A Leopoli nasce la prima iniziativa in Ucraina del ristorante-bar solidale

Ulyana Kuzyk (1)Vorremmo appoggiare e dare rilievo a una bella inziativa di beneficenza a Leopoli, in Ucraina hanno bisogno di tutto, ogni condivisione sarà gradita per aiutare la Fondazione, che agisce senza fine di lucro, a realizzare questa attività sociale.

A Leopoli nasce la prima iniziativa in Ucraina del ristorante-bar solidale

La Ulyana Kuzyk Charitable Foundation viene in soccorso delle persone fragili e vulnerabili. La Fondazione cerca chi può sostenere l’iniziativa per ristrutturare il locale e fornire altri aiuti per poter far nascere questo progetto caritatevole che non ha fine di lucro ma che conta solo di aiutare chi ha veramente bisogno

Alla base di una società realmente inclusiva ci deve essere la piena e buona occupazione di tutti i cittadini, l’inclusione sociale attraverso il lavoro delle persone che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità. I vari piani integrati territoriali, dovrebbero individuare il reale fabbisogno di misure per le persone fragili e vulnerabili, a cui dovrebbero seguire azioni utili all’inserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. L’attuazione delle misure, finanziate dagli enti pubblici, è un compito precipuo degli enti di formazione e dei soggetti privati accreditati per i servizi per il lavoro al fine di consentire l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili. Purtroppo non sempre è possibile realizzare i progetti poiché i fondi messi a disposizione dalle Istituzioni sono sempre minori. Per venire incontro alle esigenze dei più deboli, talvolta vengono in loro soccorso i privati, aziende e fondazioni.
Un valido esempio è in fase di realizzazione in questi giorni in Ucraina, prima iniziativa del genere del Paese, nella città di Leopoli (Lviv in ucraino), l’ultima perla sconosciuta d’Europa, nota anche come la piccola Parigi dell’Est.
La nuova impresa sociale ” Café BASILIK “, fondata dall’organizzazione di beneficenza “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation”, ente di beneficenza a struttura privata e senza fini di lucro.
Il Café BASILIK, di recente costituzione, sorgerà in una zona accogliente e attraente
della città di Leopoli all’indirizzo: T. Chuprynky, 67-69 General Street e opererà in locali di 168 metri quadrati messi a disposizione dal Municipio della città, che sono totalmente da ristrutturare. L’immobile è nelle vicinanze dell’Amministrazione statale regionale di Frankivsk, NLLTU; del Tribunale distrettuale di Frankivsk di Leopoli e di altre piccole imprese. L’attività principale del caffè BASILIK è la ristorazione, la cui componente sociale fornirà un supporto collettivo per la risoluzione di problemi comuni a categorie vulnerabili di persone, in particolare a vedove e a madri di bambini con bisogni particolari, sarà strutturata come una fornitura di assistenza sociale senza alloggio. Adiacente al caffè sarà attrezzata un’area dove le madri, che prestano la loro opera nel locale, potranno lasciare i loro figli che saranno accuditi da altre madri. Lo scopo della realizzazione dell’impresa sociale “Café BASILIK” è quello di coinvolgere uno specifico gruppo comune, di circa venti persone, in un’assistenza congiunta e reciproca, che torni di utilità agli stessi partecipanti all’impresa. Parte dei profitti del caffè saranno devoluti alla risoluzione di specifici problemi sociali di una determinata categoria di persone vulnerabili. Gli obiettivi che si prefigge il progetto sono quelli di riunire un gruppo sociale specifico di individui per l’imprenditorialità nel campo della fornitura di servizi alimentari. Lo studio preliminare ha evidenziato i principali fattori per il successo dell’iniziativa del bar, che si trova in una posizione centrale e confortevole, quali la vendita di prodotti, come la pasta, preparati in loco con l’utilizzo di soli ingredienti naturali senza utilizzo di semilavorati con una produzione a ciclo completo.
Sarà prevista la cooperazione attiva con i servizi online che forniscono guide turistiche in città; verranno realizzati una serie di eventi ed incontri piacevoli da tenere in un’atmosfera rilassata, mentre i menù sono stati studiati per le esigenze dei vari tipi di clientela.
L’ investimento complessivo è di 1.862.028 UAH (pari a circa 70.000 Euro), è prevista poi una integrazione con fondi propri per 850.000 UAH (pari a circa 32.000 Euro). Il periodo di rimborso del progetto è di 40 mesi, con un periodo di ritorno dell’investimento di 21 mesi, rientro semplice sull’investimento – 30% convenienza – 18%.
Il “Café BASILIK” sarà aperto anche per la colazione del mattino, mentre il ristorante offrirà piatti e bevande della cucina ucraina ed europea, come ad esempio:
ricotta con panna acida, farina d’avena con noci, mele e semi di papavero, uova alla benedettina con salsa al basilico, farina d’avena con noci, salmone affumicato con uovo di quaglia, tiramisù e torte al limone; verranno servite bevande originali come limonata allo zenzero o agli agrumi e al basilico, oppure lampone e zenzero; spremute di arancia, di pompelmo, di carote o mele; vari assortimenti di Tè, tisane, caffè e cioccolata con marmellata.
La Fondazione di beneficenza “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation” bfucraina@gmail.com cerca chi può sostenere l’iniziativa per ristrutturare il locale e fornire altri aiuti per poter far nascere questo progetto caritatevole che non ha fine di lucro ma che conta solo di aiutare chi ha veramente bisogno. Anche l’invio di prodotti alimentari, attrezzature per ristorante e mobilio dall’Italia sarebbe particolarmente utile, con trasporto a cura delle linee di autobus che collegano l’Italia con Leopoli che si auspica si faranno carico delle spese di trasporto. Ci auguriamo che ci sia chi possa fare una buona azione a favore dei nostri amici ucraini, magari con l’intento dell’inserimento in quel mercato dell’ Est dell’Europa.
«Gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno», è questo uno dei pensieri più significativi di Sandro Pertini il quale auspicava che a prevalere fossero il dialogo sul sopruso, la condivisione sull’egoismo, il bene comune sull’interesse privato.
Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Zuppa di zucca e verdure

