I vini delle Alpi- Cristina

Vigneti Daniele Coutandin Doc Ramie.jpgAlpi e vino:
un matrimonio apparentemente impossibile! In realtà, come tutti i matrimoni, può essere felice ma richiede impegno, lavoro costante e sacrifici. Ecco quindi che le nostre montagne sono in grado, grazie all’impegno secolare e costante delle loro genti, di regalarci autentiche perle enologiche, che conservano un bagaglio di saperi, sapori e ricchezza tra i più a rischio del nostro ricchissimo patrimonio enogastronomico. I vigneti di montagna, però, non sono solo fatica e lavoro: sono anche uno scrigno di wwp_logo.jpgbiodiversità derivante da secoli di selezione volti a rendere la vite sempre più idonea a vivere in ambienti così ostili. Ecco quindi antichi vitigni dai nomi misteriosi: Avanà, Avarengo, Erbanno, Gata, Pavana.
Venerdì 26 aprile c’è stata l’occasione, presso l’Enoteca del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese (Fraz. Vigalone), di conoscere questi ed altri antichi vitigni, i vini che se ne ottengono e gli uomini che li producono. Alla degustazione, organizzata da World Wine Passion e guidata dal direttore Augusto Gentilli, sono intervenuti due produttori: Enrico Togni dalla Val Camonica (BS) e Marco De Bacco di Feltre (BL) che hanno raccontato la loro esperienza di viticoltori eroici oltre a “fare da guida” agli intervenuti sulle tradizioni vitivinicole dei loro territori. In degustazione sono stati presenti anche i vini di Daniele Coutandin – piccolissimo produttore della Doc pinerolese “Ramìe” – con due vini ottenuti dai suoi vigneti di “ben” 0,8 ettari complessivi di superficie e pendenze spesso superiori al 100%.

Per info:
augustogentilli@worldwinepassion.com

Vinitaly internazionalizzazione,valorizzazione del Made in Italy e comunicazione con i New Media – Ufficio stampa Istituto nazionale Grappa

Giovani appassionati che si avvicinano al mondo della Grappa.JPGIstituto nazionale Grappa , Vinitaly conferma la ricetta per crescere: internanazionalizzazione, valorizzazione del Made in Italy e comunicazione attraverso New Media
Crescono i numeri di Vinitaly e anche quelli della Grappa. Indispensabile per il futuro investire nella comunicazione sui new media e saper fare sistema

Vinitaly si è appena conclusa, con numeri in crescita del 6% negli ingressi e addirittura del 10% tra i visitatori stranieri: una vetrina sempre più apprezzata dunque, soprattutto dagli operatori esteri che scelgono Vinitaly come manifestazione di riferimento per il vino e la grappa italiani. Proprio la grappa è stata infatti tra i grandi protagonisti della 47° edizione del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati, con importanti riscontri in termini di interesse, soprattutto da parte dei mercati esteri, ma anche con una leggera ripresa dei consumi a livello nazionale.

“Siamo decisamente soddisfatti di come la Grappa sia stata accolta positivamente in un Vinitaly che alla vigilia faceva temere ulteriori contrazioni di presenze– afferma il Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – invece sono cresciuti i visitatori, soprattutto stranieri, e l’interesse verso il prodotto. Molti contatti quindi, e di qualità. Questo ci conferma la bontà di quanto ipotizzato alla vigilia, ovvero la necessità di investire in internazionalizzazione e in politiche di valorizzazione, di riconoscibilità della nostra acquavite di bandiera  e di fare sistema per affrontare il mercato in modo compatto affermando l’Italian Style nel mondo.  Mi sono anche reso conto di quanto sia importante elaborare una strategia di comunicazione “al passo con i tempi” e capace di raggiungere potenziali nuovi consumatori da appassionare. Mi riferisco ai new media, ai social network, di cui in questa edizione si è parlato molto. Ecco, per il nostro comparto auspico un passo avanti anche in questa direzione, per potersi avvicinare a quella fascia di consumatori che interagiscono con il mondo attraverso la rete”.

 I grappaioli associati a ING, tirano dunque le somme di una manifestazione che ha prodotto risultati oltre le aspettative della vigilia, condividendo pienamente le anticipazioni contenute nello studio dell’osservatorio di Nomisma Wine Monitor e concordando sull’importanza di dare ampia visibilità al settore sui mercati esteri, che nel corso del 2012 hanno contribuito in maniera importante al mantenimento delle quote di fatturato.
 

Dopo l’importante appuntamento di Vinitaly per la grande visibilità mediatica e i rapporti con gli operatori del settore, l’Istituto Nazionale Grappa con i suoi soci continuerà a proporre iniziative rivolte al consumatore – tra i quali l’appuntamento annuale con Grapperie Aperte, manifestazione ormai consolidatasi negli anni nella prima decade di ottobre e che riscuote sempre un enorme successo di pubblico – in particolare di quello italiano, per il quale ci si aspetta un recupero a breve, nonostante il periodo di recessione economica ancora in atto nel Paese.

