Natura Bio Correggio (Re)

Natura Bio Correggio (Re)

21 e 22 settembre 2019

Festival del Naturale

XI edizione

Mostra mercato di prodotti biologici e del benessere.
Sessioni olistiche
Laboratori
Alimentazione
Salute ….

Cena del “Duca”: tra ricette antiche e “omaggio” in ceramica

2bb75617-d901-4d51-8853-4660fae416d8Cena del “Duca”: tra ricette antiche e “omaggio” in ceramica

Giovedì 11 luglio alle ore 20 nel Torrione di Palazzo Ducale di Urbania menù cinquecentesco servito in maioliche di Casteldurante in rosso Tiziano e visita guidata notturna alla mostra in onore di Francesco Maria I Della Rovere

URBANIA (Pesaro e Urbino) – Insalata di Costanzo Felici con pane allo zenzero, pasticcio d’erbe, budino di ricotta con salsa speziata, sono solo alcuni dei piatti che saranno serviti giovedì 11 luglio nel Torrione quattrocentesco di Palazzo Ducale di Urbania. L’occasione viene data dall’iniziativa “A cena con il Duca”, in onore della mostra evento allestita nel piano nobile del Palazzo e che vede protagonista il ritratto di Francesco Maria I Della Rovere, opera di Tiziano Vecellio.

Un’occasione più unica che rara, grazie alla riproposizione di antiche ricette rinascimentali rispolverate dal gruppo “Mac Caron” di Urbania, associazione che ha come scopo quello di tenere in vita le antiche ricette del territorio dell’Alta Val Metauro, tramandarne la tradizione attraverso corsi per tutti, diffondendo una consapevolezza del buon cibo e della cucina locale.

<Dopo gli antipasti, si prosegue con le lumachelle della Duchessa con “grisilli” (le interiora), antichissima pasta fatto a mano con spezie e formaggio, cotta in brodo assieme alle interiora di animali di bassa corte –spiega Francesca Guerra, presidente “Mac Caron”- un piatto ricco di proteine, per questo storicamente destinato alla puerpere che dovevano riprendersi dal parto. A realizzarlo erano le suore di clausura, perché il processo di preparazione era lunghissimo. In un secondo momento, anche se si parla sempre del ‘500, presero il nome di lumachelle della Duchessa, in onore di Battista Sforza, seconda moglie di Federico da Montefeltro, che era un’ottima cuoca, ma soprattutto diede alla luce numerosi figli e per questo mangiava spesso questa minestra>.

Il menù prevede inoltre: cappone marinato ai mille savor, sfogliata di vitella con gelatina di mele al rosmarino. Il tutto annaffiato da Bell’Antonio e Fogliola rosso della Tenuta San Giacomo e Filippo di Urbino. Gran finale con torta zuccherata con crema di bisbetica e vino santo.

Altra particolarità della cena: i commensali degusteranno i vari cibi in piatti di ceramica di Casteldurante, realizzati per l’occasione dal foggiatore Orazio Bindelli e dai maestri maiolicari dell’Associazione Amici della Ceramica. Piatti e bicchieri di forma cinquecentesca con l’utilizzo di colori legati a Tiziano, come il rosso che lo rese celebre nel campo della pittura, saranno omaggiati ai partecipanti.

A fine cena è prevista la visita guidata by night alla mostra “Il Duca torna a casa”, allestita nelle sale di Palazzo Ducale. Oltre al dipinto di Maria Francesco I della Rovere a firma di Tiziano, esposte numerose opere come il “Corteo Trionfale di Carlo V a Bologna”, un’acquaforte di Hogenberg Nicolaus datata 1530, dall’altezza di 36 cm. e lunga circa 12 metri; la Sfera Terreste (1541) e la Sfera Celeste (1551) di Gerardo Mercatore; senza tralasciare quadri, libri, ceramiche, disegni, oggettistica, carte, lettere e atti storici.

Un sezione della rassegna è dedicata alle ceramiche e rappresentano i vari stili, forme, decori e colori che caratterizzarono e resero famosa Casteldurante tra il ‘400 e il ‘500 in tutto il mondo. Il gruppo di maioliche in esposizione fanno parte del ricco patrimonio artistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che le ha prestate per l’occasione ad Urbania.

Costo dell’intera serata 35 euro che comprende: cena, omaggio in ceramica e visita guidata. La prenotazione è obbligatoria allo 0722.313140

NOTE TECNICHE

Titolo della mostra:
“Francesco Maria I della Rovere di Tiziano”
Collezioni roveresche nel Palazzo di Casteldurante

Urbania, Palazzo Ducale
14 aprile – 14 luglio 2019
Orari:10-13 / 15-18
Ingresso: 6 euro

Infolinee: Museo Civico Urbania 0722.313151
Ufficio Turismo Urbania 0722.313140

Ufficio stampa:
Marte Comunicazione
info@martecomunicazione.it
ph. 3356130800
ph. 328.6958008

Cinema DiVino 2019

img-topCinema DiVino 2019

Torna la manifestazione CinemaDiVino!

Giovedì 18 luglio vi aspettiamo in Cantina per una serata all’insegna del grande cinema e del buon vino.

Vi faremo degustare i nostri vini, conoscere i segreti della produzione dei nostri vini, ceneremo e assisteremo alla visione sotto le stelle del film: “Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)”

Azienda agricola Tomasella di Tomasella Luigi & C. Via Ungaresca, 14
Brugnera, PN 33070

Il Meglio di Operazione Pane

Il Meglio di Operazione Pane

Capitolo 1: Pif racconta la mensa Padre Ernesto a Bologna.
Pif con Luciano – volontari per un giorno

Pif insieme a Luciano, un volontario della Mensa di Antoniano.

Pif ha ascoltato la voce di tante persone, ha visitato diversi luoghi ed è stato il testimone di molte storie in giro per il mondo. Attraverso i suoi occhi, puoi vedere da vicino cosa succede e conoscere le storie delle persone che aiutiamo ogni giorno alla Mensa Padre Ernesto dell’Antoniano: una delle mense francescane della rete di Operazione Pane.
SCOPRI COME È ANDATA

Operazione Pane è la campagna lanciata da Antoniano nel 2014 a sostegno di 15 realtà francescane che ogni giorno mettono in tavola migliaia di pasti per chi non ha da mangiare.

Oggi Pif si è messo guanti, cuffia e grembiule e ha aiutato i volontari a servire il pranzo alle 130 persone che ogni giorno mangiano nella nostra mensa. Ha servito le alette di pollo piccanti e la Pif Baguette, un’esclusiva che tutte le mense francescane d’Italia dovrebbero avere, ha commentato scherzando Pif.
SCOPRI COME È ANDATA

Ha incrociato molti sguardi e parlato con tante persone come per esempio Giuseppe che nella sua vita ha cambiato diversi mestieri. Ha fatto l’operaio, il metalmeccanico, il muratore. Un giorno, la cooperativa in cui ha lavorato per vent’anni ha chiuso e la sua vita è presto precipitata.

Poi, quando gli hanno detto che in Antoniano la porta è sempre aperta, ha iniziato a venire qui per pranzo. In Antoniano, ha conosciuto persone che sono state e sono oggi al suo fianco per aiutarlo a ritrovare la strada giusta, anche quando questa sembra perduta.
Antoniano onlus

http://antonianonlus.musvc2.net

Estate tra le vigne di Vallepicciola

CantinaEstate tra le vigne di Vallepicciola
L’azienda vinicola in Chianti Classico annuncia un calendario ricco di iniziative per la bella estate

Concerti, teatro, dj, cicloturismo, wine tasting, aperitivi,
talk show e gastronomia di eccellenza

L’azienda vinicola Vallepicciola a Castelnuovo Berardenga, nella meravigliosa campagna del Chianti Classico senese, per questa estate annuncia un calendario ricco di iniziative che permetteranno di vivere i suoi spazi e di conoscere i suoi vini grazie a serate all’aperto, circondati dalle vigne, con musica, teatro e gastronomia di qualità.

Il 13 giugno si darà il via all’appuntamento Wine & Sound, i giovedì speciali di Vallepicciola, da giugno fino a settembre, con dj, food & wine e musica dal vivo per alcune date. Dalle 18 in poi ad attendere i wine lovers e gli amanti dell’aria aperta ci saranno ogni volta gustosi aperitivi accompagnati dai vini di Vallepicciola e da buona musica, per trascorrere serate diverse dal solito nella splendida e rigogliosa natura senese.

Luglio sarà invece il mese del jazz, grazie a quattro date che vedranno salire sul palco artisti di fama mondiale. Tommaso Perazzo, Camilla Battaglia EMIT, Ben Wendel, Dayna Stephens Trio saranno i protagonisti dell’attesissimo festival Winery Tasting Jazz, che in ogni data vedrà lo svolgersi anche di un delizioso aperitivo prima del concerto.

Il 20 luglio, invece, l’appuntamento sarà con la luna. Per omaggiare i cinquat’anni dallo sbarco sulla luna, grazie alla collaborazione con il Chianti Festival 2019, Vallepicciola diventerà palcoscenico di “Quanto è distante la luna?, uno spettacolo con la regia di Daniela Morozzi liberamente ispirato al racconto di Italo Calvino La distanza dalla luna.

Il 3 agosto, invece, si terrà la festa di Vallepicciola, Vallepicciola in Festa, un evento per grandi e per piccini in cui il vino si intreccerà armoniosamente con l’attività all’aria aperta, con la musica e con lo street food d’autore.

Calendario eventi Vallepicciola

Aperitivo tutti i giovedì dal 13 giugno: chill out e buffet dalle ore 18 alle ore 22

Il 13 giugno, per l’inaugurazione di Wine & Sound, dj Leo Tolu ed a seguire concerto dal vivo di Nicola Mei.

Costo serate 15 euro comprensivo di buffet e di un calice di vino. Non occorre prenotare.

Winery Tasting Jazz
13, 19, 22 e 23 luglio

Festival di musica jazz. Ogni concerto sarà preceduto da un aperitivo con i vini di Vallepicciola abbinati al cibo di qualità.

13 luglio

Tommaso Perazzo
Tommaso Perazzo pianoforte

19 luglio

Camilla Battaglia EMIT
Camilla Battaglia voce, piano, elettronica
Michele Tino sax alto
Andrea Lombardini basso elettrico
Bernando Guerra batteria

22 luglio

Ben Wendel – The Seasons
Featuring Aaron Parks piano
Gilad Hekselman chitarra
Matt Brewer basso
Eric Harland batteria

23 luglio

Dayna Stephens Trio
Dayna Stephens tenore e sax
Dario Deidda basso elettrico
Francesco Ciniglio batteria

Inizio ore 20: buffet e wine tasting
Ore 21.15 inizio concerto

Costo 20 euro a persona comprensivo di buffet, un calice di vino e concerto. 15% di sconto al wineshop con biglietto di ingresso

Gradita la prenotazione al numero 0577 1698718

Spettacolo “Quanto è distante la luna?”
20 luglio

Matteo Marsan, direttore artistico del Chianti Festival, porterà a Vallepicciola uno spettacolo per rendere omaggio allo sbarco sulla luna avvenuto cinquat’anni fa, il 20 luglio 1969.

Inizio spettacolo ore 21.30 (ingresso intero € 12 / ridotto € 10 riduzioni under 14, over 65 e soci coop).
Per info Comune di Castelnuovo Berardenga Ufficio Cultura
tel. 0577 351345.
Programma completo Festival

Spettacolo

Lo Stanzone delle Apparizioni presenta
“Quanto è distante la Luna? ”
(liberamente ispirato al racconto di I. Calvino “la distanza dalla luna”)

Regia: Daniela Morozzi
Voce narrante: Matteo Marsan
interpreti: Compagnia Teatro Alfieri e Ass. “Le Calcinaie”
Colonna sonora: Giacomo Rossi
Coreografie: Stella Peccianti
Scenografie: Beatrice Ficalbi
Luci e audio: Cantiere 4

Cinquanta anni fa il primo passo di un uomo sulla Luna rese materiale una vicinanza ed un’attrazione che duravano da centinaia di migliaia di anni.
Una serata per ricordare e mettere in scena le fantasie ispirate dal nostro satellite d’argento, o di latte o di pietra o di sogni.
Parole, musica, immagini in movimento e suggestioni ispirate dal racconto di Italo Calvino “La distanza dalla Luna”.

