Cos’è il sushi?

Cos’è il sushi?
Sono piccoli pezzetti di pesce crudo (e non solo) con blocchi di riso (cotto con aceto di riso, zucchero e sale), da inzuppare nella salsa di soia, nella quale è stata stemperata una piccolissima dose di wasabi.
I tipi di sushi sono tanti: quelli che più attraggono gli occidentali sono i vari futomaki, hosomaki, uramaki… ovvero il sushi di forma cilindrica con una fascetta di alga scura – il nori – intorno al riso o all’interno come nel caso dell’uramaki. Uno molto amato dagli italiani è il california roll che si presenta colorato (per via del mix di ingredienti all’interno).
Poi ci sono quelli a forma di cono, sempre con l’alga intorno, che contengono vari ingredienti.
E infine,  i semplici nigirizushi, ovvero i blocchetti squadrati di riso sushi con una puntina di wasabi e il pesce crudo appoggiato sopra. Fra i vari tipi di guarnizione: tonno (pregiato), salmone, polpo, uova di pesce, anguilla, gamberetti, frittata, avocado, cetriolo.

Ristorante L’ossidiana
Vai dei verdi  7/9
Messina (ME)
Telefono: 090675899
E-mail: fisalvatore@tiscali.it

Le proprietà dell’olio extravergine

Le proprietà dell’olio extravergine

L’olio ha diverse proprietà.
Protegge il cuore e previene l’infarto.
Dove assume un ruolo di vero e proprio farmaco preventivo è quello delle malattie cardiovascolari di natura arteriosclerotica. Infatti l’olio d’oliva ed in particolare, il suo componente principale, l’acido oleico, è stato considerato come il più adatto nella prevenzione ell’arterioscleroside, inoltre riduce l’eccesso di colesterolo del sangue ed esercita una spiccata azione equilibratrice riguardo agli scompensi provocati da una dieta ricca di grassi animali. Lo si può aromatizzare su ogni tipo di pietanza in diverse maniere (con cipolla, noce moscata, timo, basilico, alloro, peperoncino, …) ed avere così sottomano oli variamente saporiti e dietetici mentre non teme confronti per la preparazione di fritture. Infatti l’olio d’oliva con l’elevazione della temperatura resta sostanzialmente stabile al contrario di altri oli di semi ecc. che invece scompongono le loro molecole diventando praticamente tossici.

Az.Agricola Italia di Filippo Italia
Produce&Vende

Olio extravergine di oliva nocellara….
Chi siamo?
La nostra azienda è situata nel cuore della Valle del Belice e si estende per circa 20ha(ettari).
Produce secondo una tradizione ormai secolare che ci tramandiamo da padre in figlio olive da mensa e olio extravergine di oliva appartenente alla monocultivar “nocellara del Belice”. Ci siamo sempre impegnati nel migliorare le già ottima qualità dei nostri prodotti.

N.B. La nostra azienda immette sul mercato esclusivamente l’ olio prodotto dai propri uliveti. Le caratteristiche del prodotto fanno si che non sia destinato alla grande distribuzione,ma riservato ad un mercato di nicchia,mercato che ne riconosce ed apprezza le straordinarie qualità….

Olio extravergine di Oliva“Terre in Fiore”L’olio Prodotto nella nostra azienda , puro e limpido si presenta alla vista con un colore verde inteso lucido, ha un sapore fruttato d’oliva da leggero a medio, con punte di amaro e piccante e sensazione di dolce, profumo, fragranza e aromi
unici al mondo. Le ottime caratteristiche organolettiche ne fanno un olio facilmente digeribile

Il nostro prodotto viene commercializzato in latta da 5 Lt o in bottiglia di vetro scuro da 50cl richiesta di 25cl…Per i rivenditori e ristoratori pratichiamo degli sconti… per qualsiasi informazione scrivete alla nostra mail terreinfiore@hotmail.it o chiamateci al 3663653339 gentilmente nelle ore pomeridiane ..

