giovedì, 02 dicembre 2010

Piacere Lambrusco

duomo.jpgPresentiamoci come si deve, con una brusca e sincera stretta di mano, approfondiamo la conoscenza con questo vino che pieno di sorprese e curiosità vi affascinerà, vi avvolgerà il palato, lo spirito e la mente.
Il termine Lambrusco, è di origini molto antiche, già in epoca romana Virgilio nelle "Ecloghe" e Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis historia" usavano il termine Lambrusca per denominare la vite selvatica, "Vitis labrusca" dall'unione di "labrum" e "ruscum": pianta selvatica che nasce ai bordi dei campi.
Dalla fine del Trecento s’inizia a usare il termine "lambrusca" per indicare un determinato tipo di vitigno e non più la vite selvatica.
Nel Settecento la parola “lambrusco”, comincia a essere usata per indicare il prodotto ottenuto dalla vite Lambrusca e da allora il termine: “Vino lambrusco”, diventa sempre più popolare.
Con un'innovazione tecnica, fondamentale per la conservazione delle caratteristiche peculiari di questo vino, ossia l'introduzione di una bottiglia in vetro resistente e al relativo tappo in sughero, sigillo capace di opporsi alla pressione esercitata dall'anidride carbonica frutto della rifermentazione degli zuccheri che si ha il lambrusco più simile a quello che conosciamo oggi cioè frizzante, uno dei pochissimi vini rossi al mondo a possedere il dono delle bollicine.

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