la sua parte e dai vetri si scorge, come vicino di casa….la grandezza rinascimentale della Basilica di Santa Croce, bella da sindrome di Stendhal, piena di luci e di candori marmorei, con la statua di Dante meditativo, su una Piazza Santa Croce fatta ancora di giochi di ragazzi, di piccioni, di panchine in pietra, di colori e poi, nel mese di giugno, le grida e la tradizione del Calcio Storico Fiorentino….questa è la Firenze dei fiorentini, beceri e arguti, gnoranti ma colti bottegai, quelli che prendono in giro il mondo ma che non tollerano chi critica la…Viola!!!!!!….quella, launsitocca!!!!!!!

Il Peposo

Il Peposo

Trattoria Il Francescano
Ricetta d’autore
Il Peposo….nato all’Impruneta
dai tempi del Brunelleschi
…..alle nostre tavole

L’Impruneta, paesino attaccato a Firenze, pieno di luce, di olivi e di verde, è famoso per la produzione del cotto, una terracotta toscana, rossiccia, famosa in tutto il mondo, cha ha lastricato mille e mille palazzi, chiese, piazzali; in questo luogo dalla terra rossa è legata la nascita di un piatto della tradizione toscana: il peposo

Il peposo è un piatto a base di carne, cotta …in forno a fuoco moderato (proprio come si fa per la terracotta) con pochi condimenti ed un quantitativo a dir poco generoso di pepe, da cui deriva il nome. Il peposo è, quindi, la tipica esemplificazione della cucina toscana: ingredienti ottimi, cotture semplici, condimenti giusti per esaltare e non coprire il gusto di questa cucina che potrebbe sembrare essenziale ma che invece è ricca e ricercata nella scelta delle materie prime e nel totale rispetto della loro natura nel cucinarli
Ma anche la terracotta ha avuto un ruolo nella creazione di questo semplice e gustosissimo piatto; infatti, sono stati proprio i fornacini (gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci) che hanno creato il peposo: in un angolo della fornace, là dove non avrebbe dato fastidio al loro lavoro, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo circa cinque ore il piatto era pronto.
Ma la creazione di questo piatto è legata, tra la storia e la leggenda, anche alla costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore, il Duomo di Firenze: si narra infatti che, al tempo del Brunelleschi, i fornacini addetti alla cottura dei mattoni facessero largo uso di questa pietanza.
Evidentemente il pasto, il pepe ed il vino contribuirono ad ottimizzare il lavoro degli operai esaltando la bellezza dell’opera del Brunelleschi…

Il piatto, come già sottolineato, è semplice, il gusto è fortissimo. Gli ingredienti pochissimi e del territorio, scelti con cura: la carne è del muscolo, normalmente utilizzato per lo spezzatino, meglio se spezzatino di chianina; il vino è quello del territorio, un Chianti che con la sua struttura supporta ed esalta la carne che, cuocendo immersa nel vino, ne assorbe l’aroma e diviene morbida, mentre il vino al contempo smorza il gusto forte della carne. Aglio, pepe e aromi, a completare, devono ovviamente essere di qualità

La chianina non ha bisogno di grandi presentazioni: si tratta di un bovino di taglia molto grande tipico della Val di Chiana che dà carni ottime, molto magre e saporite (è la razza da cui si ricava il taglio della bistecca alla fiorentina).

Infine il Chianti, il vino che più rappresenta la Toscana.
Il Chianti D.O.C.G. è prodotto nei territori delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, territori che si presentano con caratteristiche colline a grandi terrazze con vallate attraversate da fiumi, quindi un prodotto del territorio che sposa bene il peposo non solo durante la cottura ma anche come accompagnamento in tavola

La lista degli ingredienti è essenziale, pochi i prodotti, semplicissimo il metodo di cottura, eppure il peposo ha diverse versioni, un gioco di aromi e spezie, la quantità del pepe, il vino, sono tante le versioni, da paese a paese…..

Ricetta d’autore de
IL FRANCESCANO

Ingredienti (per 4 persone)

1 kg di muscolo di chianina
1 litro di Chianti rosso
1 cucchiaio di pepe nero macinato
5 spicchi d’aglio (vestito…come si dice a Firenze)
8 fette di pane toscano
un mazzetto di salvia e rosmarino
sale qb
Preparazione:
Disporre il muscolo tagliato a dadi non troppo piccoli in una pentola di coccio, aggiungere gli spicchi d’aglio senza levare la camicia, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprire con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno (circa 150°C) o sul fornello, fino a che la carne non risulti estremamente morbida, avendo cura di coprire il recipiente.
Occorreranno almeno 4 ore di cottura lenta, a fuoco basso.
Tostare le fette di pane, in forno o sulla griglia, disporle in un piatto e versarci sopra il peposo.
Servire ben caldo
e….buon appetito!!!!!!