Ogni giorno della settimana un piatto diverso secondo la tradizione – Mara Lilliu

gnocchi al ragù

Gnocchi al ragù

Ogni giorno della settimana un piatto diverso secondo la tradizione   – Mara Lilliu

Cosa, da tradizione, non deve mancare nelle tavole italiane ed il perchè. Ho scoperto che il lunedì, il protagonista è minestrone; martedì, il pesce; giovedì, gli gnocchi; venerdì, il pesce; sabato, la trippa e domenica, la lasagna. Da dove nascono queste
tradizioni? Giovedi gnocchi: dovrebbe risalire al fatto che, per i Cristiani, il Venerdì è il giorno dedicato alla penitenza e quindi il giorno prima (il Giovedì appunto) è concesso fare uno strappo alla regola e regalarsi un piatto sontuoso. “Ridi, ridi che
mamma ha fatto i gnocchi” è un altro proverbio che sta a sottolineare l’importanza del piatto in
questione. Venerdi pesce: come detto sopra, il Venerdì è il giorno dedicato alla penitenza e quindi necessita di un piatto “di magro” come il pesce.
Sabato trippa: l’usanza era quella di macellare manzo e vitello alla vigilia della domenica e, mentre al padrone venivano riservate le parti più buone, la carne per fare gli l’arrosti, i contadini si dovevano accontentare dei pezzi considerati meno pregiati (il cosiddetto “quinto quarto).

Le crêpes – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

Le crêpes, ufficialmente nascono in Francia ma, erano già conosciute in Toscana, farcite con marmellata, con il nome Pezzuole della nonna.
Devono essere eseguite molto sottili e servono per approntare piatti di pasticceria ma, anche per la preparazione di piatti di cucina.
Per la loro esecuzione è indispensabile utilizzare una padellina pesante o meglio antiaderente, ben calda e leggermente unta.

Italiana Sommelier

La trippa si mangia il sabato secondo la tradizione

La trippa si mangia il sabato secondo la tradizione   – Mara Lilliu

Perchè la tradizione vede la il sabato sulle nostre tavole?
Secondo la tradizione l’usanza era quella di macellare manzi e vitelli alla vigilia della domenica e mentre al “padrone” venivano riservata la carne “migliore”  per fare gli arrosti, i contadini si dovevano accontentare dei pezzi considerati meno pregiati (il cosiddetto “quinto quarto”) con i quali cucinavano la  trippa

Prezzemolo – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

E’ una pianta erbacea originaria della Sardegna, dove era usata solo a scopo ornamentale; solo nel medioevo sarà utilizzata anche in cucina.
Occorre ricordare che il prezzemolo in cucina non deve essere cotto a lungo, altrimenti annerisce, e non deve essere raccolto con la pianta in fiore altrimenti diviene amaro.

Italiana Sommelier

Prezzemolo

Il prezzemolo fresco o essiccato si utilizza per minestre e zuppe, pesce, carne, salse, centrifugati o succhi detox
Contiene sali minerali – come fosforo, rame, calcio e zolfo potassio, calcio e ferro.
Vanta delle proprietà ipotensive, diuretiche, lassative e curative.
Ottimo alleato in caso di coliche renali
Ricco di
beta-carotene (precursore della vitamina A), sostanza antiossidante particolarmente utile per la pelle e gli occhi.
– sostanze antiossidanti come i flavonoidi (oltre che la stessa vitamina C) contrasta l’azione dei radicali liberi
vitamine in particolare la C, A, K, acido folico e altre vitamine del gruppo B

Il prezzemolo stimola e rafforza il sistema immunitario
Ha un’ azione antitumorale
Agisce positivamente sulle funzioni del fegato
Buon effetto antinfiammatorio.

