Spezzatino di manzo- Rossana

Spezzatino di manzo- Rossana

Ingredienti
1 kg di spezzatino di manzo
2 lattine di birra
2 cipolle
2 carote
2 cucchiai di farina di tipo “00”
1 cucchiaio di prezzemolo
sale
burro
olio
pepe

Preparazione
Insaporite la farina con sale e pepe, passateci dentro la carne.
Soffriggete in olio e poco burro cipolle e carote, aggiungete la carne, quando la carne si sarà ben dorata aggiungete la birra, terminate la cottura e a fine cottura aggiungete il prezzemolo.
Servite cospargendo di prezzemolo.

Costine di manzo arrosto – Luisa

Costine di manzo arrosto – Luisa

Ingredienti
1 kg di coste di manzo
2 cipolle
2/3 pomodori
olio extra vergine di oliva
rosmarino
alloro
sale
pepe
bordo

Preparazione
Tagliate a pezzi la carne.
Tostate la carne in padella con olio ed aromi per qualche minuto, continuate la cottura aggiungendo a seconda della necessità il brodo.
Tagliate le cipolle ed i pomodori a pezzi grossi.
A cottura ultimata, fate saltare in padella la carne per 5 minuti con olio, cipolle e pomodori.

Il tacchino ripieno

3tacchino1Sua maestà il tacchino

Il vero protagonista del giorno del Ringraziamento però non può che essere “sua maestà il tacchino”. Dopo aver affrontato ore di cottura nel forno è finalmente arrivato il momento di gustare il vero protagonista della cena, cotto intero e gustato insieme allo stuffing, ripieno di pane e castagne insaporito con frutti rossi: un’esplosione di sapori!
Il tacchino ripieno

Ingredienti
⦁ 1 tacchino di 4-5 kg
⦁ 250 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente
⦁ 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
⦁ 1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata
⦁ 2 rametti interi di salvia, più altri per la decorazione
⦁ 1 arancia, tagliata in quattro spicchi
⦁ 1 cipolla rossa, sbucciata e tagliata in quattro spicchi
⦁ 3 cl di brodo di pollo o di tacchino
⦁ 3 cl di vino bianco

Gravy (salsa)
Ingredienti
⦁ 30 gr di burro
⦁ 1 litro di brodo di pollo o tacchino
⦁ 30 gr di farina

Preprazione
Scaldate il forno a 215°C. In un pentolino su fuoco basso, scaldate insieme il brodo, il vino e metà del burro.
In un’altra ciotola, mescolate insieme l’altra metà del burro con la scorza di limone e di arancia, sale e pepe a piacere.
A partire dal collo, separate la pelle dal petto e dalle zampe inserendo le dita con delicatezza tra carne e pelle in modo da non romperla. Spalmate il composto di burro sotto la pelle allentata. Quindi spalmate l’esterno e l’interno del tacchino con il composto di burro; salatelo e pepatelo.
Salate e pepate l’interno del tacchino. Se volete riempire il tacchino prima di cuocerlo, farcitelo ora con il ripieno (ricetta stuffing) ma non riempitelo troppo. Sistemate la salvia, le arance e le cipolle intorno al tacchino nella stessa teglia. Altrimenti (per ridurre i tempi di cottura) potete riempire il tacchino con i rametti di salvia, le arance e la cipolla e cuocere il ripieno di pane separatamente.
Chiudete la cavità con stecchini di legno. Legate le zampe con lo spago da cucina e ripiegate le ali sotto il tacchino. Mettete il tacchino nel forno preriscaldato per 20 minuti, poi bagnate (con pennello o cucchiaio) tutte le parti esposte del tacchino con la miscela di burro, brodo e vino. Abbassate la temperatura a 180°C. Ogni 30 minuti, bagnate il tacchino con la miscela di brodo. Se la pelle del tacchino dovesse dorarsi troppo, copritelo con un foglio di alluminio.
Dopo due ore di cottura, cominciate a prendere la temperatura del tacchino. Inserite un termometro per la carne nel punto più spesso della coscia (vicino all’osso, ma senza toccarlo). Dovrebbe segnare 70-75°C. Sono necessarie circa 3 ora di cottura totale, in base alle dimensioni del tacchino. Al termine della cottura togliete il tacchino dal forno, trasferite su un piatto di portata (tenete da parte la teglia con i succhi di cottura) e fate riposare a temperatura ambiente per 20-30 minuti.
Nel frattempo, preparate la salsa gravy:
Travasate con cura i succhi di cottura in una brocca capiente e fate riposare per 1-2 minuti, fino a quando i grassi si separano dai succhi. Eliminate il grasso dalla superficie e mettetelo da parte. Scaldate in una padella due cucchiai di burro con 1 cucchiaio del grasso di cottura e 30 g di farina. Mescolate continuamente per 5-6 minuti per ottenere una miscela dorata. Unite molto gradualmente i succhi di cottura sgrassati e portate all’ebollizione, mescolando con una frusta. Unite quindi il brodo poco alla volta, mescolando continuamente e cuocendo fino ad ottenere la consistenza desiderata, circa 10 minuti. Salate e pepate a piacere.

