I prodotti alimentari di alta qualità della Valle della Loira patrimonio di tutta l’umanità

Rillettes_Tours_5781_M-PerreauI prodotti alimentari di alta qualità della Valle della Loira patrimonio di tutta l’umanità

Tra patrimonio gastronomico storico e innovazione, i grandi chef di oggi difendono una cucina capace di valorizzare i prodotti locali e di stagione, nel totale rispetto dei ritmi della natura

La gastronomia regionale della Valle della Loira è arcinota, per quei pochi che non la conoscono diremo che essa fa onore ai prodotti del Giardino di Francia (come comunemente è nota la Loira), alla ricchezza dei prodotti, dei suoi orti, all’autenticità dei suoi fiumi, delle foreste e dei paesaggi eccezionali della Valle della Loira, del Berry, del Perche o della Turenna. Da poco sono terminati i festeggiamenti per i venti anni di iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità, dal 2000 la Valle della Loira fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco come “paesaggio culturale”, l’attrattiva maggiore è costituita naturalmente dai castelli, 21 capolavori, che propongono animazioni speciali. Il patrimonio enogastronomico storico ha contribuito a questo importante riconoscimento, nonché l’innovazione, i grandi chef di oggi difendono una cucina capace di valorizzare i prodotti locali e di stagione, nel totale rispetto dei ritmi della natura. Nel 2020 in Francia si sono celebrati i 10 anni del “pasto gourmet dei francesi” classificato come patrimonio immateriale dell’Unesco. La sua iscrizione nella lista è stata promossa dall’Istituto Europeo di Storia e delle culture dell’alimentazione di Tours (IEHCA). In occasione di questo decimo anniversario, la regione ha accettato di buon grado di rappresentare la gastronomia francese nei 5 continenti e ha partecipato al progetto “Goût de France/Good France”. Tante le eccellenze della regione presentate per l’occasione da chef, produttori, viticoltori ma anche grazie ai suoi paesaggi dei Castelli della Loira e ai suoi giardini e parchi.
Fra i piatti più popolari della regione vi sono le fritture. La frittura si degusta spesso in estate con un buon bicchiere di vino bianco fresco. Una cucina locale semplice e succulenta! Le fritture sono spesso preparante anche nei pressi degli stagni, in particolar modo nella Brenne.
Per degustarle un luogo conviviale dove poter assaggiare tartine e carpe fritte è La Maison du Parc. Per scoprire il pesce della Loira in una veste diversa, i pescatori del luogo preparano delle terrine tutte aromatizzate e tutte diverse.
Nel Medioevo, ero possibile che i vini della Loira, trasportati in barca via fiume, non sopportassero molto bene il viaggio. Questi vini spunti o acerbi dal sapore acetoso venivano utilizzati
dai produttori di aceto, che specialmente nella città di Orléans ne ricavavano salse e mostarda fin dal 1394. L’aceto dei 300 produttori di Orléans era importato nei Paesi Bassi, in America e perfino in India! Purtroppo lo sviluppo industriale ebbe la meglio sui produttori artigianali di Orléans e, due secoli più tardi, ne rimase uno soltanto: la Maison Martin Pouret, che dal 1797 porta avanti la tradizione.
Il Centro Valle della Loira non è soltanto il giardino di Francia, ma è anche il suo orto:
asparagi, funghi, mele, pere, fragole, ciliegie, zucche, porri, piselli e ancora tanti altri prodotti tipici sono in vendita sulle bancarelle dei mercati. I funghi champignon vengono coltivati durante tutto l’anno in antiche cave di tufo, oggi utilizzate come cantine, dove vi sono le condizioni ideali per la loro coltivazione: buio, umidità e ventilazione. Nelle foreste vengono raccolti in autunno i funghi selvatici. L’ ortaggio principe della Valle della Loira è l’asparago. La raccolta inizia a fine aprile fino al mese di giugno, principalmente in Sologne, viene consumato caldo o freddo (dopo cottura al vapore o in acqua bollente) accompagnato da una semplice salsina all’aceto o alla panna.
La valerianella nantese è una verdura conosciutissima in Valle della Loira. Ha persino un’indicazione geografica protetta: il bacino dell’estuario della Loira.
Tante altre verdure crescono rigogliose sui territori della Valle della Loira: tra le quali in particolare porri, ravanelli, cipolle, lattughe, barbabietole, cetrioli o rape.
Oltre alle verdure, la regione produce anche moltissima frutta. Prima di tutto mele e pere, ne esistono vari tipi, dalle più acidule alle più dolci, tra le quali le rinomate pere Passe-Crassane e le pere Williams. In Turenna è possibile assaggiare un caratteristico dolce realizzato a base di pere o mele “tapées”. Le mele o le pere vengono schiacciate con una mazzuola, vengono poi infornate in un forno di tufo per essere poi conservate per lunghi mesi. Per degustarle basterà intingerle nel vino, una delizia ! La fragola Mara des bois, dal gusto inimitabile, fu creata nel 1991 in Sologne. Si tratta di una saporita fragolina con la sua profumatissima polpa, fa parte delle fragole più gustose esistenti sul mercato. Le piccole lenticchie Verdi del Berry possono essere cucinate dolci o salate e consumate anche fredde, hanno un caratteristico sapore dolce che ricorda la castagna. Nel 1996 la Lenticchia Verde del Berry è stato il primo legume secco ad aver ottenuto l’etichetta Label Rouge. Forse i prodotti conosciuti proprio da tutti, grazie anche alla facilità del trasporto servendosi della catena del freddo, sono i formaggi di capra della Valle della Loira. Che siano consumati freschi o stagionati, tra di essi, il famosissimo Sainte-Maure-de-Tou- raine, un tronchetto che si presenta con la cannuccia di segale che lo ricopre e ancora il Crottin di Chavignol, il Selles-sur-Cher, il Pouligny-Saint-Pierre o la pyramide di Valençay.
Altra specialità della Valle della Loira sono i fouées e le fouaces, sono delle focacce cotte nel forno a legna in genere ripiene di rillettes (una specie di paté), formaggio di capra o fagioli bianchi, oppure aromatizzate con miele, spezie e noci.
Se non si soffre di claustrofobia in Turquant si può trascorrere una notte in una grotta di lusso dotata di ogni comodità, un soggiorno certamente insolito per concludere un viaggio che non si dimenticherà facilmente.