 

Ufficio Stampa Istituto Nazionale Grappa

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Cusumano 700 s.l.m: la freschezza spira da Nord Est

bottiglia brut def da Antonio 13 03 13 (2).jpgNasce in montagna il primo spumante dell’azienda siciliana

Nasce dalla montagna e dall’amore per la terra: è 700 s.l.m., è il primo brut prodotto da Cusumano, uno dei pochi spumanti siciliani, l’unico nato da viti coltivate sui pendii di una montagna siciliana.
Il progetto di 700 s.l.m. non è nato all’improvviso ma è frutto di grandi discussioni attorno a una tavola, come  tutte le decisioni che vengono prese in azienda, in famiglia.
Mario Ronco, l’enologo piemontese che con i fratelli Alberto e Diego scrive la storia della casa vinicola, racconta il momento in cui l’idea, a  lungo discussa, prese forma e concretezza “(…)Nella perlustrazione dei terreni identificammo aree con presenza visibile di sabbia, a quel punto , quasi all’unisono, sorse l’idea di uno champenois, con le viti esposte a Nord, per acquistare ancora maggiore freschezza.(…)
L’avventura dello spumante inizia allora, nell’istante in cui il clima fresco di Ficuzza, una mattina di settembre di 3 anni fa, si insinua nelle menti creative dei Cusumano.lberto, il maggiore dei fratelli che hanno creato l’azienda, così ricorda quei momenti: “Personalmente non ero d’accordo , (…) troppo l’impegno che si deve mettere per produrre uno champenois . Dal punto di vista tecnico produttivo sarebbe stata una sfida molto faticosa  (…)Tuttavia, quando, per  la prima volta, abbiamo assaggiato 700 in fase sperimentale
mi sono emozionato davvero, mi sono inchinato nuovamente a questa terra, alla sua forza e versatilità. Se il  territorio di Ficuzza  avesse un volto credo che  700  potrebbe  rappresentarlo  pienamente.

Il prodotto

Il brut 700 s.l.m. è composto, in prevalenza,  da  uve pinot nero e da chardonnay,  coltivate a 700 mt. slm. Le uve sono raccolte in cassetta e pressate intere. Si utilizza solo il primo mosto fiore per evitare tannini e conservare l’acidità. Gli stadi di defecazione statica e fermentazione sono  a bassa temperatura.
Dopo circa 5 mesi sulle fecce fini, avvengono filtrazione e tiraggio,  quindi la rifermentazione in bottiglia a 13°.
Le bottiglie riposano in cantina per 24 mesi dopo i quali viene fatta  la sboccatura.
Vestito da una scura bottiglia, con un’etichetta dalla grafica semplice, secondo lo stile Cusumano, il brut è  annunciato sul mercato da una campagna, firmata Young & Rubicam, che  sviluppa il concept creato lo scorso anno, enfatizzando il risultato dell’attenzione posta in ogni  dettaglio: un’opera d’arte.

700 s.l.m. vi aspetta al Vinitaly, padiglione 2 Sicilia – stand 64/D –  68/E –dal 07 al 10 aprile

Con piacere vi segnaliamo gli appuntamenti con  Cusumano al Fuori Salone:

· FOOD Experience Mondadori- Magnapars Via Tortona-   aperitivo    mercoledì 10 ore 20.30

 showcooking venerdì 12     ore 12.00  

· VODAFONE connects design c/o Iarchitects studio, Via Cerano, 12- Zona Tortona – Milano 10 Aprile 2013, dalle 18 alle 00, 
 
·  HERMAN MILLER-Together in Motion, Corso Garibaldi, 70, Milano – 11 Aprile dalle 19 alle 23

Ufficio stampa Burson Marsteller
Francesca Osella: francesca.osella@bm.com
Tel. 02 72143559

Vinitaly. Bottega presenta il limoncino di Sicilia sa Cultivar selezionata – Cristina

Limoncino 2013.jpgIl liquore della tradizione mediterranea viene prodotto con una pregiata cultivar siciliana: Femminello Siracusano.
In degustazione presso lo stand Bottega (C 7, Pad. 5)

Notizia
Il gruppo Bottega ormai da anni produce il Limoncino con una selezione di limoni di Sicilia, che garantiscono al prodotto freschezza e aromaticità. Al fine di rendere questo liquore più tipico e caratteristico, l’azienda trevigiana ha sviluppato, in collaborazione con i propri fornitori siciliani, un’accorta ricerca sulle caratteristiche organolettiche dei limoni. Da questo studio è risultato che la cultivar Femminello Siracusano si presta particolarmente alla trasformazione in spirito, regalando al liquore aromi e profumi di rara eleganza.

In occasione del Vinitaly, Bottega presenta quindi la nuova produzione di Limoncino con l’indicazione esplicita della provenienza e della tipologia dei limoni utilizzati, che vengono sbucciati a mano per conservarne al meglio le caratteristiche organolettiche.
Nello specifico le caratteristiche della cultivar selezionata sono le seguenti:
Femminello Siracusano. Questa varietà, di probabile derivazione per mutazione gemmaria del “Femminello comune”,  presenta caratteri qualitativi di eccellenza e viene apprezzata per le sue caratteristiche aromatiche. La ricchezza di ghiandole oleifere, le piccole sacche che si trovano sulla buccia degli agrumi, incrementa la quantità di oli essenziali, da cui hanno origine i profumi del frutto. La finezza della grana della buccia e lo scarso spessore dell’albedo rendono questa cultivar largamente apprezzata in Italia e all’estero. Le fioriture del Femminello Siracusano sono 3: il “Primofiore”,  tra Ottobre e Maggio; il “Bianchetto”, tra Aprile e Giugno; e il “Verdello”, tra Luglio e Settembre.

Approfondimento
Limoncino Bottega. Fresco, dolce, lievemente aspro, il limoncino è un liquore dalle piacevoli suggestioni mediterranee. Nel giro di una decina d’anni ha perso il carattere di prodotto essenzialmente regionale, limitato ad alcune zone dell’Italia meridionale, e si è imposto a livello nazionale. L’azienda Bottega, dopo una lunga serie di ricerche e sperimentazioni, ha “personalizzato” il limoncino, lasciando in infusione in alcol e grappa veneta le scorze di succosi limoni di Sicilia, sbucciati a mano. Ne deriva un liquore, che con i suoi 30° alcolici si rivela facile e non impegnativo, l’ideale per incontrare il gusto di una vasta fascia di consumatori, tra cui le donne e i giovani. L’immagine naturale, quasi salutistica, di questo prodotto è strettamente legata al limone, frutto prezioso, genuino e ricco di virtù benefiche. Il packaging pulito e accattivante è stato studiato per chi é attento alle cose genuine e al tempo stesso apprezza la cura dei dettagli estetici.