Struffing / il ripieno del tacchino con pane e castagne
Ingredienti Per 10 persone
⦁ 1 kg di pane bianco e nero tagliato a cubetti di 2 cm
⦁ 250 gr di castagne sbucciate e precotte (sottovuoto), tagliato in quarti
⦁ 200 gr cranberry essiccati
⦁ 90 gr di burro
⦁ 4 cipolle, tritate grossolanamente
⦁ 4 coste di sedano, tritate grossolanamente
⦁ 3 cucchiai di salvia fresca tritata finemente
⦁ 1,2 litri di brodo di pollo, di tacchino o vegetale
⦁ 1 cucchiaino di sale
⦁ 4 cucchiai di prezzemolo tritato
⦁ pepe nero

Preparazione
Distribuite i cubetti di pane in un unico strato su un paio di teglie e lasciateli seccare, durante la notte, senza coprirli. In alternativa, fateli seccare dentro il forno a 180° per 15-20 minuti.
Sciogliete il burro in una padella capiente a fuoco medio: unite le cipolle e il sedano; cuocete, mescolando per circa 10 minuti. Unite la salvia, poi un mestolo di brodo e cuocete per altri 5 minuti.
Trasferite il composto con la cipolla in una ciotola molto capiente. Mescolate con le castagne, i cranberry, il pane, il prezzemolo, sale e pepe. Versatevi il brodo rimasto e mescolate delicatamente. Usate la farcia per riempire il tacchino, poi mettete quella rimasta in una teglia imburrata. Coprite la teglia con un foglio d’alluminio e infornatela a 180°C per 25 minuti. Scoprite e cuocete ancora per mezz’ora circa, finché sarà ben dorato.

Credits:
Foto di Emile Henry www.emilehenry.com
Ricette di Laurel Evans www.unamericanaincucina.com

GRUPPO CAMPARI
Davide Campari-Milano S.p.A., con le sue controllate (‘Gruppo Campari’), è uno dei maggiori player a livello globale nel settore del beverage. E’ presente in oltre 190 paesi del mondo con posizioni di primo piano in Europa e nelle Americhe. Il Gruppo, fondato nel 1860, è il sesto per importanza nell’industria degli spirit di marca. Il portafoglio conta oltre 50 marchi e si estende dal core business degli spirit a wine e soft drink. I marchi riconosciuti a livello internazionale includono Aperol, Appleton Estate, Campari, SKYY e Wild Turkey. Con sede principale in Italia, a Sesto San Giovanni, Campari conta 16 impianti produttivi e 2 aziende vinicole in tutto il mondo, e una rete distributiva propria in 19 paesi. Il Gruppo impiega circa 4.000 persone. Le azioni della capogruppo Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI – Bloomberg CPR IM) sono quotate al Mercato Telematico di Borsa Italiana dal 2001. Per maggiori informazioni: http://www.camparigroup.com/it.
Bevete responsabilmente

Gruppo Campari
Paola Paletti Tel +39 02 62251
Paola.Paletti@campari.com

Havas PR MIilan
Marianna Lovagnini – Tel 02 85457040
Marianna.Lovagnini@havaspr.com

Cous cous con carne e verdure – Alessandra C.

Cous cous con carne e verdure – Alessandra C.

Ingredienti
350 gr di carne bianca (tacchino, pollo)
350 gr di carne rossa (vitelo, manzo)
3 patate
3 carote
3 zucchine
2 peperoni
1 cipolla
2 scatole da 250 gr di borlotti precotti
500 gr di cous cous precotto
sale
peperoncino
paprika forte
olio

Preparazione
Tagliate tutta la verdura a cubetti
Tagliare la carne a pezzi.
Tenete separata la carne dalla verdura.
Preparate due padelle con olio e cipolla tagliata grossolana.
Dopo aver fatto soffriggere la cipolla mettete la verdura in una pentola e nell’altra la carne.
Aggiungete sale peperoncino e paprika (quanto basta per il vostro palato)
Fate cuocere entrambe terminando la cottura e aggiungendo acqua se necessario.
Nel frattempo frullate a freddo i borlotti.
In una terza padella preparate un soffritto e aggiungete la cremina, sale, peperoncino e paprika e cuocete per qualche minuto.
Quando tutto sarà pronto, mettete mezzo litro d’acqua in una pentola con il sale, portare a ebolizione e aggiungete il cous cous; spegnete immediatamente, aggiungete un cucchiaio di olio, sgranate il cous cous mentre si sta gonfiando e lasciate riposare per 5 minunti.
Servite il tutto il vassoi separati per permettere agli ospiti di scegliere!