Harry di Prisco

Foto:
Vista aerea del castello di Chambord con mongolfiere – Copyright : L-de-Serres – autore Marc Ginot

Les Rillettes de Tours (specialità di salumi) – Copyright : Mperreau

Per maggiori informazioni:

www.valledellaloira-francia.it/
https://www.youtube.com/watch?v=3iVtzZU2a44&ab_channel=Centre-ValdeLoireTourisme

LE FOTO MI SONO STATE CONCESSE PER LA PUBBLICAZIONE DALL’UFFICIO DEL TURISMO DELLA VALLE DELLA LOIRA CON LA RICHIESTA DI CITARE I CREDITI E NOME DEL FOTOGRAFO PRESENTI NELLA DIDASCALIA DELL’IMMAGINE

Vista aerea del castello di Chambord con mongolfiere – Copyright : L-de-Serres – autore Marc Ginot

Les Rillettes de Tours (specialità di salumi) – Copyright : Mperreau

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Pasta salmone Maruzzella e pecorino con noci

IMG-20210315-WA0051Pasta salmone Maruzzella e pecorino con noci
I Filetti  rosa di salmone  @tonnomaruzzellaofficial  sono  gustosi  e d alta  qualità   , ottimi da  gustare  come  secondo  piatto  sono  anche  molto versatili per la preparazione  di molteplici  ricette, come  la pasta che ho preparato  ieri  per  la nostra  cena

Ingredienti

300 gr di Filetti  rosa di salmone  @tonnomaruzzellaofficial
80 gr di Penne  a persona
pecorino @Assaggiassisi
noci
1 cipolla

Preparazione
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata
Rosolate  i #filettidisalmone in olio d’ oliva con la cipolla tritata finemente,   quindi aggiungete  dopo qualche  minuto  aggiungete  il pecorino  alle noci tagliato  a cubetti  ,  (io ho usato  quello di  @Assaggiassisi)   e intanto  scolate  la pasta e saltatela in padella amalgamando  bene   il salmone  e il formaggio che  intanto  si sarà  sciolto

Servite  caldo e buon appetito!