Trattoria Il Francescano
Largo Bargellini
50122 Firenze
Telefono 055/241605
Mail: info@ilfrancescano.com

Cristina

Trattoria Le Mossacce a Firenze – Cristina

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Trattoria Le Mossacce  a Firenze  – Cristina

La Trattoria Le Mossacce è nel pieno centro storico di Firenze, in Via del Proconsolo, angolo  Borgo degli Albizi, all’ombra del Bargello, la Firenze di Pratolini e della Viaccia, quella dei “bischeri”, dei barrocci e dei vinai, dei panini con la  trippa calda mangiata in piedi nelle piazze, la vecchia Firenze, amata o criticata, la “c” perduta per la strada, ma piena di cultura e ironia, dal dileggio facile per tutti, dai fiorentini personaggi buffi, irriverenti e ironici, dalla fede senza se e senza ma nella Fiore, passione che li vede tutti essere CT, dal lunedì al lunedì dopo….praticamente sempre!
Il locale si vede appena, una piccola insegna verde, la solita da 70 anni, un portoncino di vetro e legno preso d’assalto da file di turisti, che aspettano pazientemente l’ora d’entrata, rigorosamente alle 12 e alle 19……e loro, proprietari, cuochi e camerieri sono dentro il locale, non si scomodano per nessuno, finiscono di mangiare, e….quando gli pare….aprono……Stefano, Giovanni, Matteo, Fabio…..personaggi di una cultura dell’ ospitalità manifestata in modo semplice, diretto ma pieno di umanità, affetto, amore per il proprio lavoro….e allora ti senti in famiglia.
Alle ore prestabilite dall’orario appeso alla porta, non un minuto prima, entra una fiumana di persone, tutte rigorosamente in fila, e tutte collocate, tipo sardine, in tavolacci dove si mangia senza tovaglia, direttamente sul legno e un pezzo di carta gialla, e,  mentre ti apparecchiano, Fabio stappa il fiasco del vino, ti prendono la comanda e si comincia…….si inizia un concerto, fatto di profumi, antichi sapori, aria di casa, ricordi fanciulli, tutto il calore di casa tua, la tua parte più intima che viene fuori dai flash back di ricordi e sensazioni evocate da questi piatti, semplici, genuini, forse dimenticati dai più, piatti non banali nella loro semplicità….i calamai in zimino, l’ossobuco, la ribollita, la finocchiona, i fagioli al fiasco e all’uccelletto, il baccalà, il tiramisu…unico!!!!!, la francesina, la salsa verde sui bolliti, la trippa, il castagnaccio, lo spezzatino di muscolo…..

La sala è piccola, si sta gomito a gomito con gli altri commensali, il servizio è rapido, quasi brusco. Fiaschi impagliati attaccati, file di prosciutti sospesi, attaccati con le corde, i VinSanti e i “brutti buoni” in mostra, le locandine degli spettacoli cittadini attaccati ai muri, il bancone nell’ingresso, sulla sinistra il tavolone dei “capirotti”…….oggi i quotidiani clienti abituè…ma pochi anni fa il posto fisso della Gina, gentile e sola, che trovava alle Mossacce la sua “famiglia” e di Pietro Annigoni, con i suoi allievi, che aveva lo studio a “2 passi”…. come si dice a Firenze. Eppure  la sala è sempre piena,  non prendono prenotazioni ed è difficile che si possa trovar posto, anche perché al telefono non rispondono. Il motivo è semplice: alle Mossacce si mangia in maniera unica perché la cucina è una cucina fatta con il cuore…….Le portate variano a seconda della stagione, il menu è scritto a mano, rapido, essenziale, frutto della fantasia del giovanissimo cuoco, Matteo, che malgrado la giovane età, ha una cucina tradizionale e antica, frutto di ricette tramandate, classiche, caposaldi della cucina fiorentina e toscana.
Nessun piatto d’alta cucina alle Mossacce, nessun decoro, frasi essenziali, la gente che ti guarda in faccia, ti scruta, legge sul tuo viso chi sei: qua si bada alla sostanza, non c’è tempo da perdere in convenevoli. Le materie prime sono freschissime, selezionate e cucinate come la vera tradizione fiorentina comanda: qui i 4 elementi fondamentali della cucina fiorentina, pane, olio, carne e vino del Chianti sono rigorosamente osservati, fanno parte della filosofia del locale, filosofia tramandata dai “babbi” degli attuali proprietari….e anche questa è cultura vera, insieme a Giotto, Cimabue, Emilio Pucci e Ferragamo, il Duomo, il Pinocchio di Lorenzini/Collodi,  le Madonne, lo Scoppio del Carro, tutto il cuore fiorentino che il mondo osserva, guarda, cerca di apprendere e di copiare …..….e, che in fondo, ci invidia!

Trattoria Le Mossacce
Firenze, Via del Proconsolo, 55R

Cristina Vannuzzi Landini
PressOffices Comunicazione

 

Bollicine noir a Mangia come scrivi

a8ce575b-53b5-4dca-a66e-d53968e39361Bollicine noir a Mangia come scrivi
Venerdì 17 marzo all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma gli scrittori Bruno Morchio, Paolo Roversi e Cristina Rava
PARMA – Un brindisi alla primavera che sta per sbocciare in compagnia di tre scrittori molto amati e seguiti. E, idealmente, in compagnia dei loro personaggi più famosi: “Bacci Pagano, Enrico Radeschi, Ardelia Spinola” è il titolo dell’appuntamento di marzo della stagione emiliana di Mangia come scrivi. Venerdì 17 marzo all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma arriveranno gli scrittori Bruno Morchio, Paolo Roversi e Cristina Rava per una serata dedicata alla suspense, nella quale “assaporare” alcuni indizi legati alle indagini dei loro protagonisti, ma anche nella quale far scorrere, altrettanto piacevolmente, fiumi di bollicine “noir” provenienti dalla Franciacorta. I colpevoli? Il direttore artistico Gianluigi Negri, i titolari della Tenuta e il selezionatore di vini Claudio Ricci: insieme, una volta all’anno, propongono agli affezionati frequentatori della rassegna una cena nella quale andare alla scoperta (oltre che dei libri) di vini importanti, mantenendo sempre invariato il costo di partecipazione all’evento.