Contatti: Giovanni Savio – Bottega S.p.A. – Tel. 0438-406801

30 candeline per la rivista Sommelier Fisar Brindisi di compelanno al Vinitaly con le bollicine di Carpenè Malvolti

Trentesimo compleanno al Vinitaly per la rivista Sommelier FISAR, l’house organ della Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori che ha scelto di brindare a questo importante traguardo con le bollicine del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG di Carpenè Malvolti.

Questo pomeriggio allo stand B5 nel Padiglione 5 di Carpenè Malvolti al Vinitaly si è infatti tenuto, per celebrare la ricorrenza – ma anche per rendere omaggio a un rapporto di collaborazione che dura da molti anni tra la Federazione e l’azienda di Conegliano – un esclusivo happy hour culminato con un brindisi collettivo a cui hanno partecipato insieme al Presidente Nazionale della FISAR  Mario Del Debbio, i componenti la Giunta Nazionale, i Consiglieri Nazionali, il direttore della rivista Roberto Rabachino, i giornalisti collaboratori e moltissimi associati.

“Quelli che festeggiamo oggi – ha commentato il Presidente Nazionale della FISAR Mario Del Debbio – sono soltanto i “primi” trent’anni di un progetto nel quale abbiamo sempre creduto. Siamo consapevoli dell’enorme responsabilità che si nasconde nel comunicare il vino nelle sue molteplici declinazioni e per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a far crescere e a mantenere vivo questo importante strumento di comunicazione, dalla direzione che si è avvicendata in questi anni fino ai collaboratori. Trent’anni sono un traguardo di assoluto prestigio, che abbiamo scelto di condividere con una realtà enologica di primo piano del nostro paese come Carpenè Malvolti. Ringraziamo la famiglia Carpenè per averci offerto l’opportunità di festeggiare insieme questo momento di gioia”.

Ai festeggiamenti per i 30 anni della rivista allo stand Carpenè Malvolti sono intervenuti, tra gli altri, anche il Sommelier Fisar dell’anno in carica Filippo Franchini e alcuni sommelier nati nello stesso anno della rivista, il 1983.

 

 
Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

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Il ministro dell’ambiente Corrado Clini innaugura a Vinitaly la Megacultura realizzata con i tappi Diam

la famiglia Araldo con Jean Luc Ribot di fronte alla installazione realizzata con i tappi DIAM.jpgSiete dei benefattori, questo è l’arco di trionfo della sostenibilità
 
“Siete dei benefattori, questo è l’Arco di Trionfo della sostenibilità”. Questo l’elogio rivolto dal Ministro Corrado Clini alla megascultura realizzata con 400.000 tappi DIAM da Francesco Motolose per il progetto V.I.V.A. Sustainable Wine  (Valutazione dell’impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente) promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e inaugurata oggi a Vinitaly. DIAM, fra i leaders mondiali nella produzione di tappi in sughero, è  stata dunque protagonista, questa mattina, durante la presentazione ufficiale del progetto triennale del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, con la finalità di creare le condizioni necessarie per dare valore al vino italiano come “prodotto bandiera” dello sviluppo sostenibile in Italia e nel mondo.

Condiviso con alcune delle più grandi aziende vitivinicole italiane, Università ed enti di ricerca come Agrinnova (Università di Torino), il Centro di Ricerca Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia, questo progetto nazionale pilota per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell’acqua e del carbonio,  ha visto la collaborazione in qualità di sponsor  della DIAM in fase di realizzazione di un’imponente struttura progettata dallo studio ARCHEA ASSOCIATA e realizzata dalla scultore Francesco Motolese appositamente per la presentazione avvenuta a Vinitaly.

La struttura, a forma di portale nel quale sono rappresentate le varie forme di bottiglie, ha dunque un rivestimento interamente composto da 400.000 tappi in  sughero DIAM, materiale naturale, nobile, ecosostenibile e facilmente trasformabile. Un vero e proprio strumento enologico, il tappo Diam, grazie al trattamento DIAMANT che preserva gli aromi del vino evitando ogni rischio di deviazione sensoriale. La neutralità organolettica, l’omogeneità, la permeabilità controllata, la conformità alle normative mondiali, sono la ricetta originale ed unica che permette ad ogni tappo Diam  di essere singolarmente garantito. Grazie a queste sue caratteristiche il produttore vinicolo ha la certezza che il consumatore degusterà il frutto del proprio lavoro nella sua naturale ed integra evoluzione.

Inoltre DIAM si dimostra sostenibile anche dal punto di vista energetico: sin dall’inizio dell’attivitàha intrapreso un processo di costante miglioramento ed ottimizzazione del proprio consumo di energia per ridurre l’impatto delle emissioni di gas ad effetto serra causate della produzione di tappi. Solo tra il 2006 e il 2010, ad esempio, il consumo energetico dei tappi DIAM (per vini fermi) e Mytik DIAM (per i vini spumanti e frizzanti) è diminuito rispettivamente del 15% e del 22%.