Aiuta :
– a tenere sotto controllo la glicemia
– a regolarizzare la pressione
– nella depurazione dell’ organismo
– in caso in caso di ritenzione idrica, alleato per combattere la cellulite.
– la digestione
– a ridurre la produzione di gas intestinali

Ottimo il pesto di prezzemolo

 

Aloe vera – Francesca Modugno

Aloe vera – Francesca Modugno

Da qualche tempo molti ne parlano… ma per la GNLD non è certo una moda dell’ultima ora, basti pensare che Aloe vera Plus 6è presente sul mercato italiano dal 1989.
Qualcuno asserisce: “il mio prodotto è il migliore perché è il più concentrato”… ma poi dice che se non ti piace il gusto lo puoi diluire (senza specificarne la percentuale) affermando che questo non ha importanza agli effetti terapeutici… e allora?
Ogni prodotto a base di aloe vera ha delle “finalità terapeutiche” e per questo viene concepito con caratteristiche ben precise e pertanto non confrontabile con altri!

Ci sono delle varianti che determinano le diversità tra un prodotto e l’altro:

– le parti della foglia utilizzate
– la tecnica di stabilizzazione della gelatina o mucillagine ottenuta per fare il succo (è il procedimento che impedisce all’ossidazione di alterare   gli ingredienti benefici).  – Anche alcune tecniche di stabilizzazione, però, possono far perdere il potere benefico ai principi nutritivi. Infatti le alte temperature usate nella pastorizzazione ne sono un esempio
– la lavorazione impiegata per ottenere il succo
– la percentuale di diluizione (eventuale)
– il grado di concentrazione (mg / litro) dei polisaccaridi nel succo ottenuto (molto importante!); ne consegue un variato ricorso ai dosaggi con risultati riscontrabili in tempi diversi.

Il torrone

Il torrone
Il torrone uno dei dolci più presenti sulle nostre tavole a Natale insieme al panettone.
La tradizione vuole che il torrone nasce a Cremona nel 1441
Le origini del torrone risalgono alla sua prima apparizione 1441 quando è stato  durante il banchetto nuziale tra Francesco Sforza e Bianca Mari Visconti
In quell’occasione gli venne data la forma di una torre, il Torrazzo, simbolo della città e da lì il nome Torrone

Italiana Sommelier

Il panettone – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

Il panettone

Il Panettone è uno dei dolci più presenti sulle nostre tavole a Natale  insieme al torrone
il nome Panettone, che sà tanto di favola o di leggenda, quella che parla del “pane de Tony”.Tony, era un garzone di un Fornaio molto povero, che per rendere meno triste il suo Natale decise di farsi un pane, aggiungendo a caso degli ingredienti tipo miele e frutta.

Italiana Sommelier

El viejo días un cocktail dal sapore nostalgico

El viejo días
un cocktail dal sapore nostalgico

Esaltazione dei sensi, sapore sublime in un mix unico fatto da pochi ingredienti: la Tequila Mezcal Beneva unita al sapore speziato del liquore Chartreuse si combina perfettamente al lime e alla dolcezza dell’agave.

Ingredienti

– Mezcal Beneva
– Chartreuse
– Lime
– Sciroppo d’agave

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Influenza come prevenirla – Associazione Italiana Lattiero Casearia

Influenza come prevenirla – Associazione Italiana Lattiero Casearia
Igiene accurata e alimentazione adeguata, con più frutta, verdura, latte, formaggi e yogurt: così si tiene lontano il virus.
E’ iniziato il conto alla rovescia per almeno 3,5 milioni di italiani: tante sono infatti le persone che, secondo le stime del ministero della Salute, dovranno fare i conti con i sintomi influenzali. Il picco dell’influenza nel nostro paese è atteso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Meglio, quindi, cominciare da subito a darsi da fare per cercare di prevenire questo tipico disturbo di stagione. Bastano pochi semplici accorgimenti.

