Carpenè Malvolti a Vinitaly Innova il Brandy

e8ce57b0-c4e0-42f1-9984-96758fc4e1c2Carpenè Malvolti a Vinitaly Innova il Brandy

Allo stand della Carpenè Malvolti la presentazione della ricerca condotta dagli Allievi della Scuola Enologica e della Fondazione ITS di Conegliano

Verona, 16 aprile 2018 – La Carpenè Malvolti, storico Marchio di Conegliano, ha scelto il prestigioso contesto della 52° edizione del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati per presentare l’immagine storica del Brandy ed allo stesso tempo per celebrare il legame con le Istituzioni scolastiche del Territorio.

A tal proposito si è inteso condividere ancora una volta con la Scuola Enologica e la Fondazione ITS – Partner Istituzionali nel progetto “Generazioni D.O.C.G.” – un percorso comune giunto ormai alla sesta edizione. Nato con l’intento che non si possa prescindere dai fondamentali del passato per le determinazioni del futuro nonchè per promuovere la cultura enologica, per contribuire cosi alla formazione professionale delle nuove Generazioni.

In particolare, il percorso con gli Studenti, finalizzato alla creazione di sinergia tra le Istituzioni e le Imprese del Territorio, ha visto quest’oggi accendersi i riflettori sulla presentazione – alla presenza di Rosanna Carpenè, Presidente della Fondazione ITS, e del Dirigente scolastico Damiana Tervilli, con la conduzione della giornalista ed inviata RAI Camilla Nata – della ricerca sugli aspetti storici, etimologici e di marketing del Brandy, produzione storica della Cantina che ha nella distillazione un’antica tradizione nata proprio con l’attività imprenditoriale nel 1868 per mano del fondatore Antonio Carpenè.

Oggi in Italia sono circa venti, principalmente localizzate nelle regioni settentrionali del Paese, le distillerie che producono e commercializzano il Brandy e tra le prime realtà imprenditoriali ad intraprendere la strada della distillazione in Italia si pregia di rientrare anche la Carpenè Malvolti, che in questo ambito, come già per la Spumantistica, si conferma pioniera.

Un richiamo dunque alle origini dell’attività d’Impresa, che la quinta Generazione della Famiglia nonché Presidente della Fondazione ITS Rosanna Carpenè ha inteso così sottolineare: “L’anno corrente si sta caratterizzando per le celebrazioni del nostro anniversario ed in particolare oggi per stigmatizzare quanto la sinergia tra Impresa ed Istituzioni formative sia parimenti doverosa e proficua per favorire lo sviluppo del Territorio e delle sue Risorse Umane. Quella di cui mi faccio carico come rappresentante di una Famiglia che da 150 anni si è messa al servizio del suo Territorio, è una responsabilità storica ed altresì etica; ciò che più mi sprona a gestire l’attività d’Impresa con lo stesso entusiasmo e la stessa energia di chi mi ha preceduto”.

La Dirigente Scolastica Damiana Tervilli, intervenuta alla presentazione ha così affermato: “Oggi viene reiterato un impegno con la Carpenè Malvolti per noi molto importante che quest’anno ha un significato particolare perché accade in contemporanea con le celebrazioni del 150mo dall’anno di fondazione di questa storica impresa. Pensate che solo dopo pochi anni dopo aver fondato la Cantina, Antonio Carpenè ebbe il merito di fondare la Scuola Enologica”.

La presentazione della ricerca sul Brandy fa parte di un percorso di rilettura dei prodotti dell’Impresa Carpenè Malvolti iniziata cinque anni fa e dedicata alle generazioni che si sono avvicendate al timone dell’attività d’Impresa dalle origini fino a oggi.

Di volta in volta, si è infatti scelto di abbinare la rilettura storica di un prodotto ad una figura significativa per la storia dell’Impresa: dal “1924 Prosecco” ispirato al Fondatore Antonio Carpenè, alla “1868 Grappa da Prosecco” dedicata ad Etile Carpenè, dal “Tarvisium” che ha tratto ispirazione dalla figura di Antonio Carpenè fino al “Pvxinvm”, dedicato alla quinta Generazione Rosanna. Quello che è stato anticipato oggi è un altro tassello di tale progetto di rilettura, ovvero l’inserimento del Brandy nella selezione 1868. In particolare il 1868 Brandy, dedicato alla quarta Generazione della Famiglia Etile Carpenè, nonché attuale Presidente della Carpenè Malvolti.

Anche in questo caso, come in ciascuna delle precedenti fasi di rilettura innovativa della storica della produzione della Cantina, particolare attenzione è stata riservata al packaging: per il 1868 Brandy si è cercato di seguire un principio di coerenza storica e quello che in origine è stato molto semplice con il tempo ha assunto i connotati di elemento sempre più strategico, fino a diventare reale fattore attrattivo per il consumatore.

La nuova etichetta di cui si vestirà il 1868 Brandy Carpenè Malvolti in particolare si caratterizza oltre che per il fregio identificativo del Marchio anche per l’inserimento dei cerchi che riprendono il logo del Tarvisium sul collo della bottiglia, ciascuno identificativo di tre anni di invecchiamento.

Carpenè Malvolti
via Carpenè 1
Conegliano, TV 31015

Il consigliere di AICIG Federico Desimoni relatore al convegno inaugurale di Sol&Agrifood

Il consigliere di AICIG Federico Desimoni relatore al convegno inaugurale di Sol&Agrifood

Dati e numeri su settore food delle eccellenze enogastronomiche nazionali in Italia ed Europa al centro del suo intervento

L’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG presente in veste istituzionale al convegno inaugurale di Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità che si tiene in contemporanea con Vinitaly e a cui sono intervenuti Maurizio Danese Presidente di Veronafiere, Felice Assenza della Direzione generale delle politiche internazionali e dell’Unione europea del Ministero delle politiche agricole, Abdelkrim Adi membro del COI Consiglio Oleicolo Internazionale e Virgilio Romano di IRI-Infoscan che ha presentato dati e numeri sul settore dell’olio in Italia ed Europa. A rappresentare AICIG all’incontro, moderato dal direttore della testata online Teatro Naturale Alberto Grimelli, il Consigliere e Direttore del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Federico Desimoni, il quale ha portato il proprio contributo enucleando dati e numeri sul settore food delle eccellenze enogastronomiche nazionali in Italia ed Europa.

Ad oggi in Italia le denominazioni agroalimentari (fonte: Qualivita) sono 295, di cui 168 DOP, 125 IGP, 2 STG, circa il 21% del totale di tutte le IG Food riconosciute in Europa, dove sono 1401. Il valore del comparto IG Food alla produzione è di oltre 6,5 miliardi, di cui 3,1 corrispondenti al valore dell’export. Se si considerano anche le IG Wine e le IG Spirits, il valore produttivo generale supera i 15 miliardi – circa il 10% del fatturato dell’industria agroalimentare – mentre il valore dell’export arriva a circa 7,8 miliardi (21% del totale export agroalimentare). Il primo prodotto italiano per quota export è l’Aceto Balsamico di Modena IGP, che colloca sui mercati esteri circa il 92% della produzione totale.

“AICIG rappresenta oltre il 95% delle produzioni italiane ad indicazione geografica – ha precisato Desimoni – e ciò pone l’Associazione in una posizione di grande rilievo per la rappresentanza degli interessi del mondo consortile a essa afferente. In AICIG piccoli e grandi Consorzi si sono uniti per discutere delle tematiche principali del settore in maniera trasversale ed individuare le linee guida per perseguire l’obiettivo condiviso di tutela delle IG: il nostro obiettivo è soprattutto supportare la politica delle IG in sede nazionale, comunitaria ed internazionale e favorire lo sviluppo omogeneo del settore. Tra le priorità di AICIG negli ultimi anni anche un programma di formazione mirata, rivolta ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel processo di promozione e valorizzazione dei prodotti, in cui i Consorzi più strutturati mettono a disposizione i propri skills per agevolare una crescita comune”.

Al termine della parte “istituzionale” del convegno tenutosi nella Sala Convegni del Padiglione F, l’incontro si è trasformato in talk show condotto dal cuoco e testimonial di Sol&Agrifood Giorgio Barchiesi, noto come Giorgione.