82045382_10220982899433240_4638403773025222656_oZuppa di zucca e verdure

Zuppa di zucca e verdure..quasi crema
Potete cuocervi a piacimento orzo farro riso pastina
Ideale Con questo freddo.. Leggera ma profumata
Avevo un pezzo di zucca  già cotta che mi avanzava dal giorno prima (già cotta )e cosi ho fatto una sorta di minestrone e poi in ultimo ho aggiunto la zucca

Ingredienti
1 pezzo di zucca
qualche patate
1 manciata di fagiolini
2 carote
2 zucchine
4 cipolle
4 pomodorini
A piacere
curcuma
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cumino
cannella…

Preparazione
In una pentola unite tutto
Cuocete per 2 o 3 ore il tutto
Fatela asciugare a vostro piacimento se la preferite con più o meno brodo ma se volete aggiungete pasta o riso o orzo dovete lasciarla un po brodosa
Nel piatto mettete le spezie e servite calda

Pennette radicchio provola o provolone

Pennette radicchio provola o provolone

Interessante alternativa è anche con  il gorgonzola  oppure a chi piace anche con  la salsiccia  

Ingredienti
200 gr di provola o provolone
1 radicchio
80 gr di penne a persona
parmigiano a piacere

Preparazione
Tagliate ila provola
Tagliate il radicchio  a listarelle e fate appassire in padella , aggiungete la provola e fate sciogliere
Cuocete in abbondante acqua salata la pasta, scolate la dente , saltate in padella per   fare insaporire e servite

Il “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina”

le protagoniste del festival della cozza tarantinaIl “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” riparte da Gallipoli con la ventesima edizione

Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico

Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi cozze di Tarantoconsensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni – dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat Parade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.
Festival cozza tarantinaE’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai locandina XX edizione Festival cozza tarantinacommissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).
La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.
Harry di Prisco

Tempo Reale.. Bar ristorante Le Querce Pieve D’Olmi

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Sabato 18 gennaio 2020

Tornano a trovarci i bravissimi Tempo Reale.. Prima si mangia e poi si balla e si canta!!!!!! Prenotate il vostro tavolo in prima fila!!!

Cena con Delitto al Ristorante Le Querce di Pieve d’Olmi (CR)

81095068_10157202636333143_3902475708269592576_oCena con Delitto al Ristorante Le Querce di Pieve d’Olmi (CR)

Scopri il gusto di una Cena con Delitto al Ristorante Le Querce di Pieve d’Olmi (CR) e trascorri una straordinaria serata all’insegna del giallo e del divertimento!

Ristorante Le Querce
Strada Provinciale 26
26040 Pieve d’Olmi (CR)

Sabato 1 Febbraio 2020 – Ore 20:30 (Sold Out)

Prezzo: 25 Euro (cena + spettacolo)

Menu
ANTIPASTO
Culatello e Strolghino di Zibello Giardiniera
PRIMO
Penne al Culatello
SECONDO
Culatello al Forno
CONTORNO
Patatine al Forno
DESSERT
Salame di Cioccolato con Crema di Mascarpone
Caffè

Bevande escluse

Info & prenotazioni:
Telefono: 0372-626341
Mobile: 334-7740437 (Stefano)
Email: info@cena-con-delitto.com
Website: www.cena-con-delitto.com
Website: www.showhouseliveclub.it

Puoi prenotare telefonicamente, per mail o attraverso il sito e pagare comodamente al ristorante la sera dell’evento.

Lo spettacolo è interattivo e prevede l’assegnazione di ruoli e costumi a componenti del pubblico.

Metti alla prova le tue doti intuitive e diventa investigatore per una sera!

Clicca qui per maggiori dettagli sull’evento del 1 Febbraio 2020:
http://www.cena-con-delitto.com/content/cena-con-delitto-1-febbraio-2020-pieve-dolmi-cr

Numeri in crescita per il consorzio cooperativo Terre Cevico che ha presentato la gestione 2018/2019.

Numeri in crescita per il consorzio cooperativo Terre Cevico che ha presentato la gestione 2018/2019.

I risultati della gestione 2018-2019 di Terre Cevico. Fatturato consolidato 167 milioni di euro (+1,8%), Patrimonio netto a 71 milioni (+1,4%), Export in forte crescita (+12,9%). Boom del vino bio: primo esportatore in Cina.

Marco Nannetti: “Una cooperativa internazionale col cuore in Romagna”

Una cooperativa internazionale col cuore in Romagna. Terre Cevico, consorzio cooperativo presieduto da Marco Nannetti, ha celebrato alla Fattoria Guiccioli a Mandriole di Ravenna la sua assemblea annuale presentando i risultati della gestione 2018/2019.