a29ae0ee-85d6-498f-9828-ec4d6876b64eI LIBRI
I commensali, tra una portata e l’altra, assisteranno alle originali presentazioni “con passaggio di testimone” che distinguono Mangia come scrivi (giunta al suo undicesimo anno) dalle numerose imitazioni. Nessuno, dunque, presenterà direttamente il proprio lavoro. A parlare dell’investigatore dei carruggi Bacci Pagano, che ritorna nel recente Fragili verità (Garzanti) di Morchio, sarà Cristina Rava. A presentare il giornalista hacker Enrico Radeschi (di cui Roversi, dopo cinque libri su di lui, propone ora la prima indagine in La confraternita delle ossa, pubblicato da Marsilio) provvederà Bruno Morchio. ll compito di “affrontare” le indagini dell’anatomopatologa Ardelia Spinola – personaggio della Rava che ritorna nel nuovo Quando finiscono le ombre (Garzanti) – è infine affidato a Paolo Roversi.

03835782-7b61-4f77-8d0a-91523211eb51I FRANCIACORTA MAJOLINI E IL MENU GIALLO E NOIR DELLO CHEF PAOLO DALL’ASTA
Lo chef della Tenuta, Paolo Dall’Asta, questa volta proporrà un menu giallo e noir tutto da scoprire, con tre portate abbinate ai grandi Franciacorta Majolini selezionati da Claudio Ricci de “Il Bere Alto”. All’antipasto, al primo e al secondo, si aggiunge, come sempre, il dolce d’autore firmato dall’artista pasticciere Alessandro Battistini (Pasticceria Battistini di Parma): in questo caso dei golosissimi profiteroles alla crema pasticciera. Per informazioni sul ricco menu e prenotazioni: 0521 462578.

LA SERA PRIMA A CANTÙ E IL SUCCESSIVO MANGIA COME SCRIVI A PARMA
Anche il Mangia come scrivi di giovedì 16 marzo a Cantù, al Ristorante Il Garibaldi, è nel segno del giallo: i protagonisti della cena “Nebbie e delitti” sono gli scrittori Valerio Varesi, Patrice Avella e Tiziano Marelli. Il prossimo appuntamento emiliano della rassegna si terrà, invece, venerdì 7 aprile. Mattatori dell’imperdibile serata “Poesie catartiche e poesie surrealiste” saranno l’attore comico Flavio Oreglio e lo scrittore surrealista Antonio Tacete.

Troppe zeta nel cognome: Mario Luzzatto Fegiz a Mangia come scrivi

Troppe zeta nel cognome: Mario Luzzatto Fegiz a Mangia come scrivi

Giovedì 23 febbraio al Ristorante Il Garibaldi di Cantù
CANTÙ (Como) – Come si fa a incontrare Mina senza farsi cacciare? O a restare calmi quando squilla il telefono e all’altro capo ci sono Bob Dylan o Vasco Rossi? Come nasce una canzone? E una recensione? Uno scoop? Cinquant’anni di (incredibile) carriera in un libro: “Troppe zeta nel cognome”. Cinquant’anni di carriera in una cena: è Mario Luzzatto Fegiz l’ospite d’onore dell’appuntamento di febbraio della stagione lombarda di Mangia come scrivi. Giovedì 23 febbraio, al Ristorante Il Garibaldi di Cantù (Como), il decano dei critici musicali italiani sarà il protagonista assoluto della cena che prende in prestito il titolo dal suo nuovo libro, appena uscito per Hoepli.

UN’AUTOBIOGRAFIA CON IL SAPORE DI UN ROMANZO
“E’ la storia di un uomo e della musica che ha, abbiamo attraversato. Un racconto, un romanzo”. Così scrive Ranieri Polese dell’amico e collega MLF nella presentazione del libro (la cui prefazione è firmata da Pippo Baudo e che Fegiz ha scritto con il regista teatrale Giulio Nannini). Mezzo secolo di musica, giornalismo e cultura vissuto fra Rai e Corriera della Sera, svelando retroscena e dettagli di star italiane e straniere: la rockstar dei critici musicali ripercorre la sua vita e vuota il sacco senza fare sconti a nessuno, soprattutto a se stesso. Tra vizi pubblici, come suggerisce il sottotitolo, e private virtù.

IL MENU
Gli chef del Garibaldi Alda Zambernardi e Marco Negri proporranno un menu con quattro piatti d’autore (dall’antipasto al dolce) e altrettanti vini prodotti dalle Cantine Pellegrino 1880 di Marsala, selezionati da Andrea Marelli. Per brindare al protagonista (che ha da poco festeggiato il 70° compleanno) è previsto, inoltre, un insolito mini aperitivo (accompagnato da scaglie di Parmigiano Reggiano 36 mesi “Solodibruna” dell’Azienda Agricola Sangonelli & Delbono) con bicchierino di Marsala Superiore Riserva “Oro” Pellegrino 1880. L’inizio della cena, condotta come sempre dal direttore artistico Gianluigi Negri, è fissato alle 20.30. Per informazioni sul ricchissimo menu e prenotazioni: 031 704915.

