Cinghiale alla maremmana con polenta – Claudia

Cinghiale alla maremmana con polenta – Claudia

“Un pezzettino di “maremma” da condividere con tutti.” Claudia

Ingredienti
2 kg carne di cinghiale
passata di pomodoro 6 cucchiai
1 tubetto di concentrato di pomodoro
brodo di carne o dado (preparato prima)
cipolla
aglio
rosmarino
salvia
peperoncino
alloro
sale
olio q.b.

Per la polenta
500 gr di farina di polenta gialla bramata
acqua
sale

Preparazione
Riducete a spezzatino la carne: mettete la carne in una pentola, copritela con acqua fredda, portatela ad ebollizione ed appena butta fuori la schiumina biancastra spegnete, togliete la schiuma bianca e scolate in uno scolapasta, lavate la carne con acqua corrente fredda.
Preparate il soffritto con: cipolla, aglio, rosmarino, salvia, peperoncino (secondo gusto), alloro, olio q.b. Fate rosolare.
Aggiungete la carne scolata e lavata: fate soffriggere a fuoco vivo rimestando, salate la carne dopo poco che soffrigge, continuate la cottura a fuoco lento e con la pentola coperta, aggiungendo al bisogno il brodo(di carne o di dado) di volta in volta sempre con tegame coperto e a fuoco lento.
Dopo circa 1 ora, a brodo ritirato, aggiungete il vino bianco o rosso, fatelo evaporare a fuoco vivo e tegame scoperto.
Aggiungere ,poca passata di pomodoro (io uso quella fatta in casa) e abbondante concentrato, coprite e continuate la cottura a fuoco lento molto, molto a lungo.
A cottura ultimata, preparate la polenta, fate cuocere a seconda el gusto personale e condite con il cinghiale preparato.

 

Il Peposo….nato all’Impruneta dai tempi del Brunelleschi …..alle nostre tavole

foto peposoIl Peposo….nato all’Impruneta dai tempi del Brunelleschi …..alle nostre tavole

L’Impruneta, paesino attaccato a Firenze, pieno di luce, di olivi e di verde, è famoso per la produzione del cotto, una terracotta toscana, rossiccia, famosa in tutto il mondo, cha ha lastricato mille e mille palazzi, chiese, piazzali; in questo luogo dalla terra rossa è legata la nascita di un piatto della tradizione toscana: il peposo

Il peposo è un piatto a base di carne, cotta …in forno a fuoco moderato (proprio come si fa per la terracotta) con pochi condimenti ed un quantitativo a dir poco generoso di pepe, da cui deriva il nome. Il peposo è, quindi, la tipica esemplificazione della cucina toscana: ingredienti ottimi, cotture semplici, condimenti giusti per esaltare e non coprire il gusto di questa cucina che potrebbe sembrare essenziale ma che invece è ricca e ricercata nella scelta delle materie prime e nel totale rispetto della loro natura nel cucinarli
Ma anche la terracotta ha avuto un ruolo nella creazione di questo semplice e gustosissimo piatto; infatti, sono stati proprio i fornacini (gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci) che hanno creato il peposo: in un angolo della fornace, là dove non avrebbe dato fastidio al loro lavoro, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo circa cinque ore il piatto era pronto.
Ma la creazione di questo piatto è legata, tra la storia e la leggenda, anche alla costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore, il Duomo di Firenze: si narra infatti che, al tempo del Brunelleschi, i fornacini addetti alla cottura dei mattoni facessero largo uso di questa pietanza.
Evidentemente il pasto, il pepe ed il vino contribuirono ad ottimizzare il lavoro degli operai esaltando la bellezza dell’opera del Brunelleschi…

Il piatto, come già sottolineato, è semplice, il gusto è fortissimo. Gli ingredienti pochissimi e del territorio, scelti con cura: la carne è del muscolo, normalmente utilizzato per lo spezzatino, meglio se spezzatino di chianina; il vino è quello del territorio, un Chianti che con la sua struttura supporta ed esalta la carne che, cuocendo immersa nel vino, ne assorbe l’aroma e diviene morbida, mentre il vino al contempo smorza il gusto forte della carne. Aglio, pepe e aromi, a completare, devono ovviamente essere di qualità

La chianina non ha bisogno di grandi presentazioni: si tratta di un bovino di taglia molto grande tipico della Val di Chiana che dà carni ottime, molto magre e saporite (è la razza da cui si ricava il taglio della bistecca alla fiorentina).