“Consiglio di non usare pane, ma di mettere sul tavolo delle scodelline con delle patatine/snack alla paprika, vino rosso a piacere e buon appetito! – Alessandra”

Insalata fredda di pollo con peperoni e pomodorini

IMG_7024Insalata fredda di pollo con peperoni e pomodorini

Ingredienti
500 gr di petto di pollo
1 peperone Verde (meglio verde per effetto visivo)
una manciata di pomodorini Pachino
curcuma
timo
dragoncello

sale
pepe
foglie di basilico

Preparazione
Tagliate il pollo a bocconcini, saltatelo nella padella wok (anche senza olio) salate, pepate e aromatizzate con la curcuma (un po’così diventa anche giallo) timo e dragoncello
Lasciatelo raffreddare
Aggiungete i pomodorini e il peperone lavati e tagliate.
Fate rafffeddare e servite fredda
In ultimo aggiungete le foglie di basilico e a piacere una giarata di olio

Carpaccio di manzo con rucola e parmigiano

Carpaccio di manzo con rucola e parmigiano

“Un classico ma va sempre.”

Ingredienti
250 gr di carpaccio di manzo
80 gr di parmigiano reggiano di 36 mesi
un mazzo di rucola
olio extra vergine di oliva
sale
pepe

Preparazione

Lavate la rucola, asciugatela.
Condite la carne con sale, pepe ed olio, preparate i 4 piatti e dividete la carne in parti uguali .
Condite a parte la rucuola con olio exra vergine di oliva sale e pepe.
Cospargetela sulla carne la rucola e completate con scaglie di parmigiano

Insalata fredda di pollo con cetriolo e pomodorini

Insalata fredda di pollo con cetriolo e pomodorini

Ingredienti
500 gr di petto di pollo
1 cetriolo
una manciata di pomodorini Pachino
timo
sale
pepe

Preparazione
Tagliate il pollo a bocconcini, saltatelo nella padella wok (anche senza olio) salate, pepate e aromatizzate con timo
Lasciate raffreddare
Aggiungete i pomodorini e il cetriolo lavati e tagliati.
Unite tutto e servite fredda.
In ultimo aggiungete a piacere una girata di olio

Ossobuco in umido chef Alberto Bernardoni

Ossobuco in umido di Alberto Bernardoni

A tavola di Alberto Bernardoni al TUMITURBI quando si ha voglia di una ricetta fiorentina….
La ricetta dell’ossobuco in umido è semplice e gustosa. Il piatto è ideale da portare in tavola quando fuori fa freddo e si ha voglia di qualcosa di caldo e saporito. L’ossobuco è una carne molto utilizzata nella cucina milanese, dove viene servito anche come accompagno al risotto allo zafferano.
Ingredienti
550 gr. ossibuchi di manzo
2 cucchiai di soffritto misto a cubetti (sedano, carota e cipolla)
Farina bianca q.b.
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 bicchiere di acqua freddo
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
Sale q.b.
Pepe q.b.
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
Preparazione:
Lavare ed asciugare la carne, tagliare con le forbici in alcuni punti la pellicina nervosa esterna degli ossibuchi in modo che durante la cottura non si arriccino. Quindi passarli bene nella farina bianca da entrambi i lati. Versare l’olio extravergine di oliva nella pentola a pressione e lasciarlo scaldare leggermente. Aggiungere, poi, lo spicchio d’aglio e il misto per soffritti e lasciarlo appassire per un paio di minuti. A questo punto unire la carne e farla insaporire e colorire da entrambi i lati, mantenendo la fiamma medio bassa. Condire con il sale e il pepe, aggiungere le foglie di alloro e il prezzemolo tritato. Infine bagnare con il vino bianco secco e lasciare insaporire da entrambi i lati girando la carne. Versare il bicchiere di acqua fredda, chiudere la pentola ed alzare la fiamma. Quando la pentola sibila, abbassare la fiamma e calcolare 30 minuti di cottura. Al termine della cottura, spegnere il fuoco e far sfiatare la pentola in modo da far uscire tutto il vapore. Trasferire gli ossibuchi sul piatto di portata e coprirli con il loro fondo di cottura.