#tonnomaruzzella  #salmone  #foodblogger  #foodlover  #foodpoorn  #madeinitaly  #italianinfluencer  #instafood  #assaggiassisi  #pastalover

Riso venere, riso rosso e quinoa tricolore saltati con gamberi e zucchine croccanti

160414392_10224915892515609_7943314817657027350_nRiso venere, riso rosso e quinoa tricolore saltati con gamberi e zucchine croccanti

Carboidrati alternativi alla pasta ( #quinoa tricolore, #risorosso e #risovenere   integrale) cotti nel cuociriso a vapore  nel microonde .. verdure.. Proteine  (#gamberetti, #orate, #salmone, pesce #spada, #tonno..) piatti unici leggeri digeribili facili da preparare, buoni caldi  ma anche freddi, veloci da preparare  #zucchine e #gamberetti croccanti fritti in #friggitriceadaria

Ingredienti
100 gr di riso venere
100 gr di quinoa tricolore
100 gr di riso rosso
10/15 #gamberoni
2 zucchine
olio
sale
Preparazione
Lavate e tagliate le zucchine e friggetele  in friggitrice o in padella friggete lasciandole croccanti (io le ho fritte in friggitrice ad aria a 200° )
In una padella capiente in un filo di olio fate dorare uno spicchio di aglio, eliminate l’aglio aggiungete i gamberi (già eviscerati) sfumate con del vino  bianco e terminate la cottura, puliteli e rimetteteli i  padella, aggiungete le zucchine
Cuocete il riso nero , il riso rosso e la quinoa separatamente (hanno tempi diversi) come da vostra abitudine, io li cucino nella risottiera a vapore nel microonde, terminata la cottura (al dente) fateli saltare 2 minuti in padella con i gamberoni e le zucchine e  servite spolverizzate con prezzemolo tritato

