Coniglio con le olive

121315181_10223650614524450_7171971274989383579_oConiglio con le olive

Ingredienti
1 coniglio di casa
300 gr di olive verdi snocciolate
olio
rosmarino
alloro
vino
sale

Preparazione
Tagliate a pezzi il coniglio.
Soffriggete in olio il coniglio per 10 minuti.Sfumate con del vino
Aggiungete olive, rosmarino e aromi, chiudete la pentola con il coperchio, abbassate la fiamma e terminate la cottura

Zucchina ripiena di ricotta

121394490_10223658245915230_2509194003743518852_oZucchina ripiena di ricotta

Ho tante zucchine trombetta che mi regalano e non so mai come cucinarle ho fatto questo esperimento e direi che è riuscito bene

Ingredienti
1 Zucchina trombetta
400 gr di ricotta
qualche cucchiaio  di pecorino
pangrattato
Preparazione
Lavate la zucchina . La parte lunga è stretta della zucchina fatela a dadini e cuocetela in padella o  in forno ( io l ‘ho fritta in friggitrice ad aria)
La parte larga tagliatela a metà per il lungo, scavatela, eliminando semi e filamenti e l cuocetela in forno (io l ho cotta nella friggitrice ad aria) e per 10 minuti
In un contenitore unite alla ricotta, qualche cucchiaio di pecorino, i dadini di zucchine   e con questo ripieno farcite la parte larga della zucchina, spolverizzate con pangrattato  e pecorino e cuocete in forno (io l’ho cotta  in friggitrice ad aria) a 200 gradi

Il senza lattosio: Da mercato di nicchia a Tred di consumo

Sabelli - Burratina senza lattosio 125gIl senza lattosio: Da mercato di nicchia a Tred di consumo

Aumenta sempre di più la richiesta di prodotti senza lattosio da parte dei consumatori. Sabelli spiega come vengono delattosati i latticini e a chi è maggiormente indicato il consumo

Ascoli Piceno, 12 ottobre 2020 – Negli ultimi anni sono cresciuti i consumatori che scelgono prodotti privi di lattosio: da chi ha un’intolleranza più o meno lieve a questo zucchero presente nel latte, a chi, attento all’alimentazione e al benessere sceglie di acquistare formaggi e latticini con lo stesso sapore, ma con una maggiore digeribilità.

Il lattosio è uno zucchero bisaccaride presente nel latte, composto da glucosio e galattosio, che può essere facilmente scomposto e digerito attraverso la lattasi, un enzima presente fin da bambini nel nostro organismo. Tuttavia, con la crescita, è comune a molti individui la carenza di questo enzima, che contribuisce alla comparsa di intolleranze più o meno gravi e che provocano reazioni infiammatorie, come per esempio emicrania, gonfiore, colite o dermatite.

“Quando si parla di intolleranza al lattosio vanno distinte due situazioni, che spesso coesistono – spiega la nutrizionista Deborah Orlando – Da una parte l’intolleranza biochimica al lattosio che dipende dalla mancanza dell’enzima lattasi e che comporta un’incapacità del sistema digerente di assimilare il lattosio e di trasformarlo in uno zucchero semplice. Dall’altra l’ipersensibilità al latte e a tutte le sue componenti, una reazione del nostro sistema immunitario. In età adulta – conclude la dott.ssa Orlando – è molto diffusa l’insorgenza dell’intolleranza biochimica al lattosio, a causa di un calo fisiologico della produzione dell’enzima che si occupa della digestione di questo zucchero”.

Ecco perché il consumo di prodotti senza lattosio è sempre più diffuso anche tra i consumatori che non hanno un’intolleranza certificata. Nel 2019 il trend di consumo di questi prodotti si è attestato sul + 1,9% (Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy) e i risultati di una indagine condotta da italiani.coop in collaborazione con Nomisma prevedono un aumento dell’acquisto di prodotti senza lattosio pari al +13% nel 2020.