TUMITURBI
A Firenze le nuove emozioni di Alberto Bernardoni
In effetti, Alberto Bernardoni, dovunque vada e si metta ai fornelli, suscita curiosità e la gente capisce il suo vero talento, sia in Italia che negli Usa, dovunque Alberto fa fare alle persone un vero e proprio viaggio tra vini e sapori del territorio toscano, i sapori provenienti dalla nostra bella Italia.
I suoi piatti racchiudono infatti il sole del Mediterraneo, così come l’aroma della terra e l’effervescenza delle acque, sia lacustri che marine. Il tutto unito ed esaltato dall’ormai capacità e sicurezza tecnica, al fine far fare al palato un percorso gustativo dovuto all’eccellenza. Ogni sua portata, ogni piatto, ogni fantasia culinaria rappresenta, quindi, un piccolo capolavoro, perché si tratta di talento, o arte, quella di Bernardoni, vagabondo di lusso, per lui è adatta la canzone di Gianna Nannini, “Ragazzo ……non pianti mai bandiera” , sempre in giro per il mondo, pieno di riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga carriera.
Infatti, parte da Firenze, ragazzo, a partire dagli anni ’80, quando giovanissimo si è trovato con tutta la sua famiglia alla guida di un ristorante considerato tra i tre migliori di Firenze, Ganino, dove ha letteralmente fatto scuola, proponendo una visione avanguardistica, tanto nella preparazione quanto nella presentazione dei suoi piatti, inserendosi così tra la schiera di coraggiosi innovatori che ha aperto le porte alla concezione di cucina come arte, e tutto, su tavole francescane, carta gialla, piatti contadini e tanta simpatia!!!!!
Sempre in Toscana, la sua terra d’origine, gestisce poi “Il Bambino”, il “Parione”, il “Moscacieca”, inaugura “il Francescano”, dove ha continuato per anni a stupire con le sue sperimentazioni, abbinando l’innovazione e la fantasia con i grandi classici della cucina nostrana, con una particolare attenzione verso la selezione delle materie prime, i prodotti e gli ingredienti tipici del suo territorio.
Da circa sei mesi il grande passo, nella strada più amata dai fiorentini, Via dei Georgofili, zona Via Por Santa Maria, Uffizi, inaugura, con il valido aiuto della compagna Carlotta e la sua mamma Stefania (la sua quasi suocera) apre “TuMiTurbi”, enoteca con cucina, tutta un armonia di colore e sapori, pomodori e trecce d’aglio attaccate ai ferri, ceste di funghi, fiori, salse e marmellate, una corte piena di fiori, piante e candele, che si fa portavoce di un genere di cucina che definisce del territorio, ossia focalizzata sul prodotto fiorentino e toscano ,e sicuramente vincente su ogni genere di contaminazione o moda internazionale.
Un piatto, secondo Bernardoni, deve quindi suscitare emozioni, mangiandolo: i suoi piatti racchiudono infatti il sole del Mediterraneo, l’aroma della terra e i profumi dei suoi prodotti, ogni sua portata rappresenta, quindi, un piccolo capolavoro.
L’INTERVISTA AD ALBERTO BERNARDONI:
Come hai iniziato a fare lo chef? Diciamo a fare il Ristoratore
Io mi sono fatto da solo. Ho cominciato giovanissimo, con tutta la famiglia, da Ganino, in quei giorni il locale più IN di firenze, venivano tutti, i giocatori della Fiore, Giancarlo Antognoni, i più importanti imprenditori di firenze, Prato, Santa Croce, amici indimenticabili che, molti, non ci sono più…..ho abituato il cliente vip a mangiare sulla tavola senza tovaglia, sulla carta gialla, fette alte 3 dita di mortadella, tartufi a kili…….e da Ganino è iniziato il mio primo viaggio. E poi, volendo realizzare un sogno, non mi sono mai più fermato.

Quali ‘ingredienti’ ti hanno permesso di farcela?
Dedizione, sacrifico, sregolatezza, passione, emotività. Ma non sono ancora all’apice, io, nel mio lavoro, metto il cuore, la mente e la creatività.

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?

La  passione e la cura in quello che faccio.

Il  tuo piatto preferito?

Lascio dirlo agli altri, ma, dato che sono fiorentino, tutti i piatti tipici, la pappa al pomodoro, la ribollita, il peposo, gli ossi buchi, il tiramisù….
l’ingrediente che usi di più in cucina?

Tutti quelli che trovo la mattina quando vado ai mercati a fare la spesa, sono loro che determinano la mia cucina!

Quando non sei ai fornelli qual è la tua attività preferita?
Stare a casa con la mia Carlotta e poi, in ferie, viaggiare e conoscere altri paesi, altre cucine, altre usanze.

Il tuo rapporto con l’arte e la tua forma d’arte preferita?

Ho la fortuna di avere una amica particolare, l’artista fiorentina Elisabetta Rogai, l’artista che ha inventato EnoArte, dipingere con il vino, che quest’anno è stata prescelta, a livello internazionale, dalla giunta Comunale di Siena per dipingere, anche con il vino del territorio senese, il Drappellone dell’Assunta del Palio di Siena. Mi ha promesso una sua opera dipinta al vino che farà bella mostra a Tu Mi Turbi.

Se fossi un quadro o un’opera d’arte quale saresti?