Ottimo sia freddo che caldo

#bofrost

Cosa è …cucinare

foto ridottaCosa è …cucinare

Il Ristorante Corsini

Chi viene dal Lungarno lo vede all’improvviso, un palazzone tutto bianco, e allora la ricerca svanisce d’un colpo. E poi, una volta entrati nell’ingresso ci sembra di essere in uno scrigno che dalla porta d’accesso si allunga fino al cuore dell’ospitalità del Ristorante Corsini, con il valore aggiunto di un gioiello gastronomico tutto da scoprire.
Il Ristorante Corsini è nuovo, aperto da pochi mesi, all’interno una sinfonia armoniosa di nuances dove prevalgono le tonalità del bianco, tortora e beige con eleganti arredi di tavola e dipinti alle pareti. Mentre la corte merita una menzione speciale, incastonato come un gioiello è il Secret Garden del Corsini, un giardino segreto fatto di verde lussureggiante, in verticale, di piante profumate usabili anche per cucinare e l’ inaugurazione sarà oggetto di una straordinaria performance live di EnoArte dell’artista fiorentina internazionale Elisabetta Rogai con un vino che arricchisce la ben fornita cantina.
26166914_183336345741485_3851504874486927098_nIl Ristorante Corsini presenta uno chef di tutto rispetto, Raffaele Petrucci, campano, giramondo, con esperienze in Spagna, a Madrid, e poi Forte dei Marmi, al Grand Hotel di Gardone, a Palazzo Petrucci, nelle cucine più glamour del mondo, che ha fatto delle sue esperienze la cifra della sua professione, e, contrariamente alle ormai innumerevoli ondate fusion, vegane, dimostra che il vero cool è tornare alle origini, mixare dettagli di cucina gourmet in una atmosfera calda e accogliente, usare il verde, le foglie, la natura, che gli fa da base per i suoi piatti, dove esprime con talento la sua fantasia.
Giovane, curioso, professionalmente perfetto, una cucina basata sull’estro, questo giovane chef, già famoso, merita grande attenzione, scavando nella memoria e tirandone fuori rivisitazioni ragionate, mai estreme, dove il richiamo alla tradizione casalinga si fa meno presente per lasciare spazio alla sua creatività esplosiva, il suo sapere modulare l’arte sul filo sottile tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra la voglia di andare a ritrovare antichi sapori e il modo di prepararli con la cura di non snaturarli nel riproporli. La sua è una rivisitazione da grande chef, gentile, ragionata, creativa ma mai troppo estrema.
Come ci dice Raffaele Petrucci accogliendoci….. Io tengo sempre presente un grande 23622356_162842904457496_4342317429504899904_ndetto di Gualtiero Marchesi “Bisogna esaltare la materia, non sé stessi” e per me cucinare è come scrivere una musica, nota dietro nota per comporre una sinfonia, mi sento come un direttore d’orchestra, un artista, un pittore che unisce i colori e crea un dipinto, per me questo lavoro è vita, passione, fatica, creatività, inventiva, studio delle origini, la chiave di lettura della storia della cucina e la ricetta per ridonarle la centralità che merita nella vita civile, la forma d’arte per eccellenza. Senza dimenticarne un importantissimo risvolto: il rapporto fra le due funzioni complementari di chi cucina, il «desiderio di capire» e la «passione di trasmettere».
Infatti la mia cucina sa di terra, di natura, ed è proprio la natura che dona un imprinting alla mia cucina nella bellezza impenetrabile dei boschi, dei castagneti, in uno splendore di gialli e rossi con le loro sfumature e ancora i verdi e viola e arancioni che vanno incontro al lilla e all’ocra, un mondo di colori e di profumi, dalla terra al piatto.
Il Corsini-6La mia cucina è anche fantasia, viaggi straordinari in paesi sconosciuti, racconti………con i miei piatti di pesce io racconto di mari lontani, la burrata cremosa è come l’abbraccio di una mamma, racconto la fragranza sensuale del cioccolato in un vaso da fiori del mio giardino, le foglie profumate mi fanno da corona, incoronano il cibo che si presenta regale nel piatto, nuvole velate di tartufo stuzzicano il ricordo di sere stellate.
Basta lasciarsi andare al gusto e ci si ritrova altrove perché, come ci dice Proust, “il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”
Crediti ph: Martino Dini
Ristorante Corsini
Lungarno Corsini, 36
50123 Firenze

Si cucina con le mani ma si pensa con il cuore Filippo Cogliandro

pesce spadapiccolaSi cucina con le mani ma si pensa con il cuore Filippo Cogliandro

L’ACCADEMIA GOURMET, un ristorante, principalmente una filosofia, un concetto, un progetto, una vita…….la vita di Filippo Cogliandro.
È incastonato come un gioiello nel cuore di Reggio Calabria, interni importanti, come quelli di una antica dimora piena di storia e di storie, arredi e colori, atmosfera evocativa. Tratti distintivi di un ristorante, con cui fanno il paio l’estro culinario dello chef patron Filippo Cogliandro e la garbata attenzione del direttore di sala Francesco Rando. L’uno in cucina, l’altro in sala, officiano il rito della tavola facendo parlare da sé una materia prima di altissima qualità accompagnata da etichette di tutto rispetto.

Nato in Calabria, lo chef ha un’appartenenza gastronomica ampia, frutto delle molteplici pescatricepicolaesperienze che lo hanno visto tra i fornelli, oggi ci confessa…..sono diventato cuoco quasi per caso.
L’imprinting culinario è il suo apprendistato gastronomico completato da una bella vena creativa, elementi che oggi gli permettono di raccontare storie di gusto con rara delicatezza, la sua capacità in grado di accostare armonicamente nel piatto gli ingredienti più diversi in intrecci inconsueti, creati con fantasia.
La sua materia prima d’elezione è il pesce, declinato in una miriade di sapori.
Imperdibile in apertura la sequenza di crudi di mare che fanno il paio la Pescatrice, i Troccoli, il riso Carnaroli di Sibari, il Pesce Spada dello Stretto, lo Speak Aspromontano, la cipolla viola, il Carbonaro dell’Alaska, la patata rossa di Tropea…..la sua Calabria, i sapori, i colori, il suo mare, il suo mondo.