Il Gruppo Sabelli ha lanciato la linea senza lattosio già nel 2016 con le mozzarelle, per poi estendere la produzione anche alle burratine, mozzarelline e stracciatelle, tutti prodotti realizzati con il latte proveniente principalmente dalla zona del Gran Sasso e dei Monti Sibillini.

Come viene prodotto il senza lattosio? Il procedimento per delattosare il latte è quello enzimatico: al latte viene aggiunta la lattasi nelle vasche di coagulazione per la formazione della cagliata e la sua azione dura fino al termine del processo della sua maturazione, per circa 7 ore.
Con questo procedimento, il Gruppo Sabelli riesce ad ottenere prodotti con una presenza di lattosio dello 0,01 per cento, fino a 10 volte inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

I latticini senza lattosio del Gruppo Sabelli sono stati premiati dai consumatori “Eletto Prodotto dell’Anno” per la loro categoria sia nel 2018 che nel 2019. Ad essere state premiate da oltre 12.000 consumatori attraverso la più importante ricerca sull’innovazione in Italia svolta dall’istituto indipendente IRI, sono state le mozzarelle in busta nel 2019, mentre l’anno precedente il gruppo marchigiano si era aggiudicato il premio per la linea di burrate.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Sabelli Group
fruitecom
Stefania Duminuco e Luca Speroni
T. 059 7863812
M. 334 6453395
M. 345 4057012
stefania@fruitecom.it
luca.speroni@fruitecom.it

Saccottini pasta sfoglia e nutella

121260260_10223650159713080_2975327534411101205_oSaccottini pasta sfoglia e nutella

Laboratorio a 4 mani  io e la mia bimba in cucina cucinando dolci di pasta sfoglia con  la nutella . Non sono belli ma erano buoni e ci siamo divertite a cucinare insieme

Potete fare la medesima ricetta con la pasta brisè
Potete farcire con mandorle o nocciole
Ingredienti
1 rotolo di #pastasfoglia integrale @buitoni
#Nutella @nutella
#zuccheroavelo

Preparazione
Srotolate la pasta sfoglia, dividetela in rettangoli uguali, di ogni rettangolo farcite il centro con nutella chiudete bene il vs rettandolino (sigillatelo bene)
Adagiate in una teglia rivestita su carta forno(io uso quella nella confezione
Infornate a 180 gradi (a forno caldo) per 15/20 minuti o comunque fino a quando non si saranno dorati io li ho cucinati nella friggitrice ad aria a 200 gradi, una volta dorati da una parte li ho girati e cotti dall’altra parte
Sfornate e lasciate raffreddare prima di servire.
Spolverizzate con lo zucchero a velo

#ricettedicasaele #cucinaitaliana #Nutella

#cucinatradizionale #cucinatoscana

#piattiitaliani#piattitipici #italianfoodporn

#italianfood #foodporn#foodpost #foodgasm #istagram

#istafoog #dolce#dolci #dessert

Noodles di konjac saltati in padella con pomodorini piselli zucchine.

121127841_10223624487471290_2935005214794034158_nNoodles di konjac saltati in padella con pomodorini, piselli, zucchine.. un piatto leggero veloce e pronto in 5 minuti….Digeribile e leggero ..
Alla domanda di cosa sanno gli spaghetti di konjac (Glucomannano? io rispondo assomigliano diciamo agli spaghetti di riso e di soia, come consistenza, con un gusto leggermente diverso a me piacciono tutti …Il konjac non è un cereale ha solo 6 calorie per 100 grammi è priva di glutine, grassi, senza zuccheri aggiunti, carboidrati e lattosio Molto ricchi di fibre dietetiche

Ingredienti
600 gr di Noodles di konjac
2 zucchine
1 manciata generosa di pomodorini
1 manciata generosa di piselli (io ho usato quelli surgelati)
olio extra vergine di oliva
sale
salsa di soia