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L’avvocato Federico Desimoni, consigliere di AICIG e Direttore del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP
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Parte da Caprarica di Lecce il tour promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio

Caprarica di LecceParte da Caprarica di Lecce il tour promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio

Girolio d’Italia celebra l’Anno del Cibo

Dal territorio al piatto, nel segno dell’extravergine

Girolio d’Italia 2018, il tour promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio con i coordinamenti regionali, sarà dedicato alle eccellenze gastronomiche del nostro Paese. Non poteva non essere così nell’Anno del Cibo italiano, percorrendo le strade che portano dal paesaggio al piatto, alla scoperta dei territori da cui provengono gli ingredienti che esaltano la cucina tipica regionale rendendola unica, nel segno dell’olio extravergine d’oliva, alimento principe della Dieta Mediterranea. Quest’anno la carovana di Girolio partirà dalla Puglia. La prima tappa del tour sarà, infatti, la Città dell’Olio di Caprarica di Lecce con la sua tradizionale Fiera di San Marco giunta ormai alla 170esima edizione, organizzata dal Comune in collaborazione con l’Unione “Terre di Acaya e Roca” con il patrocinio ed il sostegno di Coldiretti, Aprol, Consorzio IGP Puglia, Regione Puglia e Provincia di Lecce.

“La tappa di Girolio della Puglia è stata voluta nel Salento, in un momento di indubbia difficoltà del settore, per mettere al centro della discussione il valore dell’olivicoltura nel 005-GIROLIO2018-banner-A4nostro territorio. È evidente, infatti, che l’agricoltura e la coltura dell’olivo rappresentano un tratto essenziale della nostra economia che va sostenuta in modo competitivo ed imprenditoriale – ha dichiarato il sindaco di Caprarica di Lecce Paolo Greco – Il nostro territorio necessita di una riflessione collettiva sulle potenzialità ed opportunità turistiche e paesaggistiche e su quanto esse si leghino indissolubilmente alla vocazione agricola del nostro territorio”.

“Nell’Anno del Cibo italiano, Girolio d’Italia accende i riflettori sul legame tra prodotto e territorio con la sua identità e specificità. Siamo abituati a pensare al cibo come al nostro miglior biglietto da visita. Nessun cibo però può essere raccontato e apprezzato, se svincolato dal paesaggio e dalla terra di cui non solo è espressione ma testimonial – ha dichiarato Enrico Lupi presidente delle Città dell’Olio – Quindi forse dobbiamo cominciare a pensare al nostro paesaggio come ad un elemento identitario, un tratto distintivo – a garanzia della qualità stessa del prodotto – da cui non si può più prescindere”.

Dal 25 al 29 aprile è previsto un ricco programma di eventi: fiere dedicate all’olio e ai prodotti tipici, degustazioni, visite a parchi e frantoi ipogei, concerti, show cooking, mostre, presentazioni di libri e perfromance teatrali. Nella giornata di apertura – il 25 aprile – nell’atrio del Comune, sarà allestita la mostra dell’artista Oronzo De Matteis, contemporaneamente il centro storico ospiterà “FERA una volta”, uno spazio dedicato al cibo e all’artigianato con stand delle Città dell’Olio, area degustazioni a cura “Oltregusto” e “Per…Bacco” ed iniziative speciali come la gara di campanelli ed ai tradizionali fischietti e lo spettacolo equestre a cura di Equi-Salento.

Nel cortile del Palazzo Baronale si terranno le performance teatrali a cura del Fondo Verri, la rassegna di poesia per bambini Voci D’Ulivo- Premio A. Verri, la mostra di scultura di Marjan Asadi e le visite guidate ai frantoi ipogei a cura di Terracunta. In Via Madonna del Carmine si potrà assistere alla performance artistica e pittorica ispirata ad Antonio Verri a cura degli studenti del Liceo Artistico “Ciardo – Pellegrino” di Lecce guidati dal prof. Massimo Marangio. Nell’intera area verranno esposti 20 pannelli illustrati dell’opera Bucherer l’Orologiaio di A. Verri, realizzati da vari artisti italiani che poi saranno collocati in diverse zone del centro della città. Nel primo pomeriggio (ore 15.30) sul prato di Masseria Stali, accanto ad uno degli olivi più antichi di Caprarica, ai piedi del Parco della Serra, si terrà “Ulia” il concerto di musica tradizionale e folkloristica.

Dalle 17.00 in poi ci sarà la possibilità di partecipare alla visita guidata nel Parco Kalòs (www.parcokalos.com), il più grande Museo a cielo aperto d’Italia, immerso tra gli olivi della Serra di Caprarica e assistere a spettacoli ispirati alla vita dei Messapi e alla civiltà contadina. Nella prima parte della serata alle 19.00 ancora musica e teatro nel Cortile del Palazzo Baronale con lo spettacolo ‘Canti di Donna, Terra e Sale’, seguirà lo show cooking a cura del Direttore dell’Accademia dei Tipici – enogastronomia ed oli EVO di qualità – Paolo Leoci. Ultimo appuntamento in programma – giovedì 26 aprile alle 18.00 all’ex Convitto Palmieri – l’incontro sul tema del paesaggio olivicolo, inserito nel programma di eventi di Olié, il Salone degli Olii EVO, in corso fino al 29 aprile. Il 26 Aprile alle ore 18 si terrà un incontro organizzato da Olié – Salone degli Olii EVO – all’ex Convitto Palmieri sul tema del paesaggio olivicolo, con il coinvolgimento degli ordini degli agronomi, periti agrari, agrotecnici ed architetti. Con la partecipazione di ANCO, Coldiretti ed Aprol dal titolo UN’ECONOMIA DA SALVARE E UN PAESAGGIO DA RICOSTRUIRE. Dal 27 al 29 Aprile ci sarà al castello Carlo V di Lecce Olié – Salone degli Olii EVO. Caprarica sarà presente con un proprio stand e con la presentazione dei prodotti del nostro territorio.

Natascia Maesi

Ufficio Stampa Girolio d’Italia 2018

mobile +39 335 1979414 natascia.maesi@gmail.com

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Associazione Nazionale Città dell’Olio

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Fiori di zucchina ripieni al forno Marialaura

Fiori di zucchina ripieni al forno Marialaura

Ingredienti
2 fiori di zucca
350 gr di ricotta
200 gr di mortadella
2 uova
80 gr di grana grattugiato
olio
sale
pepe e noce moscata

Preparazione
In una ciotola capiente mescolate ricotta,grana,olio,sale,pepe,noce moscata,le uova e continuate a mischiare.Aggiungetre la mortadella tagliuzzata grossolanamente.Pulite i fiori di zucca,lavateli delicatamente sotto acqua corrente e fateli scolare per 20 minuti. Asciugateli,tagliate la base eliminando il pistillo e creando un foro al centro. Preriscaldate il forno a 180 gradi,preparate una teglia e ricoprite con un foglio di carta da forno spennellato di olio.con un cucchiaino,riempite i fiori e adagiateli sulla teglia . Cuoceteli per circa 15 minuti,quando saranno belli dorati lasciateli intiepidire per un paio di minuti e serviteli

Carbonara al tonno Vale

Carbonara al tonno Vale
Ingredienti per 2 persone
160 gr di tonno sgocciolato
aglio tritato
due uova
pepe,
parmigiano o pecorino
prezzemolo tritato
160 gr spaghetti

Preparazione
Mettete a cuocere gli spaghetti, in una padella antiaderente scaldate tonno e aglio tritato.In una ciotola sbattete le uova con pepe, parmigiano e prezzemolo tritato.Scolate gli spaghetti, versateli nella padella, mescolate a fuoco acceso, aggiungete l’uovo, mescolate bene. Servite caldo. Se e’ troppo asciutta aggiungete un po’ acqua di cottura mentre si mescola l’uovo.