Vallepicciola in Festa
3 agosto

Vallepicciola in Festa è la festa annuale dell’azienda, un appuntamento per festeggiare insieme agli amanti delle sue etichette l’estate e le sue meraviglie.

Programma evento

Ore 16 iscrizioni a Vallepicciola per la Vinbike, ruota della fortuna

Pedalata per tutti e con ogni tipo di bicicletta su di un anello di 5,8 km con tempi segreti e premi di regolarità.

Ore 18 talk show sui vini rosati e degustazione dei vini

A moderare il giornalista Andrea Gori con la presenza dell’enologo Riccardo Cotarella

Ore 20 premiazione della cicloturistica

Ore 20.30 apertura stand di food (pici, carne d’autore alla brace, pizza gourmet, gelato artigianale)

Musica dal vivo che accompagnerà per tutta la sera i presenti

Per tutta la festa a disposizione dei più piccoli baby parking gratuito e laboratorio creativo

Vallepicciola

Vallepicciola, nella campagna di Castelnuovo Berardenga, è un’azienda vinicola che si estende per 265 ettari, tra boschi, viti ed ulivi che danno vita ad un ottimo extravergine toscano da varietà moraiolo, leccino e frantoio.
Gli ettari vitati sono 85 e vedono la presenza del re dei vitigni toscani, il sangiovese e di vitigni internazionali quali pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e chardonnay.

I vigneti di Vallepicciola, distribuiti sui territori collinari a sinistra del fiume Arbia, sono stati selezionati con molta attenzione secondo la composizione dei suoli e delle zone in cui si alternano amalgami di argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, arenarie e sabbie.
Ed è proprio questo il quid in più di Vallepicciola: la grande variabilità dei suoli che dona ricchezza, eleganza ed unicità ai vini che qui nascono.

Vallepicciola
Strada Provinciale 9 di Pievasciata 21,
Castelnuovo Berardenga SI
Tel. 0577 169 8718 – Mail Vallepicciola
Sito Vallepicciola

Press Kitt Vallepicciola (foto, cs e locandina eventi)

Ufficio Stampa

Roberta Perna – Mail Roberta Perna
Tel. 329 9293459 – Sito Roberta Perna

Il termine “balsamico” è tutelato contro le evocazioni lo conferma la Corte d’Appello di Bologna

a028952c-113c-4f26-837c-f36d85fb2355Il termine “balsamico” è tutelato contro le evocazioni lo conferma la Corte d’Appello di Bologna

Il termine “balsamico” è tutelato contro le evocazioni lo conferma la Corte d’Appello di Bologna

Notizia importante e di grande rilevanza per il mondo dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Dopo anni di azioni di vigilanza, tutela e battaglie legali, è arrivata nei giorni scorsi un’autorevole conferma giudiziale dell’operato dei due Consorzi di tutela: l’uso del termine “balsamico” costituisce un’evocazione delle denominazioni tutelate.

Ripercorriamo brevemente la storia del provvedimento. Negli ultimi due anni il Tribunale di Bologna ha affrontato due processi relativi alla questione dell’uso del termine “balsamico” per condimenti alimentari. Entrambi i casi trovavano la loro genesi da procedimenti amministrativi gestiti dall’Ispettorato Controllo Qualità e Repressione delle Frodi che si erano conclusi con l’emissione di provvedimenti inibitori e sanzionatori nei confronti delle aziende coinvolte.

Dopo il ricorso in sede giudiziale dei provvedimenti amministrativi, il tribunale di Bologna, investito dei casi, si è pronunciato, la prima volta del 2017 e la seconda del 2018, confermando le tesi e le sanzioni dell’ICQRF e riconoscendo anche a livello civile che i casi analizzati, aventi ad oggetto l’uso del termine “balsamico” per condimenti alimentari, costituivano evocazioni della denominazione tutelata. Le sentenze di primo grado sono state oggetto di ricorso in appello.

Nei giorni scorsi, la Corte d’Appello di Bologna si è pronunciata sul ricorso relativo alla prima sentenza rigettando il ricorso stesso e confermato la sentenza di primo grado e, quindi, l’ordinanza di ingiunzione a suo tempo emanata dall’ICQRF.

Grande soddisfazione dei Consorzi di tutela: “Questo provvedimento è il giusto premio per tutti gli anni di lavoro e per la perseveranza con cui i nostri Consorzi stanno lavorando alla tutela delle denominazioni, dei produttori, dei consumatori e del territorio”, riconoscono soddisfatti i due Presidenti Enrico Corsini e Mariangela Grosoli, “siamo consapevoli che il lavoro non è finito e che ancora c’è tanto da fare, ma questo successo di dà l’energia necessaria per continuare”. Alla soddisfazione dei Presidenti, fa eco l’analisi del Direttore Federico Desimoni, “non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza, ma fin d’ora possiamo evidenziare l’importanza di questo nuovo precedente giurisprudenziale che rappresenta la prima pronuncia a livello nazionale di una Corte d’Appello”.

Questo precedente, considerato l’autorevolezza della Corte, assumerà un ruolo importante anche negli altri procedimenti in corso sia presso la stessa Corte d’Appello di Bologna che presso gli altri tribunali italiani coinvolti i procedimenti paralleli e da cui si attendono nuove pronunce per la fine dell’anno incorso o, al più tardi, nei primi mesi del prossimo. Inoltre, si può presumere che la posizione della Corte bolognese costituirà un nuovo materiale che andrà ad arricchire la riflessione dei giudici della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che nei prossimi mesi saranno chiamati a pronunciarsi sulla medesima questione.

Ufficio Stampa Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.
Tel. 335 6130800 mail: marzia.morganti@gmail.com
www.consorziobalsamico.it

Filippo Magnani e Fufluns wine Tour in Italy celebrano il ventennale

d162556c-120a-427b-a1bb-56fdbc4b7fb4Filippo Magnani e Fufluns wine Tour in Italy celebrano il ventennale

Filippo Magnani, pioniere del il turismo esperienziale del vino e del cibo, lancia due nuovi siti web

Creare esperienze di viaggio personalizzate uniche ed irripetibili, all’insegna del vino, del cibo e di un lifestyle apprezzato in tutto il mondo, nonché fungere da trait d’union tra appassionati e professionisti stranieri con i produttori, i vini ed i territori italiani. È questa la filosofia di Filippo Magnani e di Fufluns, la prima agenzia in Italia ad aver sviluppato itinerari legati all’enoturismo del Bel Paese.

“Come per l’assemblaggio di un grande vino, ideare un itinerario in Italia comporta conoscenza, passione, amore per il nostro territorio – spiega Filippo Magnani in occasione dei suoi 20 anni di attività – e spesso quando si sente parlare di Luxury Wine Tours non ci soffermiamo a pensare che la ricchezza non sta nel portafoglio, ma nel condividere esperienze autentiche, non ripetibili altrove”.

Fufluns Wine Tour nacque nel luglio del 1999 a Suvereto in Toscana, con l’intento di far fronte all’esigenza di confezionare tours ed itinerari improntati sul migliore Made in Italy enogastronomico. Ispirato nel nome alla divinità Etrusca del vino, il primo tour operator dedicato all’enoturismo prende forma nella mente del suo fondatore dopo un viaggio in California, nella Napa Valley (nel 1996), dove il turismo del vino era già una realtà consolidata. L’entusiasmo di sperimentare l’enoturismo anche in Italia, in particolare nella sua Toscana, è il propulsore che spinge Filippo Magnani a strutturare un progetto che oggi, al traguardo dei primi vent’anni di attività, conta un importante team di addetti e wine expert guide, ed è considerato realtà leader nel suo ambito. Le esperienze di viaggio si rivolgono sia a viaggiatori internazionali, “appassionati” di vino, di cibo, delle bellezze e dello stile di vita dell’Italia, sia a “professionisti” del settore enogastronomico come importatori, sommelier, wine club, giornalisti, associazioni di produttori di vino e ristoratori provenienti da tutto il mondo.

“Fin dall’inizio – aggiunge Magnani – per progettare itinerari su misura e di un certo livello ho cercato di viaggiare in lungo ed in largo in Italia e all’estero per conoscere da vicino i territori e le persone del vino. Oggi mi rendo conto sempre più che il mio viaggio della conoscenza non finirà mai. Celebrare il ventennale di questo ambizioso e pionieristico progetto è una soddisfazione e anche un modo per ringraziare tutti coloro che mi hanno dato fiducia: dai produttori agli enologi e a quanti quotidianamente operano nel settore, unitamente al grande bagaglio di conoscenze che proprio grazie a loro ho potuto apprendere sul campo”.

In occasione del ventesimo anno dalla fondazione sono presentati i due nuovi siti internet – quello “personale” del fondatore Filippo Magnani www.filippomagnani.it e l’altro “istituzionale” del tour operator www.fufluns.com, che separano i due filoni concettuali su cui si articola l’attività (vino e turismo), rinnovando e attualizzando così la sua la presenza nel mondo digitale.

Filippo Magnani, non è infatti solo il fondatore di Fufluns: la sua presenza nel mondo del vino è consolidata ormai da molti anni, vantando la collaborazione con testate specializzate, nonché l’organizzazione dei corsi della Wine & Spirit Education Trust in Italia, frutto del suo diploma WSET, di educational tour per stampa e buyer di settore e di eventi b2b, fino alle docenze universitarie presso istituti di formazione privati sul tema dell’accoglienza e l’ospitalità nelle aziende vinicole.

A maggio 2019, Fufluns di Filippo Magnani è stato selezionato dal circuito regionale delle cantine di design (www.winearchitecture.it) per promuovere l’esperienza di un inedito tour a tema architettura. Toscana Wine Architecture promuove il territorio attraverso il legame tra vino e architettura, coniugandolo con l’arte dell’accoglienza. Un grande riconoscimento visto che fanno parte di questa rete i grandi nomi dell’enologia toscana.
Filippo Magnani
Fufluns
Filippo Magnani

Aceto balsamico di Modena IGP: 10 anni di tutela per tre secoli di storia

a028952c-113c-4f26-837c-f36d85fb2355Aceto balsamico di Modena IGP: 10 anni di tutela per tre secoli di storia

La registrazione a livello comunitario è avvenuta il 3 luglio 2009

Il Consorzio di Tutela con la serata a Palazzo Molza ha avviato l’anno celebrativo dei 10 anni di registrazione a livello comunitario dell’IGP

Primo anniversario importante per l’Aceto Balsamico di MAceto balsamico di Modena IGP: 10 anni di tutela per tre secoli di storia odena IGP che ieri, 3 luglio, ha festeggiato i primi dieci anni dalla sua registrazione come Indicazione Geografica Protetta a livello comunitario avvenuta, appunto, il 3 luglio 2009. L’evento celebrativo si è tenuto a Palazzo Molza presso la Camera di Commercio di Modena dove Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP ha avviato la serata insieme ai numerosi ospiti istituzionali tra cui il Presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei, L’assessore alla città smart, politiche economiche, turismo e promozione della città di Modena Ludovica Carla Ferrari, il Presidente della Camera di Commercio Giuseppe Molinari, il responsabile ICQRF di Modena Gianluca Giuli, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale CSQA Piero Bonato. I rappresentanti delle istituzioni storicamente coinvolte nel processo di registrazione hanno evidenziato l’importanza di questo risultato per il territorio, la tradizione e la cultura di Modena, in particolare Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, ha sottolineato come il riconoscimento dell’IGP abbia avuto riflessi positivi per l’intero comparto degli aceti balsamici di Modena riconoscendo l’importanza di un mercato multiforme in grado di rispondere alle diverse domande del consumatore sempre più globale.