Preparazione
Sciacquate i noodle
Lavate e tagliate le zucchine e i pomodorini
In padella in un filo di  olio rosolate la zucchine, aggiungete i piselli e i pomodorini , regolate di sale e  terminate la cottura ( io lascio le verdure un po ‘ al dente/croccanti)
Aggiungete i noodle e spadellateli per alcuni minuti a piacere in ultimo aggiungete della salsa di soia

Spaghetti al nero di seppia

120550418_10223566647625330_1257345536994644189_n (1)Spaghetti al nero di seppia
Ingredienti
400 gr di spaghetti
500 gr di seppie
vino bianco
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe o peperoncino

Preparazione
Pulite le seppie sul lavello rendete la vostra seppia e depositatela su un tagliere. Con un coltello affilato tagliate la seppia sul dorso dove si trova l’osso, per estrarlo. Staccate poi la sacca dalla testa. Cercate poi la vescichetta dell’inchiostro e toglietela. Se volete usare il nero mettetela in una ciotolina. Attenti a non romperla.
In una padella in olio rosolate l’aglio, eliminate aglio, unite le seppie pulite e fate rosolare,  sfumate con del vino bianco,  aggiungete le vesciche del nero sciolte in poca acqua, se non dovessero bastare aggiungete una bustina, terminate la cottura aggiustate di sale e pepe
Lessate la pasta in una pentola con l’acqua salata, scolatela e conditela con la salsa. A questo punto sarà pronta.

Seppioline

120440661_10223566522742208_1579088131701509241_oSeppioline

Ingredienti
800 gr di seppie
vino bianco
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe o peperoncino

Preparazione
In una padella in olio rosolate l’aglio, eliminate aglio, aggiungete le seppie,sfumate con vino bianco, salate, aggiungete pepe o peperoncino secondo il vostro gusto personale, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e terminate la cotture
Ottime anche con la pasta
A crudo aggiungete prezzemolo, una girata di olio e a piacere altro pepe o peperoncino

Torta sfoglia con crema di nocciola e crema di pistacchio

120194435_10223532822579725_2382061697147004892_o (1)Torta sfoglia con crema di nocciola e crema di pistacchio

Cucinare con i bambini è bello e divertente
Ci sono ricette che si prestano più di altre a questi laboratori di cucina, a 4 mani, sicuramente la briseè o la pasta sfoglia sono ingredienti ideali per avvicinare i bambini alla cucina
Questo abbinamento nasce dalla fantasia di mia figlia che ha voluto fare una sfoglia unendo crema di nocciola alla crema di pistacchio è venuta buonissima e alle bambine  è piaciuto tantissimo

Ingredienti
#cremadinocciole
crema di pistacchio
1 rotolo di pasta sfoglia
a piacere granella di pistacchio

Preparazione
Srotolate la sfoglia spalmate il fondo con la crema di nocciola e la crema di pistacchio a piacere potreste aggiungere anche della granella di pistacchio
Chiudete la torta spolverizzatela con un po’ di zucchero e a piacere  della granella di pistacchio
Cuocete in forno a 180 ° fino a che non si sarà dorata
Io l ho cucinata a 200 ° nella mia friggitrice ad aria una vera comodità, super pratica , mai più senza friggitrice
Potreste spolverizzarla  anche con lo zucchero a velo quando si sara raffreddata

#bambinicreativi

Minestra o zuppa di fagioli

120261704_10223532814859532_3823140578617501214_oMinestra o zuppa di fagioli
Potete accompagnarla con pane o crostini oppure potete servirla con pasta riso o altri cerali sarà un piatto unico
Terminate la cottura regolate secondo il vs gusto se preferite una zuppa più o meno brodosa/cremosa

Ingredienti
300 gr di fagioli (lasciati in ammollo la sera prima)
4 patate
cipolla
olio extra vergine di oliva
pancetta o cotenna se vi piace
peperoncino se lo gradite
acqua o il brodo di verdure
pepe
Pane o crostini da accompagnare il piatto