Tutti in crescita i numeri del gruppo: 167 milioni di euro di fatturato consolidato (+1,83%), 71 milioni di patrimonio netto (+1,40), 49,3 milioni di export (+12,98), 7,1 milioni di plusvalore riconosciuto ai soci (+4,22%).

Di rilievo la crescita dell’export (era di 42,9 milioni nello scorso esercizio) con vendite in 65 paesi e quattro mercati in evidenza: Cina (primo esportatore italiano), Giappone (secondo esportatore), Stati Uniti e Russia.

Terre Cevico nasce in Romagna e lì mantiene il proprio ‘cuore’, ma per affrontare adeguatamente le richieste del mercato globale, col tempo si è strutturata per proporre vini che rappresentino tutta l’enologia italiana. La rete di imprese che fa capo alla cooperativa lughese si è estesa e si sta estendendo nelle altre regioni italiane e in tutto il mondo: è una filiera moderna in cui ogni passaggio, dalla produzione alla commercializzazione, è coordinato e controllato scrupolosamente. Così, oggi, Terre Cevico può contare su circa 7 mila ettari di vigneto, gran parte dei quali in Romagna, condotti da circa 5.000 soci viticoltori, in grado di fornire uve per una quantità di vino stimata in oltre 1 milione di ettolitri, e 100 milioni di bottiglie prodotte. Terre Cevico, quindi, gestisce oltre il 30% della produzione del bacino romagnolo e oltre la metà del vino del gruppo è venduto confezionato.

Terre Cevico comprende una serie di società (Terre Cevico, Le Romagnole, Colli Romagnoli, Le Romagnole Due, Due Tigli, Rocche Malatestiane, Sprint Distillery, Winex, Tenuta Masselina e Medici Ermete & Figli) ed altre partecipazioni(tra cui cantine Giacomo Montresor e Bolé) per un fatturato complessivo di 167 milioni di euro. In crescita costante il giro d’affari della capogruppo che al 31 luglio scorso aveva raggiunto i 103,4 milioni.

Grazie alla sua potenzialità produttiva, Terre Cevico si colloca fra le prime imprese vitivinicole italiane sia nel segmento del vino confezionato, commercializzato in 65 nazioni, sia in quello del vino sfuso, esportato praticamente verso tutti i Paesi della UE.

“Il modello cooperativo è l’elemento fondamentale di questa strategia imprenditoriale: al centro ci sono i soci produttori delle uve e dei vini che, proprio attraverso le dinamiche cooperative, sviluppano al meglio il rapporto mutualistico sia per quanto riguarda gli aspetti economici, sia per quelli di qualificazione produttiva. Il modello viene sviluppato e ampliato con nuove zone e nuovi vini, sempre aumentando la qualità e la sostenibilità della produzione”, dice il presidente Marco Nannetti.

In grande evidenza i numeri del vino biologico di Terre Cevico. Il consorzio lughese ha puntato da tempo sul vino biologico con un incremento importante delle bottiglie vendute in Italia (3,6 milioni) e in 34 Paesi del mondo, dove il numero di bottiglie equivalenti è quasi quintuplicato; in pratica si è passati dai 5.620 ettolitri di vino bio confezionato in vari contenitori venduto nel 2017-18 ai 27.178 ettolitri dell’esercizio 2018/2019. Di rilievo la performance in Cina dove Terre Cevico è il primo esportatore di vino italiano bio su un mercato assai esigente in termini di certificazione. La linea vini Bipuntoio, la prima lanciata dal gruppo, è arrivata a quasi 4.500 ettolitri nel 2018-19, con un fatturato di quasi 2 milioni di euro. B.io valorizza i vitigni più tradizionali, contribuendo a mantenere la biodiversità e i paesaggi viticoli con piccole vigne inframmezzate a frutteti, oliveti, prati e terre seminate.

Nell’ambito del Bilancio di sostenibilità, sono stati evidenziati i numeri del personale di Terre Cevico. Analizzando la squadra (260 addetti), si nota un rispetto delle “quote rosa”, che rappresentano complessivamente un 38% del personale. Lo staff si distingue anche per una bassa età media: più del 60% dei dipendenti ha un’età compresa tra i 18 e i 48 anni, con i più giovani che fanno parte del gruppo degli avventizi. Di più: osservando la provincia di residenza si nota come la maggior parte del personale provenga dal bacino romagnolo, con particolare riferimento alle province di Ravenna e Forlì-Cesena, dove operano i due principali stabilimenti per l’imbottigliamento. Questi dati accreditano la sostenibilità economico-sociale di Terre Cevico, che alimenta il lavoro sul territorio e contribuisce a diminuire lo stress da trasferimento al luogo di lavoro dei dipendenti. Non va trascurato poi il minor input energetico legato a più brevi percorsi casa-lavoro e viceversa.

Gli interventi all’Assemblea. Sono intervenuti, a presentare i risultati di gestione e i progetti, il direttore amministrativo e finanziario Massimo Gallina e il direttore generale Lauro Giovannini.

Portando il saluto dell’Amministrazione comunale di Ravenna, l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Cameliani ha indicato in Terre Cevico una storia di successo e un modello vincente di impresa cooperativa legata alle tradizioni e al territorio, attenta alla crescita sui mercati internazionali. Un ringraziamento al Consorzio di Lugo per l’attenzione al territorio, all’ambiente e al rapporto con le istituzioni locali è venuto anche dal Sindaco di Lugo, Davide Ranalli.