L’Aceto Balsamico di Modena costituisce in effetti un elemento di fondamentale importanza per il tessuto sociale, culturale ed economico del territoriomodenese e della Regione Emilia Romagna; un patrimonio creato, protetto e valorizzato da imprenditori lungimiranti che ha sempre potuto contare sull’appoggio istituzionale soprattutto per quanto riguarda l’attività di promozione e valorizzazione”, e che oggi più che mai è sostenuto nelle sue battaglie legali dal Ministero e dai rappresentanti del Governo italiano, come evidenziato nell’intervento di Luciano Nieto Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo: “A Modena si celebra una ricorrenza importante, dieci anni di uno dei prodotti simbolo dell’Italia nel mondo, crediamo che sia sempre più importante difendere queste tipicità che sono diffuse nel mondo come emblema della nostra qualità” .
“Dieci anni di tutela. Tre secoli di storia.” È il pay off scelto dal Consorzio per questo anno celebrativo e il titolo del convegno presentato ieri sera, una riflessione sul processo storico che ha portato alla nascita di questo prodotto e della sua attualizzazione nel contesto contemporaneo. Gli interventi dei due relatori e le conclusioni della Regione Emilia-Romagna, hanno offerto uno sguardo sincronico che ha permesso di percepire lo spessore socio-culturale, oltre che economico, dell’Aceto Balsamico di Modena e del contesto che lo ha generato. La prima relazione è stata dedicata alla storia e alla tradizione degli aceti balsamici d Modena, la seconda ha esplorato le nuove frontiere della comunicazione, offrendo spunti di riflessione sul come sia possibile, proprio partendo dalla storia e dai valori sociali che questo prodotto rappresenta, attualizzazione i contenuti intangibili di questo patrimonio portandoli nel contesto concreto, ordinario e quotidiano dei produttori e dei consumatori. Un bell’esempio che mostra come i valori di un’eredità culturale possano divenire driver di orientamento del consumatore soprattutto all’interno di un mercato che sta cambiando i propri paradigmi ed in cui anche i prodotti possono divenire veicoli di contenuti e di senso, esperienza significative personali e collettive.

Dieci anni di strada dunque, tanto lavoro fatto e molto altro da portare avanti, grazie al lavoro puntuale e incessante del Consorzio che, ufficialmente, dà inizio alle proprie attività già nel 1993, con la sua costituzione. Tuttavia è dopo il 2009 che il lavoro per esso si è decisamente intensificato.
“Attraverso un lavoro relazionale importante – ha premesso Federico Desimoni, Direttore del Consorzio di Tutela dell’IGP – è stato possibile fare sintesi tra diversi soggetti presenti al momento della registrazione e riportare ad unità un settore molto frammentato, fino ad arrivare al riconoscimento pubblico come “Consorzio di Tutela” ad opera del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel marzo 2014. Con il riconoscimento ministeriale è iniziato un lavoro focalizzato soprattutto sulla tutela della denominazione, in particolare la costituzione di un ufficio vigilanza e di un team di legali operanti a livello nazionale e in altri Paesi europei, l’avvio dell’attività di vigilanza in collaborazione con l’ICQRF e l’instaurazione di procedimenti legali in Italia e all’estero nei confronti di prodotti commercializzati con il termine “balsamico”. Attività – ha aggiunto Desimoni – che hanno portato negli anni a numerosi successi a livello stragiudiziale e, nell’ultimo periodo, a provvedimenti sia amministrativi che giudiziali molto positivi per la tutela della denominazione. Una serie di importanti “precedenti” che hanno riconosciuto come “evocativo”, e quindi come illegittimo, l’uso del termine balsamico”.

Quest’ultima attività è stata proficua soprattutto nell’ultimo biennio; da menzionare in particolare sono alcune ordinanze-ingiunzione dell’ufficio sanzioni dell’ICQRF centrale, due sentenze del tribunale di Bologna, una sentenza della Corte d’Appello di Bologna e fino ad arrivare al contenzioso partito dalla Germania ed ora in decisione presso la Corte di Giustizia Europea. Molte energie sono state profuse altresì a livello di comunicazione, promozione e valorizzazione del prodotto: numerosi sono stati infatti i progetti del Consorzio tanto a livello nazionale quanto comunitario, che hanno ottenuto finanziamenti pubblici e reso possibile lo sviluppo di iniziative di rilievo in importanti mercati extraeuropei come gli Stati Uniti. Un progetto, quest’ultimo rivolto al mercato americano, partito nel 2017 e che terminerà nel 2020, per il quale tuttavia è già stato richiesto il rinnovo per un ulteriore triennio.

Una visione prospettica, orientata al futuro dunque e incentrata sull’importanza di guardare avanti per porsi nuovi obiettivi. “Il Consorzio ha già iniziato ad allargare i propri orizzonti – ha spiegato Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP – avviando varie iniziative e progetti pilota relativi ad alcuni concetti chiave: aumentare sempre più le garanzie per il consumatore attraverso progetti che sappiano promuovere e diffondere i valori di autenticità, trasparenza, legalità; coinvolgere in modo più efficace tutta la filiera produttiva per migliorare i sistemi di controllo e certificazione da implementare con le nuove tecnologie digitali; passare da un modello di comunicazione assertivo e unidirezionale ad una comunicazione esperienziale e narrativa; confermare, attraverso la realizzazioni di azioni e programmi educational, il ruolo del Consorzio quale “agenzia educativa” in grado di informare e formare ed infine lavorare con crescente impegno per la promozione di valori sociali condivisi come la sostenibilità, la legalità, la convivialità, la creatività e l’innovazione”.

L’incontro si è concluso con l’intervento del dott. Mario Montanari, Responsabile Servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare, della Regione Emilia-Romagna che è tornato ad evidenziare come “In questo momento di internazionalizzazione la produzione di prodotti certificati è il punto più importante della nostra agricoltura. Negli ultimi 5 anni abbiamo messo le IG al centro delle nostre politiche legandoli ad altri aspetti necessari per continuare a crescere: innovazione e dimensione internazionale. Questi saranno gli elementi principali necessari per il futuro e per l’Emilia Romagna che è la prima regione europea per produzione agroalimentare sarà importante continuare questa crescita insieme alla valorizzazione e promozione dei nostri prodotti certificati”.

Ufficio Stampa Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

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I produttori di Aceto Balsamico di Modena IGP con la torta del decennale
L’intervento di Luciano Nieto Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo
Il convegno che ha preceduto le celebrazioni del decennale dell’ABM IGP
Dettaglio botte Acetaia
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Origin Italia, audizione a Washington contro i dazi Usa alle indicazioni geografiche

Origin Italia, audizione a Washington contro i dazi Usa alle indicazioni geografiche

Il sistema italiano delle IG auspica negoziati e accordi bilaterali per scongiurare l’apertura di guerre commerciali

La proposta di ampliamento delle categorie tariffarie di prodotti da inserire nella lista dell’US Trade Representative sarà dibattuto il prossimo 5 agosto presso la US International Trade Commission

Gli Stati Uniti alzano il muro dei dazi di importazione per i prodotti europei: carne, prodotti lattiero caseari, olive, frutta, pasta, caffè, alcolici ma anche fertilizzanti e metalli potranno infatti essere caricati di dazi di importazione aggiuntivi anche nella misura del 100%. Una brutta tegola per il sistema delle IG europee, ed italiane in particolare, che rappresentano la quota più importante nello scacchiere europeo e che, con tale determinazione, rischiano un pesante ridimensionamento con conseguenti ricadute a livello commerciale. Per difendere il patrimonio agroalimentare nazionale, potenzialmente interessato da tale provvedimento, il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche sarà rappresentato il prossimo 5 agosto a Washington da American Origin Products Association, l’antenna di Origin negli USA, nell’audizione prevista presso la US International Trade Commission.

Nel frattempo, il mondo delle DOP e IGP italiane si prepara a gestire la questione ponendo l’attenzione sulla necessità – soprattutto dopo la nomina dei nuovi vertici delle Istituzioni UE – di un percorso di negoziato bilaterale e imbastire un tavolo di trattative per poter giungere ad un accordo che possa scongiurare l’apertura di guerre commerciali finalizzate solo al danneggiamento di produttori e consumatori

“La lista di ulteriori prodotti UE da sottoporre ad eventuali dazi aggiuntivi pari anche al 100% del loro valore per l’import negli USA – si è espresso il Presidente di Origin Italia Cesare Baldrighi – é un fatto molto preoccupante. Nella lunga lista di prodotti delle varie categorie merceologiche comprendenti prodotti alimentari, vini e bevande alcoliche, così come fertilizzanti e metalli, vi sono anche DOP ed IGP che rappresentano i prodotti della tradizione produttiva dei vari territori e dunque il riferimento per azioni di pressione commerciale. Non si capisce – continua Baldrighi – la ragione per cui, la disputa che vede contrapposte le due sponde dell’Atlantico per i sussidi all’industria aeronautica, debba colpire anche le Indicazioni Geografiche, determinando un danno anche per i consumatori statunitensi che richiedono le DOP ed IGP, in particolare quelle italiane.

La procedura per definire la lista di prodotti da sottoporre a dazio aggiuntivo all’import prevede, come anticipato, una pubblica audizione a Washington presso l’US Trade Representative ed in predetto contesto Origin, la rete internazionale delle Indicazioni Geografiche sarà presente, per affermare la specificità dei prodotti di qualità certificata. “Nello stesso tempo – ha sottolineato ancora Baldrighi – agiamo presso la nuova Commissione Europea affinché queste dispute commerciali non colpiscano prodotti che nulla hanno a che fare con pratiche di sostegno. La competitività delle Dop ed IGP é data dalle loro caratteristiche specificate nei disciplinari produttivi e dal patrimonio di tradizione e cultura dei territori da cui traggono origine. Solo attraverso degli accordi commerciali internazionali, così come avvenuto col Canada e col Giappone, si possono stabilire delle regole condivise per il libero scambio, che possono dare stabilità al mercato, dai produttori ai consumatori”.

Una decisione, quella che giunge dagli Stati Uniti, nata come conseguenza della disputa in sede WTO/OMC tra USA ed UE, inerente i sussidi ai costruttori aerei del Consorzio Airbus il quale avrebbe ricevuto 22 miliardi di dollari da UE, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna, contravvenendo alle regole OMC/WTO. E che ha portato lo scorso 12 aprile a stilare una lista iniziale di prodotti UE – individuati nei codici Harmonized Tariff Schedule – importati, per un valore di 21 miliardi di dollari. Lista ulteriormente implementata lo scorso 1 luglio su sollecitazione dell’US Trade Representative, che ha proposto l’inserimento di ulteriori 89 categorie tariffarie di prodotti – per un valore di 4 miliardi di dollari – da sottoporre al suddetto dazio.

Ufficio Stampa Origin Italia
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Le colline del Conegliano Valdobbiadene insignite dall’Unesco quale patrimonio del’ Umanità

Le colline del Conegliano Valdobbiadene insignite dall’Unesco quale patrimonio del’ Umanità

Il riconoscimento arriva da Baku, in Azerbaijaan

E’ ormai ufficiale che le colline del Conegliano Valdobbiadene siano Patrimonio dell’Umanità Unesco. La conferma arriva da Baku, in Azerbaijaan, dove il Comitato Permanente del Patrimonio Mondiale ha riconosciuto l’eccezionale valore universale al paesaggio e conseguentemente ha iscritto il sito veneto allaWorld Heritage List.