LA SERA SUCCESSIVA A PARMA E IL PROSSIMO MESE A CANTÙ
Venerdì 24 febbraio Mangia come scrivi sarà a Parma, alla Tenuta Santa Teresa, con la serata “Il banchetto di nozze e altri sapori” che avrà per protagonisti il vincitore del Campiello Carmine Abate e i critici letterari Elissa Piccinini e Camillo Bacchini. L’appuntamento del prossimo mese a Cantù è, invece, per giovedì 16 marzo: “Nebbie e delitti” è la cena che avrà come ospiti Valerio Varesi, Tiziano Marelli e lo scrittore francese Patrice Avella.

Pregusta il menu della serata
Troppe zeta nel cognome – Mario Luzzatto Fegiz
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Carmine Abate a Mangia come scrivi

Carmine Abate a Mangia come scrivi

Cena da favola venerdì 24 febbraio a Parma con uno degli autori più amati d’Italia e due brillanti critici e studiosi
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Mangia come scrivi

Invito a cena con Carmine Abate, Elissa Piccinini e Camillo Bacchini
I sapori dei banchetti di nozze e delle fiabe a Mangia come scrivi
Venerdì 24 febbraio all’Antica Tenuta Santa Teresa la cena più golosa dell’anno con Carmine Abate, Elissa Piccinini e Camillo Bacchini

PARMA – Il cibo come identità e motore del racconto. Il cibo come strumento rituale, magico passaggio per l’invisibile o prodigioso mezzo per cambiare la realtà. L’appuntamento di febbraio della stagione parmigiana di Mangia come scrivi è un’ideale tavolata tra Nord e Sud, presente e passato, realtà e fantasia. Con i sapori del cuore, della memoria e di culture diverse, che si intrecciano in un tripudio di assaggi culinari e letterari. Venerdì 24 febbraio, all’Antica Tenuta Santa Teresa, i protagonisti della cena “Il banchetto di nozze e altri sapori”, organizzata a presentata dal direttore artistico Gianluigi Negri, saranno lo scrittore Carmine Abate (il cui ultimo libro, pubblicato da Mondadori, dà il titolo alla serata) e i saggisti e critici Elissa Piccini e Camillo Bacchini, autori del gustoso e originale “Ricette da fiaba” (Elliot).

IL MENU LETTERARIO
Il vincitore del Campiello e dello Stresa Carmine Abate, con “Il banchetto di nozze e altri sapori”, firma uno dei libri più amati e apprezzati dell’anno: un’appassionata storia di formazione, quella proposta dallo scrittore originario di Carfizzi (paese arbëresh della Calabria) e da anni residente a Besenello (in Trentino), nella quale racconta il legame con la terra, gli affetti, i sogni e i successi di chi sperimenta luoghi e sapori lontani. Un libro straordinario che si gusta riga per riga, producendo una prodigiosa armonia tra i sensi, con gli occhi che leggono e trasmettono al cervello i sapori del cuore.
“Le più gustose (e orginali) ricette delle fiabe popolari” è il sottotitolo di “Ricette da fiaba”: qui Elissa Piccinini e Camillo Bacchini (entrambi critici letterari della Gazzetta di Parma) portano il lettore in un mondo incantato, per fargli conoscere e riscoprire, tra adulti o in compagnia dei più piccoli, i piatti tipici di ogni favola: dal pane di Pollicino all’insalata di Raperonzolo, dal pan di spagna di Hänsel e Gretel alla trippa in Pinocchio.

IL MENU “IL BANCHETTO DI NOZZE” TRA CALABRIA E TRENTINO
Il menu creato dallo chef Paolo Dall’Asta si ispira ai sapori della Calabria e del Trentino. Tra gli antipasti, la rivisitazione di uno dei piatti celebrati da Abate nel libro: polenta con ‘nduja. Poi, tra le altre portate, gnocchi di spinaci e ricotta e medaglione di maialino con pecorino crotonese e speck di montagna. Dulcis in fundo, la torta Ilaria (con mele spadellate e crema leggera alla vaniglia) firmata dall’artista pasticciere Alessandro Battistini (Pasticceria Battistini di Parma). E i vini? Quattro, come sempre, selezionati da “Il Bere Alto” di Claudio Ricci, prodotti da due delle aziende più rappresentative della Calabria e del Trentino: Librandi (www.librandi.it) e Salizzoni (www.salizzoni.info). Inizio cena alle 21. Per informazioni sul ricco menu e prenotazioni: 0521 462578.

LA SERA PRECEDENTE A CANTÙ E IL PROSSIMO MESE A PARMA
Giovedì 23 febbraio Mangia come scrivi sarà a Cantù, al Ristorante Il Garibaldi, con la serata “Troppe zeta nel cognome” che avrà come protagonista assoluto la “rockstar” dei critici musicali Mario Luzzatto Fegiz. L’appuntamento del prossimo mese a Parma è, invece, per venerdì 17 marzo: “Bacci Pagano, Enrico Radeschi, Ardelia Spinola” è la cena (a base di Franciacorta) che avrà come ospiti i giallisti Bruno Morchio, Paolo Roversi e Cristina Rava.
Pregusta il menu “Il banchetto di nozze”

A cena con Pg caverzan Jazz 4tet

https-cdn.evbuc.comimages277561991271319384071originalA cena con Pg caverzan Jazz 4tet

Venerdì 10 febbraio 2017

L’evento si terrà all’ora, data e località seguenti:

Venerdì 10 febbraio 2017 dalle 20:00 alle 23:00 (CET)

Hotel Due Torri
4 Piazza Sant’anastasia
37121 Verona
Italia
Eccoci al 2° appuntamento della rassegna ‘A CENA CON I JAZZISTI’ 2017 al Due Torri Hotel***** di Verona, dove Artisti e Pubblico hanno l’occasione di condividere passione e conoscenza della musica Jazz, gustando una cena d’eccellenza proposta dal Due Torri Lounge & Restaurant, seguita dall’esibizione live nella magnifica Hall trecentesca, curata da Jazz&More e Circolo del Jazz. E’ possibile partecipare anche al solo concerto.