Preparazione
Mettete i fagioli in ammollo la sera prima , sciacquate
Tagliate la cipolla grossolanamente
Pelate e tagliate le patate
Nella pentola a pressione in un filo di olio, rosolate la cipolla, aggiungete le patate, fate rosolare, aggiungete i fagioli, se volete potete aggiungere qualche pezzetto di pancetta o cotenna , rosolate aggiungete i fagioli e  poi acqua o il brodo regolate di sale, chiudete la pentola e terminate la cottura , regolare con sale
A crudo aggiungete  olio extra vergine di oliva pepe e se vi piace peperoncino

Pasta con ceci e verdure Elisa

Pasta  con ceci e verdure Elisa

Ingredienti
1 zucchina
mezzo peperone piccolo giallo
un po’ di broccoli
200 gr di ceci
80 gr di pasta di farina di ceci  a persona
cipolla
aglio
peperoncino

Preparazione
Lavate e tagliate le verdure
Pelate la cipolla e tagliatela
Cuocete i ceci a parte come da vs abitudine
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata
In padella in olio  rosolate aglio,aggiungete la cipolla , una volta dorata aggiungete i broccoli , poi dopo qualche minuto  peperone ed infine le zucchine , terminatela cottura , regolando con sale e peperoncino,aggiungete i ceci precedentemente cotti
Scolate la pasta e saltatela in padella con le verdure

 

 

Polpette di pane fritte Alexia

Polpette di pane fritte Alexia

Ingredienti
500 gr di pane raffermo
un bicchiere di latte
uova
prezzemolo
4 cucchiai di formaggio grattugiato
sale
pepe
provola
farina
pangrattato

Preparaxzione

Prendete il  pane raffermo,  togliete la crosta e tagliate la mollica a pezzettini e bagnate con un bicchiere di latte, aggiungete un uovo, prezzemolo 4 cucchiai di formaggio grattugiato sale pepe e amalgamate, formate le polpette grandi come una pallina da ping pong inserite un cubetto di provola e ripassate tra le mani. Passate nella farina uova e pangrattato, poi friggete finché sono dorate servite così oppure al sugo filano che è un piacere

Bollito misto Alexia

Bollito misto Alexia

Ingredienti
1 carota
1 cipolla bionda
1 sedano
mezzo cappone
1 cappello del prete
1 muscolo
un osso buco col midollo.

Preparazione
Versate nella pentola a pressione  in acqua fredda,carota, cipolla,sedano,cappone, cappello del prete, muscolo e un osso col midollo. Chiudere la pentola a pressione e cuocete per un’oretta se volete aggiungere dado (che io faccio in casa )

Torta salata gamberi e zucchine Alexia

Torta salata gamberi e zucchine Alexia

Ingredienti
1 Pasta sfoglia
3 zucchine medie
400 gr di gamberetti
200 gr di panna
prezzemolo
sale
pepe

Preparazione
Cuocete le zucchine trifolate con aglio aggiungete i gamberetti lasciate raffreddare e poi aggiungete panna e se piace concentrato di pomodoro stendete la sfoglia con la carta da forno in una teglia tonda a cerniera dimenticavo un tuorlo nel ripieno salare pepate e mettete nella sfoglia cuocete 40 minuti a 180° e servite

Spaghettone di Gragnano con cozze e formaggio pecorino romano Ricetta d’autore di Daniele Unione

spaghettone di GragnanoSpaghettone di Gragnano con cozze e formaggio pecorino romano Ricetta d’autore di Daniele Unione

Ingredienti per 4 persone
Ingredienti:
350 gr di spaghetti
4 cucchiai di olio extravergine
1 spicchio d’aglio
Sale qb
500 gr cozze
1 ciuffetto prezzemolo
100 gr pecorino romano
Preparazione:
Pulire per bene le cozze in acqua salata, riporle in una casseruola dove precedentemente si è provveduto ad imbiondire due spicchi d’aglio in camicia a fiamma dolce, e procedere alla cottura fino a che le cozze si siano schiuse.