Una sfida importante per il Paese tutto ed in particolare per il Territorio Veneto, che in questo modo potrà usufruire di tale ulteriore riconoscimento per mostrare agli occhi del mondo intero le sue bellezze, i suoi paesaggi ed i suoi valori storico-culturali.

La decisione è dunque stata ratificata al termine della 43esima sessione del World Heritage Committee, in cui sono state esaminate 36 candidature tra cui, per l’Italia, proprio quella delle ”Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene”.

Una affermazione che segue le più che concrete speranze che si ventilavano nell’aria già da giorni, dopo il parere favorevole di “Icomos” – International Council on Monuments and Sites – che aveva promosso l’iscrizione alla lista del Patrimonio Mondiale come paesaggio culturale.

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene si inseriscono dunque tra i siti Unesco Patrimonio dell’Umanità e vanno ad aggiungersi alle 1.092 località di tutto il mondo già presenti nella lista, di cui il 47% si trovano in Europa e nel Nord America, il 23% in Asia e nel Pacifico, il 12 % in America Latina e nei Caraibi, l’8,7 % in Africa e il 7,6% nei Paesi Arabi. La Nazione con più Patrimoni dell’Umanità è l’Italia con 54, seguita dalla Cina con 53 e dalla Spagna con 47.

A portare il Territorio Veneto a tale riconoscimento, ha essenzialmente contribuito la lungimirante intuizione e la visione prospettica che il Fondatore della Carpenè Malvolti – Antonio Carpenè – ha avuto nel valorizzare un ambiente inizialmente spoglio di vigneti, ma da sempre ricco di tradizione vitivinicola.

“Sarebbe certamente fiero del lavoro compiuto in 150 anni dai Viticultori del Territorio – spiega Etile Carpenè, attuale Presidente nonché Testimone storico della Famiglia e dell’Impresa – e di come essi abbiano saputo modificare le sorti socioeconomiche delle proprie famiglie rendendo queste terre, che nel 1853 contavano un solo vigneto, un orgoglio nazionale. Ancora più significativo è il fatto che tale riconoscimento arrivi nel 95° Anniversario dalla prima iscrizione in etichetta del termine Prosecco.

Una determinazione compiuta nel 1924 dalla seconda Generazione – Etile Carpenè – per conferire al vino spumante, che il Fondatore Antonio nel 1868 aveva prodotto per la prima volta con le uve del vitigno autoctono Glera, una precisa identità ed una specifica collocazione geografica”.

Un nuovo traguardo per il Territorio dunque, a cinquant’anni esatti dalla prima e di dieci anni dall’ultima determinazione con cui sono state istituite rispettivamente le Denominazioni D.O.C. – il cui riconoscimento ufficiale è avvenuto nel 1969 – e la D.O.C.G., avvenuto nel 2009.

Un processo lungo ed un sogno inseguito per anni; le basi di un cotanto ambizioso progetto vengono gettate nel 2009, quando si costituisce il Comitato Promotore e la proposta arriva per la prima volta sul tavolo di Luca Zaia, al tempo Ministro delle Politiche Agricole. Dal suo ufficio di Governatore del Veneto nel 2014 egli prenderà personalmente in mano l’operazione, dando una grossa spinta per arrivare alla prima versione del dossier a sostegno della candidatura che nel 2016 porrà un altro tassello fondamentale, ovvero la firma del Protocollo d’Intesa tra i 28 Comuni interessati.

Particolarmente significativo è stato dunque il suo ruolo nel suddetto processo ed a maggior ragione in quest’ultimo miglio verso l’inserimento nella Lista Unesco. Lo stesso Zaia a tal proposito ha in più occasioni ribadito l’importanza per questo Territorio di ottenere l’inserimento nella Lista Unesco dei Patrimoni dell’Umanità non solo per quello che rappresenta a livello formale ma soprattutto per l’impegno concreto che l’Unesco si assume al fine di aiutare il sito, in cui tale Patrimonio si trova, per proteggerlo e valorizzarlo.

Una supervisione che passa attraverso due tipi di attività; il monitoraggio della protezione ed il recupero avverranno infatti ogni sei anni attraverso le missioni di controllo – in caso di pericoli di danneggiamento e da rapporti periodici, – e verifiche approfondite sullo stato di conservazione e sugli interventi effettuati – anche col finanziamento Unesco – per la sua salvaguardia.

L’inserimento delle Colline del Prosecco tra i siti Patrimonio dell’Umanità sarà anche una importante occasione per incrementare in questo Territorio la presenza del turismo enogastronomico; un fenomeno che oggi solo in Italia fa muovere un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di euro (fonte Rapporto 2019 sul Turismo del Vino in Italia dell’Associazione Nazionale Città del Vino e Università di Salerno) a conferma di quanto esso rappresenti un elemento determinante al momento della scelta di una destinazione di viaggio ma ancora di più come esso si proponga come risorsa strategica per lo sviluppo del Paese.

Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

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Il busto di Antonio Carpenè
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“Winery Tasting Jazz” a firma Vallepicciola

evento jazz_header fb evento_Tavola disegno 1 copia 3 (1)“Winery Tasting Jazz” a firma Vallepicciola

Sabato 13 luglio la prima serata dell’attesissimo
“Winery Tasting Jazz” a firma Vallepicciola

Artisti di fama internazionale, nei meravigliosi spazi della cantina Vallepicciola, per un festival di jazz imperdibile

13, 19, 22 e 23 luglio
Aperitivo ed a seguire concerto

Vallepicciola Strada Provinciale 9 di Pievasciata, 21, Pievasciata,
Castelnuovo Berardenga (SI)

Sabato 13 luglio si terrà a Vallepicciola, azienda vinicola in Chianti Classico, la prima serata di Winery Tasting Jazz, attesissimo festival di jazz che porterà nella campagna di Castelnuovo Berardenga, a pochi chilometri da Siena, artisti di fama internazionale.

La prima data è ormai vicina e vedrà salire sul palcoscenico Tommaso Perazzo, uno dei più promettenti musicisti italiani.

Classe ’96, Tommaso ha già prodotto il suo primo disco da solista con il suo trio formato dagli altrettanto giovani e talentuosi artisti: Marcello Cardillo, 22 anni, alla batteria e Kimon Karoutzos, 24 anni, al contrabbasso.

Nell’ultimo anno Tommaso ha conquistato numerosi traguardi: si è classificato primo ad uno dei più prestigiosi concorsi italiani, il “Premio Nazionale Massimo Urbani”, ha vinto il premio come miglior solista al Keep an Eye on Jazz ad Amsterdam ed è stato selezionato per il Monk Institute of Jazz di Los Angeles come unico europeo, ottenendo di suonare davanti ad una illustre giuria composta di pilastri del jazz mondiale come Herbie Hancock, Wayne Shorter e Ambrose Akinmusire.

Ma il Winery Tasting Jazz non sarà soltanto musica, ma anche buon cibo accompagnato dai vini di Vallepicciola, azienda vinicola che si estende per 265 ettari, tra boschi, viti ed ulivi.

Il 19 luglio sarà la volta di Camilla Battaglia EMIT insieme a Michele Tino al sax alto, Andrea Lombardini al basso elettrico e Bernardo Guerra alla batteria.

Battaglia è una cantante e compositrice tra le più promettenti sul panorama italiano, che con il suo ultimo disco “EMIT: Rotator Tenet” celebra in musica il concetto di tempo attraverso la lente della scienza e della filosofia. Si ispira infatti alle poesie di Sylvia Plath, alle lettere contenute nelle premesse di “Essere e Tempo” di Heidegger, ai numeri corrispondenti alle consonanti tra le parole proclamate dal demone ne ‘La gaia scienza’ di Nietzsche e, infine, alle immagini efficaci di Carlo Rovelli ne “L’ordine del tempo”.
Camilla Battaglia si interroga sullo scorrere del tempo, seguendo un processo analitico in cui la musica è dettata anche da teorie che dimostrano l’esistenza di innumerevoli realtà discontinue che convivono in tempi e spazi diversi.

Il 22 luglio saliranno sul palco direttamente da New York Ben Wendel e la sua “Seasons Band”.

Sassofonista tra i più rinomati al mondo, Ben aveva già prodotto nel 2015 un progetto artistico music/video intitolato The Seasons ed ispirato da una serie di 12 brani per pianoforte scritti nel 1876 da Tchaikovsky.
Nell’ultimo anno ha deciso di espandere questo progetto e portarlo in giro per il mondo in versione allargata, in quintetto.
La band con cui Ben Wendel si esibirà sarà a tutti gli effetti una all-stars-band con musicisti tra i più conosciuti ed apprezzati della scena jazzistica mondiale: Aaron Parks al piano, Gilad Hekselman alla chitarra, Matt Brewer al contrabbasso e Kendrick Scott alla batteria.
Quella del 22 Luglio al Vallepicciola Jazz Festival sarà l’unica data italiana del tour europeo della band.

Il 23 luglio, per l’ultima serata, gli ospiti saranno trasportati dalle note del trio capitanato da Dayna Stephens, sassofonista e compositore, classe ’78, tra i più rinomati della scena mondiale.

Oltre a dirigere i propri gruppi, le collaborazioni prestigiose di Dayna non si contano: ha infatti collaborato stabilmente con musicisti del calibro di Kenny Barron, Ambrose Akinmusire, Taylor Eigsti, Julian Lage, Eric Harland, Brad Mehldau, Larry Granadier, Aaron Parks, Walter Smith III, Gerald Clayton e altri contemporanei.
Con all’attivo ben 8 dischi, per il Winery Tasting Jazz Dayna si esibirà in trio con una ritmica d’eccezione composta da Dario Deidda al basso elettrico e da Anthony Pinciotti alla batteria.

Inizio ore 20: buffet e wine tasting

Ore 21.15 inizio concerto
Costo 20 euro a persona comprensivo di buffet, un calice di vino e concerto. 15% di sconto al wineshop con biglietto di ingresso

Gradita la prenotazione al numero 0577. 1698718

Programma

13 luglio
Tommaso Perazzo TRIO

Tommaso Perazzo: Pianoforte
Kimon Karoutzos: Contrabbasso
Marcello Cardillo: Batteria

19 luglio
Camilla Battaglia EMIT

Camilla Battaglia: Voce, Keys, Elettronica
Michele Tino: Sax Alto
Andrea Lombardini: Basso Elettrico
Bernando Guerra: Batteria

22 luglio
Ben Wendel Seasons Band

Ben Wendel: Sax Tenore
Aaron Parks: Pianoforte
Gilad Hekselman: Chitarra
Matt Brewer: Contrabbasso
Kendrick Scott: Batteria

23 luglio
Dayna Stephens TRIO

Dayna Stephens: Sax Tenore
Dario Deidda: Basso Elettrico
Anthony Pinciotti: Batteria

Vallepicciola

Vallepicciola, nella campagna di Castelnuovo Berardenga, è un’azienda vinicola che si estende per 265 ettari, tra boschi, viti ed ulivi che danno vita ad un ottimo extravergine toscano da varietà moraiolo, leccino e frantoio.
Gli ettari vitati sono 95 e vedono la presenza del re dei vitigni toscani, il sangiovese e di vitigni internazionali quali pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e chardonnay.

I vigneti di Vallepicciola, distribuiti sui territori collinari a sinistra del fiume Arbia, sono stati selezionati con molta attenzione secondo la composizione dei suoli e delle zone in cui si alternano amalgami di argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, arenarie e sabbie.
Ed è proprio questo il valore aggiunto di Vallepicciola: la grande variabilità dei suoli che dona ricchezza, eleganza ed unicità ai vini che qui nascono.
Vallepicciola, di proprietà della famiglia Bolfo, è diretta da Alberto Colombo, coadiuvato da uno staff giovane e professionale. Riccardo Cotarella è l’enologo consulente.

