Nasce a Cesena il primo Wine Club in Italia personalizzato

Donini - Branzanti verticNasce a Cesena il primo Wine Club in Italia personalizzato

Da un’idea di Luca Branzanti, operatore nel settore del vino con oltre vent’anni di esperienza in tutto il mondo, nasce My Wine Club il sodalizio pensato sulle esigenze di ogni associato.

E’ inutile girarci intorno, la pandemia ha cambiato il modo di acquistare il vino. Un dato parla da solo: nel primo semestre 2020 le vendite on line del prodotto in Italia hanno toccato quota 75,5 milioni di euro, il doppio sul 2019 (dati Nomisma Wine Monitor). Sono tante le piattaforme virtuali che si sono attrezzate per fare fronte a questa nuova domanda di mercato, per lo più accumunate da proposta esclusivamente di e-commerce.

Da Cesena invece arriva un progetto che sceglie una strada diversa: il Wine Club.

Artefici di questa iniziativa imprenditoriale sono il cesenate Luca Branzanti e Christian Donini di Cesenatico. Attivi nel mondo del vino da oltre un ventennio e con diverse esperienze maturare in Italia e oltreconfine, insieme hanno dato vita a My Wine Club (mywineclub.it), un club del vino che supera il “tradizionale” concetto di negozio on line.

A differenza di un classico sito e-commerce, My Wine Club propone un servizio totalmente nuovo, un percorso degustativo creato a seconda delle esigenze personali di ogni utente, attraverso la proposta di vini di piccoli produttori di alta qualità che difficilmente si trovano sul mercato. Più nel dettaglio, l’unicità del servizio nel panorama nazionale sta in una selezione personalizzata disegnata ad hoc per ogni membro del club.
Chi aderisce a My Wine Club infatti ha la possibilità di scegliere tra sei tipologie di proposte: Enthusiast, per chi muove i primi passi; Expert, per chi già conosce il mondo del vino; Exclusive per vini più rari e ricercati; Sparkling, per gli amanti delle bollicine; Natural, per l’arcipelago dei ‘naturali’; International, dedicato a vini e vitigni internazionali. Alla community si accede aderendo a una delle sei proposte con una quota base di 24,99 euro, dopodiché si riceve a casa propria il vino in una comoda wine box personalizzata. La quota ovviamente varia a seconda della tipologia di abbonamento e dai vini richiesti.

Diversi i punti di forza di questa proposta: la comodità di ricevere il vino comodamente a casa propria; il risparmio nel rapporto qualità/prezzo; la garanzia che ogni singolo vino è stato assaggiato ed approvato dagli specialisti del wine club; la possibilità di interrompere l’abbonamento in ogni momento; la varietà delle proposte con nuove offerte ogni mese; la possibilità di modificare l’adesione al club e trasformare l’abbonamento a cadenze diverse (mensile, bimestrale…); la scelta dei vini, che in ogni box riserva l’emozione della scoperta di inedite etichette, mai banali; la scelta di poter acquistare le bottiglie che sono piaciute maggiormente direttamente tramite la propria vetrina personale.

“My Wine Club non è un sito di e-commerce bensì una community di appassionati che propone vini di qualità a un giusto prezzo – spiega Luca Branzanti – Quello che ci differenzia dalle altre proposte è la possibilità di personalizzare il proprio percorso enologico. Qui non si entra in un sito, si mette il vino nel ‘carrello’ e lo si acquista; qui si propone periodicamente (a cadenza diversa) un percorso degustativo alla scoperta di vini e di vitigni autoctoni, offrendo un viaggio virtuale insieme a cantine di medio piccole dimensioni e di grande qualità. L’idea mi è arrivata dalla mia esperienza professionale, avendo vissuto gli ultimi 7 anni negli Stati Uniti dove la formula del wine club è presente con grande successo da alcuni decenni. Il blocco dei viaggi internazionali dal febbraio dello scorso anno, ha maturato l’idea di realizzare anche in Italia una community basata sull’idea di Club. Il fatto che in Italia non fosse ancora presente una formula completa di questo tipo è stata la molla che ci ha spinto alla nascita di My Wine Club”.
La sede operativa di My Wine Club è in Romagna, a Cesena, laddove l’idea è nata, ma il wine club opera in tutti Italia e nonostante sia partito da poco più di un mese può già contare su un buon numero di associati da tutta Italia, isole comprese. L’ambizione del progetto è quella di realizzare una base in ogni regione con propri referenti sul territorio.

Il vino on line in Italia

Secondo le stime di Nomisma il giro d’affari del mercato on line del vino nel nostro Paese si aggira sui 200 milioni di euro. Fanalino di coda nel contesto mondiale dei grandi produttori, l’Italia sta decisamente recuperando terreno a seguito della pandemia, passando all’1% di quota al 3% con ulteriori margini di crescita. Nel mondo il canale da tempo ha preso piede tanto da valere oltre il 10% delle vendite negli Usa e Regno Unito, e superare il 20% in Cina. In Italia il fatturato dei “pure player” (operatori e-commerce di sola vendita) è stato di 82 milioni di euro, +80% sul 2019. In questo contesto si differenziano le proposte dei “Club del vino”, luoghi virtuali non solo di vendita ma community di interessi e passioni. Unico in Italia è il progetto My Wine Club il solo a personalizzazione la proposta a seconda dei gusti enoici degli associati.
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(Filippo Fabbri – Maurizio Magni)
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Burgul con cozze polipetti e gamberi

145880057_10224576851319791_8359330903709183094_oBurgul con cozze polipetti e gamberi

Piatto leggero semplice e veloce
Da perfezionare a crudo con un filo di olio extra vergine di oliva e a piacere prezzemolo fresco
A piacere potete aggiungete anche olive