La Cipolla Bianca di Margherita Igp si presenta a livello nazionale

48b45d6d-1c79-4c30-886e-24b3953103f9La Cipolla Bianca di Margherita Igp si presenta a livello nazionale

Illustrate ieri a Roma le peculiarità e i dati sul prodotto pugliese nella sede dell’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche

 Segni particolari: Igp. È stata presentata ieri a Roma, nella sede dell’Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) un’eccellenza che arriva dalle terre pugliesi: la Cipolla Bianca di Margherita Igp. Le peculiarità del prodotto, che ha ottenuto due anni fa il marchio di indicazione geografica protetta, sono state spiegate durante la conferenza stampa, alla presenza di Leo Bertozzi segretario generale di Aicig, Giuseppe Castiglione presidente del Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp, Ruggiero Piazzolla agronomo, Antonio Russo produttore. Presente anche lo chef Salvatore Riontino che nell’occasione ha preparato alcune ricette a base della specialità pugliese.
«La nostra cipolla è rimasta sempre la stessa negli ultimi due secoli – ha commentato Giuseppe Castiglione – viene prodotta non nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). La nostra cipolla è versatile, si presta bene per ogni tipo di ricetta, dagli antipasti ai primi piatti, dai secondi alle zuppe, fino alla confettura a base di cipolla da abbinare con i formaggi. Cotta si abbina a numerose ricette, in particolare ai secondi piatti, anche se cruda “esprime” al meglio il suo sapore. Facendo un bilancio dei due anni trascorsi dalla costituzione del Consorzio – prosegue Castiglione – possiamo affermare che i mercati e la grande distribuzione stanno dimostrando sensibilità per il nostro prodotto a qualità certificata. I numeri del 2017 per la certificazione e vendita della Cipolla bianca di Margherita Igp sono stati incoraggianti, arrivando a 22.164 quintali, il 30% in più del 2016. Siamo convinti che con le opportunità offerte dal marchio Igp si possano aprire nuovi mercati. L’obiettivo per il 2018 è mantenere questa percentuale di crescita».
«La Cipolla Bianca IGP – spiega il Segretario Generale di AICIG Leo Bertozzi – è l’espressione dell’eccellenza di un sistema DOP e IGP che a livello europeo conta ben 1398 IG food, di cui 294 soltanto in Italia tra DOP, IGP e STG. La Cipolla Bianca IGP è un esempio di come i fattori ambientali ed umani, determinino le caratteristiche specifiche del prodotto e di fondamentale importanza è il ruolo del Consorzio che deve tutelare, valorizzare e promuovere tale eccellenza. Il contesto associativo di AICIG permette di confrontare le specificità dei diversi prodotti e contesti produttivi, in modo da accrescere sempre più lo strumento dell’Indicazione Geografica come valorizzazione del prodotto territoriale».

Ufficio stampa Aicig
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Alessandra Ricco
Ufficio stampa Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Cipolla bianca di Margherita Igp
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Vinitaly 2018 Verona

Vinitaly 2018 Verona

#vinitaly #vinitaly2018

15 al 18 Aprile 2018

La Fiera per scoprire  il mondo del vino.

La  manifestazione, da oltre 50 anni, rappresenta il mondo vitivinicolo in Italia e nel mondo. Milioni di visitatori provenienti da  tutto il modo

Per maggiori informazioni: http://www.vinitaly.com/

Segnalato da Tenute Tommasella

Vito a Mangia come ridi

 962fe6d4-906c-483e-8d43-463d0ff867c4Vito a Mangia come ridi
Venerdì 13 aprile cena comico-surreale-artistica all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma

PARMA – Il terzo e ultimo appuntamento di Mangia come ridi, spin-off della storica rassegna Mangia come scrivi, ha come ospite d’onore uno dei personaggi più simpatici (e bravi) del teatro, del cinema e della televisione. Sarà Vito (Stefano Bicocchi) il protagonista assoluto della serata “Artusianamente parlando” in programma venerdì 13 aprile all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma.

L’ARTUSI, BOLLITO D’AMORE
93210e6d-d2ff-4433-86e0-8e85a5abfaa4Vito (che nell’ottobre 2016 era stato protagonista dell’apprezzatissimo evento extra di Mangiacinema “InVito a cena con Vito”) torna a Parma per una serata speciale nella quale, tra una risata e l’altra, tra un piatto e l’altro, parlerà della sue grandi passioni, a partire dal teatro. Lo scorso ottobre al Petrella di Longiano e nel periodo natalizio al Celebrazioni di Bologna ha portato in scena le anteprime del suo nuovo spettacolo “L’Artusi, bollito d’amore” con Maria Pia Timo, la cui tournée ufficiale prenderà il via il prossimo gennaio.

fcd92109-96fc-4af6-ba5d-87342aa67199VITO CON I SUOI E SHOW COOKING A SORPRESA
Nel corso della cena condotta dal direttore artistico Gianluigi Negri, Stefano Bicocchi presenterà anche il suo ultimo libro “Vito con i suoi”, nel quale, partendo dal programma tv di Gambero Rosso Hd, svela tutto il buono dell’Emilia in 60 ricette, in un piccolo grande esempio di commedia dell’arte culinaria. Inoltre delizierà il pubblico con uno show cooking a sorpresa, presentando uno dei suoi famosi piatti.

IL MENU ARTUSIANO, IL DOLCE DI BATTISTINI E IL PROGETTO DI SOLIDARIETÀ
Lo chef della Tenuta Paolo Dall’Asta proporrà piatti d’autore (antipasti, primo e secondo) con ricette tratte da “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, classico dell’Artusi, padre della cucina italiana. In abbinamento quattro vini selezionati da Il Bere Alto di Claudio Ricci, mentre il dolce d’artista firmato dal pasticciere Alessandro Battistini (Pasticceria Battistini) è la sua creazione Bronte (mousse di cioccolato bianco con crema al pistacchio).
c06645f7-5b18-4f50-8c60-f4ed4e773e38La cena inizierà alle 21 (info sul ricco menu e prenotazioni: 0521 462578). Mangia come ridi si svolge in collaborazione con le onlus Fidenza per i bambini nel mondo, AltRamarea e Orizzonti Nuovi di Parma.

LA SERA PRIMA A CANTÙ E IL PROSSIMO MESE A PARMA
Giovedì 12 aprile, nella stagione lombarda di Mangia come scrivi, al Ristorante Il Garibaldi di Cantù arriveranno i giornalisti Paolo Pasi (Tg 3) e Luigi Bolognini (la Repubblica), protagonisti della cena “Scrittori da prima pagina”. Il successivo Mangia come scrivi a Parma si terrà invece venerdì 25 maggio, con Massimo Carlotto e due ospiti a sorpresa, protagonisti della cena “Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane”.

Alla scoperta delle Cantine Braulio: il luogo che custodisce l’autentico amaro Alpino da Oltre 140 anni

Inaugurazione CantineAlla scoperta delle Cantine Braulio: il luogo che custodisce l’autentico amaro Alpino da Oltre 140 anni.
Riaprono oggi le storiche Cantine di Via Roma, nel cuore di Bormio, dopo un accurato lavoro di ampliamento di circa 1.650 mq Braulio, amaro alpino per eccellenza e simbolo della tradizione montana propria del suo territorio di origine, riapre oggi le porte delle storiche Cantine in Via Roma, nel cuore di Bormio.
Il luogo che, da oltre 140 anni, custodisce lo spirito e l’essenza del prodotto, è stato infatti protagonista, nel corso dell’ultimo anno, di un accurato lavoro di ampliamento di circa 1.650 mq.
Nel pieno rispetto delle storicità e della tradizione che lo caratterizza, il sito produtvo di Bormio passa così da 4.880 mq a 6.516 mq grazie a un intervento di restauro e ampliamento che ha coinvolto tutte le diverse aree: dai reparti di infusione e filtrazione fino al deposito dell’alcool e le cantine di invecchiamento.
In particolare, alle storiche e suggestive cantine risalenti al XIX e al XX secolo, si affianca ora uno spazio completamente nuovo all’interno della quale saranno aggiunte progressivamente 166 botti di rovere di Slavonia, con l’obbiettivo di raddoppiare, nell’arco di tre anni, la capacità produttiva di Braulio.
L’amaro alpino prodotto in Valtellina a 1.225 m s.l.m. deve infatti il suo sapore  inconfondibile alla permanenza fino a due anni nelle tradizionali botti di rovere di Slavonia che si trovano nelle Cantine
Braulio: un labirinto sotterraneo che si ramifica sotto le strade e le case della città vecchia e che, in
ciascuno dei suo cunicoli, racconta tutta la cura e la dedizione con cui Braulio è da sempre prodotto.
“Questo importante progetto conferma la volontà di Campari Group di continuare a investire sul territorio di origine di Braulio, valorizzando, sia in Italia che all’estero, il suo autentico spirito alpino ela tradizionale ricetta segreta custodita gelosamente e  tramandata da tre generazioni”commentaLorenzo Sironi, Senior Marketing Director Italy Gruppo Campari –Da 140 anni, Braulio immerge infatti chi lo degusta nell’inconfondibile paesaggio ricco di storia proprio della Valtellina e del Monte Braulio, vetta da cui prende il nome”.
Creato nel 1875 dal Dottor Francesco Peloni, un farmacista locale con la passione per quello che la montagna e la sua natura potevano generosamente offrirgli, Braulio è  realizzato da una miscela di tradizionali erbe aromatiche, bacche e radici accuratamente selezionate. Emblema della tradizione e della genuinità del suo territorio, Braulio preserva il suo spirito montano più autentico e racchiude, grazie al rispetto dei ritmi della natura e dei metodi artigianali di una volta, un’anima lontana dalla classica mondanità e una ricetta che non è mai cambiata. Bevi Braulio responsabilmente
www.amarobraulio.it
Facebook: https://www.facebook.com/amarobraulio.official/
Campari Group è uno dei maggiori player a livello globale nel settore degli spirit
, con un portafoglio di oltre 50 marchi che si estendono fra brand a priorità globale, regionale e locale. I brand a priorità globale rappresentano il maggiore focus di Campari Group e comprendono Aperol , Appleton Estate ,Campari,SKYY,Wild Turkey eGrand Marnier
Campari Group, fondato nel 1860, è il sesto per importanza nell’industria degli
spirit di marca
Ha un network distributivo su scala globale che raggiunge oltre 190 Paesi nel mondo, con  posizioni di primo piano in Europa e nelle Americhe. La strategia di Campari Group punta a coniugare la propria crescita organica, attraverso un forte brand building
, e la crescita esterna, attraverso acquisizioni mirate di marchi ebusiness
Con sede principale in Italia, a Sesto San Giovanni, Campari Group conta 18 impianti produtvi in tutto il  mondo e una rete distributiva propria in 20 paesi. Il Campari Group impiega circa 4.000 persone. Le azioni della capogruppo Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI – Bloomberg CPR IM) sono quotate al Mercato Telematico di Borsa Italiana dal 2001. Per maggiori informazioni: http://www.camparigroup.com/it
.