E’ chiaro che nel cuore di Filippo Cogliandro c’è la sua terra e il suo obiettivo e’ quello di contribuire a dare alla Calabria un’identità gastronomica ben definita, attraverso la valorizzazione delle realtà locali, creando profonde sinergie fra i prodotti del suo territorio, i produttori di vino e naturalmente l’agricoltura. In questo modo la secolare cura del territorio diventa, attraverso anche la sua scuola di cucina, un patrimonio da trasmettere ai giovani e da gustare. Filippo è fermamente convinto che la sua cucina, la sua arte culinaria, per essere tale, debba poggiare sull’alta qualità delle materie prime e sul rispetto del prodotto e del territorio, trovando in quest’ultimo la sua fonte di ispirazione; la sua è una continua ricerca della sua terra, non una rivisitazione nostalgica della “tradizione” ma piuttosto una filosofia che supera i confini della cucina e mira ad essere una sintesi attuale degli insegnamenti del passato. “Il mio impegno gastronomico ” dice ” si spiega con il rispetto del prodotto e l’arte di valorizzarlo al massimo usando materiale di primissima scelta e qualità con il metodo di cottura giusta. Il risultato deve essere visibile sia nel sapore che nell’estetica, delicato, semplice ma sorprendente”.

www.laccademia.it

Crediti ph: Stefano Mileto
Press: Cristina Vannuzzi

Fusilli di pistacchi con pancetta croccante

90939298_10221756451091548_3481328889014255616_nFusilli di pistacchi con pancetta croccante

Ingredienti
80 gr di fusilli  a persona #fusilli @_gustoetna_
200 gr di #Pancettaffumicata @gustotipicoitaliano
#granelladipistacchi
#sale
#pepe

Preparazione
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata
Tagliate la pancetta a cubetti o a striscioline
In padella rosolate la pancetta e fatela diventare croccante

Scolate la pasta e conditela con la pancetta , spolverizzate con la granella di pistacchio

#bestfoodpics @bestfoodpics
@ricettedicasaele #secondipiatti #facile #veloce #ricettedicasaele #ricettedicasa #foodblogger Ricette di casa Eleonora Magnani

Pastiera napoletana con crema pasticcera Angi

Screenshot_20210328-120211_Photos (1)Pastiera napoletana  con crema  pasticcera

Ingredienti
450 gr di farina 00
225 gr di burro
195 gr di zucchero
3 uova
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 bustina di vanillina (o scorza grattugiata di un limone)

Per la Crema:
400 gr di grano
400 gr di ricotta (romana)
400 gr di crema pasticcera
500 ml di latte
5 uova
300 gr di zucchero
25 gr di burro
1 cucchiaio di cannella (in polvere)
1 fialetta di fiori d’arancio
1 fialetta di millefiori
1 arancia (la buccia grattugiata)
1 limone (la buccia grattugiata)