Vallepicciola
Strada Provinciale 9 di Pievasciata 21,
Castelnuovo Berardenga SI
Tel. 0577 169 8718 – mail
Sito Vallepicciola

Press Kit (foto e cs)

Ufficio Stampa
Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica

Roberta Perna – mail
Tel. 329 9293459 –Sito Roberta Perna

Sabato 3 agosto “Vallepicciola in Festa”: Degustazione di Vini Rosa, Isole del Gusto, Laboratori per bambini, Concerto e Dj

Logo Vallepicciola (2)Sabato 3 agosto “Vallepicciola in Festa”: Degustazione di Vini Rosa, Isole del Gusto, Laboratori per bambini, Concerto e Dj

Sabato 3 agosto 2019

Degustazione guidata di vini rosa,
Isole del gusto, Laboratori per bambini,
Musica dal vivo, Dj e
Vini a firma Vallepicciola
per un evento esplosivo

Vallepicciola – Strada Provinciale 9 di Pievasciata, 21, Pievasciata,
Castelnuovo Berardenga (SI)

Il 3 agosto Vallepicciola, azienda vinicola nella splendida campagna di Castelnuovo Berardenga, a pochi chilometri da Siena, si vestirà a festa, per un evento dal programma ricco di iniziative ed adatto anche ai bambini.

Visita alla cantina, degustazione di vini rosa italiani, musica dal vivo, dj set, stand di eccellenze gastronomiche e laboratori per i bambini animeranno gli spazi di Vallepicciola, per festeggiare l’estate e le sue meraviglie.

Vallepicciola in Festa comincerà alle ore 18, quando i winelovers potranno visitare la cantina e conoscere i suggestivi luoghi dove nascono le etichette di questa meravigliosa realtà in Chianti Classico.

Dalle ore 18.30 fino alle ore 22.30 i bambini potranno divertirsi con laboratori creativi e giochi stimolanti, mentre alle ore 19 una degustazione unica di vini rosa da tutta Italia, condotta dal giornalista e sommelier Andrea Gori, permetterà di conoscere 11 eccellenze del Bel Paese, per apprezzare le loro differenze ed assaporare le loro peculiarità.

Le cantine grazie alle quali prenderà vita l’attesissima degustazione “I dialetti del Rosa”, che evidenzierà i diversi caratteri dei vini rosa italiani, saranno Ca’ Maiol dalla Lombardia, Codice Citra dall’Abruzzo, Cantine Coppo dal Piemonte, Cantine Due Palme dalla Puglia, Famiglia Cotarella dal Lazio, Azienda Vinicola Librandi dalla Calabria, Tenute Piccini dalla Toscana, Poggio del Moro dalla Toscana, Azienda Agricola San Salvatore dalla Campania, Tenuta La Ca’ dal Veneto e Vallepicciola dalla Toscana.
La partecipazione alla degustazione è libera.

Alle ore 20 apriranno le porte Le Isole del Gusto, angoli dedicati alla bontà gastronomica locale che solleticheranno i palati dei presenti. Si potrà così farsi tentare dalle bontà del ristorante Queidue, che proporrà gustosi pici al ragù di chianina e fritto misto, dalla pizzeria La Morina con le sue deliziose pizze che faranno la gioia anche dei più piccoli, dalla Macelleria Rapaccini con profumata carne alla brace ed invitanti verdure alla griglia, da Gli Antichi Sapori con crostata di frutta e focaccia mandorla, dalla Gelateria Pit Stop con fresco e goloso gelato artigianale. Il tutto sarà accompagnato dalle intriganti etichette di Vallepicciola, per un viaggio vinoso tra bollicine, bianchi, vini rosa, rossi e grappa.

Alle ore 22 sarà la musica a rubare la scena, con il concerto “La dolce vita! – Canzoni italiane degli anni 50’- 60’”, una rievocazione della Bella Italia “in bianco e nero”, divisa tra amore e ironia, bellezza e passioni, come una passeggiata tra le vie di Roma, Napoli, Venezia, Firenze; composizioni senza tempo come Mambo italiano, Quando Quando, Amado mio Buonasera signorina, Guarda che luna, simboli indelebili di un Paese in pieno boom economico. Sul palcoscenico saliranno Romina Capitani alla voce, Riccardo Galardini alla chitarra, Steve Rudolph al piano, Giacomo Rossi al contrabbasso ed Ettore Bonafé alla batteria.

Dalle ore 23 fino a mezzanotte e mezzo, per chi avrà ancora voglia di lasciarsi andare, dj set per ballare sotto le stelle di Vallepicciola.

Prezzi per Le Isole del Gusto
Completo n. 4 voucher
n. 2 vino + n. 2 cibo + Calice e tracolla € 16,00

Voucher singoli
n. 1 vino € 3,50
n.1 cibo € 4,50
n. 1 calice con tracolla € 3,50
n. 1 Dolce € 3,00

Per info su Vallepicciola in Festa: 0577 169 8718

Vallepicciola

Vallepicciola, nella campagna di Castelnuovo Berardenga, è un’azienda vinicola che si estende per 265 ettari, tra boschi, viti ed ulivi che danno vita ad un ottimo extravergine toscano da varietà moraiolo, leccino e frantoio.
Gli ettari vitati sono 95 e vedono la presenza del re dei vitigni toscani, il sangiovese e di vitigni internazionali quali pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e chardonnay.

I vigneti di Vallepicciola, distribuiti sui territori collinari a sinistra del fiume Arbia, sono stati selezionati con molta attenzione secondo la composizione dei suoli e delle zone in cui si alternano amalgami di argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, arenarie e sabbie.
Ed è proprio questo il valore aggiunto di Vallepicciola: la grande variabilità dei suoli che dona ricchezza, eleganza ed unicità ai vini che qui nascono.

Vallepicciola, di proprietà della famiglia Bolfo, è diretta da Alberto Colombo, coadiuvato da uno staff giovane e professionale. Riccardo Cotarella è l’enologo consulente.

Vallepicciola
Strada Provinciale 9 di Pievasciata 21,
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Mangiacinema omaggia Bernardo Bertolucci

0c3af513-c634-416f-a25f-932650f93854Mangiacinema omaggia Bernardo Bertolucci
Il direttore artistico Negri: “Salsomaggiore è stata il set del suo film più ‘pop’ (‘Novecento’) e del suo più premiato (‘L’ultimo imperatore’). Con lui in entrambe le imprese, come autore della cinematografia, il premio Oscar Vittorio Storaro, cittadino onorario di Salso”

SALSOMAGGIORE TERME – La sesta edizione (anno zero) di Mangiacinema – Festa del cibo d’autore e del cinema goloso (in programma a Salsomaggiore Terme dal 25 settembre al 2 ottobre 2019) sarà nel segno di Bertolucci. Lo ha annunciato questa mattina, in conferenza stampa, il direttore artistico Gianluigi Negri, spiegandone i motivi: “Il film più ‘pop’ di Bertolucci (e noi siamo un Festival pop fin dalla nostra nascita nel 2014) ha avuto come set anche Salsomaggiore: i primi otto minuti e mezzo dell’atto secondo di ‘Novecento’ (che racconta il mondo contadino, la provincia e la Bassa) sono 030134e2-3598-4563-b1ba-20527089436cgirati nelle splendide Terme Berzieri, luogo storico che ospita Mangiacinema con il suo irraggiungibile e inimitabile fascino liberty. Cinque minuti della parte centrale del suo film più premiato, ‘L’ultimo imperatore’, vennero girati, invece, nel Salone Moresco del Palazzo dei Congressi, altro gioiello liberty, ‘protagonista’ della famosa scena del ballo. Inoltre, in entrambe le imprese (colossali nel vero senso del termine), l’autore della cinematografia era Vittorio Storaro (tre volte premio Oscar, con la sua terza vittoria proprio per ‘L’ultimo imperatore’), cittadino onorario di Salsomaggiore dal 2011″.
“Il film più pop e quello più premiato di Bertolucci hanno dunque un fortissimo legame con la città termale: ecco perché Bertolucci è ‘anche’ di Salsomaggiore”, conclude Negri.

38204fea-0ad2-4b5a-9a14-8e5ba1ae5df2MADE IN SALSO E COMUNE IN “PRIMA FILA”
Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco di Salsomaggiore Filippo Fritelli e l’assessore alla cultura Pasquale Gerace, artefici del “salvataggio” di Mangiacinema. Se Negri ha spiegato i motivi (già resi noti con un comunicato nei giorni scorsi) per cui Mangiacinema “ricomincia da zero” per “ritornare al futuro”, Fritelli ha sottolineato il fortissimo valore “identitario” della manifestazione, mentre Gerace ha ricordato l’importanza dell’Alberghiero “Magnaghi”, partner di Mangiacinema dalla prima edizione del 2014.

Per il sesto anno della kermesse che porta in città tanti turisti, visitatori e nomi dello spettacolo e del mondo del gusto, il main partner sarà di nuovo Gas Sales Energia. Tra i media partner, rinnovato anche l’appoggio storico da parte della prestigiosa testata InformaCibo diretta da Donato Troiano.

Nel corso della mattinata sono state presentate, infine, le magliette “Ricomincio da zero” (disponibili al Cinema Odeon di Salsomaggiore e in alcuni negozi della città), per lanciare la campagna social “Ricomincio da zero con Mangiacinema”. Le magliette, piccola forma di autofinanziamento, si potranno anche acquistare nel corso dell’estate scrivendo a info@mangiacinema.it o direttamente nei giorni del Festival.
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Contatti:
Ufficio stampa – Tel. 347.6961251
info@mangiacinema.it

Tramonto DiVino in 10 tappe

Tramonto DivTramonto DiVino in 10 tappe:dalla Riviera alla via Emilia fino a Francofortegran tour del gusto insieme ai protagonisti dell’enogastronomia dell’Emilia-Romagna

Fra cultura enogastronomica ed educazione al corretto abbinamento cibo/vino, dopo l’anteprima di maggio in Germania, torna a metà luglio il road show delle tipicità regionali che collega riviera, borghi e città d’arte attraverso l’antico tracciato della via Emilia fino a Francoforte. Un’esperienza enogastronomica irripetibile con centinaia di assaggi di vini e cibi tipici concentrati in una sola serata. Protagonisti prodotti e vini Dop e Igp dell’Emilia-Romagna spettacolarizzati con degustazioni e abbinamenti, show cooking e il racconto di animatori, chef, sommelier e giornalisti.

Bologna (3 luglio 2019) – Dieci tappe e un’anteprima, dalla Riviera alla via Emilia, fino in Germania, per comunicare e promuovere la cultura del vino e del cibo dell’Emilia-Romagna. Torna per il quattordicesimo anno consecutivo ‘Tramonto DiVino’, il tour del gusto che per tutta l’estate mette in contatto le eccellenze enogastronomiche dell’Emilia-Romagna con migliaia di winelover, gastronauti e addetti ai lavori, italiani e stranieri. Un format consolidato che coniuga l’assaggio consapevole e il racconto dei migliori prodotti certificati abbinati a centinaia di etichette di vino provenienti dai quattro angoli della regione.

Dopo un’anteprima speciale, che ha fatto volare la carovana di Tramonto DiVino in Germania, anche quest’anno la bella stagione emiliano-romagnola si animerà nelle più suggestive piazze della riviera, dei borghi e delle città d’arte, di qua e di là dalla via Emilia. E per tre mesi, dal 18 luglio al 20 ottobre, verrà offerta alle decine di migliaia di turisti, viaggiatori, enoappassionati, un’esperienza unica dell’incredibile offerta enogastronomica dell’Emilia-Romagna, chiudendo il cerchio in novembre a Francoforte dove quest’anno tutto è cominciato con l’anteprima del 9 maggio ospitata dal ristorante ‘In Cantina’ aperto nella capitale economica tedesca da Enoteca Regionale Emilia-Romagna.