Ingredienti
500 gr di cozze
15 gamberoni
700 gr di #polipetti
#prezzemolo
#aglio
#vinobianco
#olioextraverginedioliva

Preparazione
Pulite cozze
Lavate e tritate il prezzemolo
In una padella in olio, rosolate uno spicchio di aglio, eliminate l’aglio aggiungete  le cozze,  bagnate con vino bianco e fatelo evaporare, cuocete per una decina di minuti quando le cozze si saranno aperte (eliminate quelle che non si saranno aperte)
In una padella in olio, rosolate uno spicchio di aglio, eliminate l’aglio aggiungete   i  polipetti bagnate con vino bianco e fatelo evaporare, cuocete per una decina di minuti , aggiungete i gamberoni e cuoceteli per alcuni minuti   A piacere sgusciate gamberoni e se volete anche  cozze lasciandone solo qualcuna intera per decorare il piatto
Preparate il Burgul  come indicato sulla confezione conditelo con il pesce

I prodotti alimentari di alta qualità della Valle della Loira patrimonio di tutta l’umanità

Rillettes_Tours_5781_M-PerreauI prodotti alimentari di alta qualità della Valle della Loira patrimonio di tutta l’umanità

Tra patrimonio gastronomico storico e innovazione, i grandi chef di oggi difendono una cucina capace di valorizzare i prodotti locali e di stagione, nel totale rispetto dei ritmi della natura
La gastronomia regionale della Valle della Loira è arcinota, per quei pochi che non la conoscono diremo che essa fa onore ai prodotti del Giardino di Francia (come comunemente è nota la Loira), alla ricchezza dei prodotti, dei suoi orti, all’autenticità dei suoi fiumi, delle foreste e dei paesaggi eccezionali della Valle della Loira, del Berry, del Perche o della Turenna. Da poco sono terminati i festeggiamenti per i venti anni di iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità, dal 2000 la Valle della Loira fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco come “paesaggio culturale”, l’attrattiva maggiore è costituita naturalmente dai castelli, 21 capolavori, che propongono animazioni speciali. Il patrimonio enogastronomico storico ha contribuito a questo importante riconoscimento, nonché l’innovazione, i grandi chef di oggi difendono una cucina capace di valorizzare i prodotti locali e di stagione, nel totale rispetto dei ritmi della natura. Nel 2020 in Francia si sono celebrati i 10 anni del “pasto gourmet dei francesi” classificato come patrimonio immateriale dell’Unesco. La sua iscrizione nella lista è stata promossa dall’Istituto Europeo di Storia e delle culture dell’alimentazione di Tours (IEHCA). In occasione di questo decimo anniversario, la regione ha accettato di buon grado di rappresentare la gastronomia francese nei 5 continenti e ha partecipato al progetto “Goût de France/Good France”. Tante le eccellenze della regione presentate per l’occasione da chef, produttori, viticoltori ma anche grazie ai suoi paesaggi dei Castelli della Loira e ai suoi giardini e parchi.
Fra i piatti più popolari della regione vi sono le fritture. La frittura si degusta spesso in estate con un buon bicchiere di vino bianco fresco. Una cucina locale semplice e succulenta! Le fritture sono spesso preparante anche nei pressi degli stagni, in particolar modo nella Brenne.
Per degustarle un luogo conviviale dove poter assaggiare tartine e carpe fritte è La Maison du Parc. Per scoprire il pesce della Loira in una veste diversa, i pescatori del luogo preparano delle terrine tutte aromatizzate e tutte diverse.
Nel Medioevo, ero possibile che i vini della Loira, trasportati in barca via fiume, non sopportassero molto bene il viaggio. Questi vini spunti o acerbi dal sapore acetoso venivano utilizzati
dai produttori di aceto, che specialmente nella città di Orléans ne ricavavano salse e mostarda fin dal 1394. L’aceto dei 300 produttori di Orléans era importato nei Paesi Bassi, in America e perfino in India! Purtroppo lo sviluppo industriale ebbe la meglio sui produttori artigianali di Orléans e, due secoli più tardi, ne rimase uno soltanto: la Maison Martin Pouret, che dal 1797 porta avanti la tradizione.
Il Centro Valle della Loira non è soltanto il giardino di Francia, ma è anche il suo orto:
asparagi, funghi, mele, pere, fragole, ciliegie, zucche, porri, piselli e ancora tanti altri prodotti tipici sono in vendita sulle bancarelle dei mercati. I funghi champignon vengono coltivati durante tutto l’anno in antiche cave di tufo, oggi utilizzate come cantine, dove vi sono le condizioni ideali per la loro coltivazione: buio, umidità e ventilazione. Nelle foreste vengono raccolti in autunno i funghi selvatici. L’ ortaggio principe della Valle della Loira è l’asparago. La raccolta inizia a fine aprile fino al mese di giugno, principalmente in Sologne, viene consumato caldo o freddo (dopo cottura al vapore o in acqua bollente) accompagnato da una semplice salsina all’aceto o alla panna.
La valerianella nantese è una verdura conosciutissima in Valle della Loira. Ha persino un’indicazione geografica protetta: il bacino dell’estuario della Loira.
Tante altre verdure crescono rigogliose sui territori della Valle della Loira: tra le quali in particolare porri, ravanelli, cipolle, lattughe, barbabietole, cetrioli o rape.
Oltre alle verdure, la regione produce anche moltissima frutta. Prima di tutto mele e pere, ne esistono vari tipi, dalle più acidule alle più dolci, tra le quali le rinomate pere Passe-Crassane e le pere Williams. In Turenna è possibile assaggiare un caratteristico dolce realizzato a base di pere o mele “tapées”. Le mele o le pere vengono schiacciate con una mazzuola, vengono poi infornate in un forno di tufo per essere poi conservate per lunghi mesi. Per degustarle basterà intingerle nel vino, una delizia ! La fragola Mara des bois, dal gusto inimitabile, fu creata nel 1991 in Sologne. Si tratta di una saporita fragolina con la sua profumatissima polpa, fa parte delle fragole più gustose esistenti sul mercato. Le piccole lenticchie Verdi del Berry possono essere cucinate dolci o salate e consumate anche fredde, hanno un caratteristico sapore dolce che ricorda la castagna. Nel 1996 la Lenticchia Verde del Berry è stato il primo legume secco ad aver ottenuto l’etichetta Label Rouge. Forse i prodotti conosciuti proprio da tutti, grazie anche alla facilità del trasporto servendosi della catena del freddo, sono i formaggi di capra della Valle della Loira. Che siano consumati freschi o stagionati, tra di essi, il famosissimo Sainte-Maure-de-Tou- raine, un tronchetto che si presenta con la cannuccia di segale che lo ricopre e ancora il Crottin di Chavignol, il Selles-sur-Cher, il Pouligny-Saint-Pierre o la pyramide di Valençay.
Altra specialità della Valle della Loira sono i fouées e le fouaces, sono delle focacce cotte nel forno a legna in genere ripiene di rillettes (una specie di paté), formaggio di capra o fagioli bianchi, oppure aromatizzate con miele, spezie e noci.
Se non si soffre di claustrofobia in Turquant si può trascorrere una notte in una grotta di lusso dotata di ogni comodità, un soggiorno certamente insolito per concludere un viaggio che non si dimenticherà facilmente.