 

 
Ufficio Stampa Italia
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Carpenè…dal 1868

LOGO CARPENE NUOVO.JPGPresentata questa mattina al Vinitaly la nuova strategia comunicativa  della storica azienda del Prosecco DOCG, le nuove logiche del concept, della comunicazione e dell’immagine incontrano i nuovi Media passando per Carosello

CARPENè dal 1868 la quintessenza delle bollicine e della festa, chiave per rendere ogni occasione speciale e indimenticabile. Da sempre e per sempre. Un marchio che si è caratterizzato per quel segno grafico distintivo che storicamente lo accompagna e che oggi più che mai rappresenta il principale asset dell’azienda per rimanere fedele alla tradizione, volgendo lo sguardo all’innovazione: un ottagono dorato sigillato dalla corona, che ritrova la sua centralità e si declina in una figura più moderna, dinamica e proiettata al futuro dentro cui esplode il nuovo concept aziendale attraverso immagini di vita vissuta. Quattro diverse contestualizzazioni di consumo che rispecchiano gli aspetti del sentimento (feeling), della convivialità (living) e della passione familiare (passion), per ogni contesto fisico e temporale (forever).

Ecco il nuovo stile comunicativo di Carpenè Malvolti, presentato questa mattina al Vinitaly nella conferenza stampa sul tema ‘La contemporaneità della comunicazione, da Carosello ai Social media’ condotta da Camilla Nata,  giornalista di Rai Uno a cui hanno partecipato Mario Mazzer, architetto designer, Carlo Cambi, giornalista e scrittore e Marina Ceravolo, direttore Sviluppo Ricerche e Scenari Media di Sipra.

“La nostra filosofia è quella di essere sempre vicino al consumatore – premette Rosanna Carpenè, quinta generazione della dinastia più longeva della spumantistica italiana – non solo con i prodotti ma anche nel modo di comunicare e soprattutto creando insieme a loro nuove occasioni di consumo. Quello delle bollicine, è infatti un comparto dell’enologia che ha vissuto un rinnovato sviluppo e che continua a prestarsi ad occasioni di consumo più ampie rispetto ad altri segmenti. Abbiamo così ritenuto opportuno innovare la strategia comunicativa incentrandola  sulle emozioni, le occasioni, la convivialità attraverso contestualizzazioni di consumo in cui i protagonisti sono i consumatori stessi e le loro scelte di affidarsi alle bollicine di Prosecco per rendere speciale ogni momento della loro vita. Il claim “CARPENè”vuole  trasmette un messaggio di universalità e continuità temporale: CARPENè, attuale ieri come oggi, domani e per sempre, ovunque e con chiunque”.

 
Nuova strategia di immagine dunque per il marchio Carpenè Malvolti e di conseguenza nuovo look anche per le bottiglie che si slanciano nella forma, pur rimanendo fedeli alla loro storicità, innovandosi nell’etichetta, attraverso il nuovo pack (forma e veste) con l’obiettivo di interpretare lo spirito giovane, minimal e easy chic del Prosecco, senza impoverire né banalizzare i codici estetici ed etici della Carpenè Malvolti.

 
Tante le novità in arrivo per Carpenè Malvolti dunque, la cui strategia rimane comunque fondante su un principio imprescindibile: quello di essere da quasi 150 anni una realtà fortemente legata al territorio di appartenenza. Legame che questo nuovo orizzonte comunicativo esalta ancora di più, come sostiene Mario Mazzer architetto e designer, che interpretando questo restyling di immagine aziendale dichiara: “Dici Carpenè Malvolti e subito la mente riconduce alle verdi colline della Marca Trevigiana e di Conegliano, come recitava il loro spot in onda su Carosello negli anni Settanta, territorio in cui questo marchio storico della spumantistica riesce a rappresentare attraverso il vino l’intima relazione che l’uomo ha con l’ambiente circostante. E’ un’azienda fortemente radicata che ha capito e saputo cogliere le qualità del territorio, ha creduto nella formazione e nella ricerca tanto da fondare la prima scuola enologica in Italia e ha saputo evidenziare il “terroir” con innovazione. Il concetto di made in Italy che si percepisce all’estero è quello di uno stile di vita ma in realtà è molto di più: è sviluppo e interpretazione delle biodiversità, ma è soprattutto innovazione della tradizione. E Carpenè Malvolti, attraverso la sperimentazione e il continuo confronto, è un puro esempio del vero made in Italy. E’ un esempio eccellente di come si può raccontare un territorio ed esportarne i valori con l’interazione – Genius Loci – di luoghi e identità”.

“Nel nuovo concept di Carpenè Malvolti, ha affermato Carlo Cambi, giornalista e scrittore, trovo giusta fusione tra cultura profonda e leggerezza d’esistenza, tra mito e fantasia, tra mistero e sogno. Si potrebbe dire che è un’operazione d’immagine e di marketing bottom up, cioè promuovere il prodotto attraverso la forza del marchio in una dimensione più alta di fruizione e dunque di percezione del valore. Senza dimenticare ciò che si è stati e si è. In fin dei conti la tradizione è proprio questo: innovare senza stravolgere, innovare senza obliare la propria origine”.

Marina Ceravolo, Direttore Sviluppo Ricerche Scenari Media, SIPRA ha esordito: “Carpenè Malvolti e Rai  sono fra quelle poche aziende  che possono dire, nel proprio settore, ci siamo da sempre e  ci saremo per sempre perché sappiamo  innovarci, rispettando la nostra identità. Oggi Sipra è qui perché partner di Carpenè Malvolti, dai tempi di Carosello, e perché oggi ha proposto un nuovo format, meglio un nuovo media, tradizionale nel nome, fortemente innovativo nei contenuti: Carosello Reloaded. Come Carosello classico andrà in onda su Rai 1 e chiederà alle aziende di intrattenere il pubblico con storie che raccontano i valori dei propri brand. Sarà caratterizzato da una creatività forte, coerente non solo con i valori dei propri target,  ma anche con quelli dei contenuti che veicolano il messaggio aziendale. Sentimento, passione, vita, sono i vostri valori , ma sono  anche i valori di Rai, per questo siamo partner ideale per progetti di comunicazione, compresi quelli più innovativi”.