Il neo-coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Luca Rigotti, ha sottolineato l’importanza del lavoro comune del mondo cooperativo vitivinicolo su temi di grande rilievo come l’autogoverno dell’offerta di vini generici e varietali e il recupero dei sottoprodotti che oggi sono un peso per i produttori. “Il lavoro fatto a livello europeo, ha detto Rigotti – è stato prezioso per sbloccare alcuni dossier di grande rilievo per il nostro export, come l’eliminazione del limite dei 5 anni per la promozione nei paesi extra-Ue”.

Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia Romagna, ha indicato in Terre Cevico la punta di diamante di un comparto agroalimentare che “in regione cresce creando sviluppo e occupazione e che annovera alcuni tra i più importanti marchi del food and wine made in Italy. Le imprese cooperative di ogni comparto, che in regione fatturano qualcosa come 44 miliardi, hanno davanti a loro la sfida della nuova programmazione dei fondi europei e della crescita sui mercati internazionali nonostante le incognite legate alla Brexit, ai dazi americani e risorgente protezionismo in tante aree del mondo”.

Le conclusioni all’Assessore Regionale alle Politiche Agricole Simona Caselli: “Complimenti a Cevico realtà importante di questa regione. La scommessa delle viticoltura dei prossimi anni è l’innovazione: lo ha ribadito di recente l’Unione Europea, tanto che i futuri fondi comunitari saranno indirizzati all’economia circolare ed ecosostenibile. Noi come Regione siamo pronti a questa sfida avendo investito 50 milioni di euro, più di tutti gli altri. Infine, un altro tema importante è la sostenibilità economica, ambientale e sociale; e qui la cooperazione riveste un ruolo fondamentale. Siete sulla strada giusta, andate avanti così”.

Ufficio Stampa Terre Cevico
(Maurizio Magni – Filippo Fabbri)
Tel. 0547.24284 / 3471567681

Filippo Fabbri – Agenzia PrimaPagina
Via Sacchi 31 – 47521 Cesena
tel. 0547 24284 – fax 0547 27328
cell. 347 1567681
fabbri@agenziaprimapagina.it
http://www.agenziaprimapagina.it <http://www.agenziaprimapagina.it/>

Festival dell’Oriente Milano

Festival dell’Oriente Milano

Dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020

Atmosfere affascinanti dell’Oriente

Gastronomia
Musica
Danza
Benessere
Folklore
Intrattenimento
Danza
Arti marziali
Fiera Milano City ( Portello, linea lilla della metro) , 31 Gennaio e 1-2 Febbraio.elle
scopri di più SUL sito : http://festivaldelloriente.it/milano/
orario: 10.30 – 22.00

Sapeur, i sapori della tradizione italiana – Forlì

Sapeur, i sapori della tradizione italiana – Forlì

Dal 24 al 26 gennaio 2020
18ª edizione

Mercato con prodotti tipici e di qualità

6° Forlì Wine Festival

1° Forlì Beer Festival

Mousse au Chocolat Blanc al Bergamotto Reggino Chef Filippo Cogliandro

Foto-Profiteroles-Bergamotto(2)Mousse au Chocolat Blanc al Bergamotto Reggino Chef Filippo Cogliandro

Ingredienti per 6 persone
300 gr di cioccolato bianco di prima
20 gr di succo di Bergamotto Reggino
1 cucchiaio di miele di acacia
6 uova fresche
10 gr di burro

Preparazione
Spezzettate il cioccolato in un recipiente che metterete a bagnomaria in acqua
calda e lasciatelo sciogliere senza fretta con la noce di burro.
Separate gli albumi dal tuorlo e montateli a neve con il succo di Bergamotto
Reggino.
Aggiungete due tuorli d’uovo e il cucchiaio di miele di acacia al cioccolato
sciolto e mescolate energicamente. Aggiungete il composto all’albume montato
e con una frusta amalgamate bene evitando che si formino grumi.
Versate la mousse in coppette e lasciate riposare in frigorifero per qualche ora
prima di servirla.

 

Dall’alto del ristorante L’Accademia Filippo Cogliandro guarda la sua città ……incastonata come un gioiello nel cuore di Reggio Calabria, una antica dimora piena di storia e di storie, dall’atmosfera evocativa. dalle connotazioni distintive di un ristorante che celebra l’estro culinario del patron Filippo Cogliandro e la garbata attenzione del direttore di sala Francesco Rando. L’uno in cucina attorniato
dalla sua brigata fantastica di tutti i colori, l’altro in sala, per il rito della tavola facendo parlare da sé una materia prima di altissima qualità accompagnata da etichette di tutto rispetto.

www.laccademia.it

L’ACCADEMIA
Via Largo Colombo,6
Reggio Calabria
www.laccademia.it

Alla scoperta dei tesori di Dubrovnik e Korčula

Dubrovnik la cucina a base di pesceAlla scoperta dei tesori di Dubrovnik e Korčula
Un viaggio esperienziale in Croazia per conoscere i monumenti e i centri storici immersi in una natura rigogliosa