Protagonista della serata un quartetto veneto-friulano molto interessante, che proporrà Jazz classico e rivisitazioni di grandi pezzi di Paolo Conte e Gino Paoli.

h 20:00 | Cena al Due Torri Lounge&Restaurant

CENA STELLATA

• Primo Piatto

• Secondo Piatto

• Dessert

• Vino “Cantine Cesari” e bevande incluse

h 21:30 | Live Concert

PIERGIORGIO CAVERZAN 4Tet

• PIERGIORGIO CAVERZAN alto sax e clarinetto basso

• BRUNO CESSELLI pianoforte

• NICOLA BORTOLANZA contrabbasso

• RICCARDO ZORZI batteria

La formazione del sassofonista Piergiorgio Caverzan nasce nel 2009 dall’incontro tra quattro musicisti dell’area compresa tra il Veneto e il Friuli. Il progetto, in cui Caverzan e Cesselli sono autori della maggior parte dei brani, propone composizioni originali di jazz d’ispirazione mediterranea e mainstream, a cui vengono affiancati alcuni pezzi di autori italiani quali Luigi Tenco e Paolo Conte riveduti e arrangiati per la formazione a quartetto.

** Ingressi **

Cena al Due Torri Lounge & Restaurant: € 45,00 (si paga al ristorante)

Concerto: € 15,00 | Ridotto € 10,00 musicisti e minori 15 -18 | Free 0-14

Abbonamento annuale 10 concerti: € 110,00 Special Price

** Info e prenotazioni **

jazzandmore.verona@gmail.com | www.jazzandmoreverona.com

Un ringraziamento particolare va ad AGSM, Cantine Cesari, Tenuta Fontanara, Circolo Jazz Verona, ACE Consulting, Doc Servizi, Musical Box, Agenzia Perdonà, FederManager Verona, Accademia A. F. Musicale, Il Pianoforte e Target.sdv.

Mangia come scrivi: ecco i grandi nomi delle due nuove stagioni

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E’ qui la festa: il 2017 della rassegna più golosa d’Italia
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Invito alla nuova stagione di Mangia come scrivi con Leo Ortolani, Stefano Disegni, Carmine Abate, Flavio Oreglio, Niccolò Agliardi, Mario Luzzatto Fegiz, Valerio Varesi, Alberto Patrucco
Mangia come scrivi:
ecco i grandi nomi delle due nuove stagioni

Dieci imperdibili appuntamenti da gennaio a maggio con prestigiosi ospiti tra Parma e Cantù: Stefano Disegni, Leo Ortolani, Carmine Abate, Flavio Oreglio, Niccolò Agliardi, Mario Luzzatto Fegiz, Valerio Varesi, Alberto Patrucco
Ventotto ospiti, dieci appuntamenti da non perdere: Mangia come scrivi ha appena concluso le celebrazioni del decennale e ora guarda avanti, nel suo undicesimo anno, con un cartellone ricco di nomi, novità e sorprese. Da gennaio a maggio riprenderanno le due stagioni – emiliana e lombarda – della rassegna ideata e diretta dal giornalista Gianluigi Negri, nata nel novembre 2006 in provincia di Parma: le cene-spettacolo si svolgeranno a Cantù (Como) un giovedì al mese al Ristorante Il Garibaldi e a Parma un venerdì al mese all’Antica Tenuta Santa Teresa.

Dalla presenza di grandi nomi dello spettacolo (Niccolò Agliardi, Flavio Oreglio, Alberto Patrucco) all’attesissima serata con Stefano Disegni e Leo Ortolani per la prima volta insieme (il vignettista satirico e il fumettista più amati d’Italia), dai maestri del giallo come Valerio Varesi e Bruno Morchio al vincitore del Campiello Carmine Abate, dal decano dei critici musicali Mario Luzzatto Fegiz alla gran chiusura della stagione parmigiana con una serata dedicata a Cuba: cinque mesi di cene tutte diverse tra loro e originali. Con la rinnovata e prestigiosa collaborazione con il maestro pasticciere Alessandro Battistini in quel di Parma. E sempre con la voglia di stupire, di coinvolgere il pubblico e di portare avanti un discorso (mai interrotto) sulla cultura del gusto e sul gusto della cultura, con quell’inconfondibile mix di intrattenimento e spettacolo che, in oltre dieci anni, ha consentito a Mangia come scrivi di mettere a tavola 390 scrittori e 130 artisti.