Preparazione
Per preparare la pastiera napoletana con crema pasticcera inizia a preparare la pasta frolla per la base. Riunisci in un mixer la farina e il burro freddo a pezzi e frulla il tutto per ottenere una polvere. Aggiungi lo zucchero, le uova, la scorza grattugiata del limone (o la vanillina) ed il lievito e frulla ancora. In ultimo trasferisci l’impasto su una spianatoia e compattala con le mani per formare un panetto. Avvolgilo nella pellicola trasparente e lascialo riposare in frigorifero per almeno mezz’ora.
Nel frattempo dedicati alla preparazione del ripieno. Parti dalla crema pasticcera, che così avrà anche modo di raffreddarsi e rapprendersi. Io per questa ricetta preferisco aromatizzarla al limone, che aggiungo come scorza grattugiata
In una casseruola capiente metti il latte, il grano e la scorza del limone e dell’arancia grattugiate, preferibilmente con una grattugia a fori larghi. Fai cuocere il grano fino a completo assorbimento del latte.Rompi le uova in una terrina e lavorala con una frusta. Metti in una terrina lo zucchero e la ricotta e lavor schiacciando la ricotta e formando una “crema”.Unisci il battuto d’uova alla crema di ricotta e zucchero, lavora tutto per amalgamare gli ingredienti, poi aggiungi il grano raffreddato ed amalgama.Aggiungerei gli aromi: cannella, millefiori e fiori d’arancia e lavora. Ora unisci la crema pasticcera ed amalgama bene il tutto .Riprendi la pasta frolla dal frigorifero e stendila con l’aiuto di un matterello su un piano infarinato e con la frolla  fodera una tortiera di 30 cm di diametro, pareggia i bordi e riempi con la crema di grano e ricotta. Con la pasta frolla avanzata ricava delle striscioline e sistemale sulla crema incrociandole. Poi inforna la pastiera in forno preriscaldato a 170° per almeno 60 minuti. Verifica che sia dorata in superficie, diversamente gli ultimi minuti di cottura alza la temperatura a 180°. Poi sforna la pastiera e lasciala raffreddare bene, per almeno 12 ore.
Crema pasticcera ingredienti 4 uova mezzo litro di latte 4 cucchiai di farina 200 g di zucchero limone grattugiato procedimento in un pentolino mettere le uova la farina e lo zucchero e sbattere fino a quando sarà diventato un composto omogeneo e poi aggiungere il latte già bollente e mettere sul fuoco e girare continuamente fino a quando la crema si sarà addensata a quel punto la crema è pronta

Frittata di pasta con tonno e acciughe Maruzzella Angi

FB_IMG_1617095804731La frittata di pasta alla marinara con tonno e acciughe di @tonnomaruzzella è  semplice  da preparare  e molto gustosa
Mentre  la pasta cuoce , in una padella  rosolate uno spicchio d ‘ aglio in camicia  con  un filo  di olio evo  , quindi fate sciogliere  qualche  acciuga  incorporatevi  il tonno  ij scatola , scolate  la pasta e saltatela in padella aggiungendo  prezzemolo  tritato
Sbattete  le Uova  e col  pecorino  grattugiato  , quindi  aggiungete la pasta  amalgamando  bene
A questo  punto  versate  il composto  in una padella  posta sul fuoco e livellate bene  facendo  cuocere  la frittata  da  entrambi i lati, servite  calda!

The marinara pasta omelette with tuna and anchovies by @tonnomaruzzella is simple to prepare and very tasty
While the pasta is cooking, in a pan brown a clove of unpeeled garlic with a drizzle of extra virgin olive oil, then melt some anchovies, add the canned tuna, drain the pasta and toss in a pan adding chopped parsley.
Beat the eggs and with the grated pecorino, then add the pasta mixing well
At this point pour the mixture into a pan placed on the fire and level well by cooking the omelette on both sides, serve hot!

Spaghetti ai sapori di Sicilia Vincenzo

Spaghetti ai sapori di Sicilia Vincenzo

Ingredienti
3 spicchi aglio
2 cucchiai olio
6 filetti d’acciughe
10 pomodori datterino
un ciuffo di prezzemolo
mezzo bicchiere di vino bianco
un peperoncino fresco senza semi

Preparazione
In una padella versate l’olio extra vergine di oliva, fate riscaldare aggiungete l’aglio, il peperoncino e i filetti di acciuga; fate soffriggere per 2 minuti aggiungete il vino ed aumentate un po’ la fiamma, appena l’ alcool evapora, aggiungete i pomodorini e versate un mestolo di acqua di cottura, lasciate cuocere per 5 minuti. Nel frattempo colate la pasta 2 minuti prima. Versate nella padella la pasta ed aggiungete un altro po’ di acqua di cottura fate rilasciare l’amido. Appena vedete la cremina nei bordi aggiungete il prezzemolo. Versate nel piatto lasciando un po di brodetto da versare poi sopra la pasta. A piacere aggiungete il formaggio che desideri. Una bontà. Io di solito la faccio con il pecorino siciliano, potete usare parmigiano, grana o pecorino romano.