 

Al termine della conferenza stampa, è stato consegnato il Premio Miglior Comunicatore del Vino a Luciano Ferraro, caporedattore centrale del Corriere della Sera il quale, ringraziando la famiglia Carpenè per il riconoscimento, ha dichiarato: “Carpenè Malvolti è una realtà veneta nella quale riconosco le mie origini. Ho dei ricordi di come fin da giovane il Prosecco fosse considerato un vino capace di creare una grande atmosfera. Una cena di pesce, Prosecco e la Laguna di Venezia rappresentavano un momento di vera estasi. Oggi il modo di comunicare il vino è cambiato e ci si affida molto spesso ad abbinamenti con musica e storie da raccontare. Le immagini, i volti riprodotti nella nuova campagna di Carpenè Malvolti sono evocativi di una azienda che si apre al mondo e a un modo nuovo di fare comunicazione, ovvero i Social Media e i blog”.

 

CARPENè  since 1868, forever.

 

 

 
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Donatela Cinelli Colombini al Vinitaly per offrirVi un dolce assaggio di toscanità

Da domenica 7 a mercoledì 10 aprile 2013

Vinitaly, Padiglione 6 stand D4

 
Donatela Cinelli Colombin Vi aspetta

per farVi degustare

i vini del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle
 

e per offrirVi un dolce assaggio di toscanità

tratto dal quaderno 

“Ricette e racconti della Fattoria del Colle:

16 pietanze di cucina toscana antica e moderna”

 

ovvero

il Panforte fatto a mano in abbinamento con il Passito 2011

 

accompagnato da una dimostrazione pratica di preparazione

Per informazioni

Casato Prime Donne – Montalcino, SI

Fattoria del Colle – Trequanda SI

Alessia Bianchi 0577 662108 pr@cinellicolombini.it

 

Addetta stampa

Marzia Morganti Tempestini 3356130800

marzia.morganti@gmail.com

A Vinitaly racconti e ricette della Fattoria del Colle

Panforte artigianale e Vin Santo - Donatella Cinelli Colombini - Fattoria del Colle Trequanda (Si).JPGIl nuovo quadernino di Donatella Cinelli Colombini con 16 ricette tradizionali della campagna senese, in certi casi rivisitate, a volte sconosciute ma sempre accessibili a tutti

Iniziativa originale per Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2013. Allo stand D4 del Padiglione 6 di Veronafiere si degusterà e si parlerà di vino, ma non solo: si scopriranno tante ricette che con il Brunello, il Chianti e la Doc Orcia, da lei prodotti con tanta passione nelle cantine della Fattoria del Colle di Trequanda e del Casato Prime Donne a Montalcino, si sposano in una esaltazione di sapori puramente toscani, rustici ma anche autentici e con una storia curiosa da raccontare. Questo “piccolo manuale” dei sapori toscani che Donatella presenterà in anteprima a Vinitaly e che sarà prossimamente in vendita in italiano e inglese nelle due cantine di proprietà e nel negozio Toscana Lovers a Siena, rappresenta una ghiotta occasione per aprire una finestra sulla civiltà toscana moderna dove tradizione e voglia di novità si mescolano usando gli stessi ingredienti.

Nella campagna italiana più affollata di vip stranieri le antiche pietanze non bastano più e quindi si scava nella memoria per trovare ricette ancora sconosciute e contemporaneamente cresce la voglia di usare zafferano, cinta senese e ceci … in un modo diverso. Insomma una evoluzione della tradizione che a Donatella Cinelli Colombini non sembra un tradimento quanto piuttosto la fotografia di un territorio rurale dove nuovi residenti  e contadini doc (come lei si vanta di essere) spesso parlano inglese,  viaggiano, vanno ai concerti, leggono … insomma costituiscono il primo esempio di una civiltà rurale nuova affascinata dal passato ma intrigata dal nuovo. Ecco dunque che tra le pagine del curioso “ricettario” di Donatella, si leggono la ciancifricola o l’acqua cotta pasqualina e il peposo dei foncaciai che raccontano un passato di povertà e scaltrezza nel preparare piatti prelibati col poco che c’era.  Accanto, i pinci all’oro della Val d’Orcia che valorizzano la rinata produzione di zafferano dopo decenni di abbandono, oppure i maltagliati con il ragù di cinghiale dove l’intenso sapore della selvaggina è smorzato da un inedito uso dei ceci, per concludere con una serie di ricette che nessuno avrebbe mai pensato di preparare in casa, come il panforte, che si rivelano facilissime e straordinariamente diverse dal dolce industriale più diffuso.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Casato Prime Donne – Montalcino, SI

Fattoria del Colle – Trequanda SI

Alessia Bianchi 0577 662108 pr@cinellicolombini.it

 

Addetta stampa

Marzia Morganti Tempestini 3356130800

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A Vinitaly l’ innovativa strategia di comunicazione e di Immagine di Carpenè Malvolti

Pattern.jpgA Vinitaly lunedì 8 aprile la presnetazione ufficiale della innovativa strategia di comunicazione e di Immagine di Carpenè Malvolti

Carpenè Malvolti, contemporanea dal 1868. Centoquarantacinque anni da leader nello stile, nell’appeal e in particolare nella comunicazione, da sempre considerata dalla storica azienda di Conegliano un ingrediente fondamentale del successo. Sarà questo il tema ‘La contemporaneità della Comunicazione da Carosello ai Social Media’ promosso da  Rosanna Carpenè, – quinta generazione della dinastia più longeva della spumantistica italiana, – che introdurrà le nuove scelte strategiche che innoveranno il marchio sia nell’immagine che nel concept.
 