Infine il Chianti, il vino che più rappresenta la Toscana.
Il Chianti D.O.C.G. è prodotto nei territori delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, territori che si presentano con caratteristiche colline a grandi terrazze con vallate attraversate da fiumi, quindi un prodotto del territorio che sposa bene il peposo non solo durante la cottura ma anche come accompagnamento in tavola

La lista degli ingredienti è essenziale, pochi i prodotti, semplicissimo il metodo di cottura, eppure il peposo ha diverse versioni, un gioco di aromi e spezie, la quantità del pepe, il vino, sono tante le versioni, da paese a paese…..

Ricetta d’autore de IL FRANCESCANO
Ingredienti (per 4 persone)
1 kg di muscolo di chianina
1 litro di Chianti rosso
1 cucchiaio di pepe nero macinato
5 spicchi d’aglio (vestito…come si dice a Firenze)
8 fette di pane toscano
un mazzetto di salvia e rosmarino
sale qb
Preparazione:
Disporre il muscolo tagliato a dadi non troppo piccoli in una pentola di coccio, aggiungere gli spicchi d’aglio senza levare la camicia, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprire con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno (circa 150°C) o sul fornello, fino a che la carne non risulti estremamente morbida, avendo cura di coprire il recipiente.
Occorreranno almeno 4 ore di cottura lenta, a fuoco basso.
Tostare le fette di pane, in forno o sulla griglia, disporle in un piatto e versarci sopra il peposo.
Servire ben caldo
e….buon appetito!!!!!!

Trattoria Il Francescano
Largo Bargellini
50122 Firenze
Telefono 055/241605
Mail: info@ilfrancescano.com

Cristina

Pici al sugo di nana – Luca

“La nana è come l’anatra solamente in Valdichiana si dice nana. “Luca

Ingredienti

pici
petto di anatra o un anatra intera
odori
polpa di pomodo
mezza passata di pomodoro
sale
pepe
noce moscata

Preparazione
Prendete il petto di anatra o un’anatra intera fate rosolare ,poi macinate la carne, prendete gli odori fate  rosolare aggiungete la nana ,quando è ben cotta aggiungete del pomodoro ,sale pepe e noce moscata e  fate cuocere a fuoco lento per 3 ore piu cuoce e piu è buono conditeci pici possibilmente fatti in casa

Baccalà con i porri – Elena

Direttamente dalla tradizione toscana

Ingredienti

kg 1 di baccalà ammollato
gr 500 di porri
olio
aglio
cipolla
sedano
carota
prezzemolo
basilico
salsa di pomodoro

Preparazione
Fate un soffritto con un trito di cipolla, sedano, carota, aglio, prezzemolo e basilico. Unite i porri puliti e lasciateli ammorbidire. Tagliate il baccalà a pezzetti, asciugarli, infarinateli leggermente e unite ai porri. Se asciuga troppo aggiungete acqua o insaporire con salsa di pomodoro. Non c’è bisogno di sale, semmai un pizzico di pepe. Lasciate cuocere per una ventina di minuti scoperto a fuoco moderato.

Ciaffagnoni con fondente di zucca e pancetta di cinta senese croccante – La filanda ristorante Enoteca

Ricetta che concorre nella gara “Primi piatti regionali” ricette classiche e rivisitate
Regione di provenienza: Toscana