• Osservare le misure di igiene e protezione individuali, utili per prevenire il contatto con il virus influenzale: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o gel alcolici, coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce e usare sempre un tovagliolino di carta quando si prende del cibo a mani nude (ad esempio, panini, pizzette, frutta secca, pasticcini).
• Rivolgersi al proprio medico per farsi somministrare il vaccino antinfluenzale, il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze, visto che in soggetti sani adulti ha un’efficacia che va dal 70 al 90%.
• Modificare la propria alimentazione, consumando più spesso gli alimenti alleati del sistema immunitario. Come quelli ricchi di betacarotene, vitamine E e C: ad esempio, kiwi, agrumi, frutti di bosco, broccoli, cavoli, zucca.
Preziosi anche i prodotti lattiero-caseari, che forniscono molte sostanze importanti per prevenire l’influenza e che andrebbero consumati con regolarità, come suggeriscono le “Linee guida per una sana alimentazione” elaborate dall’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che consigliano tre porzioni al giorno di latte o yogurt e due-tre porzioni settimanali di formaggi.
Si può iniziare a colazione con i probiotici, che aiutano a rinforzare le difese immunitarie e che hanno dimostrato di aumentare la risposta degli anticorpi al vaccino antinfluenzale negli anziani.
Anche i fermenti lattici dello yogurt, ideale per uno snack fuoripasto, esercitano una protezione contro le infezioni e producono particolari molecole con azione “antibiotica”, le batteriocine. Queste importanti attività di prevenzione e controllo delle infezioni sono anche legate al meccanismo immunomodulatore e immunostimolante di alcuni amminoacidi “non convenzionali” prodotti grazie alla fermentazione del latte.
A pranzo una porzione di formaggi rappresenta un’importante fonte di proteine, vitamina A, zinco, fondamentali per l’efficienza del sistema immunitario. Oltretutto, lo zinco contenuto nel latte e derivati è più biodisponibile, rispetto a quello presente negli alimenti di origine vegetale.
E per finire, la sera, ecco un grande classico: il latte con un cucchiaino di miele. Non fa bene solo alla gola perché recenti studi hanno rivelato che il latte contiene dei componenti funzionali, tra cui gli immunopeptidi e alcuni peptidi derivati dalla lattoferrina a cui è stata attribuita una potente attività anti microbica.

Nata nel 1945, Assolatte – Associazione Italiana Lattiero Casearia – è una libera associazione industriale. Assolatte è l’organo nazionale preposto a rappresentare gli interessi economici e sindacali delle imprese che operano nel comparto lattiero caseario.
Le 200 realtà che aderiscono ad Assolatte rappresentano, in termini di fatturato, il 90% dell’intero comparto industriale nazionale del settore lattiero caseario.

Assolatte Associazione Italiana Lattiero Casearia
www.Assolatte.it
www.AssoLatteYogurt.it

ONAF

ONAF

Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio è nata a Cuneo nel 1989 ed ha sede a Grinzane Cavour. É la prima organizzazione, in Italia, a promuovere l’analisi sensoriale come strumento per valutare e innalzare la qualità della produzione casearia. Conta 1.500 soci fra cui 300 Maestri assaggiatori. Organizza corsi, partecipa a giurie, conferenze, eventi e a tutto ciò che promuove la cultura del formaggio di qualità. L’Assaggiatore ONAF è un tecnico, conoscitore, appassionato e rigorosamente testimonia la passione che si può trovare nelle produzioni casearie.

In questi ultimi anni si cerca di attirare l’attenzione sulla cultura alimentare, proprio per questo il formaggio è un alimento che non può essere trascurato; l’ONAF permette a chiunque l’accesso a questo “mondo sconosciuto” attraverso corsi specifici di formazione ed informazione. I corsi sono un viaggio tra testa, cuore e capacità sensoriali, una “palestra” per allenare tutti i nostri cinque sensi a recepire e scoprire sempre nuove sensazioni ed emozio

Il melograno Dott.ssa Antonia Griffo

Il melograno Dott.ssa Antonia Griffo

Il melograno è un’eccellente sorgente di vitamina C e del gruppo B, di potassio e di notevoli quantità di Polifenoli antiossidanti

I benefici della frutta e della verdura – Dott.ssa Antonia Griffo

Provate i benefici di frutta e verdura del gruppo verde, ricchi di clorofilla e carotenoidi, due phytochemicals efficaci nel prevenire le patologie coronariche e nel contrastare l’invecchiamento cellulare.