Dubrovnik, una suggestiva cittadina del sud della Croazia, è situata tra il Mar Adriatico e le Alpi Dinariche, è una destinazione a prezzi abbordabili facilmente raggiungibile ed è fra le mete più amate e visitate di tutta la regione.
La città è un’inestimabile perla della costa adriatica meridionale, con le sue bellezze naturali che tolgono il fiato, il suo clima perfetto, la sua ricca eredità culturale ed un’offerta turistica variegata. Nella città vecchia è stata girata la serie TV “Il Trono di Spade”, sono in molti a venire alla ricerca dei luoghi in cui sono stati ambientati gli episodi della serie.
«I turisti Italiani sono al settimo posto dopo gli Inglesi – riferisce Sandra Milovcevic, capo del dipartimento comunicazione dell’ufficio turistico di Dubrovnik – durante tutto l’anno Korčula (2)l’aeroporto della città croata è collegato con voli diretti da Roma. Varie compagnie di navigazione portano da noi fino a 4.000 croceristi al giorno, i turisti scendono dalla navi, vedono velocemente la città e poi vanno via».
Dubrovnik fu fondata nel 615 d.C. dagli abitanti di Epidauro che erano stati costretti ad abbandonare la città a seguito dell’invasione degli Avari che devastavano le città dalmate. Originariamente fondata su un’isola rocciosa, fu poi collegata alla terraferma mediante interramento di un sottile braccio di mare. Il luogo da loro scelto, noto in epoca romana come Ragusium, fu questa isola dell’Adriatico. La città, che formalmente era sottoposta all’imperatore di Bisanzio, fu una delle maggiori e prospere repubbliche marinare, ancor oggi i monumenti storici di Ragusa testimoniano gli antichi splendori. Dal 1205 al 1358 fu assoggettata da Venezia, come si può vedere dall’architettura dei palazzi.
A contribuire al successo di questa destinazione vi è il clima mite tutto l’anno, sia in autunno che in inverno. Proprio nel periodo invernale è consigliabile visitare la città per poter ammirare tutte le attrazioni senza stressarsi a causa della grande affluenza turistica dei mesi estivi e senza fare file per accedere ai monumenti.
Korčula la cattedrale di San MarcoIl principale motivo che invoglia a visitare Dubrovnik (Ragusa nella nostra lingua) è l’inserimento dal 1979 della città nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, per la sua storia e per i suoi monumenti, come la cinta muraria che con le sue torri è l’emblema della città. Il nome croato deriva dalla foresta di querce che ricoprivano un tempo la montagna. Il corso principale risalente all’XI secolo, “Stradun” il cui vero nome è “Placa”, è lastricato con pietra calcarea che brilla come acqua al sole e attraversa il centro storico pedonale in particolar modo affascinante.
Lo Stradun non è solo la via più amata e suggestiva ma anche un punto di incontro per turisti ed abitanti. Celebre anche come “la perla dell’Adriatico”, Dubrovnik è riuscita a conservare le proprie chiese gotiche, rinascimentali e barocche e tanti conventi, palazzi e fontane tra le quali ve n’è una che parla italiano: la fontana di Onofrio che è stata costruita dall’architetto campano Onofrio della Cava, il quale riuscì a portare l’acqua in città da una sorgente distante dodici chilometri.
Korčula la rivieraIn inverno restano aperti quindici alberghi, dei cinquanta presenti in città di cui quindici a cinque stelle, per ogni richiesta dei turisti. Vi sono poi appartamenti privati con prezzi a partire da quaranta euro al giorno, per gli alberghi il costo è da settanta euro per la camera per due persone compresa la colazione. Se si vuole spendere poco e gustare la vera cucina dalmata si può scegliere di andare in una “konoba”, simile alle locande italiane, dove si spendono in media settanta euro per un pranzo per due. Qui il tempo scorre più lentamente, la gente del posto che gestisce il locale con la propria famiglia prepara i piatti con le ricette dei cibi delle nonne.
Dopo aver visitato le mura sarà suggestivo prendere la funivia che in soli quattro minuti conduce alle due terrazze panoramiche a 418 metri sul monte San Sergio; se rimane tempo una visita all’isola di Lokrum, distante solo 15 minuti dal porto di Dubrovnik, sarà l’occasione per fare una passeggiata nella piccola riserva naturale insieme ai pavoni e ai conigli che qui circolano liberi nei vialetti. L’isola ha tutta l’aria di essere un universo a se, un piccolo mondo parallelo protetto.
Indimenticabile sarà anche visitare Korčula, dove sembra sia nato Marco Polo. Essa sorge su un’isola a 135 chilometri da Dubrovnik raggiungibile in auto con autista dall’aeroporto di Dubrovnik, oppure con un traghetto da Ancona, poi un catamarano da Spalato a Vela Luca, a 47 chilometri da Korčula. L’isola con i suoi 3.400 abitanti è la più popolata dopo Krk. Una lussureggiante vegetazione ricopre il 60% del territorio rendendo quest’isola un vero paradiso ecologico.
Hana Turudić, direttrice dell’Ufficio del Turismo di Korčula fa presente che «gli Italiani che sono arrivati lo scorso anno sono stati 2.693, trascorrendo 14.395 notti, con una media di quattro notti e un incremento dell’8%. I turisti trovano che i prezzi sull’isola non sono cari, dieci anni fa erano certo più bassi, ora sono lievitati ma la qualità dei servizi è di molto aumentata».
le colombelle di PasquaPer le previsioni meteo non occorre internet né la TV: gli abitanti guardano la bandiera se sventola a nord indicando la bora che dicono essere “una donna che pulisce tutto”.
Al centro storico di Korčula si accede mediante una porta che immette in una piazzetta su cui insiste la chiesetta di San Michele con il suo architrave sul quale è collocata una piccola statua del Santo, copia di quella trafugata nello scorso secolo. Le caratteristiche stradine della cittadina con scalini, grazie alla loro forma a lisca di pesce, consentono il libero flusso d’aria ed allo stesso tempo proteggono la città dai venti forti. Nell’isola la religione cattolica è molto sentita e in preparazione della domenica delle Palme si apprestano delle piccole colombe di legno con la parte interna di un ramo di fico. Le colombelle verranno poi poste su di un ramo di ulivo che verrà benedetto a Pasqua. Per la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, i bambini ricevono doni in una calza, come da noi in occasione della Befana, cantando la filastrocca: “Santa Lucia mamma mia porta bomboni in calza mia se la mamma non mi mette restano vuote le calzette con la borsa del papà Santa Lucia porterà!”. La Santa gira di casa in casa consegnando i doni ai bimbi buoni, con un carretto trainato dall’asinello. Santa Lucia viene festeggiata a Korčula nella chiesa fondata nel 1301 della confraternita di Tutti i Santi, il cui attiguo museo contiene antiche icone nonché un dipinto dell’ultima cena, sicuramente attribuibile ad un pittore locale per la presenza sulla tavola di frittelle croate.
Si può prendere poi un Taxi del mare, una barca di colore giallo, per farsi condurre in uno dei venti isolotti disabitati vicini alla costa e trascorrere un giorno fra mare e cielo. Come resistere al fascino di questi luoghi quando le parole non bastano ? Non vi è altro sistema che andare di persona per immergersi nella storia e nella natura rigogliosa.
Harry di Prisco