All’incontro che si terrà lunedì 8 aprile alle ore 12 allo stand di Carpenè Malvolti a Vinitaly (padiglione 5 stand B5) interverranno illustri ospiti come Mario Mazzer, l’architetto designer di fama internazionale, Carlo Cambi, giornalista, scrittore, autore televisivo e radiofonico e Marina Ceravolo, direttrice di Sviluppo Ricerche e Scenari Media di Sipra, moderati da Camilla Nata, giornalista di Rai Uno.

Un settore, quello della comunicazione, in cui la Carpenè Malvolti ha scelto di investire risorse ed energie fin dai tempi in cui ancora erano pochi i produttori di vino che credevano in questo strumento di promozione. Tra questi, anche Carosello, più che una trasmissione un vero e proprio fenomeno di costume per l’Italia del boom economico degli anni Cinquanta-Sessanta che aveva trovato nel televisore il nuovo focolare domestico attorno al quale riunire la famiglia. Carpenè Malvolti è stata una delle prime realtà aziendali del mondo del vino a scegliere proprio Carosello per entrare nelle case degli italiani candidandosi come compagno ideale dei momenti di festa. Dopo decenni di campagne pubblicitarie tradizionali, oggi la porta d’accesso al grande pubblico è diventata anche la rete e Carpenè Malvolti, ora come allora, sceglie di interloquire attraverso questo canale per entrare in contatto con quelle nuove fasce di consumatori che interagiscono con il mondo  dei ‘Social media’.

Al termine della conferenza stampa infatti, il microfono passerà nelle mani di Andrea Gori, sommelier giornalista e scrittore 2.0 che durante il momento social “WWW – What a Wonderful Wine”, farà il punto su come il popolo degli internauti percepisce il nuovo “communication style” di Carpenè Malvolti.

 L’evento allo stand di Carpenè Malvolti si chiuderà con la consegna del Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013 che verrà assegnato ad un personaggio del giornalismo distintosi per la sua professionalità nella comunicazione del mondo vitivinicolo.

 

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Carpenè Malvolti e le sue storiche bollicine al …Vinitaly

Degustazione all'Hotel 2 Torri per God Save the Vinitaly.jpg9 aprile 2013

Carpenè Malvolti e le sue storiche bollicine protagonisti martedì 9 aprile con l’Alfiere del prosecco e god save The …Vinitaly

Sarà una giornata all’insegna delle degustazioni quella di martedì 9 aprile per Carpenè Malvolti. Se allo stand B5 del Padiglione 5 di Vinitaly l’appuntamento è per le ore 11 e le ore 16 con l’Alfiere del Prosecco 2012 Andrea Bravaccini e la degustatrice di Vini Buoni d’Italia Annie Stefanatto – che guideranno i partecipanti alla scoperta dei segreti del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – un’altra imperdibile occasione sarà quella offerta da God Save the…Vinitaly, l’esclusivo appuntamento “fuori salone” organizzato dal sommelier blogger Andrea Gori direttore artistico, da PromoWine e Firenze Spettacolo Editore –  per la sera di martedì a partire dalle 19.30 all’Hotel Due Torri.

La storica azienda spumantistica di Conegliano presenterà in degustazione il 1868 Brut e il 1868 Extra Dry del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – con la nuova veste grafica – e il Rosé Brut. A raccontare ai presenti i vini di questa azienda, leader nella DOCG, sarà l’enologo Carlo Cannaò del Collegio Enologi della stessa azienda.

Un appuntamento, quello al Due Torri, per operatori, stampa, ma anche per il grande pubblico che avrà così l’occasione di assaggiare una selezione di eccellenze dell’enologia presenti alla 47° edizione di Vinitaly. Dodici aziende, rappresentative di alcune regioni italiane come Toscana, Sicilia, Campania, Veneto e Piemonte, più un produttore francese di bollicine, che si ritroveranno nel prestigioso hotel in Piazza Sant’Anastasia con un invito a degustare in maniera diversa un bouquet poliedrico di aromi, accompagnato da una selezione di formaggi di Malga Faggioli 1140, prodotti di gastronomia e carne – battuta di fassona, crudi e cotti – della storica bottega veronese Carlo Alberto, oltre al grande buffet del Due Torri.

La storica azienda spumantistica di Conegliano presenterà in degustazione il 1868 Brut e il 1868 Extra Dry del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – con la nuova veste grafica – e il Rosé Brut. A raccontare ai presenti i vini di questa azienda, leader nella DOCG, sarà l’enologo Carlo Cannaò del Collegio Enologi della stessa azienda.

Un appuntamento, quello al Due Torri, per operatori, stampa, ma anche per il grande pubblico che avrà così l’occasione di assaggiare una selezione di eccellenze dell’enologia presenti alla 47° edizione di Vinitaly. Dodici aziende, rappresentative di alcune regioni italiane come Toscana, Sicilia, Campania, Veneto e Piemonte, più un produttore francese di bollicine, che si ritroveranno nel prestigioso hotel in Piazza Sant’Anastasia con un invito a degustare in maniera diversa un bouquet poliedrico di aromi, accompagnato da una selezione di formaggi di Malga Faggioli 1140, prodotti di gastronomia e carne – battuta di fassona, crudi e cotti – della storica bottega veronese Carlo Alberto, oltre al grande buffet del Due Torri.

E’ consigliata la prenotazione, all’indirizzo mail salesduetorrihotel@duetorrihotels.com oppure allo 045 595044. Per informazioni è possibile consultare anche la pagina Facebook dell’evento, all’indirizzo https://www.facebook.com/events/362813923828051/?fref=ts

Le degustazioni delle ore 11 e delle ore 16 allo stand Carpenè Malvolti sono esclusivamente su prenotazione fino a esaurimento posti, da effettuare via Facebook tramite il profilo Carpenè Malvolti Official Page.
 
Ufficio Stampa Carpenè Malvolti SpA

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.

Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com

www.carpene-malvolti.com – www.martecomunicazione.com

Investimenti e internazionalizzazione, L’istituto nazionale Grappa Lancia da Vinitaly la sfida per il futuro

ELVIO BONOLLO PRESIDENTE ING.jpgLa contrazione dei consumi sul mercato interno spinge il settore a investire sui mercati esteri dove invece la grappa vive un momento di grande notorietà e si conferma sempre più  un simbolo del Made in Italy

Il mondo dei distillatori si affaccia compatto sulla ribalta di Vinitaly sotto la bandiera dell’Istituto Nazionale Grappa. Dal 7 al 10 aprile, saranno 33 i grappaioli associati ING che prenderanno parte alla 47° edizione del Salone Internazionale del vino e dei Distillati con un obiettivo comune, ovvero quello di dare ampia visibilità al settore sui mercati esteri, che nel corso del 2012 hanno contribuito in maniera importante al mantenimento delle quote di fatturato, quando il mercato interno ha leggermente mollato la presa a causa della contrazione dei consumi.

“Arriviamo a Vinitaly con una certezza – afferma il Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – quella che è necessario aprirsi ai mercati esteri per rimanere competitivi. Dati Istat parlano di +16% nel 2012 rispetto all’anno precedente. Il fatto che il nostro prodotto, spesso frutto del lavoro di aziende a conduzione familiare, riesca a imporsi a livello internazionale nonostante la crisi e nonostante la forza di concorrenti ben più strutturati è un grande traguardo. L’esempio più emblematico è la Russia, dove la richiesta aumenta addirittura dell’81% per la grappa imbottigliata, ma buone performances arrivano anche dalla Germania dove nel 2012 si è registrato un incremento nelle vendite dell’11% e dai Paesi Bassi (+3%), mentre fuori dall’UE va molto bene il Canada con +14,4%”

A confermare la necessità di questo nuovo approccio al mercato, anche uno studio recente condotto dall’osservatorio di Nomisma Wine Monitor che ha messo in luce quanto gli investimenti sui mercati esteri, assieme alla valorizzazione del brand e alle strategie di comunicazione, siano requisito essenziale per traghettarsi in quel futuro in cui la competizione diventa sempre più globale e massificata e in cui è la qualità a fare la differenza. Ma altrettanto importante è il saper mettere da parte i personalismi e fare sistema nell’ottica di raggiungere obiettivi condivisi per il bene del settore, di cui l’Istituto Nazionale Grappa da oltre 16 anni si fa garante.

Anche per il mondo della grappa dunque, come per tutto il comparto enologico, le parole d’ordine a Vinitaly 2013 saranno internazionalizzazione e investimenti. Una politica condivisa e sostenuta anche dai numeri, diffusi da Assodistil: circa il 30% delle distillerie nell’ultimo anno ha investito nella propria azienda, in particolare in macchinari (30%), in pubblicità e comunicazione sul marchio (34,5%) e in innovazione di processo (19%).  Dopo l’importante appuntamento di Vinitaly per la grande visibilità mediatica e i rapporti con gli operatori del settore, l’Istituto Nazionale Grappa con i suoi soci continuerà a proporre eventi per il consumatore, tra i quali l’appuntamento annuale con Grapperie Aperte, manifestazione ormai consolidatasi negli anni nella prima decade di ottobre e che riscuote sempre un enorme successo di pubblico.

 

Ufficio Stampa Istituto Nazionale Grappa

Marte Comunicazione snc di Marzia Morganti Tempestini & C.

Tel 335 6130800 Email marzia.morganti@gmail.com

 www.istitutograppa.org – www.martecomunicazione.com

Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013

Lunedì 8 aprile 2013

 
ORE 12
 
Vinitaly, Padiglione 5 Stand B5
 
alla conferenza stampa
 
‘La contemporaneità della comunicazione,
 
da Carosello ai Social media’
 
con
 
Mario Mazzer, architetto e designer
 
Carlo Cambi, giornalista e scrittore
 
Marina Ceravolo, direttore Sviluppo Ricerche e Scenari Media – Sipra
 
 
 
Modera: Camilla Nata, giornalista Rai Uno
 
 
 
Seguirà il riconoscimento per il
 
Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013

Seguirà il riconoscimento per il
 
Premio Miglior Comunicatore del Vino 2013
 
 
Tutto l’evento sarà seguito in diretta sui “Social”  con
 
WWW – What a Wonderful Wine
 
con
 
Andrea Gori, sommelier e giornalista

Il Chianti – Angelamaria

Si produce vino Chianti anche al di fuori della zona del Chianti Classico, sotto le Docg Colli Fiorentini, Rufina, Montalbano, Colli Senesi, Colli Aretini e Colline Pisane.
Oltre alla versione normale è consentita la produzione del Chianti Riserva che necessita di un anno in più di affinamento in cantina prima di essere commercializzato.
 Il vino ha colore rosso rubino più o meno cupo, profumi di frutti rossi uniti a sentori vanigliati dati dal legno delle botti grandi o piccole, può possedere buon corpo e struttura con lunga persistenza  gustativa. Nella Docg Classico il Chianti si esprime ai suoi massimi livelli.
 

La Docg.

La legge del cinque agosto 1996 stabilisce i criteri da rispettare per poter produrre Chianti Classico “Docg”: zona delimitata, forme di allevamento della vite, rese per ettaro, produzione massima  eccetera.
Le uve da utilizzare sono il sangiovese, dal settantacinque per cento fino al cento per cento, a cui si può aggiungere il canaiolo nero fino al dieci per cento, il trebbiano toscano e la malvasia bianca singolarmente o congiuntamente fino al sei per cento, altre uve a bacca rossa fino al quindici per cento.
Circa l’ottanta per cento delle aziende con la Docg sono organizzate nel consorzio del “Gallo Nero”, nato per tutelare in Italia e all’estero l’immagine e la qualità del Chianti Classico.
 