Foto:
Vista aerea del castello di Chambord con mongolfiere – Copyright : L-de-Serres – autore Marc Ginot

Les Rillettes de Tours (specialità di salumi) – Copyright : Mperreau

Per maggiori informazioni:

www.valledellaloira-francia.it/
https://www.youtube.com/watch?v=3iVtzZU2a44&ab_channel=Centre-ValdeLoireTourisme

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
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email: harrydiprisco@libero.it

96 punti da Wine Spectator alla Gran Selezione Chianti Classico 2016 di La Sala del Torriano

LASALA-reportage estatae-7796 punti da Wine Spectator alla Gran Selezione Chianti Classico 2016 di La Sala del Torriano

Wine Spectator, tra le più influenti riviste dedicate al mondo del vino, assegna 96 punti al Chianti Classico Gran Selezione 2016 dell’azienda La Sala del Torriano a Montefiridolfi (Fi), 92 punti al suo Chianti Classico 2018 e 92 al Chianti Classico Riserva 2017.

Riconoscimenti importanti conferiti ad un realtà con radici profonde, capace di farsi apprezzare ogni giorno sempre di più dalla critica e dal pubblico grazie alla qualità dei suoi prodotti.

La Sala del Torriano, 75 ettari di cui 34 vitati, è di proprietà di Francesco Rossi Ferrini, 0,75 Gran Selezione (1)che si avvale dal 2010 della consulenza di Stefano Di Blasi, responsabile dal 1997 fino al 2008 dell’enologia delle aziende agrarie Tignanello, Guado al Tasso, Pian delle Vigne e La Braccesca del gruppo Antinori, e da diversi anni consulente in viticoltura ed enologia in Italia ed all’estero. Agronomo ed enologo interno di La Sala del Torriano è Ovidio Mugnaini, con un percorso professionale più che interessante ed una grande conoscenza del territorio in cui lavora e dei vigneti di cui si prende cura.

A La Sala del Torriano si intrecciano le storie di due cantine prime separate ed adesso, invece, facenti parti di un unico progetto: la Sala, in località Sorripa ed il Torriano a Montefiridolfi, azienda storica della famiglia materna di Francesco Rossi Ferrini che la acquistò nel 1937.

Dal 2010 il Torriano, 22 ettari vitati che si sviluppano sulle colline di Montefiridolfi, è gestita da Francesco che, con l’acquisizione di La Sala a pochi chilometri dall’azienda di famiglia ha ampliato la proprietà, che oggi può contare su 75 ettari totali costituiti da boschi, 3000 piante di ulivi e vigneti. Dei 34 ettari vitati oltre l’80% è coltivato a uve sangiovese mentre il restante 20% vede sia vitigni internazionali, ovvero merlot e cabernet sauvignon, sia varietà autoctone come colorino e pugnitello.
La produzione vede 4 vini rossi, ossia Chianti Classico Annata, Chianti Classico Riserva, Chianti Classico Gran Selezione e Rosso di Toscana Igt 70% Merlot e 30% Cabernet Sauvignon, e l’Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico Dop Biologico.

L’azienda è molto attenta alla natura ed alla sua cura e dal 2020 si avvale della certificazione bio. Lavora ogni giorno rispettando non solo la normativa delle realtà biologiche ma andando ben oltre, minimizzando l’uso della plastica, utilizzando prevalentemente energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili, rispettando il suolo e lavorandolo solo quando necessario, utilizzando due stazioni meteorologiche che riducono al minimo l’impiego dei fitofarmaci consentiti nell’agricoltura biologica e servendosi di letame biologico.

Stretto è anche il legame con arte, con la quale l’azienda ha voluto creare sinergia con alcuni dei suoi vini. Ed è così che l’etichetta della Gran Selezione, della Grappa e del Vin Santo si avvalgono della prestigiosa firma dell’artista toscano Silvano Campeggi, in arte “Nano” (Firenze 1923 – 2018), autore di tutti i cartelloni del grande cinema Americano in Italia tra cui, per citarne alcuni, Colazione da Tiffany, Ben Hur, Casablanca, Via col Vento.