Girolomoni ricorda il Natale contadino

Zuppa di ceci_GirolomoniLa vigilia di Natale un tempo veniva festeggiata con cibi poveri consumati davanti al camino. Il pastificio bio
di Isola del Piano riscopre le antiche tradizioni delle campagne marchigiane, fra sapori autentici e
convivialità.
“Suppa sai cec” e “Stucfiss in salmì”: erano questi alcuni dei piatti tipici della vigilia di Natale secondo la
tradizione marchigiana di metà Novecento. Piatti semplici e poveri, anche se ricchi di sapore. A riscoprirli è il
pastificio biologico Girolomoni di Isola del Piano, che da sempre si è fatto promotore della cultura contadina
e dei suoi valori.
È stata Maria Girolomoni, Presidente della Fondazione Girolomoni, a parlare con le nonne e le zie
novantenni del paese, per farsi raccontare le vecchie ricette, che appaiono ai nostri occhi di una semplicità
disarmante, ancora di più se paragonate al tripudio culinario della Vigilia ai giorni nostri. È vero che ancora
oggi si mangia di magro, ma le nostre opulente tavole sono imbandite fino a scoppiare di ogni leccornia.
Nella prima metà del secolo scorso invece le famiglie contadine erano molto povere: da mettere in tavola
non c’era gran che, ma quando la famiglia intera si riuniva davanti al grande camino era un momento di
gioia.

C’era un gran movimènt: el nonn lucidèva le scarp vicin al camin, le donn curìven*
”, racconta nonna Vela a
Maria, con gli occhi che brillano. “
El camìn era pin de tighèm e no monèi en stavèm tla pèll
*
”, dice zia
Venusta, ricordando quando da bambini non stavano nella pelle in vista del Natale.
I piatti erano semplici, perché il cibo si basava sugli ingredienti provenienti dalla terra, come verdure, legumi
e cereali. La sera della Vigilia il primo piatto era la zuppa di ceci. Per prepararla, i legumi venivano tenuti in
acqua per circa 24 ore e poi cotti sul fuoco insieme a rosmarino e aglio. Come secondo, invece, il menù
prevedeva lo stoccafisso in salmì, accompagnato da peperoni e alici. “
Ai nostri tempi lo stoccafisso lo
lasciavamo per alcuni giorni nel fosso, per tenerlo a bagno
” – dice nonna Alma. Poi veniva lessato, scolato e
messo a scaglie in una pentola insieme a prezzemolo, il trito di acciughe, l’aglio, l’olio e i peperoni che erano
stati messi via d’estate sotto vinacce e acqua.
“Già nel secondo dopo guerra la dieta sarebbe cambiata molto, divenendo più ricca di zuccheri e grassi.
Nella prima metà del ‘900 invece nell’entroterra marchigiano i pasti delle feste erano molto semplici, la
gente era povera ma riusciva a gioire dei momenti trascorsi insieme –
racconta Maria Girolomoni, dopo aver
raccolto i ricordi di Lisa, nonna Alma, Vela, zia Venusta e Marina, le anziane signore di Isola del Piano
depositarie della cultura gastronomica di quei tempi. “
Mentre mi raccontavano dell’infanzia che avevano
trascorso, i loro occhi brillavano: la cena della Vigilia era gioiosa e autentica, perché preparata davanti al
camino insieme a tutta la famiglia”.
E a Natale, cosa mangiavano a nelle campagne marchigiane prima della guerra? Brodo di cappone con
passatelli o quadrellini, a seguire lesso o cacciagione, in genere tordi. Per concludere “el biscòttle sal vìn”, il
ciambellone da “pucciare” nel vino.
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GIROLOMONI
®
Federica Morselli
www.girolomoni.it
Cell. 335 5350533 –
Ufficio stampa c/o agenzia fruitecom
federica.morselli@fruitecom.it
T. 059 7863894
Greta Esposito
Cell. 337 1212782 – greta.esposito@fruitecom.it