CamBIOvita Ciminiere di Catania

CamBIOvita  Ciminiere di Catania

Dal 27  al 29 Aprile 2018

Cucina
Alimentazione salutistica
Salute e Benessere
Turismo green e Sport
Ambiente e Bioedilizia
Expo Canapa Sud, la “fiera nella fiera”

Organizzata dalla èxpo di Barbara Mirabella in collaborazione con Compagnia delle Opere Sicilia Orientale e la Federazione Italiana Cuochi e l’Ass.ne Cuochi Etnei per ciò che concerne gli eventi sul palco Show Cooking.

Prodotti biologici .

Donatella Cinelli Colombini presenta il vestito di Luce di Cenerentola Doc Orcia

Lampada Cenerentola 2 corretta - CopiaDonatella Cinelli Colombini presenta il vestito di Luce di Cenerentola Doc Orcia

Una storia di-vino che somiglia a una bella fiaba: la Doc Orcia Cenerentola si veste di luce, va al gran ballo e infine diventa principessa. Vinitaly 2018 tiene a battesimo la special edition in 50 esemplari magnum “vestiti” da una spettacolare lampada tuscan style.

LA FIABA DI CENERENTOLA DIVENTA VINO

C’era una volta una giovane bella e buona che si chiamava Cenerentola. Il principe invita alla sua festa le sorelle di Cenerentola ma lei rimane a casa finché non arriva una fata che la veste con un abito meraviglioso …. C’era una volta una giovane denominazione chiamata DOC Orcia. Anche lei con due sorelle, più vecchie e celebri, il Brunello e il Vino Nobile di Montepulciano, che hanno il loro territorio a destra e a sinistra del suo. Anche lei vorrebbe andare alle feste dei principi, dove arrivano le bottiglie delle sorelle, ed ecco la fata nelle sembianze prosaiche di Donatella Cinelli Colombini, che veste la nostra DOC Orcia Cenerentola con un abito di luce e la manda alla festa del principe. Questa è davvero una storia che somiglia a una fiaba a lieto fine. La special edition in 50 esemplari magnum vestiti da una spettacolare lampada tuscan style sarà protagonista a Vinitaly 2018 al Pad. 6 Stand D4 di Donatella Cinelli Colombini.

Lampada CenerentolaLA VERA STORIA DI CENERENTOLA DOC ORCIA

La giovane e grintosa Doc Orcia nasce il 14 febbraio 2000. Nel suo territorio c’è il comune di Trequanda (SI) dovsi trova la Fattoria del Colle costruita, nel 1592, dagli antenati dell’attuale proprietaria Donatella Cinelli Colombini. Donatella crede in questa denominazione al punto da essere presidente del suo Consorzio. E crede nei vitigni autoctoni come elementi di un’identità antica capace di dare un timbro unico ai vini di specifici territori. Per questo ha recuperato il vitigno senese Foglia Tonda, abbandonato da quasi un secolo, ed ha sperimentato il modo migliore per coltivarlo arginando la sua naturale tendenza a produrre troppa uva. Un lavoro lungo con qualche insuccesso e tante prove che trova l’aiuto del professor Cesare Intrieri dell’Università di Bologna e il sostegno convinto dell’enologa Valérie Lavigne dell’Università di Bordeaux. Quest’ultima ha seguito il lavoro per individuare le botti più adatte finendo per scegliere dei contenitori da 5-7 hl di rovere eseguiti a mano in piccole tonnellerie francesi. Oggi la DOC Orcia Cenerentola ha ratings molto alti da parte dei wine critics più influenti del mondo e un successo commerciale che supera le migliori speranze, ma non basta …. L’obiettivo di Donatella è quello di arrivare sulle tavole reali. Ed ecco l’abito per il gran ballo del principe.

LA LAMPADA DI CENERENTOLA – IL VESTITO PER IL PARTY DEL PRINCIPE

Il progetto di vestire Cenerentola in modo spettacolare fa parte della fiaba ed era nella testa di Donatella Cinelli Colombini da alcuni anni. Prende forma in un laboratorio artigiano ad alta tecnologia che fornisce oggetti a grandi maison della moda. Una creazione tutta toscana che parte come una scatola per la bottiglia di Cenerentola Doc Orcia e diventa una lampada ( cm 27 x 47 di altezza) con la base e il coperchio fatti con il legno delle botti ancora macchiate di vino e le pareti in plexiglas piene di corone principesche che si illuminano con un effetto nuovo e sontuoso ma anche raffinatamente colto e autenticamente toscano. Ci sono i richiami alle torri più celebri del romanico-gotico toscano -quella pendente a Pisa e il campanile di Giotto a Firenze – con il loro finale piano. Il contrasto, che fa molto tendenza, fra le parti pesanti e le parti leggere e trasparenti, gli elementi moderni eleganti e quelli vissuti e volutamente grezzi. Ci sono virtuosismi tecnici, come il doppio rilievo nello stemma inciso sulla base, eseguiti con una tecnologia di ultimissima generazione e una componente grafica che nasconde nell’architettura i richiami aziendali. L’effetto è spettacolare, un piccolo gioiello del miglior Made in Tuscany. Del resto il vero artigianato d’arte toscano, dal medioevo ad oggi, è un mix di maestria antica, talento creativo e uso di tecnologie d’avanguardia. I nomi degli artefici sono Simone Nannipieri mente grafica dell’intero progetto, Renzo Francini, Giammaria Belcore e Violante Gardini che ha dato anche il suo volto a Cenerentola nel video che si apre dal QRcode dell’etichetta.

50 ESEMPLARI CON IL NOME DI CHI LI COMPRA

All’interno di ogni lampada c’è una magnum di Cenerentola Orcia DOC 2015 con la corona principesca nell’etichetta. Cenerentola ha trovato la sua fata, il suo vestito sfavillante e il suo principe. Solo 50 esemplari numerati che partiranno dalla cantina con il nome di chi li compra scritto nella parte in legno della lampada e dentro scatole progettate appositamente perché il prezioso contenuto non si rovini. La raccomandazione è di estrarre la bottiglia e berla prima di tenere accesa la lampada che è bella anche senza il vino al suo interno. Per chi rinuncia a questo capolavoro di artigianato artistico toscano e vuole solo lo splendido contenuto enoico c’è una scatola azzurra in cartone che si apre in verticale come uno scrigno. Da ora in poi il vino Cenerentola avrà sempre la corona principesca in etichetta, l’ha guadagnata con l’apprezzamento degli esperti e il successo commerciale. Wine lovers di tutto il mondo amano il suo carattere unico, il messaggio di coraggio di una giovane DOC che punta in alto ma anche il più intimo e personale significato del suo nome, offrirlo a una donna è infatti come dire << tu sei la mia principessa >>. E questo è davvero un lieto fine.