La Sala del Torriano è anche agriturismo. In località Montefiridolfi, sulle splendide colline che guardano la vallata, si può soggiornate in 4 appartamenti in stile toscano e godere della pace che questi luoghi sanno regalare.
Sito Il Torriano

Il Torriano della Sala
Sito La Sala del Torriano

Press Kit
(Foto, Cartella Stampa e Comunicati Stampa)

Ufficio Stampa

Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica

Rimandata al 2022 la XIV edizione di Terre di Toscana

_DSC6170Rimandata al 2022 la XIV edizione di Terre di Toscana

Sarà rimandata al 2022 la XIV edizione di Terre di Toscana, che sarebbe dovuta svolgersi domenica 11 e lunedì 12 aprile 2021 all’Hotel UNA Esperienze Versilia Lido a Lido di Camaiore (Lu).

Il perdurare della emergenza sanitaria e delle conseguenti misure emergenziali adottate dal governo italiano perlomeno fino al 30 aprile, con le fiere e gli eventi in genere che non possono essere svolti e la presumibile continuazione delle limitazioni agli spostamenti, hanno indotto gli organizzatori a ritenere che non vi siano le condizioni, il clima, la fattibilità né la possibilità concreta di organizzare Terre di Toscana nel mese di aprile prossimo, così come programmato. Perciò la quattordicesima edizione della manifestazione slitterà al 2022. Per tornare a essere una festa. E per essere vissuta come tale.

Terre di Toscana è un evento di Acquabuona.it, testata giornalistica on-line che dal 1999 racconta con passione e professionalità l’enogastronomia e l’agroalimentare del Bel Paese (www.acquabuona.it). Acquabuona.it da 9 anni è anche organizzatrice di Vini d’Autore-Terre di Italia, kermesse dedicata al vino di qualità del Bel Paese, dove ogni anno prendono parte oltre 80 cantine “autorali” provenienti da tutto lo Stivale.
Terre di Toscana si avvale del patrocinio del Comune di Camaiore.

Ufficio Stampa

Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica e Studio Umami

Roberta Perna – Mail Roberta Perna – 329 9293459
Sito Roberta Perna – Sito Studio Umami

Alla scoperta a Nantes di Sua Maestà Muscadet Un vino che può far concorrenza ai più prestigiosi Cru francesi

in bici per i vigneti di NantesAlla scoperta a Nantes di Sua Maestà Muscadet  Un vino che può far concorrenza ai più prestigiosi Cru francesi

Vicino all’oceano il vigneto si estende dalle rive della Loira a nord della Vandea con 11.500 ettari, il vigneto di Nantes è il più grande orto vinicolo della Valle della Loira

La Francia è confinata ed è stata costretta a fermarsi «Ed è proprio in questo momento che dobbiamo preparare nuove idee di comportamento» questo quanto ha affermato Frédéric Meyer,
il direttore di Atout France per l’Italia, l’Agenzia per lo sviluppo turistico della Francia.
Ora che la primavera è alle porte è bello sognare un viaggio a Nantes, città verde e sostenibile, regno del Muscadet, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, vino bianco per eccellenza, presente nei menù dei più grandi ristoranti internazionali che viene esportato in più di 93 paesi. Il celebre vino viene prodotto su di una superfice di 8.000 ettari e in più di 450 tenute nell’estrema parte occidentale dei vigneti della Valle della Loire, terza grande regione vitivinicola francese DOC (Denominazione di Origine Controllata). Il vitigno del Muscadet è antico e la sua origine si perde nella notte dei tempi, potrebbe essere apparso fin dal XVI secolo sulle sponde della Loira, la presenza nelle abbazie della regione testimonia legami tra la Valle della Loire e la Borgogna.
Un percorso turistico consentirà di andare alla scoperta del Muscadet nei luoghi d’origine, si potrà far tappa nelle cantine e ristoranti immersi nelle vigne per gustare i prodotti tipici accompagnati da questo vino. Il termine Muscadet deriva dal suo sapore “muschiato” poiché viene vinificato “sulle fecce” , un metodo particolare di affinamento dopo la fermentazione, il vino viene lasciato riposare sulle proprie fecce fino al momento in cui viene messo in bottiglia. La definizione “su lieviti”, che segna l’identità della denominazione, indica che il vino al momento della vinificazione è stato in contatto per sei mesi con i depositi naturali di lievito. Sono proprio questi lieviti carichi di sali minerali che gli conferiscono il suo aspetto perlato e fruttato. Conosciuto inizialmente come un vino novello, la maggior parte dei viticultori producono oggi dei Muscadet da selezione che sorprendono i conoscitori. Il Muscadet è stato da sempre l’accompagnamento ideale da degustare con le ostriche, da qualche anno ormai ha innalzato le sue soglie di qualità. Nel 2011 l’INAO (Istituto Nazionale dell’Origine e della Qualità) ha riconosciuto i tre primi cru comunali: Gorges, Clisson e Le Pallet. Nel 2019 si sono aggiunti: Monnières Saint-Fiacre, Goulaine, Château-Thébaud e Mouzillon-Tillières. Quattro altri sono in attesa: Champtoceaux, la Haye Fouassière, Vallet e Côtes de Grandlieu. Tra breve questa serie costituirà il team degli 11.
Vini di corpo, con freschezza e vivacità, bouquet di fiori bianchi e dalle note burrate. Sono a pieno diritto dei grandi vini locali tipici da conservare ma che possono anche essere gustati dopo due anni di vinificazione. Perfetti per un turismo slow gli itinerari fra i vigneti, verso Clisson e i vigneti del Muscadet. Un nuovo percorso ciclabile di 10 chilometri da Nantes a Vertou è la prima tappa del “Viaggio nei Vigneti”, un itinerario stradale di 100 chilometri attraverso le vigne, lungo le rive dei fiumi Sèvre e Maine. Questo è solo uno dei motivi per programmare già da ora un viaggio a Nantes da fare in seguito, una città che ha tanto da offrire, una città sostenibile e creativa con un variegato percorso culturale e innovativo.