Dott.ssa Antonia Griffo
Biologa Nutrizionista
per contatti: antoniagri@hotmail.it

Il tè verde: un mito – Dott.ssa Antonia Griffo

te_verde.jpgIl The Verde (nome scientifico Camelia Sinensis) è una varietà cinese di Long Jing, ricco di elementi benefici per la salute, come i polifenoli e le catechine, che sono sostanze che aiutano con un effetto drenante e antiossidante.
Il The verde inizia ad essere utilizzato 3.000 anni fa in Cina per i suoi notevoli benefici sulla salute. Già nell’antichità i cinesi sapevano che il The verde aveva il potere di guarire il mal di testa, e li aiutava ad eliminare le tossine e a preservare la giovinezza. Ma per anni nessuna altra cultura aveva dato importanza a questo infuso, ed è solo da un paio di anni che numerose ricerche scientifiche ci hanno dimostrato i suoi numerosi benefici. Oggi la pianta del the verde si coltiva in tutti i paesi con clima tropicale, ed è conosciuta a livello mondiale.
Le catechine presenti nel The Verde aiutano a migliorare alcune malattie e diversi disturbi dell’organismo. In studi realizzati in laboratorio con alcuni topi si è dimostrato che le alte concentrazione di questa sostanza aiutano a diminuire i livelli di colesterolo nel sangue e a mantenerlo dentro i parametri considerati normali.
In Giappone, dove il The verde è consumato in molti momenti della giornata, sono diminuiti i casi di Cancro tanto per gli uomini quanto per donne, in relazione ad altre popolazioni che invece non consumano the verde. Solo 254 mg di catechine al giorno bastano per ottenerne gli effetti benefici. Dobbiamo considerare che una tazza di The Verde apporta da 100 a 150 mg di Catechine, quindi con 2 tazze al giorno di The verde si garantisce il corretto apporto di questa sostanza.
Nel 1998, scienziati Cinesi avevano compilato un compendio su tutti i benefici già studiati e provati del The Verde. Uno degli studi scientifici dimostrò che il consumo giornaliero di The verde durante un arco di tempo di 6 mesi diminuiva le lesioni cancerogene della mucosa orale. Mentre la Rivista di Nutrizione Clinica Americana pubblicò un studio in cui si dimostrava la relazione tra il consumo di The Verde e la perdita di peso, rendendolo un aiuto al problema dell’obesità, grazie all’ effetto drenante e accelerante del metabolismo di questa bevanda.
In Olanda invece dimostrarono che le donne che bevevano 5 tazze di The verde al giorno correvano meno rischi di essere colpite da aterosclerosi.

te_verde_tazza.jpgAltri benefici dimostrati sono:
– Controllo del Diabete
– Diminuizione dei livelli di glicemia in sangue
– Previenzione ed eliminazione della placca dentale
– Diminuizione delle carie dentali
– Miglioramento dell’alitosi
– Prevenzione e miglioramento della diarrea
– Diminuzione dela pressione sanguigna, poichè evita la liberazione della angiotensina II
– Aumento della potenza negli sportivi
– Miglioramento della respirazione, poiché agische come un broncodilatadore
– Diminuzione dei rischi di la formazione di coagulo di sangue (trombosi)
– Riduzione dei livelli di Colesterolo e trigliceridi nel sangue, aumentando i livelli di HDL Colesterolo (colesterolo buono).

Un altro eccellente beneficio dimostrato sulle donne Giapponesi è il fatto che le catechine disattivano il virus della influenza, e allo stesso tempo rinforzano il nostro sistema immunitario.
Una delle scoperte più recenti e più importanti riguardo al The verde è stata fatta da un gruppo di scienziati dell’ Istituto Aichi, in Giappone, che hanno dimostrato come le catechine di questo The sembrino bloccare l’azione del Virus dell’ AIDS.