2010 - LA FILANDA ciaffagnone(2).jpg“Ciaffagnone è un primo piatto della tradizione mancianese (Manciano è il comune più grande della provincia di Grosseto).E’ una crespella tipica di Manciano, preparata solo con acqua, uova e farina… una pastella che viene cotta in una pentola di ferro.. sottilissima e condita con pecorino toscano…  vox populi racconta che una cuoca di Manciano sia andata a Parigi al seguito di Caterina de’Medici (Nipote di Lorenzo il Magnifico, sposa di Enrico d’Orléans, il futuro re di Francia Enrico II nel 1533). A Ceterina de’ Medici si deve l’influenza che la cucina toscana ebbe su quella francese, perché i cuochi e i pasticceri che la seguirono fecero scuola; questo fatto fu ammesso dagli stessi francesi e Flammarion scrisse: “Dobbiamo riconoscere che i cuochi italiani che vennero in Francia al seguito di Caterina de’ Medici all’epoca del suo matrimonio con Enrico II, furono all’origine della cucina francese, per gli elementi e i condimenti, per noi nuovi, che essi portarono e da cui i cuochi (La Varenne, De Masseliet, Valet, De La Chapelle, Carême, Escoffier) s’ispireranno così bene che non tarderanno a surclassare i loro iniziatori”.Il mio sogno sarebbe quello di dimostrare che i francesi hanno preso spunto (copiato) questa ricetta, per preparare la loro famosa crêpe aggiungendo latte e… burro!! Quest’anno, per la prima volta, ci sarà una intera giornata alla scoperta del Ciaffagnone di Manciano… durante l’evento enogastronomico VIVAMUS (Manciano 15-16-17-18 luglio 2010) Domenica 18 luglio a Manciano, le signore del paese cucineranno davanti ai turisti questa meravigliosa prebalibatezza…”Barbara Cannarsa

Ingredienti
Per il ciaffagnone

4 uova
100 gr di farina 00
500 ml di acqua
sale
Per il ripieno
300 gr di ricotta
1 uovo
50 gr di pecorino semistagionato a scaglie
6 fiori di zucca
foglioline di menta fresca (quella con grandi foglie molto profumate)
Sono neccessari
Stampini monoporzione del diamentro di 10/12 cm
padella antiaderente per crêpe
carta forno

Per il fondente di zucca

500 gr di zucca pulita
1 porro
1 patata
olio extra vergine di oliva
brodo vegetale
casseruola

Pancetta croccante

4 fettine di pancetta di cinta senese tagliate sottili
carta forno
2 teglie di ugual misura

Preparazione
In un recipiente sbattete le uova, aggiungete la farina setacciata, in modo da non che non si formino grumi. Salate. Lasciate riposare il composto in frigorifero per un’ ora circa. Cottura. Riscaldate un pentolino antiaderente, versate il composto con movimenti rotatori, in modo che da distribuire bene su tutta la superficie della padella. Cuocete per alcuni minuti da una parte all’altra.
Preparate il composto per riempire gli ciaffagnoni. Riempite formando un fagottino.Inserite il fagottino con la carta forno, in uno stampino monoporzione del diamentro di circa 10 cm.Scaldate il  forno a 160° C. Cuocete in forno caldo per circa 15/20 minuti.
Preparate il fondente di zucca. Tagliate a pezzetti di 1 cm la zucca, la patata e il porro
In una casseruola rosolate nell ‘olio extra vergine il porro fino a  farlo appassire. Aggiungete i pezzi di zucca e patate,  saltate per un paio di minuti e coprite con il brodo vegetale o acqua calda e fate cuocere per circa 30 minuti  o comunque fino a qaundo la zucca  non si sarà completamente cotta Frullate il tutto fino ad ottenere un composto liscio ma non troppo liquido
Preparate il croccante. In una teglia antiaderente stendete le fettine di pancetta sulla carta forno, ricoprite con altro foglio di carta forno, metette un peso o un altra  teglia di egual misura in tal modo la pancetta rimanga croccante e ben stesa senza arricciarsi sui lati
Componete  il piatto. In un piatto  tipo “cappello di prete” posizionate sul fondo la crema di zucca, al centro il fagottino di ciaffagnone, la cialdina di pancetta e spolverate con scaglie di pecorino di Maremma e decorate con foglioline di menta

La filanda ristorante Enoteca
via Marsala, 8 – via Trieste, 4
Manciano (GR)
TEL    0564 62 51 56  
www.lafilanda.biz

Pappardelle al sugo di coniglio – Iole Guarino

Ricetta che concorre nella gara di luglio 2010 “Primi piatti regionali” ricette classiche o rivisitate
Regione di provenienza: Toscana

Ingredienti

400 gr di pappardelle fresche
300 gr di carne di conoglio la sella di un coniglio oppure anche le cosce vanno bene (bisogna disossarle però)
1 /2 cipolla
1 carota
1/2 costa di sedano
1 foglia di alloro
1 ciuffo di prezzemolo
50 gr di pancetta
1 bicchiere di vino rosso
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 tazza di brodo
1 cucchiaiata di farina
1 grattatina di noce moscata
3 cucchiai di olio
60 gr di burro
sale
pepe nero.