Sul palcoscenico del gusto di Tramonto DiVino, andrà in scena il meglio delle produzioni Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, dal Prosciutto ‘coronato’ di Parma a quello di Modena, al Parmigiano Reggiano declinato in diverse stagionature, alle tre Dop di Piacenza (Coppa, Salame e Pancetta), alla Mortadella Bologna, allo Squacquerone di Romagna e alla Piadina rigorosamente Romagnola e Igp, all’Olio Evo di Brisighella, fino agli Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio e al famoso Aceto Balsamico di Modena Igp. E ancora le Dop Patata di Bologna e Aglio di Voghiera, il Salame Cacciatore il dessert gourmand preparato a cura dei maestri gelatieri del Carpigiani Gelato Museum completeranno l’offerta del food, insieme ad occasionali compagni di viaggio selezionati fra le migliori offerte enogastronomiche del territorio.

A duettare con i prodotti della gastronomia, centinaia di etichette emiliano-romagnole selezionate, raccontate e proposte in degustazione dai sommelier Ais che spaziano da Sangiovese, Albana, Trebbiano e Pagadebit di Romagna, ai Lambruschi emiliani freschi e frizzanti, ai vini ferraresi delle sabbie, al Pignoletto dei Colli bolognesi, alle Malvasie parmensi, fino ai Gutturnio e Ortrugo piacentini, solo per citarne alcuni. Completano l’offerta dei vini le frizzanti bollicine Metodo Classico in costante crescita anche in Emilia-Romagna.

Tutti i vini sono ordinati e offerti seguendo il rigido pedigree dell’ultima edizione di Emilia-Romagna da Bere e da Mangiare (PrimaPagina editore), guida regionale redatta dall’Associazione Italiana Sommelier consegnata all’ingresso della manifestazione a tutti i partecipanti per orientare e selezionare l’assaggio delle centinaia di etichette regionali a disposizione.

Le Tappe

Dieci le tappe previste questa estate per l’edizione 2019 di Tramonto DiVino, di cui sette organizzate direttamente e tre in collaborazione organizzativa con consolidati partner del tour.

Si comincia giovedì 18 luglio sul nuovo lungomare di Milano Marittima con un Tramonto DiVino ‘on the beach’, per poi spostarsi in città, a Imola (Piazza Matteotti) il 31 luglio. Si torna in riviera il 2 agosto, nella splendida Piazza Spose dei Marinai di Cesenatico, dove un brindisi in anteprima alla Notte Bianca del Cibo Italiano lancerà la tappa successiva a Forlimpopoli (4 agosto, Corte di Casa Artusi), in collaborazione con il Comune di Forlimpopoli e la Fondazione Artusi. Dopo la pausa agostana, tutti in Emilia: si riparte da Ferrara il 4 settembre (Piazza Municipio) e, tre giorni dopo (7 settembre), si fa tappa a Piacenza con una serata organizzata in collaborazione con il Consorzio Salumi Piacentini nell’ambito della due giorni ‘Piacenza è un mare di sapori’. Il 14 settembre è la volta di una delle location più sceniche del tour: la corte della magnifica rocca di Fontanellato nel week end concomitante al mercato dell’antiquariato e la vicina fiera del Camper di scena a Parma. Si prosegue a Scortichino di Bondeno il 21 settembre con la ‘tappa della solidarietà’ organizzata dalla Società Sportiva Nuova Aurora per un gemellaggio a scopo benefico, avviato già 5 anni fa. Ultima tappa italiana del tour il 20 ottobre a Bologna a Fico Eataly World, il più grande parco a tema gastronomico d’Europa, meta ogni anno di milioni di visitatori che da tutto il mondo vengono ad assaggiare l’enogastronomia più blasonata dei cinque continenti.

Chiusura definitiva, ancora una volta a Francoforte, al Ristorante ‘In cantina’, vero baluardo dei prodotti e dei vini a denominazione d’origine all’’estero, per continuare a promuovere il verbo enogastronomico emiliano-romagnolo in quella Germania primo partner commerciale italiano per l’agroalimentare e il vino. La tappa di Francoforte, si inserisce nelle iniziative che la Regione Emilia-Romagna ha organizzato per la “Settimana della cucina italiana nel mondo 2019” nelle tre città tedesche di Berlino, Monaco di Baviera e, appunto, Francoforte.

I banchi d’assaggio

Per favorire la conoscenza, l’assaggio e orientare la scelta fra le centinaia di etichette presenti in ogni tappa, i vini saranno suddivisi per cantina produttrice. In Romagna saranno presenti fra le 40 e le 50 cantine romagnole a tappa per un totale di circa 200 etichette. Ogni cantina avrà tutti i vini raggruppati insieme, seguiti e serviti dai sommelier di Ais che oltre ai vini potranno raccontare l’esperienza, la storia e il territorio di ogni azienda e suggerire gli abbinamenti con i prodotti in assaggio. Un’ampia selezione di vini emiliani raggruppati invece per tipologia completerà l’offerta ai banchi d’assaggio. La stessa cosa avverrà nelle tappe emiliane dove le cantine da Bologna a Piacenza saranno le protagoniste e le etichette romagnole completeranno l’offerta divise per tipologia nei banchi d’assaggio. A Fico e in Germania la selezione sarà orientata dall’appartenenza territoriale in modo da offrire uno spaccato della Regione partendo dai vitigni.

Nuova spinta ai prodotti protagonisti

Per distinguere e valorizzare le Dop e Igp regionali partner di Tramonto DiVino anche quest’anno la distribuzione del food verrà sdoppiata. Da una parte i ragazzi e gli chef dell’Istituto alberghiero Pellegrino Artusi di Forlimpopoli, partner storici di Tramonto DiVino, si occuperanno della distribuzione di alcuni dei prodotti dei consorzi partner con un food truck d’appoggio. Parallelamente in ogni tappa verrà creata l’isola dei protagonisti in cui due o tre prodotti a rotazione e in accordo con i Consorzi, verranno spettacolarizzati come ‘protagonisti di tappa’ attraverso il racconto e lo show cooking curato da chef professionisti e dal presentatore della manifestazione Daniele De Leo.

Ospiti d’onore

Ogni tappa avrà iniziative e ospiti particolari: il tradizionale gemellaggio con il Consorzio della Franciacorta con le cui bollicine si brinderà ‘on the beach’ nella glamour Milano Marittima durante la prima tappa del tour; il premio Miglior Spumante Metodo Classico dell’Emilia-Romagna con degustazione di oltre 40 spumanti top regionali, giuria popolare e premiazioni a Cesenatico. Sempre a Cesenatico, una novità 2019: il Mercatino di Tramonto DiVino nel quale saranno presenti alcune aziende food selezionate dai consorzi regionali per promuovere e per la prima volta vendere, i loro prodotti Dop e Igp. E ancora, gli assaggi a cura della Strada dei Vini e dei Sapori della Romagna, il banco d’assaggio ‘monografico’ dedicato ai vini cugini di San Marino le preparazioni della locale Strada dei vini e dei Sapori della Provincia di Ferrara e tanto altro ancora nelle diverse tappe del tour 2019.

Animazione e storytelling

Per valorizzare e promuovere il patrimonio enogastronomico dell’Emilia-Romagna, ogni tappa del road show sarà animata da giornalisti e blogger e da una serie di “giochi” che hanno l’obiettivo di sviluppare uno “storytelling” mirato ai vini e ai prodotti tipici in degustazione.

Novità di quest’anno è il grande ritorno di “Matrimonio e Tradimento”, pur con un format tutto nuovo, che porta il pubblico a caccia del miglior abbinamento (sodalizio perfetto) tra la ricetta in degustazione e i vini scelti dai due sommelier (avvocati) contendenti. Durante lo show cooking sarà proposto un doppio abbinamento con due vini autoctoni, uno in ‘matrimonio’, l’altro in ‘tradimento’ al piatto in degustazione. Toccherà a due sommelier-attori, che avranno a disposizione 3 minuti ciascuno per la loro arringa, convincere il pubblico durante la degustazione del piatto su quale sia il vino migliore per l’abbinamento e perché. A fine degustazione ci sarà una votazione da parte del pubblico che decreterà in modo spettacolare il miglior abbinamento.

Seconda novità dell’anno, il selfie corner in versione analogica. Ogni partecipante al road show potrà farsi scattare una foto e riceverne subito in omaggio una copia stampata, a patto che si scarichi sul proprio smartphone l’app Via Emilia Wine&Food, una guida completa e a portata di clik, o meglio di tap, dell’enogastronomia dell’Emilia-Romagna.

Non finisce qui, l’intero tour sarà accompagnato dalle note lievi e inedite di un sassofonista e di una vocalist.

Contest facebook e instagram

Che cosa rende unica agli occhi dei winelovers l’Emilia-Romagna e la sua offerta enogastronomica? È questa la domanda alla base del contest #TramontoDiVino2019. Che sia un aperitivo al tramonto con i piedi nella sabbia, i colori e i profumi di un vigneto o un ricco calice sorseggiato in una delle città d’arte lungo la Via Emilia, sta agli utenti del web trovare la risposta con un post su Facebook o Instagram che associ la forza delle immagini all’efficacia delle parole. Il contest si conclude a fine settembre e i vincitori, selezionati da una giuria popolare a suon di like, saranno premiati con prodotti enogastronomici durante l’ultima tappa di Tramonto DiVino, quella del 20 ottobre a FICO.

Partner dell’evento

Tramonto DiVino è un evento dell’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna in partnership con l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, APT Servizi e Unioncamere Emilia-Romagna, organizzato da Agenzia PrimaPagina Cesena insieme alle Ais di Emilia e Romagna. Partner dell’edizione 2019 sono: Carpigiani Gelato Museum, i Consorzi delle principali Dop e Igp dell’Emilia-Romagna: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e di Modena, Salumi Piacentini, Pesca e Nettarina di Romagna, Pera dell’Emilia-Romagna, Mortadella Bologna, Consorzio Salame Cacciatore, Associazione dello Squacquerone di Romagna (rappresentata dalla Centrale del Latte di Cesena), Olio Extravergine di Oliva di Brisighella, Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia, Aceto Balsamico di Modena, Patata di Bologna, Piadina Romagnola, Aglio di Voghiera, Zampone e Cotechino di Modena. E ancora le Strade dei vini e dei sapori della Romagna e della Provincia di Ferrara.

Info e partecipazione

Per operare una corretta selezione dei partecipanti all’evento, indirizzando ad una degustazione e ad un consumo consapevole dei vini e dei prodotti gastronomici regionali, è previsto un ticket d’ingresso fissato a 20 euro. Il ticket, secondo una collaudata prassi, prevede la consegna ai partecipanti della Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare”, un calice per le degustazioni con marsupio e un carnet di assaggi prodotti della gastronomia, mentre la degustazione dei vini è libera. L’assaggio limitato della ricetta a cura dello chef nell’Isola dei protagonisti richiederà un ticket supplementare del costo di € 3. Tutte le informazioni e il programma sul sito www.emiliaromagnavini.it e scaricando l’App Via Emilia Wine & Food.