Togliere le cozze dalla casseruola e filtrare il sugo, sgusciare le cozze
in una padella ampia, versate 2 cucchiai d’olio extravergine e due spicchi d’aglio in camicia, mantenendo la fiamma bassa aggiungere i pomodorini, a cottura ultimata aggiungere il sugo delle cozze.

Scolare la pasta 3-4 minuti prima della cottura ed ultimare la cottura in padella a fuoco lento, unire il sugo, il basilico e saltate il tutto aggiungendo un pizzico di Pecorino romano. Servire aggiungendo un po’ di basilico fresco e una grattugiata di ricottina salata del Cilento.

chef Daniele UnioneFerdinando Borbone La passione per le cozze, antiche leggende dal 1700 a oggi

L’origine della fama delle cozze risale al 1700 e ai peccati di gola di Ferdinando I di Borbone, detto “Re Lazzarone”, personaggio amato dal popolo napoletano. Si racconta che ne fosse estremamente goloso, al tal punto di andarsele a pescare a Posillipo. Dalla corte si diffusero al popolo e dato che il delizioso pasto non aveva bisogno di posate e mise en place, sul litorale partenopeo fiorirono numerosi chioschetti, piccole strutture di legno con il cibo in vista, che rappresentano ancora oggi uno dei tratti più caratteristici di Napoli.

E’ nato l’aceto Pahontu, unica acetaia nei Colli Euganei

dYkAkE1gE’ nato l’aceto Pahontu, unica acetaia nei Colli Euganei

Acetaia Pahontu è il frutto della ricerca, della passione, dell’amore e dell’artigianalità per quello che dovrebbe essere riconosciuto a pieno titolo come un alimento, esattamente come lo è la materia prima dalla quale deriva, ossia il vino. Unicamente vini biologici e biodinamici senza solfiti aggiunti, rivelatori della mineralità e sapidità del terreno, espressione sincera e senza compromessi di un territorio vulcanico come i Colli Euganei. Il prodotto finale è un aceto dal profumo complesso di sambuco, penetrante, gradevole e sapido, grazie alla mineralità tipica del terreno dei Colli Euganei, insieme ad un sapore agro ben equilibrato con sfumature vellutate e fruttate tipiche del moscato. zucca marinataL’aceto Pahontu, nasce con l’intento di valorizzare e nobilitare un prodotto, che come altri prodotti ritenuti umili, è sottovalutato e non sufficientemente valorizzato della cucina italiana.
L’Acetaia Pahontu è l’unica acetaia che produce aceto di vino nei Colli Euganei in provincia di Padova ed è stata fondata da Mauro Meneghetti, restaurant Manager nel Gruppo Alajmo, sommelier formatore e docente del Master della Cucina Italiana e Simona Pahontu, giornalista e comunicatrice.
Si fa presto a dire aceto, ma non è affatto facile, oggi, trovare un aceto vero, realizzato in maniera corretta e partendo da materie prime di qualità. Eppure parliamo di un ingrediente indispensabile. Usare aceto non vuole dire mangiare acido, vuol dire mangiare fresco perché l’aceto dona freschezza, toglie stucchevolezza, conferisce digeribilità ai piatti ed è un alleato di chi cucina. La selezione del vino da acetificare avviene in base alla componente qualitativa e aromatica. Questo permette di ritrovare nel piatto un ingrediente essenziale per valorizzare un piatto in virtù del suo valore aggregante ed integrante al tempo stesso.
millefoglie di pescaIl credo dei due fondatori dell’Acetaia Pahontu, Mauro Meneghetti e Simona Pahontu, prevede che l’aceto sia integro, cioè non diluito con acqua, che venga affinato in botti di legno senza il controllo delle temperature né del tempo (l’aceto Pahontu rimane in botte almeno un anno) e disconosce l’utilizzo della cosiddetta “madre” considerata un falso mito nel mondo degli aceti: “si tratta di un agglomerato cellulosico di natura batterica inutile al processo che, depositandosi sul fondo, può anzi creare odori sgradevoli”, spiegano i fondatori. Semplici regole da seguire per la produzione di un buon aceto: una materia prima di qualità, non diluita e che non sia scarto di altre produzioni; i tempi legati al passare delle stagioni rispettati senza forzature meccaniche che andrebbero ad alterare le qualità organolettiche della materia prima; nessun intervento sulla temperatura per rispettare i profumi e gli aromi originari che attraverso l’ossidazione evolvono e si arricchiscono. Attualmente, l’aceto Pahontu, è tra gli aceti con acidità più alta sul mercato (10 vol.) volutamente tenuta naturale per mantenere intatto il corredo aromatico del vitigno di partenza, il moscato. Acidità imbattibile in tutte le sue evoluzioni, scalpitante e apertissima nella versione giovane, dove la fanno da padrona la persistenza della parte fruttata, un po’ più domata e rotonda quella che si trova nel prodotto finito e imbottigliato.