Il metodo migliore per ottenere la quantità maggiore di catechine in una tazza di The verde è quello dell’infusione, facendo riposare il tutto per 5 minuti prima di bere. Il The verde deteinato, quello venduto in bustine da infusione, ha una bassa concentrazione di catechine. I polifenoli presenti nel The verde sono invece potenti antiossidanti, più potenti anche della vitamina C ed E; ha quindi effetti anti- cancerogeni , anti-invecchiamento e azione probiotica.
Le foglie del The verde hanno da un 5 ad un 6% di acqua e da un 4 a un 7 % di minerali, quindi sotto il punto di vista biochimico è un alimento molto ricco.
È importante segnalare che anche se il The verde ha un gran numero di benefici , ha anche un contenuto di caffeina elevato che, anche se non agli alti livelli del caffé, può causare ansia e nervosismo. L’ eccesso di The verde può inoltre aumentare la diuresi provocando disidratazione. Se si assume a digiuno e in maniera troppo concentrata può provocare nausea e vomito. Per tutti questi motivi è importante un consumo controllato. La dose raccomandata è da 1 a 2 tazze da 250 cc al giorno.

Dott.ssa Antonia Griffo
Biologa Nutrizionista
per contatti: antoniagri@hotmail.it

Il peposo

foto peposoL’Impruneta, paesino attaccato a Firenze, pieno di luce, di olivi e di verde, è famoso per la produzione del cotto, una terracotta toscana, rossiccia, famosa in tutto il mondo, cha ha lastricato mille e mille palazzi, chiese, piazzali; in questo luogo dalla terra rossa è legata la nascita di un piatto della tradizione toscana: il peposo

Il peposo è un piatto a base di carne, cotta …in forno a fuoco moderato (proprio come si fa per la terracotta) con pochi condimenti ed un quantitativo a dir poco generoso di pepe, da cui deriva il nome. Il peposo è, quindi, la tipica esemplificazione della cucina toscana: ingredienti ottimi, cotture semplici, condimenti giusti per esaltare e non coprire il gusto di questa cucina che potrebbe sembrare essenziale ma che invece è ricca e ricercata nella scelta delle materie prime e nel totale rispetto della loro natura nel cucinarli
Ma anche la terracotta ha avuto un ruolo nella creazione di questo semplice e gustosissimo piatto; infatti, sono stati proprio i fornacini (gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci) che hanno creato il peposo: in un angolo della fornace, là dove non avrebbe dato fastidio al loro lavoro, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo circa cinque ore il piatto era pronto.
Ma la creazione di questo piatto è legata, tra la storia e la leggenda, anche alla costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore, il Duomo di Firenze: si narra infatti che, al tempo del Brunelleschi, i fornacini addetti alla cottura dei mattoni facessero largo uso di questa pietanza.
Evidentemente il pasto, il pepe ed il vino contribuirono ad ottimizzare il lavoro degli operai esaltando la bellezza dell’opera del Brunelleschi…

Cristina

Luigi D’Amelio del Birrificio Extraomnes di Marnate (VA) è Il Birraio dell’anno 2013

LUIGI D'AMELIO - birrificio ExtraomnesLuigi D’Amelio del Birrificio Extraomnes di Marnate (VA) è Il Birraio dell’anno 2013

Al birraio lombardo la quinta edizione del riconoscimento
che premia livello e costanza qualitativa dimostrati nel corso dell’anno

E’ Luigi D’Amelio del Birrificio Extraomnes di Marnate (VA) ad aggiudicarsi l’ambito titolo di Il Birraio dell’anno 2013, un riconoscimento ideato e organizzato dal network Fermento Birra (www.fermentobirranetwork.com) con la sponsorizzazione di Comac (www.comacitalia.it)che premia ogni anno eccellenza e costanza qualitativa dimostrata nel corso dell’anno appena concluso. Una sorta di Pallone d’Oro del mondo della birra artigianale italiana che ha visto coinvolti oltre cinquanta giurati, un squadra distribuita in maniera omogenea sul territorio nazionale formata da degustatori professionisti ed esperti del settore, chiamati ad esprimere il proprio personale podio di gradimento.