Bologna, 3 luglio 2019

Ufficio Stampa PrimaPagina

Maurizio Magni – Filippo Fabbri
(tel. 0547 24284 / 3471567681)

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Filippo Fabbri – Agenzia PrimaPagina
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Il sale della vita

Il sale della vita
«Una vita tutta dolcezza sarebbe insulsa; il sale è amaro, se preso da solo, ma quando è gustato nella pietanza, dà sapore alla carne. Le difficoltà sono il sale della vita».
Robert Baden-Powell (1857-1941)

A Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo

la Sacher torte
La città dove si vive meglio al mondo

“Altri preferiscono ricorrere alla guerra, tu, beata Austria, al matrimonio”. In sintesi questa la storia degli Asburgo che hanno creato un Impero. Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche vestigia di quel periodo che viene rappresentato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole interpretate da Romy Schneider. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell’Hofburg che consente, attraverso oltre 300 oggetti personali dell’imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani – dichiara Isabella Rauter Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna – con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati la vetrina della pasticceria Demelalla cultura e all’architettura, è in crescita anche il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.
La capitale austriaca si è classificata la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer, primo posto che detiene saldamente da dieci anni. Vivere a Vienna, anche solo per qualche giorno, è un’esperienza emozionante: si viene subito colpiti dai palazzi ben tenuti che sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade pulitissime senza caos, tanto verde nei parchi e giardini e nei ristoranti tutti parlano a bassa voce.
Il venticinque maggio prossimo si festeggiano i 150 anni dell’Opera di Stato con la prima di “Die Frau ohne Schatten” di Richard Strauss. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d’opera e balletti. Per gli appassionati vi è un evento imperdibile il venti giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. A Vienna la musica è nell’aria, ma è sbagliato considerarla solo per il valzer, opera e musica classica. A Vienna star mondiali della musica rock e pop sono di casa. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono inesorabilmente alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica. In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale degli Asburgo, fu iniziata a partire dal XIII secolo. Essa fu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell’imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell’aquila austriaca. Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca. Il campanile detto Stefanino è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre, è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l’assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del grande organo del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue) ricorda il luogo in cui – si dice – furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici, nel 39 percento delle destinazioni, un record europeo. La “Vienna City Card”, acquistabile in Internet con la durata di 24 o di 72 ore, consente l’accesso gratuito e illimitato a metropolitana, tram e autobus con oltre 210 sconti in attrazioni, musei, negozi e ora anche per il transfer dall’aeroporto. Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell’arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele; i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt, Velázquez e la bellissima Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali, Kohlmarkt e Graben, l’antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini. Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile, ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO, per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio al primo piano, segno del mutare dei tempi. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. A Vienna ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società. Il tipico caffè di Vienna è dunque una “estensione del proprio salotto di casa”, dove ci si va per meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare con amici o anche con estranei e naturalmente anche per bere un buon caffè.

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
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email: harrydiprisco@libero.it

A Vallepicciola luglio è Jazz “Winery Tasting Jazz” il festival con artisti di fama internazionale nei meravigliosi spazi della cantina Vallepicciola

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“Winery Tasting Jazz”
il festival con artisti di fama internazionale nei meravigliosi spazi della cantina Vallepicciola

13, 19, 22 e 23 luglio
Aperitivo ed a seguire concerto

Vallepicciola Strada Provinciale 9 di Pievasciata, 21, Pievasciata,
Castelnuovo Berardenga SI

A luglio Vallepicciola, azienda vinicola in Chianti Classico, si vestirà di jazz, dando vita ad un festival che porterà nei suoi spazi all’aperto artisti di fama internazionale.

Winery Tasting Jazz, che non sarà soltanto musica, ma anche buon cibo accompagnato dai vini di Vallepicciola, annuncia per l’estate 4 date imperdibili.

L’inizio del festival è fissato per sabato 13 luglio, quando salirà sul palcoscenico il giovane Tommaso Perazzo, uno dei più promettenti musicisti italiani.
Classe ’96, Tommaso ha già prodotto il suo primo disco da solista con il suo trio formato dagli altrettanto giovani e talentuosi artisti: Marcello Cardillo, 22 anni, alla batteria e Kimon Karoutzos, 24 anni, al contrabbasso.

Nell’ultimo anno Tommaso ha conquistato numerosi traguardi: si è classificato primo ad uno dei più prestigiosi concorsi italiani, il “Premio Nazionale Massimo Urbani”, ha vinto il premio come miglior solista al Keep an Eye on Jazz ad Amsterdam ed è stato selezionato per il Monk Institute of Jazz di Los Angeles come unico europeo, ottenendo di suonare davanti ad una illustre giuria composta di pilastri del jazz mondiale come Herbie Hancock, Wayne Shorter e Ambrose Akinmusire.

Il 19 luglio, ad accompagnare le stelle su Vallepicciola e sulle sue vigne, saranno le note di Camilla Battaglia EMIT insieme a Michele Tino al sax alto, Andrea Lombardini al basso elettrico e Bernardo Guerra alla batteria.

Battaglia è una cantante e compositrice tra le più promettenti sul panorama italiano, che con il suo ultimo disco “EMIT: Rotator Tenet” celebra in musica il concetto di tempo attraverso la lente della scienza e della filosofia. Si ispira infatti alle poesie di Sylvia Plath, alle lettere contenute nelle premesse di “Essere e Tempo” di Heidegger, ai numeri corrispondenti alle consonanti tra le parole proclamate dal demone ne ‘La gaia scienza’ di Nietzsche e, infine, alle immagini efficaci di Carlo Rovelli ne “L’ordine del tempo”.
Camilla Battaglia si interroga sullo scorrere del tempo, seguendo un processo analitico in cui la musica è dettata anche da teorie che dimostrano l’esistenza di innumerevoli realtà discontinue che convivono in tempi e spazi diversi.

Il 22 luglio saliranno invece sul palco direttamente da New York Ben Wendel e la sua “Seasons Band”.
Sassofonista tra i più rinomati al mondo, Ben aveva già prodotto nel 2015 un progetto artistico music/video intitolato The Seasons ed ispirato da una serie di 12 brani per pianoforte scritti nel 1876 da Tchaikovsky.
Nell’ultimo anno ha deciso di espandere questo progetto e portarlo in giro per il mondo in versione allargata, in quintetto.
La band con cui Ben Wendel si esibirà sarà a tutti gli effetti una all-stars-band con musicisti tra i più conosciuti ed apprezzati della scena jazzistica mondiale: Aaron Parks al piano, Gilad Hekselman alla chitarra, Matt Brewer al contrabbasso e Kendrick Scott alla batteria.
Quella del 22 Luglio al Vallepicciola Jazz Festival sarà l’unica data italiana del tour europeo della band.

Il 23 luglio, per l’ultima serata, gli ospiti saranno trasportati in un altro magico mood dalle note del trio capitanato da Dayna Stephens, sassofonista e compositore, classe ’78, tra i più rinomati della scena mondiale.
Oltre a dirigere i propri gruppi, le collaborazioni prestigiose di Dayna non si contano: ha infatti collaborato stabilmente con musicisti del calibro di Kenny Barron, Ambrose Akinmusire, Taylor Eigsti, Julian Lage, Eric Harland, Brad Mehldau, Larry Granadier, Aaron Parks, Walter Smith III, Gerald Clayton e altri contemporanei.
Con all’attivo ben 8 dischi, per il Winery Tasting Jazz Dayna si esibirà in trio con una ritmica d’eccezione composta da Dario Deidda al basso elettrico e da Anthony Pinciotti alla batteria.

Ogni concerto sarà preceduto da un aperitivo con ottimo cibo e con i vini di Vallepicciola.

Inizio ore 20: buffet e wine tasting

Ore 21.15 inizio concerto
Costo 20 euro a persona comprensivo di buffet, un calice di vino e concerto. 15% di sconto al wineshop con biglietto di ingresso

Gradita la prenotazione al numero 0577. 1698718

Programma

13 luglio

Tommaso Perazzo TRIO

Tommaso Perazzo: Pianoforte
Kimon Karoutzos: Contrabbasso
Marcello Cardillo: Batteria

19 luglio

Camilla Battaglia EMIT

Camilla Battaglia: Voce, Keys, Elettronica
Michele Tino: Sax Alto
Andrea Lombardini: Basso Elettrico
Bernando Guerra: Batteria

22 luglio

Ben Wendel Seasons Band

Ben Wendel: Sax Tenore
Aaron Parks: Pianoforte
Gilad Hekselman: Chitarra
Matt Brewer: Contrabbasso
Kendrick Scott: Batteria

23 luglio

Dayna Stephens TRIO

Dayna Stephens: Sax Tenore
Dario Deidda: Basso Elettrico
Anthony Pinciotti: Batteria

Vallepicciola

Vallepicciola, nella campagna di Castelnuovo Berardenga, è un’azienda vinicola che si estende per 265 ettari, tra boschi, viti ed ulivi che danno vita ad un ottimo extravergine toscano da varietà moraiolo, leccino e frantoio.
Gli ettari vitati sono 95 e vedono la presenza del re dei vitigni toscani, il sangiovese e di vitigni internazionali quali pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e chardonnay.

I vigneti di Vallepicciola, distribuiti sui territori collinari a sinistra del fiume Arbia, sono stati selezionati con molta attenzione secondo la composizione dei suoli e delle zone in cui si alternano amalgami di argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, arenarie e sabbie.
Ed è proprio questo il valore aggiunto di Vallepicciola: la grande variabilità dei suoli che dona ricchezza, eleganza ed unicità ai vini che qui nascono.

Vallepicciola, di proprietà della famiglia Bolfo, è diretta da Alberto Colombo, coadiuvato da uno staff giovane e professionale. Riccardo Cotarella è l’enologo consulente.

Vallepicciola
Strada Provinciale 9 di Pievasciata 21,
Castelnuovo Berardenga SI
Tel. 0577 169 8718 – Mail Vallepicciola
Sito Vallepicciola

Press Kit Vallepicciola

Ufficio Stampa
Roberta Perna – Email Roberta Perna
Tel. 329 9293459 – Sito Roberta Perna

Valentino Tesi è il migior sommelier della Toscana 2019

Valentino Tesi è il migior sommelier della Toscana 2019

La proclamazione ieri sera a Palazzo del Pegaso della Regione Toscana a Firenze

Piazza d’onore per Simone Vergamini mentre sul terzo gradino del podio a pari merito si sono classificati Luca Matarazzo e Daniele Palavisini

Valentino Tesi, sommelier della delegazione di Pistoia è il Miglior Sommelier della Toscana 2019. L’elezione è avvenuta ieri 1 luglio, al termine della finalissima del concorso di AIS Toscana premio “Consorzio Vino Chianti”, tenutasi a Firenze nella Sala del Gonfalone di Palazzo del Pegaso della Regione Toscana.

“Auguro al vincitore di quest’anno lo stesso successo che ha avuto il suo predecessore – ha commentato il Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini – bissando pochi mesi dopo la sua elezione a Miglior Sommelier della Toscana, con il gradino più alto nella competizione nazionale. L’unico consiglio che mi sento di dare al nuovo ambasciatore della sommellerie toscana è di continuare a trarre soddisfazione da tali esperienze ma al contempo avere il coraggio di rimettersi sempre in gioco, non solo per misurarsi con gli altri, ma anche e soprattutto per migliorare la propria professionalità e cercare di superarsi ogni volta. Solo in questo modo, non sentendosi mai arrivati, si costruiscono i successi giorno per giorno – ha aggiunto Cini – questo concorso è importante per noi e per loro, ma ci sono tante competizioni nazionali che li aspettano. La nostra Scuola Concorsi è una delle migliori e ogni anno ne abbiamo la dimostrazione, con i nostri alfieri che riescono a piazzarsi sempre in posizioni al top”.

L’edizione 2019 del concorso si erge a suggello di una importante collaborazione di AIS con il Consorzio del Vino Chianti, a cui è stata altresì dedicata la Masterclass – guidata dal Campione italiano in carica Simone Loguercio e da Luca Alves Franco del Consorzio Vino Chianti – nella Sala Gigli del Palazzo del Pegaso che ha preceduto la sfida finale per eleggere il Miglior Sommelier della Toscana 2019.

Dopo il saluto portato a nome del Consiglio Regionale della Toscana e del suo Presidente Eugenio Giani da parte del Capo di Gabinetto Paolo Becattini, si è tenuta la proclamazione del Miglior Sommelier della Toscana 2019 premio “Consorzio Vino Chianti”, che tuttavia non è stata l’unico evento della giornata, infatti è stata aperta al pubblico dalle 15.30 e fino alle 19.00 la degustazione libera di selezionati vini del Consorzio Vino Chianti ai banchi d’assaggio nel Corridoio della Sala Barile.