Una natura morta di Arcimboldo
Se fossi un film…?

Colazione da Tiffany con l’indimenticabile Audrey Kepburn
Tu fossi una canzone?
La vita è bella, dal film di Benigni
Qual è lo chef che ammiri di più?
Siro Maccioni, un vanto dell’Italia
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Che “Tu Mi Turbi”, la mia ultima creatura, come l’abbiamo chiamata, enoteca con cucina, sia finalmente il mio punto di arrivo e di partenza insieme a Carlotta e Stefania
Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
Sicuramente, la cucina è un discorso aperto fra il cliente e me, è convincere, sedurre, fare compagnia, dare ricordi, emozioni, è seduzione!
Il tuo motto?
Come diceva Rossella O’Hara, domani è un altro giorno…..

Uffico stampa: Cristina Vannuzzi
Tumiturbi
Ristorante/bar
Trattoria

Via Lambertesca 22 r
50123 Florence Via Lambertesca 22 r
Tel: 055219162

 

Falsomagro di coniglio,croccantino di ortaggi di vittoria, salsa agrodolce al vino cotto e menta – Executive chef Giorgio Rimmaudo – Cristina

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Falsomagro di coniglio,croccantino di ortaggi di vittoria, salsa agrodolce al vino cotto e menta – Executive chef Giorgio Rimmaudo – Cristina

A base di Coniglio – Stile di cucina: Regionale – Origine: Sicilia

Tempo: 1:30′

Difficoltà: 3 alto

Ingredienti per 10 porzioni
1000 gr di Lombo Di Coniglio
400 gr di Salsiccia
40 gr di Pistacchi verdi sgusciati
40 gr di Scalogno maturato
1 gr di Timo fresco
1 gr di Rosmarino
30 ml di Marsala secco ridotto del 50%
40 gr di Pecorino morbido
q.b. Sale fino e pepe
30 gr di Olive nere snocciolate

Per il croccantino di ortaggi:
30 gr di Carote
80 gr di Peperoni rossi e gialli
120 gr di Zucchine
40 gr di Cipolle bianche
50 gr di Patate
40 gr di Sedano
2 gr di Aglio

Preparazione
Per il coniglio:
Disossate il dorso di coniglio ricavando due lombi,metteteli su pellicola trasparente e battete leggermente.
Salate e pepate.
Mescolate alla pasta di salsiccia i pistacchi tritati,lo scalogno,il timo e la riduzione di marsala mescolando bene.
Farcite i lombi di coniglio e arrotolate su se stessi,legateli con spago da cucina e rosolateli in una padella con l’olio d’oliva.Eliminate il grasso di cottura e sfumare con il vino,quindi lasciare evaporare e terminare la cottura in forno a 180°C.
Per il croccante di ortaggi:
Tagliate tutti gli ortaggi a julienne e conditeli con il sale il pepe e la farina.
In una padella versate l’olio sistemate all’interno 8 cerchi del diametro di 6 cm sistemate all’interno gli ortaggi e rosolate da ambedue le parti.
Appena cotti e croccanti mettetli ad asciugare dal grasso di cottura.
Presentazione e finitura. Scaloppate il lombo di coniglio,sistematelo nel piatto,vicino il croccantino di ortaggi e tutt’intorno la salsa al marsala.

Caparena Taormina
Via Nazionale 189,
98039 Taormina (ME)
Tel: +39 0942 65 20 33
Fax: +39 0942 36 913
E-mail: caparena@gaishotels.com

La tartare alla Moda di Greve di Paolo LandiniChef e patron de La Bottega del Moro- Suggerita da Cristina

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La tartare alla Moda di Greve di Paolo LandiniChef e patron de La Bottega del Moro

Ingredienti per persona

carne magrissima di primissima scelta (no filetto) 200 grammi
cipolle rosse 1 cucchiaio da minestra
prezzemolo macinato 1 cucchiaio da dolce
capperi 1 cucchiaio da dolce
rhum 1 cucchiaio da minestra
maionese fatta in casa 2 cucchiai da minestra
pasta di acciughe “Balena” 1 cucchiaio da caffè
olio extra vergine di oliva 1 cucchiaio da minestra
sale,pepe,tabasco a gusto.

 

Preparazione
Tritate la carne e mettetela in una grande ciotola.
Fate un battuto abbastanza grossolano della cipolla, del prezzemolo e dei capperi.
Mettete nella ciotola, insieme alla carne, il battuto, la maionese, il rhum, la pasta di acciughe e l’olio.
Con una forchetta impastare bene tutti gli ingredienti e salate, pepate al gusto.
Sempre al gusto aggiungete il Tabasco per il piccante.

 

Impiattate con le fantasie personali, aggiungendo delle fette sottili di pane di campagna abbrustolito nel forno a legna, come si usa dalle nostre parti.