Luigi D’Amelio si è imposto su birrai blasonati, nonostante la giovane età produttiva (2010), grazie a birre di personalità firmate con uno stile che attinge alle migliori moderne espressioni del panorama belga come De Dolle, De Ranke, De La Senne. Birre intriganti, complesse, contraddistinte sempre da una freschezza di fondo, dall’immancabile secchezza finale e da una pericolosa scorrevolezza. Ne sono un fulgido esempio la Blond, con i suoi profumi agrumati e speziati, o la Zest, caratterizzata dall’esplosivo bouquet di frutta esotica, entrambe “timbrate” Extraomnes per quel tagliente amaro conclusico. Un birraio che ha dimostrato la sua cifra tecnica e creativa con birre di spessore come la Straff, la Tripel, fulgido esempio di questo stile, e la natalizia Kerst, o ancora confrontandosi con la tipologia Saison, esaltandone le luppolature sempre integrate alle speziature del lievito. Un 2013 che lo ha visto protagonista con molte novità che hanno riscosso un immediato successo di pubblico e critica come la saison Wallonie, la floreale Hopbloem aromatizzata con foglie dell’esotica Combava, la possente Quadrupel. Al suo arco non mancano birre affinate in botte come la sorprendente Weltanschauung, una oud bruin affinata 20 mesi in barrique o birre speciali come la Donker, un imperial stout aromatizzata con caffè etiope.

Anche se il birrificio fa capo ad El Mundo, una azienda di caffè del varesotto, Extraomnes è una creatura di Luigi D’Amelio. Un nome che circola già da tempo nel mondo della birra artigianale, ben prima che diventasse birraio, per via delle sue abilità di degustatore, affinate con i corsi per sommelier Ais e Onav e soprattutto con le illuminanti lezioni di Luigi Veronelli nei primi anni ’90, oltre che per la sua urticante vis polemica praticata nei vari forum della rete, dove imperversa con il nome di Schigi, soprannome con il quale è conosciuto. Autodidatta, deve moltissimo ai numerosi viaggi in Belgio compiuti con l’amico fraterno Lorenzo “Kuaska” Dabove, rinomato degustatore e giudice internazionale e ai proficui scambi con i molti amici birrai e homebrewers.

IL BIRRIFICIO
Nato nel 2010, il birrificio si trova a Marnate nel varesotto all’interno dell’azienda di caffè El Mundo, entusiasta promotrice del progetto Extraomnes. Sono una quindicina le etichette tra fisse e stagionali, imbottigliate nel formato da 33cl, tutte ad alta fermentazione di stampo belga. In produzione Luigi D’Amelio è affiancato da fidato Stefano Zandalini e Stefano Celora. 1000hl la birra prodotta annualmente con un impianto da 10hl e una cantina da 170hl. Info: extraomnes.com

IL PREMIO
Il premio, giunto alla quinta edizione, nasce con l’intento di riconoscere il lavoro di un birraio svolto nel corso di un intero anno. A differenza dei classici riconoscimenti, non intende valutare la bontà di una birra in un preciso momento, ma piuttosto la bravura tecnica del birraio nel suo complesso, la sua filosofia, la costanza qualitativa dei prodotti. Un approccio fondato sull’intimo legame tra birra artigianale e il produttore, che ha permesso di superare alcuni limiti di molte competizioni dedicate alle birre artigianali, come quello delle classificazioni che caratterizzano i principali concorsi (data l’oggettiva difficoltà ad inquadrare soprattutto i prodotti nostrani) o di evitare la premiazione di quelle che potremo definire “birre da concorso”, birre a volte fortuite, difficilmente reperibili dal consumatore e spesso ancor più difficilmente ripetibili dal birraio.