Per maggiori informazioni:
www.nantes-tourisme.com – www.levoyageanantes.fr

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Paccheri allo scoglio

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Pasta fatta in casa con Pastamarket Philiphs

Ingredienti
500 gr di semola #farinadigranoduro
180 gr #acqua
5 gr di #olioextraverginedioliva

Per il sugo
500 gr di #cozze
qualche pomodorino
300 gr di #vongole
15 #gamberoni
#prezzemolo
#OlioExtraVergineOliva
 #saledicervia
#pepe
#pomodorinipachino
#vinobianco
 a piacere potete spolverizzare con della bottarga

Preparazione
Preparate la pasta fresca come da vs abitudine io ho usato la  Pastamarket Philiphs
Pulite cozze e vongole
Lavate e tritate il prezzemolo
In una padella in olio, rosolate uno spicchio di aglio, eliminate l’aglio aggiungete vongole e  le cozze,  bagnate con vino bianco e fatelo evaporare, aggiungete qualche pomodorino pachino, cuocete per una decina di minuti quando le cozze si saranno aperte (eliminate quelle che non si saranno aperte)  aggiungete i gamberi e cuocete per 7 minuti e spegnete.  A piacere sgusciate gamberi e parte delle  cozze e delle  vongole ,lasciandone solo qualcuna intera per decorare il piatto
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, a cottura ultimata unitela al pesce, aggiungete prezzemolo e una girata di olio, servite
A piacere potete spolverizzare il piatto con della bottarga

Ossobuco con riso

82138305_10221051442266768_4745597545323954176_oOssobuco con riso

Ingredienti
1 carota
1 sedano
1 cipolla
vino bianco
farina
700 gr di osso buchi di vitello
pepe
vino rosso
1 bottiglia di salsa di pomodoro
sale
500 gr di piselli

Preparazione
Lavate e tagliate sedano e carota
Pelate la cipolla e tagliatela
Fate il soffritto con carota sedano e cipolla,  aggiungete osso buco, rosolate,  sfumate con   vino rosso,  aggiungete la salsa  di pomodoro, pizzico di zucchero, sale e pepe mettete in pentola a pressione per 30 / 40 minuti quasi al termine della cottura aggiungete i piselli
A parte preparate il riso io lo faccio nel cuociriso nel microonde e servitelo a lato dell ‘ossobuco oppure come letto su cui adagerete la carne

Nido di parmigiano in paglia di rucola e pistacchi con rosellina di salmone in vellutata di Philadelphia roseé Alessandro Chef

132657676_10224238896351128_2656007805860053084_oNido di parmigiano in paglia di rucola e pistacchi con rosellina di salmone in vellutata di Philadelphia roseé Alessandro Chef

Ingredienti
qualche cucchiaio di parmigiano
qualche fetta salmone
Philadelphia
Per decorare
rucola
pistacchio

Preparazione
Sulla carta forno mettete qualche cucchiaio di parmigiano, mette alcuni secondi  nel microonde, dopo 30 secondi toglietelo, mettete una ciotolina o un bicchiere  sul parmigiano caldo e sformate dando la forma di una ciotolina, riempite il cestino con Philadelphia e salmone decorate il piatto con rucola e pistacchio

Involtini di pollo ripieni di Philadelphia

137676730_10224366797988589_1639268209316202736_nInvoltini di pollo ripieni di Philadelphia cotti in friggitrice ad aria

Preparazione
Prendete il pollo battete in batticarne rendendo le fettine sottili
Passate il pollo nel pangrattato aromatizzato on le spezie di vs gradimento
138047852_10224366797348573_5639972711917928172_nAl centro della fetta mettete un cucchiaino di Philadelphia

Schiacciata di carne e formaggio filante

130028875_10224085128627031_3964877406648823080_nSchiacciata di carne e formaggio filante fritta in friggitrice ad aria

 Ingredienti
1 sfoglia #impastopizza
50 gr di #scamorza
100  gr di #carnemacinata
#sale
50 gr di °cavolo cappuccio
1/2 cipolla
olio

Preparazione
In padella in un filo di olio rosolate mezza cipolla, una volta dorata aggiungete  la carne e il cavolo cappuccio tagliato finemente, terminata la cottura della carne fatela raffreddare
Srotolate la pasta della pizza farcitela co la carne chiudetela bene,  vaporizzate on olio la superficie e cuocete in friggitrice ad aria a 200 °fino a che non si sarà dorata la superficie,  giratela sull’ altro lato e fate dorare servite calda, ma è buona anche fredda

 

Insalata rossa e mozzarella

bassaacidita#oliosagra #sagrailnostroolio #labassaaciditàèsagra #ad
Oggi voglio parlarvi di un prodotto testato per voi in questi giorni l’Olio Extra vergine di Olive Sagra
L’Olio Extra vergine di Olive Sagra è un prodotto ottimo sia dal punto di vista organolettico sia per la sua versatilità in cucina.
In primis è un olio di qualità, 100% italiano, perfetto per ogni tipologia di cottura, in padella, al forno ottimo a crudo esalta il gusto di qualsiasi alimento carne, verdura e pesce
L ‘ ho utilizzato anche per fare i dolci come ad esempio nella torta di mele
L’ ho usato sulle verdure al forno , sul pesce a vapore e sulla carne alla griglia
L’ ho usato per soffriggere la cipolla e l’aglio nel sugo alla amatriciana
Mi sento di consigliarlo è davvero versatile
Il Bassa Acidità Sagra è un prodotto di qualità
Il Bassa Acidità Sagra è un Made in Italy , 100% italiano, non è solo prodotto in Italia ma è composto solo da olive di provenienza 100% italiana e direi che anche questo fattore da non va sottovalutare
La Bassa Acidità è uno dei parametri che indica la qualità del prodotto, più basso è il suo valore, più alta è la qualità dell’olio., questo ha un’acidita massima naturale di 0.3%(oltre a 2 volte inferiore ai limiti della normativa comunitaria)
Il Bassa Acidità Sagra è un olio con una bassa Acidità è ottenuto da olive sane e portate subito al frantoio ed immediatamente frante
Ultimo test della settimana il questa semplice insalata rossa molto primaverile/estiva