 

La Bottega del Moro
Piazza Trieste, 14 r
50022 Greve in Chianti Firenze
Tel 055 853753
bottegadelmoro@virgilio.it

 

Straccetti di manzo all’aceto balsamico, con parmigiano su letto di rucola

Straccetti di manzo all’aceto balsamico, con parmigiano su letto di rucola

Ingredienti
600 gr di manzo tagliato a fette sottili
aceto balsamico di Modena (meglio se invecchiato)
olio extra vergine di oliva
parmigiano reggiano (meglio se un ottimo 36 mesi)
rucola
sale

Preparazione
Tagliate le fettine di manzo a strisce.
In una padella in olio fate soffrigere l’aglio intero che poi toglierete, aggiungete l’alloro ed infine il manzo, regolate di sale.
A cottura quasi ultimata versate l’aceto balsamico.
Servite la carne su un letto di rucola.
Stendete sopra agli straccetti scaglie di parmigiano.
Decorate il piatto con aceto balsamico.

Ossobuco in umido Trattoria da Bule

Al Bargino, a tavola di BULE quando si ha voglia di una ricetta fiorentina….
La ricetta dell’ossobuco in umido è semplice e gustosa. Il piatto è ideale da portare in tavola quando fuori fa freddo e si ha voglia di qualcosa di caldo e saporito. L’ossobuco è una carne molto utilizzata nella cucina milanese, dove viene servito anche come accompagno al risotto allo zafferano.
Ingredienti
550 gr. ossibuchi di manzo
2 cucchiai di soffritto misto a cubetti (sedano, carota e cipolla)
Farina bianca q.b.
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 bicchiere di acqua freddo
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
Sale q.b.
Pepe q.b.
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
Preparazione:
Lavare ed asciugare la carne, tagliare con le forbici in alcuni punti la pellicina nervosa esterna degli ossibuchi in modo che durante la cottura non si arriccino. Quindi passarli bene nella farina bianca da entrambi i lati. Versare l’olio extravergine di oliva nella pentola a pressione e lasciarlo scaldare leggermente. Aggiungere, poi, lo spicchio d’aglio e il misto per soffritti e lasciarlo appassire per un paio di minuti. A questo punto unire la carne e farla insaporire e colorire da entrambi i lati, mantenendo la fiamma medio bassa. Condire con il sale e il pepe, aggiungere le foglie di alloro e il prezzemolo tritato. Infine bagnare con il vino bianco secco e lasciare insaporire da entrambi i lati girando la carne. Versare il bicchiere di acqua fredda, chiudere la pentola ed alzare la fiamma. Quando la pentola sibila, abbassare la fiamma e calcolare 30 minuti di cottura. Al termine della cottura, spegnere il fuoco e far sfiatare la pentola in modo da far uscire tutto il vapore. Trasferire gli ossibuchi sul piatto di portata e coprirli con il loro fondo di cottura.
Trattoria DA BULE
Bargino – Firenze

Da Bule Ricetta d’autore ll Peposo….nato all’Impruneta dai tempi del Brunelleschi …..alle nostre tavole

Da Bule Ricetta d’autore ll Peposo….nato all’Impruneta dai tempi del Brunelleschi …..alle nostre tavole

L’Impruneta, paesino tra Firenze e Siena, accanto a San Casciano e al Bargino, pieno di luce, di olivi e di verde, è famoso per la produzione del cotto, una terracotta toscana, rossiccia, famosa in tutto il mondo, cha ha lastricato mille e mille palazzi, chiese, piazzali; in questo luogo dalla terra rossa è legata la nascita di un piatto della tradizione toscana: il peposo

Il peposo è un piatto a base di carne, cotta …in forno a fuoco moderato (proprio come si fa per la terracotta) con pochi condimenti ed un quantitativo a dir poco generoso di pepe, da cui deriva il nome. Il peposo è, quindi, la tipica esemplificazione della cucina toscana: ingredienti ottimi, cotture semplici, condimenti giusti per esaltare e non coprire il gusto di questa cucina che potrebbe sembrare essenziale ma che invece è ricca e ricercata nella scelta delle materie prime e nel totale rispetto della loro natura nel cucinarli
Ma anche la terracotta ha avuto un ruolo nella creazione di questo semplice e gustosissimo piatto; infatti, sono stati proprio i fornacini (gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci) che hanno creato il peposo: in un angolo della fornace, là dove non avrebbe dato fastidio al loro lavoro, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo circa cinque ore il piatto era pronto.
Ma la creazione di questo piatto è legata, tra la storia e la leggenda, anche alla costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore, il Duomo di Firenze: si narra infatti che, al tempo del Brunelleschi, i fornacini addetti alla cottura dei mattoni facessero largo uso di questa pietanza.
Evidentemente il pasto, il pepe ed il vino contribuirono ad ottimizzare il lavoro degli operai esaltando la bellezza dell’opera del Brunelleschi…