polpetta di lenticchieAceto, ingrediente classico, ma poco considerato

Imprescindibile (e classico) complemento all’olio extravergine di oliva per condire l’insalata – dando origine alla vinaigrette, dal nome francese che ne riprende le origini di vin aigre, vino acido –, l’aceto è un ingrediente fondamentale (ma spesso nascosto) per tantissime preparazioni casalinghe o diventate ormai familiari da leggere sui menu: salse come la bernese o il tipico bagnet piemontese, giardiniere, fondi deglassati, gastrique, marinate, cacciatora. Spesso però, è anche uno dei prodotti acquistati più distrattamente, mettendo nel carrello della spesa bottiglie qualsiasi senza far troppo caso all’etichetta, magari da usare anche per lucidare i fornelli. Destinando alle occasioni speciali – o semplicemente a qualche piatto un po’ più elaborato o appagante – la bottiglia di balsamico tradizionale. Invece l’aceto di vino di qualità è una meraviglia, e sono pochi i piatti cui non dia una spinta di sapore e vivacità grazie alla sua acidità e fragranza. Per questo motivo,con lo chef Paolo Giraldo del ristorante CorteVerde Chiara, si è pensato un menu alla riscoperta dell’acidità portando a rendere centrale il ruolo dell’aceto nel piatto. L’aceto è stato utilizzato come ingrediente per la sua capacità di esaltare le sensazioni gustative, smussare i toni stucchevoli, dare profondità ai piatti, sollecitare il palato con sferzate ben modulate.
Tra i cinque gusti fondamentali – amaro, acido, dolce, salato, umami – su cui giocare per creare infinite combinazioni di sapori, l’agro è forse il più apprezzato nella cucina contemporanea per la sua capacità di esaltare i piatti. Gli chef lo ricercano attraverso fermentazioni spinte, bacche rare, erbe selvatiche frutto di meticolosi foraging, agrumi esotici e un repertorio di altri prodotti, mentre capita meno di frequente che scelgano di usare come ingrediente tout court l’elemento acido per eccellenza: l’aceto!
Tanti gli impieghi possibili in cucina
Dunque un buon aceto non solo sull’insalata, ma sul bollito di carni miste, sulla pasta e fagioli, sul pesce, su fichi caramellati, sulle frittate, specie se di erbe, sulle uova, sul frico di formaggio Montasio, sulla crema di uova sode, capperi e maionese da abbinare agli asparagi, su crudi di pesce, sulle capesante grigliate. E ancora per conservare le verdure, sul risotto mantecato, nella salsa tonnata, su gamberoni al vapore, sulla piovra, sull’anguilla in carpione o fritta, sul tonno ai ferri, sulla frittata di cipolla di Tropea… Essendo l’aceto Pahontu anche un “aceto da bere”, la mattina in un bicchiere d’acqua: un cucchiaio di aceto, un cucchiaino di miele e un pizzico di sale è fonte di sali minerali e benessere per l’organismo.