La cultura contadina è tanto importante per noi perché rappresenta le nostre radici ma anche perché rappresenta
valori come la sobrietà, la solidarietà, il valore dell’amicizia e della parola data
– prosegue Maria Girolomoni –
La gente
un tempo sapeva davvero condividere, se c’era un parente in difficoltà o un conoscente solo, erano i primi ad essere
invitati. Questo modo di sentire lo abbiamo respirato, fa parte del DNA ereditato, e queste meravigliose donne sono tra
le ultime testimonianze di una dignitosa civiltà, di cui noi speriamo di essere degni eredi. Ecco perché non me le sono
lasciata scappare: ho voluto raccogliere e scrivere le loro usanze da bambine. E quale occasione migliore del Natale per
ricordarle?”
È proprio ai sapori autentici e semplici di una volta, infatti, che si rifà la filosofia del pastificio Girolomoni:
oggi come un tempo, sulle colline marchigiane i soci della Cooperativa coltivano i legumi e i cereali
utilizzando il metodo biologico. Con i ceci di Girolomoni ad esempio possiamo provare a ricreare quei sapori
antichi, preparando la “Suppa sai cec”
raccontata da zia Vela. E chissà, magari vivere sulla nostra pelle un
po’ di quella gioia autentica.
Per ulteriori informazioni:
www.girolomoni.it
*C’era un gran movimento: il nonno lucidava le scarpe vicino al camino, le donne erano affaccendate. Il
camino era pieno di tegami e noi bambini non stavamo nella pelle dalla contentezza.
Gino Girolomoni Cooperativa Agricola
La storia della Gino Girolomoni Cooperativa Agricola
®
inizia nel 1971, quando Gino Girolomoni, giovane sindaco del comune di Isola del Piano (PU),
cominciò a promuovere iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina. Queste prime esperienze furono alla base della nascita, nel
1977, della Cooperativa Alce Nero, di cui verrà ceduto il marchio circa 25 anni dopo, diventando Montebello
®
. In seguito alla scomparsa del suo
fondatore, avvenuta nel marzo del 2012, il marchio Montebello
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cede il passo al marchio Girolomoni
®
. Con i suoi 300 agricoltori, cinquanta
dipendenti e con 12,5 milioni di fatturato (anno 2018), la cooperativa Gino Girolomoni ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico
in Italia e rappresenta, oggi, uno dei punti di riferimento più importanti del panorama del biologico del nostro Paese.
Fondazione Girolomoni
La Fondazione culturale che oggi prende il nome dal suo fondatore, Gino Girolomoni, è stata fondata nel 1996 con il nome di Fondazione Alce Nero.
Il suo scopo primario è la conservazione e l’archiviazione degli scritti, dei documenti e del patrimonio librario lasciati da Gino Girolomoni, nonché la
divulgazione del suo pensiero, la prosecuzione degli eventi culturali da lui avviati e la valorizzazione dei luoghi in cui la vita e il paesaggio agrario,
grazie a lui e alla moglie Tullia Romani, hanno ritrovato significato e potenzialità economiche. La Fondazione trova sede presso il Monastero di
Montebello, tra Urbino e Isola del Piano nella provincia di Pesaro-Urbino.

GIROLOMONI
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Federica Morselli
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Turismo dell’olio: finalmente tra le priorità del Governo

Turismo dell’olio: finalmente tra le priorità del Governo

Enrico Lupi Presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio commenta l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2020, attraverso il quale si realizzerebbe la sostanziale equiparazione tra le attività di oleoturismo e quelle di enoturismo

“Il turismo dell’olio è finalmente tra le priorità del Governo”. Sono le parole con cui il Presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi commenta l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2020, attraverso il quale si realizzerebbe la sostanziale equiparazione tra le attività di oleoturismo e quelle di enoturismo, permettendo ai produttori di olio di beneficiare degli stessi incentivi di cui beneficiano i produttori di vino.

Se la Legge di Bilancio 2020 – attualmente in discussione al Senato dovesse passare anche alla Camera dei Deputat entro il 31 dicembre, dal 1° gennaio 2020 le disposizioni relative all’attività di enoturismo sarebbero estese anche alle attività di oleoturismo.

“Da diversi anni la nostra Associazione è impegnata sul fronte della promozione del turismo dell’olio. I dati emersi dalla ricerca – condotta da Roberta Garibaldi Research Board World Food Travel Association e Board del Word Gastronomy Institute e da noi presentata in occasione dell’evento “Olio 2030” di celebrazione del 25esimo della nostra associazione – fotografano un interesse sempre crescente verso l esperienze turistiche legate al mondo dell’olio – spiega Enrico Lupi – La promozione del prodotto olio oggi passa necessariamente dalla scoperta del paesaggio e del territorio, dall’esperienza diretta dei luoghi e dei mestieri legati all’extravergine. Investire sul turismo dell’olio con tutto il suo patrimonio di civiltà millenaria, può contribuire al mantenimento di questa coltura che ha il problema di avere una bassa redditività a fronte di una varietà e qualità molto alta. Per i produttori delle Città dell’Olio l’approvazione delle disposizioni già in essere per l’enoturismo, rappresenta una grande opportunità, un incentivo concreto per strutturare un’offerta turistica integrata legata anche alle piccole produzioni”. Secondo la definizione contenuta nell’emendamento stesso, le attività di “oleoturismo” sono tutte quelle di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, e consistono: nelle visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo; nella degustazione e nella commercializzazione delle produzioni aziendali dell’olio d’oliva, anche in abbinamento ad altri alimenti; in iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione. Entrando nel merito dell’emendamento, dal 1° gennaio 2020, le disposizioni di cui all’art. 1, commi da 502 a 505 della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018) – relative all’attività di enoturismo si applicano anche alle attività di “oleoturismo”. La disciplina richiamata prevede, l’estensione ai produttori agricoli che svolgono attività di enoturismo della determinazione forfetaria del reddito imponibile, ai fini IRPEF, con un coefficiente di redditività del 25 per cento e, a talune condizioni, un regime forfettario dell’IVA.