Per informazioni Alessia Bianchi, Fattoria del Colle – Trequanda (Si) tel. 0577 662108. pr@cinellicolombini.it

Ufficio Stampa Donatella Cinelli Colombini Marzia Morganti Tempestini cell. 3356130800; marzia.morganti@gmail.com

Ufficio Stampa Vino Donatella Cinelli Colombini Riccardo Gabriele cell. 3387317637; rg@pr-vino.it

Donatella Cinelli Colombini
Casato Prime Donne – Loc. Casato 53024 Montalcino (SI)
Tel 0577 849421 casato@cinellicolombini.it
Fattoria del Colle – Loc. Colle 53020 Trequanda (SI)
Tel. 0577 662108 pr@cinellicolombini.it
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Girolomoni® Costruisce il suo Molino

Foto_molino_GirolomoniGirolomoni® Costruisce il suo Molino
Un progetto da oltre 3 milioni di euro, che porterà la cooperativa ad essere il primo pastificio biologico italiano a chiudere la filiera, dal seme al piatto. A totale garanzia del consumatore. (Isola del Piano (PU), 4 aprile 2018) – Il sogno di Gino Girolomoni, pioniere del biologico e fondatore dell’omonima cooperativa, oggi diventa realtà. Sono iniziati i lavori che porteranno entro il 2019 alla costruzione di un impianto di molitura all’avanguardia direttamente collegato al pastificio che sorge a Isola del Piano (PU), sulle colline marchigiane. Grazie al molino di proprietà, la Girolomoni ® potrà controllare la lavorazione del grano in ogni fase, dalla coltivazione alla raccolta, dalla pulitura alla macinazione, per ottenere una semola sempre fresca e garantire un gusto unico alla sua pasta.
Il molino permetterà di valorizzare il grano dei 200 agricoltori soci della cooperativa, la cui qualità è garantita dai controlli degli enti certificatori e dal rapporto diretto della Girolomoni ® con le aziende agricole. Il pastificio marchigiano rappresenta un punto di riferimento in ambito di agricoltura biologica, per aver affrontato una sfida  imprenditoriale da molti punti di vista, da quelli agricoli, politici, regolamentari, sociali a quelli culturali. Il progetto che si appresta ad affrontare rimarca le fondamenta su cui si è costituita e la rende di nuovo pioniera: la Girolomoni ® sarà la prima cooperativa agricola e biologica ad aver costruito tutta la filiera, come risultato di quarant’anni di esperienza, di sogni desiderati ed esigenze raccolte sul campo.
L’investimento supera i 3 milioni di euro. “ Si tratta per noi di una scelta strategica molto
importante – afferma Giovanni Girolomoni, Presidente della Gino Girolomoni  cooperativa Agricola – Quello di avere un nostro molino  è sempre stato uno dei sogni di mio padre Gino, ma fino a pochi anni fa non potevamo realizzarlo perché mancavano i numeri per garantirne l’efficienza. Adesso siamo pronti per il grande salto di qualità”.
Quello che verrà realizzato è il più piccolo molino industriale a cilindri che si possa costruire. Ha una potenzialità di 100 tonnellate al giorno e 20.000 tonnellate all’anno (calcolate su 200 giorni di produzione). “ E’ il doppio del fabbisogno attuale, ma vogliamo investire nel futuro – prosegue Giovanni Girolomoni – Abbiamo in previsione anche l’installazione di una nuova linea per la lavorazione della pasta corta, che ci porterà a raddoppiare l’attuale produzione. Inoltre verrà ampliata la capacità di stoccaggio delle materie prime.”
In sintonia con la filosofia che anima la cooperativa, il molino effettuerà una lavorazione che salvaguarda e mantiene intatte tutte le caratteristiche pregiate del grano. L’impianto
permetterà di avere una semola integrale di alta qualità, mantenendo oltre alla crusca anche il germe di grano.

L’incarico per la costruzione dell’impianto è stato affidato alla Ocrim di Cremona, un’azienda 100% italiana come la Girolomoni ® , che ha compreso le potenzialità del progetto e si impegnerà per raggiungere questo importante obiettivo entro il 2019.
“Fatto il punto, è semplice sapere da dove si viene e dove si deve andare! – afferma Sergio Antolini, vice presidente della Ocrim Spa – Il nuovo molino è una realizzazione per la quale si è pensato in modo diverso, dove si applicheranno tecniche e processi non solo intelligenti ma anche geniali, con soluzioni solo apparentemente semplici e dirette, che forse qualcuno troverà ovvie … ma solo dopo! Tutto questo per un mondo che fu considerato in passato troppo fantasioso, quasi deriso ma che sicuramente sarà invidiato.”
L’edificio sarà costruito contenendo al minimo l’impatto ambientale. Sarà dotato di un
ascensore in vetro con vista su San Marino, di pannelli fotovoltaici sul tetto e al suo interno verrà costruito anche un mulino a pietra, usato per alcune farine e semole speciali.  Gino Girolomoni Cooperativa Agricola
La storia della Gino Girolomoni Cooperativa Agricola ® inizia nel 1971, quando Gino Girolomoni, giovane sindaco del comune di Isola del Piano (PU), cominciò a promuovere iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina. Queste prime esperienze furono alla base della nascita, nel 1977, della Cooperativa Alce Nero, di cui verrà ceduto il marchio circa 25 anni dopo, diventando Montebello ® .
In seguito alla scomparsa del suo fondatore, avvenuta nel marzo del 2012, il marchio Montebello ® cede il passo al marchio Girolomoni ® .
Con i suoi 200 agricoltori, cinquanta dipendenti e con oltre 12 milioni di fatturato (anno 2017), la cooperativa Gino Girolomoni ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico in Italia e rappresenta, oggi, uno dei punti di riferimento più importanti del
panorama del biologico del nostro Paese.
Fondazione Girolomoni
La Fondazione culturale che oggi prende il nome dal suo fondatore, Gino Girolomoni, è stata fondata nel 1996 con il nome di  Fondazione Alce Nero. Il suo scopo primario è la conservazione e l’archiviazione degli scritti, dei documenti e del patrimonio librario
lasciati da Gino Girolomoni, nonché la divulgazione del suo pensiero, la prosecuzione degli eventi culturali da lui avviati e la  valorizzazione dei luoghi in cui la vita e il paesaggio agrario, grazie a lui e alla moglie Tullia Romani, hanno ritrovato significato e
potenzialità economiche. La Fondazione trova sede presso il Monastero di Montebello, tra Urbino e Isola del Piano nella provincia di
Pesaro-Urbino.

GIROLOMONI ®
Federica Morselli
www.girolomoni.it
Cell. 335 5350533 –
Ufficio stampa c/o agenzia fruitecom
federica.morselli@fruitecom.it
T. 059 7863894
Jessica Busoli
Cell. 366 5725233 – jessica.busoli@fruitecom.it

Brixia Benessere Festival a Brescia

Brixia Benessere Festival a Brescia
21 – 22 aprile 2018
La prima edizione a Brescia della rassegna dedicata alle cure naturali per il benessere del corpo e della mente. Con 200 qualificati espositori di prodotti e servizi.

Pacchi regalo e vino in 24 ore:Boom di spedizioni Pasquali per Logistic net, l’azienda che sfida Amazon

beverage_customizzazionePacchi regalo e vino in 24 ore:Boom di spedizioni Pasquali per Logistic net, l’azienda che sfida Amazon
Nei magazzini dell’azienda bassanese, specializzata in logistica, si confezionano pacchetti regalo destinati a tutto il territorio nazionale. Ogni giorno vengono evasi più di 1500 ordini. L’amministratore delegato Matteo Vaccari: “A Pasqua attendiamo il record di cofanetti esperienziali con dediche e confezioni personalizzate. Ed ora consegniamo anche il vino in cartoni misti in 24 ore”.

Pasqua è in arrivo ma è già da una decina di giorni che l’azienda Logistic Net di Bassano del Grappa, nel Vicentino, specializzata in logistica in outsourcing, è subissata da centinaia di richieste per organizzare le spedizioni delle più svariate merci. L’azienda gestisce ogni giorno 1.500 ordini e uno dei servizi più particolari è quello dell’invio di cofanetti regalo in tutta Italia, nel corso di un anno ne spedisce circa 300 mila.