Preparazione
Mettete in un tegame l’olio, metà del burro, la cipolla, la carota e il sedano tritati, fateli rosolare qualche minuto e aggiungete il coniglio tagliato a pezzetti, la pancetta a dadini e l’ alloro.
Fate rosolare una decina di minuti, poi bagnate col vino, lasciate evaporare e cospargete con la farina amalgamando bene. Diluite il concentrato di pomodoro nel brodo e unitelo alla carne.
Aggiungete sale, pepe, noce moscata e lasciate sobbollire a fuoco basso fino a che il liquido si sarà quasi completamente asciugato.
Lessate le pappardelle, disponetele in una zuppiera, conditele con il restante burro e versateci su tutto il sugo di coniglio. Una leggera rimestata e servite.

Penne rigate al sugo d’agnello e peperoni – Giuseppe Castiglione

Ricetta che concorre nella gara “Primi piatti regionali” ricette classiche e rivisitate
Regione di provenienza: Toscana

Ingredienti

400 gr pasta
250 gr polpa d’agnello
1 cipolla
250 gr pomodori pelati
vino bianco
1 foglia d’alloro
4 peperoni (preferibilmente di vario colore)
peperoncino
pecorino grattugiato
olio d’oliva
sale
pepe

Preparazione
Mettete su di un tegame l’olio, fate rosolare la cipolla, unite e fate dorare la polpa d’agnello tagliata a pezzetti.
Aggiungete il vino e lasciate evaporare.
Unite i pomodori, i peperoni lavati, mondati e tagliati a listarelle, l’alloro, il peperoncino, sale, pepe e cuocete a fuoco moderato per circa un’ora.
Lessate la pasta al dente, conditela con il sugo e il pecorino.

Zuppa di funghi – Iole Guarino

Ricetta che concorre nella gara di luglio 2010 “Primi piatti regionali” ricette classiche o rivisitate
Regione di provenienza: Toscana

Ingredienti

500 gr di funghi
1 cipolla rossa
2 coste di sedano
2 carote
1,5 l di brodo
1 cucchiaio di farina
1 spicchio di aglio
olio
sale
pepe qb
200 gr di pane raffermo

Preparazione
In una casseruola rosolate nell’ olio, cipolla, sedano, carote e aglio tritati finemente, cospargete con la farina e mescolate.
Unite i funghi a pezzetti, salate e pepate.
Versate il brodo e portate a cottura a fuoco moderato.Tostate il pane a fette nel forno e stofinatelo con uno spicchio di aglio solo da un lato, poi disponetelo in una zuppiera e versarci sopra parte della minestra, poi ancora uno strato di pane e ancora minestra. Servite il tutto ben caldo.

Cantuccini – Loretta Cafissi Fabbri

“Biscotti di Prato – Loretta”

Ingredienti
500 gr di farina 00
5 uova
500 gr di zucchero semolato
300 gr di mandorle non sbucciate
1 cucchiaino di lievito per dolci
un briciolino di sale
1 bustina piccola di zafferano
2   cm  (nel bicchiere)  di Vinsanto

Preparazione
Preparate su una spianatoia la farina e mettete al centro lo zucchero, 2 uova, lo zafferano, 2 uova intere e 2 tuorli e il sale , pochissimo il lievito
Lavorate l’impasto poi aggiungete le mandorle, che avrete fatto tostare (poco) in una padella antiaderente.
Continuate a impastare e aggiungete un po’ di vinsanto, lavorate l’impasto e infarinatevi le mani per non farlo rimanere appiccicato, mettete su una teglia da forno 1 foglio di (carta da forno) e preparate tanti filoncini larghi 6 cm alti 1 cm, avendo l’accortezza di distanzairli gli uni dagli altri,   perchè nel cuocere tenderanno a crescere, spennelateli sopra con tuorlo d’uovo sbattuto,  avendo cura che l’uovo, non vada sotto (altrimenti brucia).
Portate il forno a 170/180°C cuocete per 25/30 minuti, ovviamente la cuttura varia da forno a  forno.
Prestate attenzione a non cuocerli troppo.
Appena cotti tagliateli in modo trasversale