Ed ora la ricetta

Insalata rossa e mozzarella

Ingredienti
1 girata di Olio Extra vergine Bassa Acidità Sagra
1/2 peperone rosso
radicchio rosso
1 mozzarella
1 manciata di pomodorini
a piacere bacche rosse
olive e capperi a piacere

Preparazione
Lavate e tagliate le verdure
Tagliate la mozzarella
Versate il tutto in un ‘insalatiera e condite con Olio Extra vergine Bassa Acidità Sagra
Semplice e veloce !!!

Visitate il sito http://l12.eu/sagrabassaqualita-2085-au/BKTYJI0AL39IP4K1ULYW
@OlioSagra

Fettine di polenta ripiene di cotechino

136148405_10224320831359452_5298475095186437560_oFettine di polenta ripiene di cotechino

Ingredienti
500 gr di polenta già pronta
600 gr di cotechino

Preparazione
Preparate la polenta come da vs abitudine fate raffreddare e tagliatela a pezzi
Cuocete il cotechino, fate raffreddare e spellatelo
Tagliate il cotechino a fette.
Passate la polenta alla griglia e fate dei panini tra le fette  di polenta, mettete il cotechino, tagliato a fette e servite

I Volontari “Acqui” del 17° RAV di Capua in prima linea per un atto d’amore

un momento della donazioneI Volontari “Acqui” del 17° RAV di Capua in prima linea per un atto d’amore
Conclusa la campagna di donazione di sangue ed emoderivati da parte dell’Esercito Italiano

Persone che amano la propria vita pensando spesso a quella degli altri
L’Esercito sempre in prima linea per la collettività

Nei giorni scorsi si è conclusa la campagna di donazione di sangue ed emoderivati da parte dell’Esercito Italiano svoltasi all’interno della caserma “O. SALOMONE” di Capua, sede del 17°Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”, un antichissimo Reparto di Fanteria, fondato nel 1703, che svolge da oltre un ventennio le funzioni di Reparto Addestrativo Volontari, deputato alla “formazione di base” dei giovani soldati, volta principalmente a potenziarne l’addestramento fisico e ad alimentarne l’etica e la cultura militare.
L’iniziativa è nata dall’appello del Dr Michele Franco Presidente dell’ADMO Campania (Associazione Donatori di Midollo Osseo) e dalla Dott.ssa Angela Iacono, Presidente nazionale della Fondazione Italiana “LEONARDO GIAMBRONE” per la guarigione dalla Talassemia, con la collaborazione del Centro di Immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Ospedale “Cardarelli” di Napoli. La Fondazione Italiana “Leonardo Giambrone” per la Guarigione dalla Talassemia e Drepanocitosi nasce il 19 giugno 1992 per volontà di tutta l’utenza talassemica italiana per reperire fondi per i progetti di ricerca tendenti ad identificare e sperimentare i mezzi di cura definitivi delle talassemie. Si tratta di un gruppo di malattie ereditarie caratterizzate da un difetto genetico di sintesi dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi del sangue, diffuse in tutto il mondo, specialmente nei Paesi dell’area del Mediterraneo, ma anche il Medio Oriente e nel Sudest asiatico. In Africa ogni anno nascono 120 mila bambini affetti da varie forme di anemia.
In Italia è particolarmente diffusa in alcune regioni quali il Piemonte, la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Sardegna; i malati sono circa 9000 solo nel Delta Padano, nel Sud, in Sicilia e in Sardegna. Nel mondo i portatori sani di anemia mediterranea sono oltre 300 milioni, di questi 93 milioni sono bambini.
Al termine delle due giornate di donazione di sangue i responsabili delle associazioni hanno voluto ringraziare personalmente i militari del 17° RAV per la numerosa partecipazione e la solidarietà espressa, che ha permesso la raccolta di 123 sacche di sangue, indispensabili per la sopravvivenza, il trattamento e la profilassi delle patologie a carico del midollo osseo e della Talassemia.
Il Comandante del 17° RAV, Colonnello Francesco Maione, si è detto fiero dell’iniziativa, «perché è possibile servire il Paese anche con una semplice donazione, soprattutto in un momento di particolare difficoltà nazionale» e che conferma come si possa fare “di più insieme” per la collettività. Una scelta per gli altri e una scelta per se stessi, un piccolo gesto, il regalo più grande, specialmente in questo momento in cui tutti gli ospedali sono sotto stress.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

I 10 comandamenti della carbonara

1. Usa sempre er guanciale. Si volevamo er bacon annavamo in America.
2. Niente parmigiano, solo pecorino. Chi dice metà e metà c’ha quarcosa da nasconne.
3. Nun coce l’ovo. Mejo n’infezione che na frittata.
4. Niente ajo e niente cipolla, nun stai a fa er ragù.
5. Nè ojo, nè buro, nè strutto. Hai da fa’ spurgá er guanciale.
6. Niente peperoncino. In Calabria ce vai st’estate.
7. Non usare altre spezie al di fuori der pepe. Si nun te sta bene vai a cena dall’indiano.
8. Chi mette ‘a panna dovrebbe annà in galera.
9. Nun dì mai ‘carbonara’ e ‘vegana’ nella stessa frase.
10. Tonnarelli, spaghetti, bucatini, rigatoni. Va bene tutto, basta che non fai scoce ‘a pasta.
Dal web