La stagione di Cantù
LA STAGIONE DI CANTÙ (Como)
Ristorante Il Garibaldi
(Piazza Garibaldi, 13)

GIOVEDÌ 19 GENNAIO
Ti devo un ritorno
OSPITI
Niccolò Agliardi, Edwyn Roberts, Enzo Gentile

GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO
Troppe zeta nel cognome
OSPITE D’ONORE
Mario Luzzatto Fegiz

GIOVEDÌ 16 MARZO
Nebbie e delitti
OSPITI
Valerio Varesi, Tiziano Marelli, Patrice Avella

GIOVEDÌ 6 APRILE
Good Vibrations
OSPITI
Roberta Maiorano, Aldo Pedron, The Crashmen (Ed Seagraves & Mark Dale) e un ospite a sorpresa

GIOVEDÌ 11 MAGGIO
Segni (e) Particolari
OSPITE D’ONORE
Alberto Patrucco

Inizio serate: ore 20.30
Info e prenotazioni: 031-704915
Vai al Programma completo di Cantù
Scarica il programma in word
La stagione di Parma
LA STAGIONE DI PARMA
Antica Tenuta Santa Teresa
(Strada per Beneceto, 26)

VENERDÌ 27 GENNAIO
Disegni Ortolani
OSPITI
Stefano Disegni, Leo Ortolani, I Masa

VENERDÌ 24 FEBBRAIO
Il banchetto di nozze e altri sapori
OSPITI
Carmine Abate, Camillo Bacchini, Elissa Piccinini

VENERDÌ 17 MARZO
Bacci Pagano, Enrico Radeschi, Ardelia Spinola
OSPITI
Bruno Morchio, Paolo Roversi, Cristina Rava

VENERDÌ 7 APRILE
Poesie catartiche e poesie surrealiste
OSPITI
Flavio Oreglio, Antonio Tacete

VENERDÌ 12 MAGGIO
La nostra Cuba
OSPITI
Davide Barilli, Paolo Simonazzi, El Rubio Loco

Inizio serate: ore 21.00
Info e prenotazioni: 0521-462578

info@mangiacomescrivi.it

Capodanno alla Fattoria del Colle con Brunello Experience

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Assaggi itineranti con musica e storia, assaggi verticali di Brunello, visite in cantina, cene degustazione e persino la produzione del proprio vino Supertuscan, esperienze con il vino che divertono e arricchiscono di conoscenze e insieme alla cucina storica rendono memorabile il Capodanno dei Brunello Lovers alla Fattoria del Colle di Trequanda: tre giorni e due notti a cavallo della notte più lunga dell’anno durante i quali i grandi vini diventano protagonisti di esperienze per gli appassionati.

Ogni giorno almeno due attività per entrare nell’affascinate mondo dei grandi vini e della tradizione Toscana in armonia con la campagna intorno e la fattoria che riportano indietro nel tempo: un programma pensato per tutti, coppie, gruppi di amici e famiglie anche allargate a cani e gatti. Mentre gli adulti saranno infatti impegnati in degustazioni e prove da aspiranti enologi, i bambini potranno giocare a panforte e anche imparare a preparalo, mentre gli amanti del wellness potranno scoprire il piacere di bere un calice nella jacuzzi del centro benessere con vista sulle Crete Senesi, oppure immersi nella vasca di legno di ginepro per la vinoterapia.

Il Capodanno alla Fattoria del Colle di Trequanda si riempie quindi di emozioni ed esperienze entusiasmanti con un programma di iniziative particolarmente ghiotto per  i “Brunello lovers”: a partire dall’esperienza multisensoriale nella cantina di Montalcino Casato Prime Donne, dove li aspetta una degustazione itinerante con 4 assaggi accompagnati da spiegazioni e l’ascolto di brani musicali selezionati appositamente dal sommelier musicista Igor Vazzaz. L’itinerario è stato recentemente arricchito con le immagini – reali e artistiche – di Montalcino proiettate nella tinaia e capaci di trasmettere le passioni e le tradizioni della gente del Brunello. Altra opportunità da non perdere è la degustazione verticale di Brunello con 4 assaggi, partendo con il barrel tasting del vino ancora in botte e la separazione dal percorso destinato al Rosso di Montalcino, fino al Brunello in bottiglia e a quello destinato a diventare Riserva.

E se il sogno di tutti gli appassionati è quello di creare un proprio vino, alla Fattoria del Colle si potrà realizzare grazie all’esperienza di Enologo per un giorno, in cui ci si cimenta nella difficile arte del “taglio” fra vini di diversi vitigni da mescolare cercando la perfetta armonia fra  tannino, alcol e frutto. Gli aspiranti enologi potranno dare un nome al loro Supertuscan, che verrà tappato per portarlo a casa.

Infine, per chi parteciperà al Cenone di Capodanno una ulteriore sorpresa: la possibilità di gustare per primo il Brunello 2012 che nasce ufficialmente proprio a mezzanotte dell’ultimo dell’anno.

Per informazioni e prenotazioni
Fattoria del Colle, Località Colle 53020 Trequanda (SI)
0577662108 info@cinellicolombini.it

Addetta stampa
Marzia Morganti Tempestini Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com

Vini corsari

“Vini corsari”

Il 4 e 5 dicembre 2016

Presso il castello di Barolo l’Associazione Culturale Giulia Falletti di Barolo presenterà il quarto appuntamento con i “Vini corsari”: 30 vignaioli europei saranno in degustazione e vendita dalle ore 11 alle 18 in entrambe le giornate (www.vinicorsari.it).