Il piatto, come già sottolineato, è semplice, il gusto è fortissimo. Gli ingredienti pochissimi e del territorio, scelti con cura: la carne è del muscolo, normalmente utilizzato per lo spezzatino, meglio se spezzatino di chianina; il vino è quello del territorio, un Chianti che con la sua struttura supporta ed esalta la carne che, cuocendo immersa nel vino, ne assorbe l’aroma e diviene morbida, mentre il vino al contempo smorza il gusto forte della carne. Aglio, pepe e aromi, a completare, devono ovviamente essere di qualità

La chianina non ha bisogno di grandi presentazioni: si tratta di un bovino di taglia molto grande tipico della Val di Chiana che dà carni ottime, molto magre e saporite (è la razza da cui si ricava il taglio della bistecca alla fiorentina).

Infine il Chianti, il vino che più rappresenta la Toscana.
Il Chianti D.O.C.G. è prodotto nei territori delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, territori che si presentano con caratteristiche colline a grandi terrazze con vallate attraversate da fiumi, quindi un prodotto del territorio che sposa bene il peposo non solo durante la cottura ma anche come accompagnamento in tavola

La lista degli ingredienti è essenziale, pochi i prodotti, semplicissimo il metodo di cottura, eppure il peposo ha diverse versioni, un gioco di aromi e spezie, la quantità del pepe, il vino, sono tante le versioni, da paese a paese…..

Ricetta d’autore de
DA BULE AL BARGINO
Ingredienti (per 4 persone)

1 kg di muscolo di chianina
1 litro di Chianti rosso
1 cucchiaio di pepe nero macinato
5 spicchi d’aglio (vestito…come si dice a Firenze)
8 fette di pane toscano
un mazzetto di salvia e rosmarino
sale qb
Preparazione:
Disporre il muscolo tagliato a dadi non troppo piccoli in una pentola di coccio, aggiungere gli spicchi d’aglio senza levare la camicia, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprire con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno (circa 150°C) o sul fornello, fino a che la carne non risulti estremamente morbida, avendo cura di coprire il recipiente.
Occorreranno almeno 4 ore di cottura lenta, a fuoco basso.
Tostare le fette di pane, in forno o sulla griglia, disporle in un piatto e versarci sopra il peposo.
Servire ben caldo

Pollo al latte

Pollo al latte

Ingredienti
800/900 gr di pollo
4 cipolle
200/250 ml di latte
sale
pepe
farina
olio

Preparazione
Lasciate in ammollo per qualche ora il pollo nel latte
Passatelo nella farina
Fate dorare in un filo d’olio le cipolle tagliate finemente
Rosolate alcuni minuti il pollo nelle cipolle.
Aggiungete il latte piano  piano e cuocete a fiamma bassa e con il coperchio per 2 ore
Salate e pepate e servite caldo

Cinghiale – Teresa

Cinghiale – Teresa

“Ho vissuto qualche anno a Sassari e lì il cinghiale lo fanno così. ” Teresa

Ingredienti
vino rosso forte e corposo
il cinghiale
odori e spezie possibili (es.chiodi di garofano)

Preparazione
Mettete a macerare con del vino rosso forte e corposo il cinghiale con più odori e spezie possibili (es.chiodi di garofano) per 24 ore. Trascorso questo tempo filtrate il vino e mettete a cuocere il cinghiale aggiungendo di tanto in tanto il vino rimasto.

 

Cinghiale alla maremmana con polenta – Claudia

Cinghiale alla maremmana con polenta – Claudia

“Un pezzettino di “maremma” da condividere con tutti.” Claudia

Ingredienti
2 kg carne di cinghiale
passata di pomodoro 6 cucchiai
1 tubetto di concentrato di pomodoro
brodo di carne o dado (preparato prima)
cipolla
aglio
rosmarino
salvia
peperoncino
alloro
sale
olio q.b.

Per la polenta
500 gr di farina di polenta gialla bramata
acqua
sale

Preparazione
Riducete a spezzatino la carne: mettete la carne in una pentola, copritela con acqua fredda, portatela ad ebollizione ed appena butta fuori la schiumina biancastra spegnete, togliete la schiuma bianca e scolate in uno scolapasta, lavate la carne con acqua corrente fredda.
Preparate il soffritto con: cipolla, aglio, rosmarino, salvia, peperoncino (secondo gusto), alloro, olio q.b. Fate rosolare.
Aggiungete la carne scolata e lavata: fate soffriggere a fuoco vivo rimestando, salate la carne dopo poco che soffrigge, continuate la cottura a fuoco lento e con la pentola coperta, aggiungendo al bisogno il brodo(di carne o di dado) di volta in volta sempre con tegame coperto e a fuoco lento.
Dopo circa 1 ora, a brodo ritirato, aggiungete il vino bianco o rosso, fatelo evaporare a fuoco vivo e tegame scoperto.
Aggiungere ,poca passata di pomodoro (io uso quella fatta in casa) e abbondante concentrato, coprite e continuate la cottura a fuoco lento molto, molto a lungo.
A cottura ultimata, preparate la polenta, fate cuocere a seconda el gusto personale e condite con il cinghiale preparato.