 

Pasquale Gazzillo del Vittoria Different di Casoria bartender di (Master) Class della squadra Fabbri 1905

Pasquale GazzilloPasquale Gazzillo del Vittoria Different di Casoria bartender di (Master) Class della squadra Fabbri 1905

La formazione carta vincente per la ripresa
I progetti di formazione di settore serviranno ad anticipare la ripresa

Dalla “Didattica a Distanza” alla “Didattica a Domicilio” su misura

Come si può formare un vero professionista pasticciere? Questa la domanda che si sono posti nell’azienda Fabbri 1905, la risposta è ovvia: la formazione. L’esperienza di chi da oltre un secolo produce e lavora ingredienti naturali, la conoscenza e la qualità produttiva di chi fornisce oltre 2.000 referenze a migliaia di gelatieri, pasticceri e bartender nel mondo. Fabbri Master Class è stata pensata per poter trasmettere tante sfumature di un mestiere bello e gratificante come quello del gelatiere, del pasticcere e del bartender. Ora la “Didattica a Distanza” si è trasformata in “Didattica a Domicilio”: DAD. L’iniziativa di Fabbri 1905 trasforma la sua formazione in Master Class “a domicilio” su misura del cliente. Il progetto Master Class “a casa tua” è partito ad ottobre 2020 e sono stati già realizzati 40 corsi in tutta Italia. Dalla Sardegna Fabbri Master Classalla Lombardia, dal Veneto all’Emilia, dal Lazio alla Campania. Gli insegnanti – Brand Ambassador Fabbri – coinvolti, tutti professionisti di alto profilo, hanno formato i colleghi sulle nuove tecniche e tendenze del mondo del dolce e del bere, come ad esempio: la pasticceria sottozero, le proposte invernali per il gelato, le monoporzioni, ma anche la caffetteria “miscelata”.
Se non è possibile andare a scuola allora è la scuola che viene da te: perché la formazione, specialmente in un momento di crisi, è l’arma più potente per immaginare una nuova ripartenza. Questa la filosofia di Fabbri 1905, che in tempo di distanziamento sociale e saracinesche abbassate ha deciso di avviare Master Class “a domicilio” per i professionisti del fuori casa, una delle categorie più colpite dall’emergenza.
Una visione che l’azienda bolognese porta avanti da vent’anni, quando per prima in Italia ha avviato una vera e propria scuola professionale per aiutare bartender, pasticceri e gelatieri ad acquisire nuovi strumenti e individuare le nuove tendenze del mercato. Un servizio che in tempo di Covid si trasforma ed evolve: non solo lezioni a domicilio, ma anche realizzate sulle esigenze del singolo professionista, sempre garantendo in maniera rigorosa il rispetto delle normative e della sicurezza.
Sulla caffetteria “miscelata” si è specializzato Pasquale Gazzillo, bartender del Vittoria Different di Casoria, cittadina dell’hinterland napoletano dove l’emergenza sanitaria non frena il suo entusiasmo: «usciremo dalla pandemia più forti di prima e capaci di offrire al cliente qualcosa in più», ha riferito Gazzillo. Del resto è questa la filosofia del suo bar, che vuole essere “Different” non solo nel nome: «il locale è nato distinguendosi dalla concorrenza grazie al suo laboratorio di pasticceria interno e al bistrot, che offre una scelta di vini e bollicine di alto livello. L’angolo cocktail era però un po’ trascurato». Poi l’incontro, in piena pandemia, tra il titolare del bar e Pasquale e la scelta di rendere “Different” anche il night bar, investendo in questo periodo in cui pochi imprenditori se la sentono di rischiare. Così entrano in menù i cocktail “giocosi”, con un’anima, che stupiscono e dialogano con il cliente. «Mi hanno insegnato che prima si beve con gli occhi e poi si deve cercare di comunicare, di lasciare un’emozione» asserisce saggiamente Gazzillo.
Un percorso di crescita che si interrompe quasi sul nascere: salgono i contagi e si deve chiudere alle ore 18, che per un cocktail bar equivale a non aprire affatto. «Un duro colpo che però, grazie all’incontro con Fabbri, può trasformarsi in una nuova opportunità». Pasquale, da 3 anni affezionato cliente dell’azienda bolognese, ho cambiato 15 bar «ma mai sognerei di cambiare fornitore» dice aprendo le porte del bancone al pluripremiato Brand Ambassador Vittorio Agosti, maestro della caffetteria italiana, che ha dichiarato: «Abbiamo scelto una Master Class incentrata sulla caffetteria per coinvolgere e formare quasi tutto il personale del bar. Il risultato è stato entusiasmante: il nostro cliente scoprirà presto che il caffè non è solo espresso. Può essere un cocktail, un ingrediente versatile con cui giocare con consistenze, colori e aromi capaci di stupire anche i più scettici».

Harry di Prisco

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Premiati i vincitori di Napoli Coffee Challenge

Napoli-Coffee-ChallengePremiati i vincitori di Napoli Coffee Challenge

La seconda edizione del 2021 coinvolgerà bar e caffetterie dell’intera provincia di Napoli

Martedì scorso 15 dicembre presso la Camera di Commercio di Napoli si è tenuta la premiazione dei vincitori di “Napoli Coffee Challenge”, il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE- Confcommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: eleggere il migliore caffè di Napoli attraverso una scheda di degustazione appositamente creata e utilizzata per la valutazione da parte dei degustatori professionisti: Renato Rocco, Mauro Illiano e Maria Francesca Natale e dai giudici ospiti Paola Campana, Alessio Guido, Andrea Cremona e Fosca Tortorelli.
La cerimonia di premiazione è stata presentata dal padrone di casa Ciro Fiola che ha portato il saluto dell’Ente Camerale sottolineando l’importanza della formazione nel settore per la figura professionale del barista. A consegnare pergamene e targhe ai vincitori delle varie Municipalità e del podio la Consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di “Scegli Napoli”, Flavia Sorrentino e l’Assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero.