Museo dei Cavatappi
Piazza Castello, 4 – 12060 BAROLO (CN) ITALY
Tel. +39 0173 560539 – Fax: +39 0173 560539
E-mail: info@museodeicavatappi.it
Sito internet: www.museodeicavatappi.it
Facebook: www.facebook.com/museodeicavatappi

Il Gourmettino a Firenze

14125667_10210552716844355_9132364899390635184_oIl Gourmettino a Firenze
“Cento metri a perpendicolo sul mare”
dal meraviglioso mare della Puglia all’Arte di Firenze….
nasce l’osteria contemporanea
“Il Gourmettino”

Fuori tanta gente che passa, curiosa, mille botteghe, quasi una musica di sottofondo, siamo nel centro storico fiorentino, ma entrando lasci tutto, i rumori della strada si affievoliscono….. noti subito un giardino d’inverno pieno di colori e profumi, un maestoso arancio nel centro di una corte, insolita e preziosa nel pieno centro della città, un angolo di Puglia, incastonato nel pieno centro, una sorta di insolita gemma, dove Domenico Cilenti, lo chef venuto dalla Puglia….dal suo locale Porta di Basso a Peschici …..a cento metri a perpendicolo sul mare…. ha fissato la sua base fiorentina, un locale pieno di luce e di allegria, dove ti accolgono tanti ragazzi, belli e sorridenti, davanti alla cucina a vista, una scatola di cristallo dove nascono mille sapori, i 14718749_1529733727053075_5377079407276549576_ncolori di un muro fatto di mattonelle pugliesi, qui Domenico racconta la sua storia.
Il locale, magnifico nella sua rigorosa semplicità, unisce tutti gli elementi caratteristici della Puglia, il bancone all’ingresso ornato da una lastra di mattonelle di mille colori, parla della sua gente gentile, ma anche dei sapori e profumi antichi della sua terra, con la cucina, il vino, l’accoglienza discreta,
il locale è strutturato nei locali di una antica bottega fiorentina, per cui offre un ambiente raffinato, caldo, in un impatto di materiali fatti da pietra a vista, il color tortora mixato al grigio tenue, le volte a crociera, calde luci soffuse, tavoli di legno biondo con le gambe ottocentesche di ferro nero, una lunga panca in muratura piena di cuscini dai colori soft, una parete dove la sagoma del Duomo di Firenze è sottolineata da luci dando un tocco divertente alle rigorose volte a crociera, un sottofondo sound appena percepito…..e poi la gemma di verde che attira la vista, un arancio orgoglioso, piante, fiori, allegria. Ottimo e 14606385_1694804584173180_3303550916225312953_n (1)professionale il servizio, tutti pugliesi, giovanissimi e professionali, ed un’eccellente carta dei vini, calore dell’accoglienza in una location di grande raffinatezza.
E poi il “primo attore” Domenico Cilenti, la sua cucina parla della sua terra “a perpendicolo sul mare”, dove l’intensità e la varietà della tradizione del sud incontra la creatività con straordinarie materie prime del territorio, di terra e di mare, lo stile dell’osteria mixato alla contemporaneità, con piatti che richiamano alla mente sapori familiari, ancestrali, la burrata, il pallone di Gravina e il canestrato pugliese, la paparina con le olive, i lampascioni, la scapace, la giuncata, la stracciatella, e poi l’olio salentino……..una cucina basata nell’estro di questo giovane chef, già famoso, che merita grande attenzione, che scava nella memoria collettiva e ne tira fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, il suo sapere modulare 14708129_1297108443641678_8265744103068311688_nl’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema….oggi, con Domenico Cilenti, nasce un locale a perpendicolo su Firenze.
Il Gourmettino
via Palmieri 31R
50122, Firenze – Italy
T. +39 055 2001237
firenze@ilgourmettino.com
GIARDINO Interno

Cena – Evento Tartufo

menu serata.pagesCena – Evento Tartufo

da Cose Buone potrai degustare:

la Carne di Cavallo della Macelleria Equina Luppi di San Benedetto Po, il Tartufo de I Tartufi del Borgo di Borgofranco sul Po, i Vini di Casale del Giglio di Le Ferriere di Latina e i dolci del Gran Cafè 3Elle di Suzzara:
Pochissimi posti

prenota subito allo 0376525270 oppure rispondi a questa mail. La serata è proposta a 50,00 euro a persona.

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Buticchi e Zitello: due maestri a Mangia come scrivi

Buticchi e Zitello: due maestri a Mangia come scrivi
Giovedì 10 novembre, al Ristorante Il Garibaldi di Cantù, la serata “Storie italiane”
CANTÙ (Como) – Mangia come scrivi inaugura la formula “Duets”. Lo fa con due grandi maestri e con una serata (“Storie italiane”) che promette grandi emozioni, tra pubblico e privato, letteratura e musica, racconti intimi e storie di cronaca, imprenditoria e arte che guardano all’Italia degli ultimi cinquant’anni. Giovedì 10 novembre, al Ristorante Il Garibaldi di Cantù (Como), arrivano Marco Buticchi e Vincenzo Zitello.

CASA DI MARE
Nell’ambito della cena (inizio alle 20.30), come sempre organizzata e presentata dal giornalista Gianluigi Negri, il maestro dell’avventura presenterà il suo nuovo libro “Casa di mare” (Longanesi), ritratto commovente e appassionato della vita del padre, l’industriale ligure Albino Buticchi. La storia di Albino Buticchi è quella di un uomo che dal nulla crea un impero per poi dissolverlo sotto la spinta incontrollabile delle sue passioni: un personaggio dell’alta società internazionale dalla vita movimentata, il cui racconto, nelle pagine del romanzo, è caratterizzato dal tono e dal ritmo tipici di Marco Buticchi, con l’aggiunta inevitabile di una forte componente emotiva. “Se è vero che scrivere è dare voce a ciò che si ha dentro – afferma l’autore – ho assolto questo compito, scaricando dalla coscienza un debito che nutrivo verso il mio passato”.