I periodi di picco per quanto riguarda i pacchetti regali personalizzati si registrano 02_pacchetti_regalo_logistic (1) (1)durante le tradizionali ricorrenze, come è stato durante lo scorso San Valentino, ed ora che ci si avvicina a Pasqua fioccano richieste di ogni genere, dalla dedica romantica alla carta particolare per la confezione. Matteo Vaccari, amministratore dell’azienda: “Curiamo ogni singolo step dell’ordine, dalla creazione del pack al bigliettino d’auguri fino alla consegna al cliente finale che nel 97% dei casi avviene già durante la mattina successiva al ricevimento dell’ordine. A San Valentino per esempio, abbiamo avuto il record di cofanetti esperienziali spediti. Ma visto il boom incredibile di richieste in questo perido pasquale, ci aspettiamo di infrangere quel primato”.

Ma le sfide continuano per Matteo Vaccari e i suoi soci: “Da tempo abbiamo attivato la possibilità di prelevare ordini a singola bottiglia con relativa consegna in 24h. Se un utente crea un ordine oggi, quasi sicuramente avrà le bottiglie pronte in tavola già domani. Un servizio personalizzato e in costante crescita. Ad oggi la nosta azienda fa transitare nel mondo oltre venti milioni di bottiglie tra vino, birra e superalcolici”.

L’azienda, al top per le spedizioni massive, è pronta a sfidare Amazon sulla preparazione personalizzata e istantanea degli ordini nel settore vino: c’è infatti un intero reparto che compone imballi misti di bottiglie in tempo reale con consegna diretta, funzioni che Amazon deve ancora implementare del tutto. Sempre nel settore Food & Beverage l’azienda vicentina gestisce 100.000 ordini all’anno anche per un’importante multinazionale spagnola. Il servizio permette agli utenti di ricevere a casa i migliori prodotti alimentari a prezzi vantaggiosi (circa 15 articoli diversi scelti “a sorpresa” ogni mese), una sfida logistica che vede ogni giorno migliaia di pacchi partire dai magazzini di Bassano del Grappa per raggiungere ogni angolo d’Italia.

Tra i settori di punta di Logistic Net c’è sicuramente quello dei servizi per la “Fashion Industry”. Nella nuova sede di Padova la struttura è in grado di controllare, stirare e imbustare 25.000 capi al giorno. I capi, le calzature e gli accessori vengono divisi per modello, taglia e colore prima di essere messi a stock e successivamente imballati per la consegna finale al negozio o al privato in caso di ordini e-commerce.

In tutto questo non manca uno sguardo attento al futuro. L’azienda bassanese è nota infatti per l’utilizzo di tecnologie avanzate applicate all’automazione, come le navette shuttle porta-pallet – capaci di gestire circa 3.000 posti pallets comandati via wi-fi in remoto tramite tablet. Logistic Net è stata una delle prime ad aver inserito veicoli “pure electric” che permettono ai dipendenti di muoversi nei magazzini senza alcuna emissione inquinante.

Ufficio stampa Comunicazione Live: comunicazionelive@gmail.com

BAS GROUP SPA IN CIFRE Nel 2011 Logistic Net viene partecipata da Bas Group prima al 50% e dal 2013 al 100%. Oggi il gruppo è composto da cinque aziende: Bassanosped, Il Corriere, Ribosped, Bas Express e Logistic Net; queste aziende coprono coi loro servizi l’intera supply chain logistica, dal magazzinaggio al trasporto. In tutto, vi lavorano circa 200 persone per un fatturato di circa 35 milioni di euro.

LOGISTIC NET IN CIFRE Logistic Net nasce nel 2006. Nel corso degli anni sono stati effettuati vari traslochi per arrivare a gennaio 2015 nell’headquarter di Bassano del Grappa e sette magazzini: da circa duemila metri quadri di area coperta é passata in quattro anni a oltre sessantamila. Dieci anni fa vi lavoravano solo i tre imprenditori fondatori, oggi sono più di 70 i collaboratori dipendenti. Il 90% del personale è assunto a tempo indeterminato. L’azienda, specializzata nella logistica in outsourcing, gestisce circa 1.500 ordini al giorno, movimentando un milione di colli e venti milioni di bottiglie.

Salone del gusto vegetale Veggie Planet Torino

Salone del gusto vegetale Veggie Planet Torino

21 e 22 Aprile 2018

Possibilità di assaggiare specialità culinarie preparate dai migliori cuochi internazionali e provare tutti i nuovi prodotti per una cucina vegetale.

Tantissimi capi di abbigliamento, accessori e cosmetici naturali ed equo-solidali

Tanti prodotti a chilometro zero.

Per informazioni: info@veggie-planet.it – www.veggie-planet.it

Spiedo e Fugassa , la tradizione di Pasquetta a Cedrole

FLYER_FRONTE _PASQUETTA webSpiedo e Fugassa , la tradizione di Pasquetta a Cedrole

Da sempre, il santuario delle Cendrole è meta di pellegrinaggi. Non a caso, proprio di fronte alla Madonna di Riese Pio X il futuro Papa Pio X, che al tempo tutti conoscevano come Bepi Sarto, maturò la sua fede. Arrivava a piedi dalla sua casa natale, passava per il sentiero “Curiotto” e poi pregava.

Un itinerario che migliaia di fedeli inizieranno a compiere dal Lunedì dell’Angelo, che quest’anno cade il 2 aprile. Poi, per tre settimane, ogni domenica centinaia di persone dal Vicentino e dal Trevigiano, ma anche da tutta Italia, si recheranno al Santuario delle Cendrole: in molti arrivano persino a piedi dalle proprie case come voto e azione propiziatoria per tutto l’anno. Per tutti, la tradizione è quella di mangiare “ovi duri e fugasse” all’ombra del campanile o negli spazi allestiti nei pressi della cantina Caneva dei Biasio, da un secolo punto di ristoro per i fedeli dei pellegrinaggi.

Quest’anno, come da tradizione dopo che la sagra paesana si è fermata, l’Osteria la Caneva ha quindi deciso di proporre un pranzo tradizionale per i credenti e per chi ama le tradizioni, ma anche per chi adora la sana cucina e il buon bere. Come antipasto un tagliere casereccio con salumi sott’olio; come secondo spiedo con fantasia di contorni e come dolce la focaccia pasquale. Ovviamente il tutto coi migliori vini della Caneva dei Biasio e il Mosto d’Uva pensato apposta per “tociar a fugassa”. Solo su prenotazione entro mercoledì 28 marzo, costo 22 euro. Per informazioni: 0423 483153.30

AICIG tra i soci fondatori di origin Eu: a Bruxelles la presentazione ufficiale

AICIG tra i soci fondatori di origin Eu: a Bruxelles la presentazione ufficiale

Coinvolte oltre 300 indicazioni geografiche per un fatturato stimato alla produzione di oltre 30 miliardi di euro

Un’organizzazione europea di circa 300 indicazioni geografiche per un fatturato alla produzione di oltre 30 miliardi di euro: si presenta così OriGIn UE, il progetto che lo scorso 21 marzo è stato illustrato a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo dal Vicepresidente della Commissione Agricoltura Paolo De Castro e del membro della stessa Commissione Michel Dantin, oltre che dal Presidente di OriGIN Claude Vermot-Desroches e del Direttore Massimo Vittori. Tra i membri fondatori di OriGIn EU e del consiglio c’è anche AICIG, Associazione dei Consorzi di tutela che rappresenta circa il 95% delle produzioni italiane ad Indicazione Geografica.

“Lo scopo di OriGIn EU è quello di presidiare l’evoluzione dei negoziati bilaterali di libero scambio della UE per aiutare i consorzi europei a rafforzare il dialogo con le istituzioni – ha spiegato ilPresidente di AICIG Cesare Baldrighi – al fine di migliorarne le clausole e chiedere una maggiore partecipazione al negoziato. Come Associazione Italiana dei Consorzi Indicazioni Geografiche cercheremo di fare la nostra parte – assicurando il riferimento all’autorità nazionale competente MIPAAF – mettendo a disposizione le specifiche esperienze dei Consorizi di Tutela affinchè questo coinvolgimento del sistema delle DOP e IGP sia il più fattivo possibile .

Il sistema europeo di tutela rinforzata per le Denominazioni di Origine nasce nei primi anni novanta, in coincidenza con l’apertura dei mercati globali. Una coincidenza di date importante perché segnala che la COMUNITA’ EUROPEA ha voluto fin da subito tutelare il suo patrimonio agroalimentare per bilanciare l’apertura della concorrenza mondiale.