 

Cinghiale – Giuseppe G.

Cinghiale – Giuseppe G.

 

Ingredienti
1 kg e 500 gr di  cinghiale
100 gr  di lardo
3 bicchieri di vino rosso fermo secco
1 mazzo di prezzemolo
1 spicchio di aglio
1 tubetto di conserva
2 canne di sedano
2 carote
1 cipolla
dado
olio extra vergine di oliva
1 manciata di sale grosso
aceto
noce moscata
sale
pepe

 

Preparazione
Tagliate il cinghiale a pezzi.
Lavate i pezzi di carne diverse volte sotto l’acqua corrente.
Mettete la carne in una teglia grande con 1 manciata di sale grosso e aceto, accendete il fuoco, fate uscire l’acqua sporca dai pezzi di carne procedere in tal modo per 3 volte.
Tritate aglio, prezzemolo e lardo e fateli rosolare in padella con un filo di olio, aggiungete la cinghiale e rosolare per altri 5/10 minuti.
Tritate le altre altre verdure, aggiungetele alla carne aggiungete sale, pepe e noce moscata, rosolate per altri 10 minuti, aggiungete un po di conserva e il dado, mescolate tutto bene, aggiungete per finire il vino, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e cuocete mescolando ogni tanto per circa 3 ore

 

 

 

Cinghiale alla cacciatora

Cinghiale alla cacciatora

Ingredienti
1 kg e 200 gr  di carne di cinghiale
200 gr di vino bianco fermo secco
120 gr di prosciutto crudo in fette sottili
2 cipolle
2 gambe di sedano
2 carote
aceto per marinare
olio extra vergine di oliva
bacche di ginepro
sale
pepe

 

Preparazione
Lavate il cinghiale, lasciatelo marinare nell’aceto per 1 o due ore.
Pelate e tagliate la cipolla.
Tagliate le carote carote e sedano finemente.
Sgocciolate la carne ed avvolgetela con il prosciutto, legatela con lo spago
Prendete una pentola in olio rosolate la cipolla, quando si sarà dorata, aggiungete carote e sedano, fate rosolare per alcuni minuti, poi aggiungete la carne e rosolatela girandola da un aparte all’altra, aggiungete il vino, le bacche di ginepro, salate, pepate, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e cuocete per un oretta e mezza, in caso di necessità aggiungete un po di acqua, trascora l’oretta, togliete il coperchio e fate rapprendere il sugo e servite

 

Cinghiale in umido

Cinghiale in umido

“Ottimo con la polenta ma anche con i crostini”

Ingredienti
1 kg e 500 gr di carne di cinghiale
1 litro di passata di pomodoro
2 cipolle
2 gambe di sedano
2 carote
aceto per marinare
vino rosso fermo secco
burro
bacche di ginepro
sale
pepe

Preparazione
Pelate e tagliate la cipolla.
Tagliate le carote carote e sedano finemente.
Lavate il cinghiale, lasciatelo marinare nell’aceto per 1 o due ore.
Prendete una pentola in una noce di burro rosolate la cipolla, quando si sarà dorata, aggiungete carote e sedano, fate rosolare per alcuni minuti, poi aggiungete la carne e rosolatela girandola da una parte all’altra, aggiungete il vino, le bacche di ginepro, salate, pepate, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e cuocete per due ore, in caso di necessità aggiungete un po di acqua, una volta  trascorse le 2 ore, togliete il coperchio e fate rapprendere il sugo e servite.
A piacere potete frullare il sugo in modo che non si sentano le verdure.

Cinghiale – Eleonora

Cinghiale – Eleonora

Ingredienti
1 kg  o 1 kg  e1/2 di carne di cinghiale
1 litro di vino rosso fermo e secco
1 cipolla
chiodi di garofano
alloro
rosmarino
sale
pepe

 

Preparazione
Mettete in frigorifero a macerare per 24/48 ore  il cinghiale con  vino ed aromi avendo l’accortezza di girarlo di tanto in tanto.
Pelate una cipolla, tagliatela a pezzetti.
Tagliate la carota
In padella soffriggete in olio la cipolla, una volta rosolata aggiungete la carota tagliata a dadini, rosolate la carne giratele la carne da tutte le parti una volta rosolata e aggiungete  la marinatura, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e cuocete per diverse ore
A cottura ultimata frullate il sugo e servite con polenta calda