L’ARPA CELTICA
Vicenzo Zitello è l’arpista italiano più famoso al mondo. Amico di Buticchi, il noto compositore e polistrumentista è stato il primo divulgatore e musicista a suonare l’arpa celtica in Italia: dal 1977 il suo nome è legato a questo strumento, del quale è un virtuoso concertista. Le sue composizioni sono di carattere prevalentemente strumentale, inizialmente ispirate alla musica celtica e classica, poi progressivamente ampliate attraverso un articolato percorso artistico che lo ha portato ad approfondire diversi linguaggi e stili musicali fino ad ottenere un risultato espressivo profondamente personale.

IL MENU
Gli chef del Garibaldi proporranno un menu che spazia dai sapori e dai profumi di Parma fino a quelli di Cantù: tra le quattro portate che verranno servite dall’antipasto al dolce, grande apertura con uno spettacolare Crudo di Parma (36 mesi di stagionatura) firmato Ghirardi Onesto, seguito da un primo piatto d’autore, i trucioli di Cantù. I tre vini selezionati, in abbinamento ai vari piatti, sono dell’azienda marchigiana Ciù Ciù. Per informazioni e prenotazioni: 031 704915. Durante la serata Gianluigi Negri presenterà anche Mangiamusica, suo nuovo format di respiro nazionale che nasce dopo il successo di Mangiacinema e Mangia come scrivi: quattro serate che si svolgeranno a ingresso libero, al Teatro Magnani di Fidenza, a partire dal 19 novembre, con imperdibili ospiti.

IL SUCCESSIVO MANGIA COME SCRIVI A CANTÙ
Il prossimo Mangia come scrivi a Cantù si terrà giovedì 1 dicembre. Gli ospiti della serata “Atlante Rock” saranno Ezio Guaitamacchi e la cantante Brunella Boschetti Venturi: altro appuntamento con la formula “Duets”, con il nuovo libro di Guaitamacchi e i classici rock, suonati dal vivo dai due protagonisti, che animeranno la serata.

Pregusta il menu di “Storie italiane”
Casa di mare – Marco Buticchi
Contatti:
info@mangiacomescrivi.it

“A Mangia come scrivi va in scena l’autoremake

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Venerdì 4 novembre alla Tenuta Santa Teresa di Parma gli stessi protagonisti di dieci anni fa: gli chef Alda Zambernardi e Marco Negri, gli scrittori Andrea Villani, Matteo Bergamo e Marco Del Freo, il pittore Pol Testi

PARMA – Una grande storia italiana che dura, ininterrottamente, da dieci anni. Mangia come scrivi nasce, per gioco, nel novembre 2006 a Montechiarugolo (Parma) grazie alla lungimiranza degli chef dell’allora trattoria Il Cigno Nero (Alda Zambernardi e Marco Negri) e alla fantasia del loro primogenito, Gianluigi Negri, giornalista e creatore di eventi. Da allora, in 125 serate, la storica rassegna (che dal gennaio 2013 ha anche una sua stagione lombarda, al fianco di quella emiliana) ha messo a tavola oltre 360 scrittori italiani, 120 artisti e 8.000 commensali.

IL DECIMO COMPLEANNO
Per celebrare degnamente il decimo compleanno, venerdì 4 novembre, alle 21, all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma andrà in scena l’autoremake “La prima volta non si scorda mai”, con gli stessi protagonisti di dieci anni fa: il conduttore tv e scrittore Andrea Villani, lo scrittore Matteo Bergamo con il nuovo libro “Farfalle d’inverno” (accompagnato da una sua esposizione di tele per questa occasione), lo scrittore e coltivatore di peperoncini Marco Del Freo, il pittore Pol Testi, passato, nel frattempo, a dipingere mondi “vegetali” al posto dei suoi famosi mondi “animali”.

L’EVENTO NELL’EVENTO E IL MENU

A firmare questa cena-evento saranno proprio gli chef Alda Zambernardi e Marco Negri (titolari del Ristorante Il Garibaldi di Cantù dal 2010 e vincitori del Festival della cazoeula nel 2014) che rientreranno nella loro città d’origine, Parma, per la prima volta dopo sei anni di assenza. In cucina lavoreranno insieme allo chef della Tenuta, Paolo Dall’Asta, e proporranno alcune loro specialità, tra le quali il tortino di cipolle ramate di Montoro e crescenza, un primo a sorpresa (che si affiancherà a quello “ufficiale”), il coniglio reale. Il dolce sarà firmato dall’artista pasticciere Alessandro Battistini (Pasticceria Battistini di Parma). E, come sempre, quattro saranno i vini selezionati da “Il Bere Alto” di Claudio Ricci. Per informazioni sul ricco menu e prenotazioni: 0521 462578.
Nel corso della serata, Gianluigi Negri annuncerà anche il programma del suo nuovo format nazionale dopo Mangiacinema, lanciato nel 2014: sabato 19 novembre, al Teatro Magnani di Fidenza, debutterà infatti la rassegna Mangiamusica, quattro serate a ingresso libero con ospiti imperdibili.

IL SUCCESSIVO MANGIA COME SCRIVI
Sei giorni dopo la festa del decimo compleanno, Mangia come scrivi sarà nuovamente in Lombardia. Il protagonista assoluto della serata “Storie italiane”, in programma giovedì 10 novembre al Ristorante Il Garibaldi di Cantù, sarà Marco Buticchi con il nuovo libro “Casa di mare – Una storia italiana” (Longanesi).

Pregusta il menu del decimo compleanno di Mangia come scrivi
Matteo Bergamo, Andrea Villani, Marco Del Freo
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