Associazione nazionale Città dell’Olio

C/o Villa Parigini

Strada di Basciano, 22 – 53035 Monteriggioni (Si)

Tel. 0577 329109 – Fax 0577 326042

Per contatti stampa e web

Natascia Maesi – 335 1979414 info@cittadellolio.it

Ufficio Stampa Associazione nazionale Città dell’Olio

Natascia Maesi

+ 39 335 1979414

natascia.maesi@gmail.com

Cantine di Natale

cantine di nataleCantine di Natale

Dal 13 al 15 dicembre teatro, vino, musica e artisti nel centro storico di Terlizzi

Vino teatro, musica e artisti di strada, dal 13 al 15 dicembre il centro storico di Terlizzi accoglierà Cantine di Natale. L’evento si presenta come un momento enogastronsensoriale,  organizzato dall’associazione SenzaStoria e dal Comune di Terlizzi, Assessorato al Marketing  Territoriale.

cantine di natale 3Più di dieci etichette e altrettanti punti food di prodotti e ricette tipiche della tradizione faranno da percorso ad una delle più innovative esperienze e che proietterà Terlizzi in una dimensione di altri tempi, grazie alla direzione artistica della Compagnia Il Carro dei Comici diretta d a Francesco Tammacco le strade verranno interpretate in  La via delle favole del natale, e quella dei Cunti dei pastori.

Per informazioni email. teamsenzastoria@gmail.com – tel. 349.3820497 –

Terlizzi, 10 dicembre 2019

Enrico Ruggeri e i Decibel chiudono Mangiamusica 2019

c814b04e-b989-41d7-98bd-189598b39c8eEnrico Ruggeri e i Decibel chiudono Mangiamusica 2019
Sabato 14 dicembre al Teatro Magnani di Fidenza. E in degustazione gratuita il Parmigiano Reggiano del Caseificio Sociale Coduro

FIDENZA (Parma) – Esattamente ventiquattro ore prima uscirà il loro nuovo lavoro, che è un cofanetto speciale con le riprese dei due storici concerti del Fabrique e del Teatro Nazionale di Milano del 2017 e del 2018. Due dvd, un doppio cd, un triplo vinile, un libro fotografico, un’intervista: “punksnotdead” è la strenna natalizia in tiratura limitata (mille copie) firmata da Enrico Ruggeri, Fulvio Muzio e Silvio Capeccia. Vero e proprio oggetto da collezione per fan, e non solo.
Sono i Decibel gli attesissimi protagonisti dell’ultima serata di Mangiamusica – Note pop, cibo rock 2019, rassegna giunta alla quarta edizione, che ha debuttato con Roberto Brivio, Flavio Oreglio e Alberto Patrucco in “Invenzioni a tre voci”, che ha proposto l’applauditissimo spettacolo-concerto “Jazz Trent’anni da Brividi” con Rossana Casale accompagnata da Emiliano Begni al pianoforte, e che ha fatto registrare il terzo sold out consecutivo con Renato Pozzetto protagonista dell’intervista con l’ombrèla “A me mi piace il cine”.

FOREVER PUNK
Sabato 14 dicembre sul palco del Teatro Magnani di Fidenza, alle 21 e a ingresso libero, i Decibel saranno protagonisti dell’evento “Forever Punk”: i classici di oltre quarant’anni di carriera, tra punk e new wave, raccontati (e proiettati) in un’intervista multimediale con Enrico Ruggeri, Fulvio Muzio e Silvio Capeccia, che presenteranno al pubblico e alla stampa questo speciale cofanetto che segue l’uscita dei due album del 2017 e del 2018 “Noblesse oblige” e “L’anticristo”. A condurre l’intervista sarà il direttore artistico di Mangiamusica Gianluigi Negri.

IN DEGUSTAZIONE GRATUITA IL MIGLIOR PARMIGIANO D’ITALIA
A Mangiamusica si raccontano le grandi storie della musica, ma anche del gusto: ogni serata prevede, infatti, la “scoperta” e la degustazione dei migliori prodotti del Made in Borgo. La degustazione di sabato, annunciata al termine dell’evento nel foyer del Teatro, sarà firmata dal Caseificio Sociale Coduro e guidata dal casaro Fabio Serventi: per “Gambero Rosso” il loro è il miglior Parmigiano Reggiano d’Italia.
#mangiamusica #cantachesimangia #madeinborgo
I PARTNER
Mangiamusica è un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Fidenza e dal suo sindaco Andrea Massari, organizzato dall’associazione culturale Mangia come scrivi, con il supporto di Gas Sales, Vittoria Assicurazioni, Ze.Ba., Gaibazzi Costruzioni, First Point, Superborgo Conad, PianoMania.
L’illustrazione di Mangiamusica è firmata da Victor Cavazzoni.
Mangiamusica
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