“A distanza di vent’anni – ha affermato Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento che ha ospitato la presentazione di OriGIn Europa – la Commissione Europea considera il riconoscimento del sistema delle DOP e delle IGP come un elemento centrale degli accordi commerciali, in quanto importanti fattori per lo sviluppo economico e produttivo. I trattati internazionali sono importanti per la tutela delle denominazioni fuori di confini comunitari, ma lo è anche il coinvolgimento dei consorzi di tutela durante le negoziazioni di tali accordi. Non è possibile escludere i diretti interessati: i consorzi devono essere consultati perché sia possibile raggiungere, quando non si riesce ad ottenere il pieno riconoscimento, il miglior compromesso possibile. Grazie alla costituzione di OriGIn EU sarà possibile far gioco di squadra a livello comunitario per difendere ed incentivare la qualità dei nostri prodotti”.

Le priorità di OriGIn EU per il biennio 2018-2019 saranno principalmente, oltre agli accordi bilaterali e plurilaterali dell’UE riguardanti le IG, la semplificazione delle procedure con riduzione dei ritardi e armonizzazione delle regole di protezione, la difesa verso gruppi di IG al fine di farne valere i diritti nell’UE compresa l’applicazione della protezione d’ufficio negli Stati membri, il rifiuto delle domande di registrazione di marchi in conflitto con le IG e la lotta alla contraffazione a livello doganale, nonché dal sostegno agli accordi firmati dalle autorità nazionali con le piattaforme di e-commerce per proteggere le IG sul web. Rientra tra gli obiettivi del biennio 2018-2019 anche l’interpretazione dei regolamenti UE sulle IG in merito alle infrazioni e una lettura più uniforme della legge a livello europeo per la risoluzione di controversie, la protezione per le Indicazioni Geografiche di prodotti non agricoli, il sostegno ai propri membri per rispondere efficientemente alle sfide della sostenibilità economica, sociale e ambientale, nonché la promozione e la fornitura di informazioni relative ai prodotti agricoli nel mercato interno e tra i Paesi terzi con l’obiettivo di diventare una piattaforma di incontro e scambio per gruppi di IG di diversi Paesi UE interessati a lanciare campagne promozionali congiunte, soprattutto nei Paesi terzi.

Ufficio Stampa AICIG – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche
Marte Comunicazione, Marzia Morganti cell. 3356130800 marzia.morganti@gmail.com, Niccolò Tempestini cell. 3398655400 ntempestini@gmail.com, www.martecomunicazione.com – www.aicig.it

Il meeting di Origin EU

Il meeting di Origin EU

AICIG –Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche
Via XX Settembre, 98/G – 00187 Roma – tel. +39064420.2718 – fax +39 064426.5620 – info@aicig.it – www.aicig.it

■ Abbacchio Romano IGP ■ Aceto Balsamico di Modena IGP ■ Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ■ Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP ■ Arancia Rossa di Sicilia IGP ■ Asiago DOP ■ Basilico Genovese DOP ■ Bra DOP ■ Bruzio DOP ■ Caciocavallo Silano DOP ■ Carota Novella di Ispica IGP ■ Castelmagno DOP ■ Chianti Classico DOP ■ Ciliegia dell’Etna DOP ■ Cinta Senese DOP ■ Cipolla Bianca di Margherita IGP ■ Cipolla Rossa di Tropea Calabria ■ Dauno DOP ■ Finocchiona IGP ■ Fontina DOP ■ Garda DOP ■ Gorgonzola DOP ■ Grana Padano DOP ■ La Bella della Daunia DOP ■ Limone Costa d’Amalfi IGP ■ Limone di Siracusa IGP ■ Mela Alto Adige IGP ■ Melanzana Rossa di Rotonda DOP ■ Melone Mantovano IGP ■ Montasio DOP ■ Mortadella Bologna IGP ■ Mozzarella di Bufala Campana DOP ■ Nocciola del Piemonte IGP ■ Parmigiano Reggiano DOP ■ Patata della Sila IGP ■ Pecorino Romano DOP ■ Pecorino Toscano DOP ■ Pesca di Leonforte IGP ■ Piave DOP ■ Pomodoro di Pachino IGP ■ Pomodoro S.Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP ■ Prosciutto Crudeo di Cuneo DOP ■ Prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP ■ Prosciutto di Parma DOP ■ Prosciutto di San Daniele DOP ■ Prosciutto Toscano DOP ■ Provolone Valpadana DOP ■ Quartirolo Lombardo DOP ■ Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP ■ Raschera DOP ■ Ricotta Romana DOP ■ Riso del Delta del Po IGP ■ Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP ■ Riviera Ligure DOP ■ Sabina DOP ■ Salame Brianza DOP ■ Salamini Italiani alla Cacciatora DOP ■ Salva Cremasco DOP ■ Speck Alto Adige IGP ■ Stelvio DOP ■ Taleggio DOP ■ Terre di Siena DOP ■ Toma Piemontese DOP ■ Val di Mazara DOP ■ Vastedda della Valle del Belice DOP ■ Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP ■ Zampone Modena Cotechino Modena IGP

Aicig e Qualivita incontrano gli studenti degli istituti alberghieri per un confronto sulle produzioni di qualità

Aicig e Qualivita incontrano gli studenti degli istituti alberghieri per un confronto sulle produzioni di qualità

Il “Mio Panino DOP IGP” per
formare i giovani chef del futuro

I Consorzi DOP IGP raccontano il valore dei prodotti DOP IGP per la ristorazione informale

Ricade nell’ambito del “2018 Anno del cibo italiano” l’ultima progettualità firmata da Fondazione Qualivita, Aicig e i Consorzi di Tutela DOP IGP italiani per valorizzare le eccellenze agroalimentari a qualità certificata nel settore della ristorazione e in particolare all’interno della “nuova ristorazione” – street food, ristorazione veloce, food delivery – che negli ultimi anni, soprattutto nei giovani e nei nuovi consumatori, rappresenta un successo dovuto essenzialmente a tre fattori: qualità dei prodotti, creatività nelle ricette e capacità di comunicare.
Un’iniziativa che mette a confronto i giovani chef – studenti degli istituti alberghieri – e il mondo della qualità agroalimentare dal titolo il “Il Mio Panino DOP IGP” e che segue altri progetti realizzati da Qualivita per promuovere le DOP IGP nel settore della ristorazione informale: la trasmissione Mediaset Streetfood Hereoes, la Guida al miglior cibo di strada italiano edita da Feltrinelli-Gribaudo, il portale tematico CiboDiStrada.it, il manuale Nuova gastronomia e marketing digitale oltre all’osservatorio di comunicazione digitale Streetfood DOP.

Oggi, 22 marzo, a Roma presso la sede della Fondazione Exclusiva, si è tenuto il primo incontro del progetto con gli studenti degli Istituti Gioberti e Vespucci che unisce alle testimonianze di successo dei Consorzi di tutela una gara di cucina per realizzare la migliore ricetta con i prodotti DOP e IGP secondo il celebre format televisivo della “Mistery Box”. Una nuova occasione per far conoscere da vicino alle nuove generazioni di ristoratori i veri prodotti italiani e per ascoltare dalla voce dei produttori le caratteristiche che rendono uniche queste eccellenze.

LE DICHIARAZIONI

Mauro Rosati, Direttore Generale Fondazione Qualivita

La Fondazione Qualivita è impegnata da diversi anni nella valorizzazione dei prodotti DOP IGP all’interno del canale della neo ristorazione perché crede che la qualità ed il racconto che a tali prodotti è legato siano l’elemento di forza di questo settore. La crescente frammentazione e diversificazione dell’offerta alimentare del fuori casa offre nuove opportunità per le eccellenze italiane del territorio, ma per coglierle appieno occorre un costante investimento sulla formazione dei ristoratori per un utilizzo appropriato nelle ricette e per una corretta informazione verso il consumatore. La neo ristorazione può diventare, specie nel mondo dei giovani, il vero hub culturale dell’enogastronomia italiana.

Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s

“Collaboriamo ormai da tempo con il mondo delle DOP IGP e queste sinergie hanno raggiunto risultati che ritengo molto significativi. Negli ultimi 10 anni abbiamo acquistato 2.000 tonnellate di materie prime a marchio DOP IGP con le quali abbiamo raggiunto, attraverso i nostri ristoranti, oltre 58 milioni di persone. Per promuovere questi prodotti abbiamo investito 26 milioni di euro in pubblicità. Questo significa, da una parte, che il mondo delle indicazioni geografiche è assolutamente capace di dialogare, non solo con le nicchie, ma anche con aziende dai grandi volumi come McDonald’s, e dall’altra che possiamo ritenerci un forte canale per la valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio. McDonald’s può davvero trasformare un’eccellenza per pochi, in un piacere per molti”.