CLASSIFICA BIRRAIO DELL’ANNO 2013

1) Luigi “Schigi” D’Amelio, birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
2) Giovanni Campari, Birrificio del Ducato di Roncole Verdi di Busseto (PR)
3) Nicola Perra, birrificio Barley di Maracalagonis (CA)
4) Riccardo Franzosi, Birrificio Montegioco di Montegioco (AL)
5) Gino Perisutti, birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sotto (UD
6) Fabio Brocca, Birrificio Lambrate di Milan
7) Valter Loverier, birrificio Loverbeer di Marentino (TO)
8) Enrico Dosoli e Marco Valeriani, birrificio Menaresta di Carate Brianza (MB)
9) Francesco Mancini e Carlo Franceschini, Birrificio del Forte di Pietrasanta (LU)
10) Agostino Arioli, Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)

“ALBO D’ORO” BIRRAIO DELL’ANNO:

2013: Luigi D’Amelio, birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
2012: Riccardo Franzosi, Birrificio Montegioco di Montegioco (AL)
2011: Gino Perissutti, birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sotto (UD)
2010: Valter Loverier, birrificio LoverBeer di Marentino (TO)
2009: Nicola Perra, birrificio Barley di Maracalagonis (CA)

I GIURATI DELL’EDIZIONE 2013
Andrea Ambrosini, Marco Bellini, Davide Bertinotti, Gianluca Bianchi, Matteo Billia, Flavio Boero, Massimo Bombino, Vanni Borin, Alberto Botti, Andrea Camaschella, Luca Turchetta, Simone Cantoni, Mirko Caretta, Luca Celoria, Manuele Colonna, Fabio Cornelli, Andrea Crippa, Alessio Deplano, Manila Di Benedetto, Francesco Donato, Daniele Fajner, Massimo Faraggi, Stefano Frasca, Michele Galati, Filippo Garavaglia. Luca Gatteschi, Marco Ghelfi, Giuseppe Ghighini, Luca Giaccone, Marco Giannasso, Lorenzo Dabove, Alberto Laschi, Enrico Lovera, Maurizio Maestrelli, Antonio Maiorano, Giorgio Marconi, Daniele Merli, Alessandro Meroni, Enzo Pinelli, Marco Pion, Marco Piraccini, Gianluca Polini, Giancarlo Raccagni, Sergio Riccardi, Stefano Ricci, Isidoro Sanna, Gianfranco Sansolino, Eugenio Signoroni, Gabriele Triossi, Marco Tripisciano, Andrea Turco, Nicola Utzeri, Marco Valente, Marco Valenti.

Info:
eventi@fermentobirra.com

Dott. Minoru Shirota

Dott. Minoru Shirota (1899-1982) – Fondatore di Yakult

“Un intestino sano porta ad una vita più lunga e più sana”

Si tratta di uno dei pilastri della filosofia del dott. Minoru Shirota – microbiologo e ricercatore della Facoltà di Medicina dell’Università di Kyoto – che più di 75 anni fa scoprì un particolare fermento lattico, tanto forte da resistere ai succhi gastrici e giungere vivo nell’intestino, favorendo così l’equilibrio della flora intestinale. Questo fermento fu chiamato Lactobacillus casei Shirota (LcS), in suo onore. Per veicolare il fermento LcS, il dott. Shirota decise di produrre un latte scremato fermentato che chiamò Yakult, dal termine “jahurto” che in esperanto significa yogurt. La scelta di questo nome, scritto in lettere occidentali, dimostra la visione moderna e internazionale che il dott. Shirota aveva già nel 1935.

Ufficio Stampa Yakult Italia
PR Department

H  Via V. Monti, 51
20123 Milano

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Albergo Icehotel scavato nel ghiaccio dove si mangia e si beve in piatti e bicchieri di ghiaccio e si dorme in camere a -5

In Svezia all’ albergo Icehotel, scavato nel ghiaccio,    si mangia e si beve in piatti e bicchieri di ghiaccio e si dorme in camere a -5° nel profondo nord della Lapponia svedese, osservando l’ aurora boreale in una danza di luci fluorescenti ed un concerto di suoni striduli che vengono direttamente dallo spazio.

Harry Di Prisco