Il metodo dell’acetificazione statica superficiale

Dei tre metodi esistenti per fare l’aceto (acetificazione statica superficiale; il metodo Frings, ossia quello utilizzato dall’idustria per produrre aceto in 48 ore; il metodo lento a truciolo), quello che interessa l’Acetaia Pahontu è solo quello che viene definito metodo primitivo, cioè la lentissima acetificazione statica superficiale. Con il metodo primitivo, solo il tempo – aiutato da una temperatura dell’acetaia che non scenda sotto i 20° e non superi i 30°, ma senza forzature – fa sì che il processo di acetificazione (dunque una seconda fermentazione acetica) sia accurato e completo. L’obiettivo è di creare le condizioni ideali per far lavorare batteri “buoni” che trasformino tutto l’alcol in acido acetico con un processo lento ma inesorabile; la loro presenza si nota quando sulla superficie del liquido si forma un sottilissimo velo batterico, sotto il quale l’aceto resta puro e limpido mantenendo a lungo inalterati – anzi, esaltandoli grazie alla componente volatile – la fragranza e i profumi dell’ingrediente base: il vino di qualità.
Negli altri due, che puntano ad accorciare drasticamente i tempi di produzione, il calore determina la perdita delle componenti volatili (dunque degli aromi, i profumi) del vino – la materia prima più frequentemente utilizzata in Italia – che possono essere eventualmente recuperate e aggiunte nuovamente; mentre le lavorazioni troppo veloci e l’uso di materie prime di scarsa qualità fanno sì che gli acetobatteri vadano in qualche modo “dopati” con aggiunta di nutrienti (glucosio, lievito, vitamine, minerali) per mantenere le loro “performance”.
Inoltre, il prodotto è solitamente diluito con acqua sia all’inizio del processo (per abbassare il contenuto alcolico del vino favorendo il lavoro dei batteri) sia alla fine, per evitare di avere un prodotto troppo acido. Il contenuto finale di una bottiglia (aceto realizzato con il metodo industriale e il metodo lento a truciolo) è solitamente tra il 20% e il 40% di acqua che non è obbligatorio indicare in etichetta; può esserci anche un residuo alcolico dell’1,5%vol. per gli aceti commerciali e fino al 4%vol. per quelli artigianali acetificati con metodo statico superficiale.

Le origini dell’aceto
Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, indissolubilmente legate a quelle del vino o, per meglio dire, alla fermentazione di frutta o idromele, come avveniva in Mesopotamia o in Egitto dove, come testimoniano alcuni ritrovamenti nelle tombe egizie, era usato come pagamento per gli imbalsamatori. Nell’antica Roma era la base per la posca, dissetante e tonificante mistura di acqua e aceto bevuta da gladiatori, legionari e contadini; mentre nel Medioevo il “rimedio dei quattro ladri” – o aceto di Marsiglia, infuso di erbe medicinali come salvia, lavanda, rosmarino e timo in aceto di vario tipo – era ritenuto in grado di proteggere dal contagio della peste, e ancora oggi in Francia viene commercializzato come blando rimedio ad ampio spettro.
….e usare l’aceto nell’Arte? Ci ha pensato Elisabetta Rogai con la sua EnoArte
Artista eclettica e curiosa, una delle artiste più quotate del panorama internazionale, la pittrice toscana Elisabetta Rogai ha reinterpretato in chiave contemporanea l’uso dell’aceto, portandolo dalla tavola alla tavolozza, dipingendo in una sua performance live e usando con grande successo – al posto dei colori – l’aceto balsamico.