Soddisfatti per la riuscita della prima edizione della “Napoli Coffe Challenge” anche gli ideatori Renato Rocco e Mauro Illiano che hanno già dato appuntamento per la seconda edizione, che si terrà l’anno prossimo e che coinvolgerà questa volta bar e caffetterie dell’intera provincia di Napoli.

PODIO
1° classificato: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua
2° classificato: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré
3° classificato: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

PREMI SPECIALI

Miglior Servizio: Ke Kafé (Galleria Umberto I) – caffè Kremoso
Location più bella: Gran Caffè la Caffettiera (Piazza dei Martiri) – caffè Kimbo

CLASSIFICA DELLE MUNICIPALITÀ

Prima Municipalità: Gran Caffè La Caffettiera (Piazza dei Martiri)– caffè Kimbo
Seconda Municipalità: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua
Terza Municipalità: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré
Quarta Municipalità: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo
Quinta Municipalità: Mexico Gran Caffè degli artisti (Via San Gennaro ad Antignano)– caffè Passalacqua
Sesta Municipalità: Bar Civico 910 (Via Argine) – caffè Lavazza
Settima Municipalità EX AEQUO: Gran Caffè Secondigliano (Via F.lli Rosselli)– Caffè Vergnano; Piccolo Chalet (Corso Secondigliano)– caffè Toraldo
Ottava Municipalità: Officina del Caffè (Via Santa Maria a Cubito) – caffè Kenon
Nona Municipalità: Caffè Liano (Via Cornelia dei Gracchi) – caffè Illy
Decima Municipalità: Bar San Domingo (Viale Campi Flegrei) – caffè Alcima

Dr. Harry di Prisco
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Tagliatelle con salmone e radicchio Anna

Tagliatelle con salmone e radicchio Anna

Ingredienti
80 gr di tagliatelle a persona
200 gr di salmone affumicato
1  cipolla
burro
1 radicchio
vino bianco
a salsa di pomodoro
panna da cucina
sale
pepe

Preparazione
Soffriggete cipolla a pezzettini nel burro,poi aggiungete radicchio precedentemente lavato e tagliuzzato, una volta appassito il radicchio aggiungete salmone affumicato a pezzettini,sfumate il tutto con un po’di vino bianco e versate la salsa di pomodoro.. sale,pepe e dopo aver finito di cuocere la salsa ,aggiungete la panna da cucina, mescolare il tutto con le tagliatelle ed è pronto!

Codevino Cotechino e vino cristallino de Il Vigneto dei Salumi

128101550_10224015008194064_630495013323758390_oOggi vorrei parlarvi del  Codevino Cotechino e vino cristallino  de il Il Vigneto dei Salumi acquistato da Spaghetti & Mandolino, consegnato a domicilio, in pochi giorni

E’ prodotto da #vignetodeisalumi
Il Cotevino de il Vigneto dei Salumi è un’esperienza gustativa particolare , ottenuta dalla procedura di affinamento dei salumi Giulietta o Isabella Una miscela che presenta al suo interno tracce di sale, caratteristica in virtù della quale è stata ribattezzata Vino Cristallino. Il Vino Cristallino è il prodotto di una lavorazione unica una miscela che si compone di Amarone e Recioto
Cotevino non ha nulla a che fare con il classico cotechino. A me è piaciuto molto al palato non è unto, è morbido e presenta un gusto rotondo ma estremamente leggero!

Il Cotevino è ottenuto utilizzando un impasto di carne e cotenna proveniente da carni di suino pesante italiano selezionato. L’impasto del Cotevino viene poi aromatizzato con sale di Cervia e pepe T.E.B

Ha un  ottimo rapporto qualità prezzo

Per cucinare il cotevino basta immergerlo nel Vino Cristallino in un tegame 12 ore (io l ho lasciato 24 ore) prima della cottura ,  poi con tutto il Vino Cristallino  mettettelo  in   una pentola ricoprendolo con acqua e cuocetelo a  fuoco lento per due ore (dal momento della bollitura)

Bauletto di pane cotto in friggitrice ad aria

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Vado sempre a occhio e cambio sempre usando farine che ho aperte il risultato cambia sempre insomma improvviso

Ingredienti
300 gr di farina integrale
300 gr di farina  di manitoba
300 gr circa di acqua (la quantità di acqua dipende molto dal tipo di farina e anche dalla temperatura esterna)
lievito madre
sale

Preparazione
Impastate gli ingredienti (tenendo distanti sempre sale e lievito) la quantità di acqua dipende molto dal tipo di farina e anche dalla temperatura esterna ( io lo faccio nel robot da cucina oppure con la macchina del pane)  la quantità di acqua dipende molto dal tipo di farina (e  anche dalla temperatura esterna), dovete ottenere un impasto omogeneo, una palla non appiccicosa (se lo fate nella macchina del pane/ o nel robot da cucina  non deve  senza attaccarsi alle pareti) mettete l’ impasto in un contenitore lontano da fondi di calore, coprite l impasto con una pellicola o uno straccio, fate lievitare almeno 3 ore (io lo lascio lievitare anche di più se posso)
Cuocete in forno a 180 °/200 fino a che non si sara dorato  io li ho  cucinato a 200 ° nella mia friggitrice ad aria una vera comodità, super pratica , mai più senza friggitrice
Mettete su una griglia il pane appena sfornato