Gnocchi di salmone al sugo di broccoli – Angelamaria

“Una ricetta di mia sorella, la fanno in Toscana.” Angelamaria

Ingredienti
650 g di filetto di salmone
2 uova
30 g di farina
1 cipollotto
2 dl di panna fresca
400 g di broccoli
80 g di burro
sale
pepe

Preparazione
Mondtae e tritate il cipollotto, mettetelo in un tegame e fatelo appassire con 20 g di burro. Passate al mixer il salmone in maniera da tritarlo finemente. Poi, sempre nel mixer, unite il cipollotto rosolato, la farina, un uovo intero e un tuorlo. Salate, pepate, mescolate e fate andare l’apparecchio per due minuti.
Montate a neve l’albume che avete tenuto da parte, salatelo con un pizzico di sale e, molto delicatamente, unitelo al salmone. Conservate il composto in frigorifero.
Private i broccoletti del gambo, divideteli in cimette e lavateli accuratamente. Poi fateli lessare nell’acqua bollente salata per 5 minuti. Scolateli e passateli in padella con il burro avanzato. Salate, pepate e unite la panna. Mescolate e fate cuocere a fiamma moderata per 5 minuti.
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata.
Quando bolle, formate gli gnocchi prelevando una cucchiaiata di composto di salmone e, aiutandovi con un altro cucchiaio, lasciatelo cadere nell’acqua a bollore. Cuocete pochi gnocchi per volta perchè, l’acqua non perda il bollore.
Scolate gli gnocchi un paio di minuti dopo che saranno venuti a galla e metteteli direttamente nei piatti. Conditeli subito
con il sugo di broccoletti e servite.

Calzone pugliese – Cinzia

Ingredienti
700 gr di pasta di pane
1,5 kg di sponsali (Cipolline fresche)
3 acciughe sotto sale (vanno bene anche sott’olio)
200-300 gr di provole piccante
1 bicchiere di olio d’oliva extra vergine

Pinci o Pici – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

E’ un’ antico piatto che esprime tutta la sua origine contadina, nasce tra le province di Siena ed Arezzo ma dopo, si estende in tutta la Toscana.
La sua semplicità di piatto, la esprime anche nell’originario condimento che erano del semplici briciole di pane raffermo, saltate nell’olio e poi condite con il formaggio grattugiato.
Quando il contadino migliorerà la sua condizione economica, utilizzerà condimenti più saporiti.

Ingredienti
600 gr farina bianca
250 gr pangrattato
olio d’oliva
pepe nero
sale

Pasta e fagioli – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

Pasta e fagioli, in Toscana, è il cavallo di battaglia di tanti appassionati della cucina tradizionale ed ognuno giura sulla bontà della propria ricetta che gli è stata tramandata dai nonni.
Proviamo a darne una delle tante.

Ingredienti
1 Kg fagioli cannellini lessati
2 fette rigatino
1 fetta pancetta affumicata
1 cipolla piccola
4 pomodori pelati
1 cucchiaio di conserva
3 spicchi d’aglio
200 gr pasta corta
1/4 olio d’oliva

Minestra di farro – Gabriele Bacciottini – Italiana Sommelier

La ricetta storica dell minestra di farro.
La ricetta che vi diamo è quella di un noto ristorante di Ponte a Moriano.
Dopo gli antichi romani, è diventato un piatto tipico toscano, successivamente dimenticato sulle nostre tavole, per la mancata coltivazione del cereale, negli ultimi 30 anni ha avuto un notevole rilancio in Garfagnana.
Ogni famiglia Garfagnina ha la propria ricetta che custodisce gelosamente e con orgoglio.


Ingredienti

600 gr fagioli borlotti secchi (rinvenuti in acqua il giorno prima).
200 gr farro
200 gr pomodori maturi
100 gr cotiche di prosciutto
50 gr sedano
1/2 cipolla
1 Spicchio d’aglio
2 ciuffi di maggiorana
1 ciuffo di salvia
olio
chiodi di garofano
noce moscata
cannella
sale
pepe q.b.