Informazioni
L’Acetaia Pahontu è ospite all’interno dell’Azienda Agricola Le Volpi in:
Via Gemola, 14 a Baone (Padova).
Sito web: www.pahontuvinegar.com
email: info@pahontuvinegar.com
Prezzo al pubblico: euro 25,00

Gnocchi noci e gorgonzola

Gnocchi noci e gorgonzola

Ingredienti
600 gr di gnocchi
280 gr di gorgonzola
80 gr di noci già pulite
1 tazzina di latte
sale
pepe

Preparazione
Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, attenzione alle dosi del sale, il gorgonzola è già un po’salato, il sale va regolato anche in base al tipo di gorgonzola che utilizzerete (gorgonzola dolce o piccante).
Tagliate le singole noci in 3/4 pezzetti.
Tagliate il gorgonzola a pezzi e scioglietelo a fiamma bassa in una padella antiaderente, dopo qualche minuto aggiungete il latte e le noci ed amalgate il tutto fino ad ottenere un composto abbastanza denso.
Scolate gli gnocchi qualche minuto prima e saltateli in padella con la salsa ottenuta.
Spolverizzate con pepe.
Servite al dente e caldi (attenzione gli gnocchi si raffreddano velocemente).
Potete guarnire il piatto di portata con dei gherigli di noci.

Varianti a piacimento

Prima di servire spolverizzare con parmigiano
Aggiungete una noce di burro.
Sostituite il latte con la panna o il mascarpone.
Incrementate la dose di latte o gorgonzola a seconda se lo volete più o meno denso
Sostituite le noci con delle mandorle

Tagliatelle mozzarella e funghi

Tagliatelle mozzarella e funghi

Ingredienti
500 gr di tagliatelle
400 gr di funghi freschi
1 mozzarella
1 spicchio d’aglio
burro
sale
pepe
parmigiano reggiano

Preparazione
Lavate bene i funghi, lasciateli colare qualche minuto nello scolapasta, nel frattempo in una padella rosolate nell’olio uno spicchio d’aglio.
Tagliate i funghi a pezzi e soffriggeteli per qualche minuto con una noce di burro.
Aggiungete un pezzetto di burro, abbassate la fiamma, salate, pepate il tutto e cuocete i funghi per altri 20 minuti.
Cuocete le tagliatelle in acqua salata e nel frattempo tagliate la mozzarella a dadini.
A cottura ultimata scolate le tagliatelle e conditele con la mozzarella e funghi.
A parte, accompagnate il piatto con parmigiano, da spolverizzare a piacimento, a piatto ultimato.

Pollo con pancetta – Eleonora

Pollo con pancetta – Eleonora

Ingredienti
1 pollo intero e pulito
150 gr di pancetta a fette (sottili)
bacche di ginepro
rosmarino
sale
pepe

Preparazione
Preriscaldate il forno a 180°C
Prendete un pollo intero e pulito (senza collo e senza testa).
All’interno del pollo mettete le spezie.
Salatelo e pepatelo leggermente.
Avvolgetelo con le fette di pancetta a piacimento legate tutto con uno spago.
Cuocete in forno fino a cottura ultimata.

Torta di amaretti – Luisa

Torta di amaretti – Luisa

Ingredienti
200 gr di amaretti
2 uova
100 gr di farina bianca
100 gr di farina gialla
100 gr di zucchero
100 gr di burro
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 bicchiere di brandy

Preparazione
Lavorate le uova con lo zucchero e quando saranno “spumose” incorporateci gli amaretti sbriciolati e le due farine, aggiungete il burro fuso, il sale, il lievito ed il brandy.
Mescolate per 5 minuti.
Ungete o infarinate la teglia come è vostra abitudine.
Versate il composto nella teglia e fate cuocere in forno a calore moderato per 40 minuti.

Risotto allo zafferano

Risotto allo zafferano

Ingredienti
320 gr di riso
75 gr di burro
2 tazzine di vino bianco
1 cipolla
1 bustina di zafferano
brodo q.b
sale

Preparazione
Tagliate la cipolla finemente e soffriggetela nel burro e dopo qualche minuto versate il riso. Salate.
Terminate la cottura aggiungendo all’occorrenza il brodo.
Qualche minuto prima del termine della cottura, aggiungete lo zafferano ed amalgamate il tutto aggiungendo 2 tazzine di vino bianco.
Terminate la cottura facendo evaporare il vino.
Servite caldo e spolverizzate con del parmigiano.