“La collaborazione del Consorzio Vino Chianti con una realtà importante e prestigiosa come AIS è la conferma della crescita qualitativa del nostro prodotto – ha dichiarato il Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi. Il Chianti si conferma un vino di altissimo livello, capace di migliorarsi e innovarsi grazie ad investimenti mirati e all’uso sapiente delle tecnologie in grado di valorizzarne le caratteristiche uniche. Gli apprezzamenti e i riconoscimenti ottenuti vanno ormai oltre la fama del nome Chianti, e convincono sempre di più un mercato esigente, che cerca l’eccellenza, con il plauso anche degli esperti e degli operatori di settore.”

Tesi ha avuto la meglio al termine della sfida finale che lo ha visto contrapporsi a Simone Vergamini della delegazione di Lucca, a cui è andata la piazza d’onore dopo una serie di prove di riconoscimento alla cieca di alcuni vini, tecniche di servizio e decantazione, fino alla prova finale di comunicazione. Terzo gradino del podio a pari merito per Luca Matarazzo anch’egli della delegazione di Lucca e Daniele Palavisini della delegazione Valdelsa.

“Ho coronato un percorso che sognavo da anni – ha commentato il vincitore Valentino Tesi – ovvero diventare il miglior sommelier della mia regione. Lo ritengo oltremodo un privilegio, poiché considero la Toscana una delle prime tre regioni al mondo per importanza vitivinicola. Esserne ambasciatore mi riempie di orgoglio ma soprattutto mi ripaga di tanti sacrifici fatti per studiare, allenarmi e prepararmi. Mi sento inoltre fortunato, da toscano, ad aver avuto come guida dei grandi maestri della sommellerie, a partire dalla Scuola Concorsi: ognuno di loro mi ha trasmesso un qualcosa che messo insieme mi ha permesso di arrivare a questo punto”.

Il titolo di Miglior Sommelier della Toscana non è l’unico titolo che si è aggiudicato nella sua carriera il vincitore di questa edizione: nel suo palmares infatti, può vantare tra l’altro, anche il primo Master Chianti Classico vinto lo scorso febbraio in occasione dell’anteprima alla Stazione Leopolda e il titolo di vicecampione italiano, alle spalle dell’altro toscano Simone Loguercio nel Premio Trentodoc Miglior Sommelier d’Italia 2018.

Ufficio Stampa AIS Toscana
Marte Comunicazione snc di Morganti e Tempestini
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ufficio.stampa@aistoscana.it; www.aistoscana.it
Il Presidente AIS Toscana Cristiano Cini, il vincitore Valentino Tesi e il Presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi
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Festa Artusiana XXIII Edizione

Festa Artusiana XXIII Edizione

Forlimpopoli (Fc) 22-30 giugno 2019

La città natale dell’Artusi lancia un messaggio: “Torniamo alla cucina di casa”

Incontri, degustazioni, laboratori, spettacoli, concerti, insieme ai protagonisti della cultura gastronomica nazionale. Nel corso della Festa una sessantina di ristoranti con due ricette ispirate alla cucina artusiana.

Tutti parlano di cucina pochissimi cucinano, tanti invocano la tradizione pochissimi la frequentano, molti si dicono intenditori di grandi prodotti poi si affidano al food delivery. Forlimpopoli, cittadina natale di Pellegrino Artusi padre della cucina italiana, lancia un appello: torniamo alla cucina di casa, quella domestica, che è tradizione, cultura e territorio.

Un messaggio forte, lanciato nella 23esima edizione della Festa Artusiana, dal 22 al 30 giugno prossimo a Forlimpopoli, in Romagna. Nove giorni insieme ai protagonisti dell’enogastronomia nazionale, con degustazioni, incontri sulla cultura gastronomica, laboratori del gusto, concerti, spettacoli, mostre sul tema del cibo e una sessantina di ristoranti del tipico con in carta due ricette ispirate alla tradizione artusiana.

Fil rouge di questa edizione sarà il convegno di apertura della Festa sabato 22 giugno alle ore 17 “La cucina di casa domani” a Casa Artusi, che mette a confronto i principali protagonisti della cultura enogastronomica italiana: Massimo Montanari, Alberto Capatti, Marco Dalla Rosa, Carol Povigna, Gian Franco Gasparini e il giornalista Carlo Cambi. L’incontro mette l’accento sul tema della cucina domestica, cuore dell’attività di Casa Artusi, e riflette sul ruolo effettivo (mutato e mutevole) che esso ha assunto e sta assumendo nella società contemporanea. Come sarà la cucina domestica alla luce dei repentini mutamenti d’oggi?

Casa Artusi, crocevia della Festa

Tanti i centri di gravità della Festa a partire da Casa Artusi, centro di cultura gastronomica che valorizza l’opera del padre della cucina domestica italiana. In occasione della Festa si apre ai tanti visitatori con percorsi di conoscenza e degustazione, insieme ai protagonisti dell’enogastronomia nazionale e internazionale. Nei nove giorni, tra le tante iniziative, propone gli App-eritivi: Applicazioni per il benessere di buone letture e buon cibo, spazio ideale per presentare libri ed autori che parlano di cibo, sostenibilità, prodotti e territorio. Tra i protagonisti alle ore 19 Matteo Straccia nipote di Folco Portinari, Luisanna Messeri, Lucia Corrain, Ernesto Assante, Monica Alba, Giovanna Frosini, la cucina degli scrittori. Un’altra serie di incontri è Dire Fare…Mangiare su tematiche d’attualità sul cibo nel suo rapporto con l’arte, la sostenibilità e altri temi.

Piazza Artusi, crocevia di esperienze

Un altro centro di gravità della Festa è piazza Garibaldi, da sempre ribattezzata piazza Artusi, crocevia di sapori, proposte ed esperienze. Qui trovano spazio Le Città dei sapori con le tipicità gastronomiche da tutta Italia, Le Città d’Europa con la cucina di Rovigno e il Comitato Feste di Villeneuve-Loubet (Francia). E ancora, la cultura dell’ospitalità di Bertinoro da sempre balcone di Romagna, lo spazio Cuore buono d’Italia con le proposte degli associati di Cna e Confcooperative di Forlì-Cesena, quello di Campagna Amica di Coldiretti, e I Sapori del territorio di Confartigianato.

Premio Marietta: mille euro in palio

La città natale dell’Artusi omaggia le Mariette di oggi. Uomini o donne non fa differenza, l’importante è essere cuochi dilettanti animati dal sacro fuoco per i fornelli. Tutto questo è il Premio Marietta, il concorso nazionale promosso dal Comune di Forlimpopoli, in collaborazione con Casa Artusi e l’Associazione delle Mariette, dedicato alla celebre governante del gastronomo.

Nella scuola di cucina di Casa Artusi si sfidano 5 concorrenti da tutta Italia, che hanno presentato una ricetta originale di un primo piatto ispirato alla cucina domestica dell’Artusi. Domenica 23 giugno sarà proclamato il vincitore. In palio un premio di 1.000 euro offerti da Conad Superstore Giardino, mentre tutti gli altri finalisti ricevono 5 Kg di pasta, messi a disposizione da Conad.

Premi Marietta ad Honorem

Un giornalista di fama nazionale e una coppia che ha fatto della difesa della tradizione la sua scelta di vita. Tradotto in nomi e cognomi, rispettivamente Carlo Cambi, Maurizio Camilletti e Rossella Reali. A loro va il Premio Marietta ad Honorem riconoscimento attribuito a personalità che, con modalità differenti, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della cultura del mangiar bene, della tavola come momento conviviale, punto di incontro del “buono e del bello”.

Carlo Cambi è uno degli antesignani dell’incontro tra cibo e turismo. Lo ha fatto con gli strumenti che meglio sa usare, il racconto giornalistico su numerose testate nazionali, lo sta facendo tutt’oggi in televisione sui canali Rai e nelle innumerevoli pubblicazioni in ambito editoriale.

Maurizio Camilletti e Rossella Reali con la loro bottega artigiana sulle pendici di Montetiffi a Sogliano al Rubicone, tengono viva la professione di tegliai, figlia di una manualità con secoli di storia alle spalle. La premiazione di entrambi avverrà domenica 23 giugno a Casa Artusi.

Ristorazione e mercato artusiani

La Festa Artusiana ha sempre fatto una scelta di campo: per la tipicità e la qualità dei prodotti secondo lo spirito artusiano. Perché come scriveva il padre della Cucina Italiana, bisogna sempre scegliere “per materia prima roba della più fine, ché questa vi farà figurare”. Una scelta che ribadisce nelle 60 attività ristorative presenti nel corso della nove giorni della kermesse, il cui menu contiene almeno due ricette artusiane.

La Festa Artusiana è anche ecologica e sostenibile: sono ammesse solo stoviglie e posate lavabili o compostabili.

Stessa filosofia nell’area mercato, dedicata all’artigianato enogastronomico, ai prodotti a km zero, quelli tipici, di stagione e del territorio legati alla cucina di casa, con le proposte di associazioni, aziende agro alimentari, allevatori e piccoli artigiani.

Le iniziative del Maf

Il MAF-Museo Archeologico “T.Aldini” di Forlimpopoli in collaborazione con RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe, offre al pubblico aperture straordinarie in orario serale: tutte le sere sono previste visite guidate tematiche in Museo con degustazione finale di vini offerti dalle cantine del territorio. Tre i turni di visita: alle ore 20, 21 e 22. Sono, inoltre, proposte visite guidate alla Rocca e ai suoi suggestivi camminamenti.

Giornata speciale domenica 23 giugno con presentazione a Casa Artusi (ore 19) e inaugurazione in Museo (ore 20): di scena “Il museo è servito. Mostra di piatti d’artista”. In esposizione venti piatti dipinti da altrettanti pittori attivi in ambito romagnolo, alcuni dei quali già da tempo in contatto con l’ambiente forlimpopolese, i quali hanno trasformato in originali opere d’arte normalissimi piatti d’uso comune nelle nostre case o nei luoghi di ristorazione. L’iniziativa, promossa congiuntamente dal Comune di Forlimpopoli, dal Museo e da Casa Artusi, in collaborazione con RavennAntica, si avvale del patrocinio dell’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna. La mostra resterà aperta al pubblico dal 23 giugno all’8 settembre 2019.

Spettacoli

Ricco il programma degli spettacoli che si presenta con anima e radici romagnole e toscane proprio come Pellegrino Artusi, e nasce dall’incontro tra Alberto Masoni di Terzostudio di San Miniato, Veronica Gonzalez e Maria Cristina Minotti di Forlimpopoli che si dividono la direzione artistica ed organizzativa. Nove le serate di spettacolo della Festa Artusiana che si dislocheranno tra Piazza Pompilio, Fossato della Rocca, Via Costa e Via Veneto: dal teatro ragazzi, agli artisti di strada, ai gruppi itineranti passando per diversi generi musicali: folk, world music, classica e soul e spettacoli che senza l’uso della parola sono accessibili ad un pubblico internazionale.

Tra le rassegne ospitate il rinnovato sodalizio con ArtusiJazz, organizzato dall’Associazione Culturale “Dai de Jazz” di Forlimpopoli, appuntamento imperdibile per gli appassionati e per tutti coloro che vogliono ascoltare dal vivo i nomi più importanti del panorama jazzistico italiano. Così come confermata la collaborazione con la Scuola di Musica popolare e altre associazioni del territorio.

Informazioni

Ufficio Cultura tel. 0543-749237-4 (orario 10-13; durante la Festa 16-21).

Mail: info@festartusiana.it

Siti: www.festartusiana.it www.forlimpopolicittartusiana.it

Forlimpopoli, 14 giugno 2019

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Filippo Fabbri – Alice Magnani

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