domenica, 12 dicembre 2010

Lambrusco di Sorbara: il vino della "Sorba rara"Paride Rabitti

Lambrusco di Sorbara.jpgIl Lambrusco di Sorbara appartiene alla famiglia dei Lambruschi D.O.P. è un  vino rosso o rosato frizzante prodotto dall'omonimo vitigno in una decina di  comuni della bassa modenese tra i fiumi Secchia e Panaro, dove in conseguenza  dalle alluvioni trova un fondo sabbioso ricco di potassio.
La vite del Lambrusco di Sorbara ha una sfortunata peculiarità genetica, in  parole povere, la parte maschile della pianta è posta sotto a quella femminile,  creando non poca difficoltà all'impollinazione e poiché nel Sorbara l'acino  fatica a svilupparsi, la produzione è sempre piuttosto scarsa.
Per facilitarne la fecondazione è piantata a fianco a fianco con la vite di  Salamino, per  via di questa collaborazione botanica tra differenti specie di
lambrusco, il disciplinare concede che nel Lambrusco di Sorbara sia contenuta  il 40% di Salamino ma come percentuale massima e quindi si può benissimo anche  vinificare in purezza, cioè con solo uva di Lambrusco di Sorbara.
Se la quantità è scarsa, la qualità invece è sempre eccellente, tra i  Lambruschi del modenese il Sorbara è quello più chiaro, di un rosso rubino  brillante, più il vino sarà scuro, più alta sar à la percentuale di Salamino  contenuto nel Lambrusco.
L'uva Salamino è, infatti, molto più scura con una buccia che tinge  moltissimo.
E' molto facile trovare davanti ad un filare di Lambrusco una pianta di rosa,  che pare conferisca profumo e sapore al vino ma il suo scopo principale è quello di segnalare eventuali malattie della pianta, pare, infatti, che rosa e  vite soffrano delle stesse malattie, quindi se ci si troverà davanti ad una  rosa ammalata sarà un campanello d'allarme per l'intero filare di vite.
Il Lambrusco di Sorbara è un vino molto fruttato, il profumo ricorda la rosa,  i frutti rossi, la marasca, la viola da cui il suo soprannome: il Lambrusco della viola, la spuma è rosea ed evanescente con un perlage di media lunghezza.
Il sapore è "nervoso" come il suo carattere, fresco, acerbo, mai troppo  tannico (legnoso).
Dopo essere stato imbottigliato, in primavera ha luogo una rifermentazione  naturale nel corso della quale il Sorbara assume la tipica frizzantezza, questa è a mio avviso la vinificazione che conferisce quel tipico sapore asprigno che  fa stringere le guance, che ricorda il Lambrusco di un tempo, quando avveniva il “rito” dell’imbottigliamento e, quando la famiglia si riuniva e si faceva a  gara per tirare il vino con la gomma dalla damigiana e nulla andava sputato.

Continua...