 

I supertuscans – Angi

Prima dell’attuale normativa, il disciplinare di produzione del Chianti Classico imponeva l’uso di altre uve, bianche e rosse, oltre al sangiovese.
A causa di questa norma alcuni produttori decisero di uscire dalla Docg e di mettere in commercio vini derivanti da solo sangiovese e quindi classificati come Vino da Tavola: una classificazione formalmente di livelloinferiore ma che vide invece nascere alcuni dei più grandi rossi toscani e italiani che divennero famosi anche all’estero come Supertuscans.
 Oggi molte aziende affiancano al loro Chianti Classico uno o più Vini da Tavola.
 

Il Galestro – Angelamaria

Quando il disciplinare Docg del Chianti consentì di non impiegare più uve bianche, molti produttori si trovarono di fronte al problema dell’utilizzazione delle vigne di trebbiano e malvasia. Nacque così il Galestro, un vino corretto, gradevole e di facile beva, subito sostenuto da una vasta campagna promozionale d’immagine, che ebbe  (ed ha tuttora) grande successo presso i consumatori.
Si trattò anche di una brillante operazione commerciale che consentì a molte aziende di non entrare in crisi e di investire gli utili del Galestro per produrre vini rossi di sempre maggiore qualità.

Negroamaro – Cristina

Il Salento, in Puglia, è la regione del Negroamaro, il vitigno più diffuso e antico, dal quale si ricavano tra i migliori vini rossi e rosati d’Italia, tanto da essere impiegato per la ”correzione” di vini extra regionali, conosciuti anche all’estero. Colore Vino di un intenso colore rosso–granato. Il profumo è intenso, vinoso e fruttato, con riconoscimenti di piccoli frutti a bacca nera e talvolta sentori di tabacco. Gusto pieno, amarognolo, rotondo. Gradazione Media di 12°-13°. Costo Medio. Abbinamento Vino a tutto pasto. Si sposa benissimo con i ricchi piatti della tradizione del Salento, come la pasta fatta in casa, ad esempio le tipiche Sagne ‘incannulate , servite con una zuppa di ceci, o con polpette al sugo. Si abbina bene anche con la carne di agnello o gli “gnomerelli”, involtini di frattaglie legati con budello.
Vitigni impiegati:
E’ raro che venga utilizzato in purezza, ma in genere unito ad altre uve come la Malvasia nera, Primitivo, Montepulciano, Sangiovese.
Le uve del vitigno Negroamaro sono la base di parecchie DOC salentine, il più noto è il Leverano, un vino che nasce appunto dal vitigno Negroamaro e contiene Malvasia Bianca e Nera. È un vitigno versatile che può offrire profumati vini rosati, se unito ad una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon, o grandiosi rossi, che esprimono eleganza e morbidezza, fino a produrre un vino asciutto e austero, vellutato riconoscibile per i sentori di tabacco e frutta, ideale a tutto pasto. 
Tutto il Salento, in particolare nelle province di Lecce, Taranto e Brindisi.
La Puglia è la regione d’ Italia con la più alta produzione vitivinicola, e il Salento contribuisce notevolmente con i numerosi viticultori presenti sul territorio. Il vino a base di uva Negramaro, è al terzo posto tra i vini a denominazione d’origine controllata col maggior tasso di crescita nelle vendite per la grande distribuzione, secondo un’indagine svolta per il Vinitaly nel 2008

Enologia

L’enologia è la scienza che studia il vino e la sua produzione: dalla vendemmia alla bottiglia ne studia la microbiologia, la chimica e le caratteristiche sensoriali. Il nome deriva dal greco “oinos” (vino) e “logos” (studio). Le caratteristiche di un vino sono determinate essenzialmente da due fattori: il vitigno o i vitigni utilizzati per produrlo, ed il “terroir”, vocabolo francese che non ha un corrispondente termine in italiano, e che indica l’insieme delle caratteristiche geologiche, fisiche e climatiche del territorio nel quale cresce la vite. Ogni vitigno possiede caratteristiche aromatiche tali da influenzare significativamente il vino che ne deriva. Il termine “terroir” comprende il tipo di terreno (calcareo, gessoso, ecc.), il numero di giorni di sole, l’umidità, la temperatura, e le condizioni ambientali in genere; ogni vitigno si adatta più o meno bene ad un “terroir”, per cui il prodotto finale sarà influenzato anche da questa scelta. Perché il vino mantenga le proprie caratteristiche è importante che venga conservato in maniera adatta; in questo senso diventano fondamentali le caratteristiche che deve avere la cantina ideale .

Degustazione e Analisi sensoriale

Il termine degustazione è utilizzato principalmente in ambito enologico ove è inteso come un procedimento tecnico finalizzato a determinare in maniera per quanto possibile oggettiva le caratteristiche organolettiche di un vino, a valutarne la qualità ovvero a stabilirne gli eventuali difetti. Affinché la degustazione possa fornire risultati confrontabili tra loro, anche se eseguita su prodotti diversi in tempi diversi da diversi valutatori, è necessario stabilire i parametri da valutare, le regole per valutare i singoli parametri e la scala di valori da attribuire ad ogni parametro. La degustazione viene eseguita, oltre che per piacere personale, anche per valutare la rispondenza alle caratteristiche previste dal disciplinare di produzione dei vini IGP e DOP al fine di consentirne la messa in commercio. Esistono numerose metodologie di degustazione, elaborate dalle diverse organizzazioni che si occupano di vino, ma tutte sostanzialmente prevedono tre distinte fasi di analisi sensoriale: visiva, olfattiva e gustativa.