Leo Bertozzi, Direttore AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche)

“I prodotti DOP ed IGP sono stati parte integrante dell’alimentazione e della cucina delle varie regioni italiane. I moderni stili di vita e le nuove abitudini, hanno reso meno evidente il legame fra prodotto e consumatore, ma offrono anche nuove possibilità d’uso e di consumo per i prodotti tradizionali. La creazione di un nuovo panino, innovativo e pertanto anche inabituale, dimostra come DOP ed IGP siano in grado di adeguarsi ai tempi e ai modi d’uso, ed è fondamentale che i futuri chef siano consapevoli del loro valore sociale ed economico e per il loro aspetto inimitabile che li rende unici”.

Federico Desimoni, Direttore Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

“La presenza di prodotti DOP e IGP nel progetto è interessante e deve far riflettere. In questo modo, infatti, le produzioni di qualità escono da recinti aprendosi a nuovi segmenti di mercato e target, e poi, con l’apporto dei nostri prodotti innalziamo la qualità delle ricette e dei prodotti composti che fanno questa scelta. Inoltre, questo progetto particolare presenta un’altra importante novità: il coinvolgimento delle giovani generazioni, apre un canale di comunicazione e di possibili approfondimenti e li coinvolge attivamente mettendo in gioco la loro creatività e capacità immaginifica”.

Stefano Mengoli, Presidente Consorzio Tutela Vitellone Bianco dell’Appennino centrale

“Il nostro plauso a questa iniziativa che rinnova l’opportunità di conoscere l’eccellenza della qualità delle produzioni italiane all’interno del settore ristorazione, così come lo è stato negli anni passati per la carne IGP Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. La campagna McItaly di McDonald’s, ad esempio, grazie all’uso, negli anni, di carne certificata IGP (Chianina, Marchigiana e Romagnola) ha sicuramente aumentato l’interesse e la sensibilità del consumatore e degli operatori del settore verso questo prodotto e il successo ottenuto da questa iniziativa è stata, inoltre, la dimostrazione che l’utilizzo di materie prime di alta qualità è sempre premiante anche nella realizzazione di prodotti trasformati e lavorati”.

Vittorio Emanuele Pisani, Direttore del Consorzio Tutela Provolone Valpadana

“Le garanzie offerte dai prodotti a Indicazioni geografica sono elementi qualificanti e di grande importanza che determinano, con una certa continuità, una sempre maggior collaborazione tra i produttori e il mondo della ristorazione. In particolare, l’abbinamento – che riteniamo riuscito – tra la tradizione nazionale e il fast food, anche di matrice straniera, rappresenta un esempio virtuoso di come si possano far convivere realtà apparentemente distanti, ma con il medesimo obiettivo: la qualità dei prodotti offerti”.

Giuseppe Laria, Presidente Consorzio Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP

“Negli ultimi tempi la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è soggetta ad un impiego interessante e innovativo in particolare nella ristorazione di pronto consumo, che oggi più che mai trova massima attenzione alla qualità delle produzioni agroalimentari. Proprio per questo motivo il nostro Consorzio sta investendo, in comunicazione e marketing, sul settore della trasformazione al fine di soddisfare questo nuovo pubblico che, diversamente dal passato, si sta dimostrando particolarmente interessato a qualità e valore organolettico. Non solo genuinità quindi, ma anche caratteristiche qualitative per essere declinata secondo una miriade di ricette e ingredienti”.

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La Piadina Romagnola in giro per l’Europa ispirata a “La Piada” di Giovanni Pascoli

Piadina IGPLa Piadina Romagnola in giro per l’Europa ispirata a “La Piada” di Giovanni Pascoli

Degustazioni, incontri con i buyer, affissioni, sono gli ingredienti di questa campagna che toccherà Bruxelles, Francoforte, Cibus a Parma e Milano

San Mauro Pascoli (19 marzo 2018) – La Piadina Romagnola IGP sale sulla navicella e atterra sulla luna. Lo Shuttle o Samantha Cristoforetti non c’entrano nulla. Il “veicolo” che le fa prendere il volo è una poesia. Non una poesia qualsiasi, ma quella del poeta per eccellenza che ha nobilitato il pane della Romagna: “La piada” di Giovanni Pascoli. Celebri versi che hanno ispirato la campagna di comunicazione della Piadina Romagnola, negli eventi internazionali.

A realizzarla il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP che lancia l’immagine e lo slogan: “Quando è di un altro pianeta si firma IGP”. A rappresentarla una piadina a forma di luna, con chiaro riferimento alla “Piadina” in versi del poeta di San Mauro Pascoli.

“Ma tu, Maria, con le tue mani blande / domi la pasta e poi l’allarghi e spiani / ed ecco è liscia come un foglio, e grande / come la luna; e sulle aperte mani / tu me l’arrechi, e me l’adagi molle / sul testo caldo, e quindi t’allontani. Io, la giro, e le attizzo con le molle / il fuoco sotto, fin che stride invasa / dal calor mite, e si rigonfia in bolle: e l’odore del pane empie la casa”.

“Con questa immagine pascoliana porteremo la Piadina Romagnola IGP nelle nostre manifestazioni in Italia e all’estero – spiega Alfio Biagini, Presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola – L’immagine è un chiaro collegamento al territorio, alla sua storia e alla sua identità, attraverso un illustre personaggio, nel pantheon dei grandi della Romagna. Degustazioni, eventi con i buyer mondiali, affissioni nelle grandi città, lezioni di piadina, proposte in chiave gourmet, sono gli ingredienti di questa iniziativa che trova il proprio collante ispiratore nella figura del poeta di San Mauro Pascoli”.

La Piadina in giro per l’Europa

L’esordio il 22 marzo prossimo a Bruxelles in un evento rivolto a buyer europei.

La seconda tappa a Cibus a Parma (7-10 maggio 2018), manifestazione fieristica punto di riferimento per il settore agroalimentare. In tale contesto il Consorzio proporrà lezioni di piadina romagnola insieme alle Mariette artusiane, fedeli custodi della cucina del padre della gastronomia Pellegrino Artusi, e degustazioni in chiave gourmet con la presenza dello chef Due Stelle Alberto Faccani di Cesenatico. Un mix di ingredienti romagnoli proposti a un pubblico di addetti ai lavori e buyers, in chiave classica con un tocco d’innovazione. Un incontro di classico e moderno che trova la sua sintesi nella musica di Mirko Casadei, ospite del Consorzio nel corso della Fiera.

Durante Cibus per due settimane è stata pianificata una campagna di affissioni sugli autobus di Parma con l’immagine pascoliana della Piadina Romagnola IGP. La stessa campagna di affissione sarà proposta a Milano nei box luminosi della metropolitana.

Ultimo, non meno importante, il 18 maggio a Francoforte ci sarà un evento rivolto a buyers e giornalisti seguito anche da una maxiaffissione nell’aeroporto internazionale più grande d’Europa.

A supporto dell’intensa attività di promozione, il Consorzio ha ottenuto un finanziamento (primo progetto in graduatoria) sul bando PSR 2014-2020 – Misura 3 – “Attività di promozione e informazione da gruppi di produttori sui mercati interni”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Emilia Romagna.

Una fotografia del Consorzio

Costituitosi nel 2011, gli iscritti al Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola sono 16.

Questi i soci del Consorzio: Adp (Riccione), Adria Piadine (San Giovanni in Marignano), Alimenta Produzioni (Riccione), Artigianpiada (Cerasolo), Bac (Cesenatico), Deco Industrie (Bagnacavallo), Gastone (Ravenna), Gitoma (Bagnacavallo), Global Food (Misano), Negroni Umberto (Castel Guelfo), Pagliacci Marilena (Cervia), Piada d’Oro di Benzi Maurizio (Saludecio), Riccione Piadina (Riccione), Ristorante Sangiovesa (Santarcangelo), Riviera Piada (Rimini), Vivaldi 77 (Forlì).

Il Consorzio Presieduto da Alfio Biagini, ha l’obiettivo di mettere in campo iniziative tese alla promozione e valorizzazione del prodotto.

La Piadina Romagnola IGP

Sono quattro gli ingredienti base della Piadina riconosciuti nel Disciplinare di tutela: Farina di grano tenero; Acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); Sale (pari o inferiore a 25 grammi); Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi).

Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti. Per potersi fregiare dell’Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite.

Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).

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