Fagioli all’insalata con mela annurca ed aceto balsamico Chef Bruno Carotenuto

Fagioli all’insalata con mela annurca ed aceto balsamico Chef Bruno Carotenuto

Ingredienti
400 gr di fagioli di Gallo Matese
2 Mele annurche
1 Cipolla
Un cucchiaio di zucchero
Olio evo
Aceto balsamico
Sale
pepePreparazione
Mettete in ammollo una notte i fagioli, quindi scolateli, copriteli a filo con acqua fresca e cuoceteli fino a renderli teneri In un tegame a parte fate appassire la cipolla in olio evo, aggiungete lo zucchero ed un cucchiaio di aceto di mele. Unite le mele tagliate sottili e private del torsolo. Portate a cottura fino a farle ammorbidire, senza farle rompere Aggiungete i fagioli lessati, salare, pepate; fate insaporire per cinque minuti. Impiattate Fate un letto con i fagioli, coprire con le fettine di mela annurca, arricchite con olio ed aceto balsamico, sale e pepe.

I prodotti alimentari di alta qualità della Valle della Loira patrimonio di tutta l’umanità

Rillettes_Tours_5781_M-PerreauI prodotti alimentari di alta qualità della Valle della Loira patrimonio di tutta l’umanità

Tra patrimonio gastronomico storico e innovazione, i grandi chef di oggi difendono una cucina capace di valorizzare i prodotti locali e di stagione, nel totale rispetto dei ritmi della natura
La gastronomia regionale della Valle della Loira è arcinota, per quei pochi che non la conoscono diremo che essa fa onore ai prodotti del Giardino di Francia (come comunemente è nota la Loira), alla ricchezza dei prodotti, dei suoi orti, all’autenticità dei suoi fiumi, delle foreste e dei paesaggi eccezionali della Valle della Loira, del Berry, del Perche o della Turenna. Da poco sono terminati i festeggiamenti per i venti anni di iscrizione nel Patrimonio dell’Umanità, dal 2000 la Valle della Loira fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco come “paesaggio culturale”, l’attrattiva maggiore è costituita naturalmente dai castelli, 21 capolavori, che propongono animazioni speciali. Il patrimonio enogastronomico storico ha contribuito a questo importante riconoscimento, nonché l’innovazione, i grandi chef di oggi difendono una cucina capace di valorizzare i prodotti locali e di stagione, nel totale rispetto dei ritmi della natura. Nel 2020 in Francia si sono celebrati i 10 anni del “pasto gourmet dei francesi” classificato come patrimonio immateriale dell’Unesco. La sua iscrizione nella lista è stata promossa dall’Istituto Europeo di Storia e delle culture dell’alimentazione di Tours (IEHCA). In occasione di questo decimo anniversario, la regione ha accettato di buon grado di rappresentare la gastronomia francese nei 5 continenti e ha partecipato al progetto “Goût de France/Good France”. Tante le eccellenze della regione presentate per l’occasione da chef, produttori, viticoltori ma anche grazie ai suoi paesaggi dei Castelli della Loira e ai suoi giardini e parchi.
Fra i piatti più popolari della regione vi sono le fritture. La frittura si degusta spesso in estate con un buon bicchiere di vino bianco fresco. Una cucina locale semplice e succulenta! Le fritture sono spesso preparante anche nei pressi degli stagni, in particolar modo nella Brenne.
Per degustarle un luogo conviviale dove poter assaggiare tartine e carpe fritte è La Maison du Parc. Per scoprire il pesce della Loira in una veste diversa, i pescatori del luogo preparano delle terrine tutte aromatizzate e tutte diverse.
Nel Medioevo, ero possibile che i vini della Loira, trasportati in barca via fiume, non sopportassero molto bene il viaggio. Questi vini spunti o acerbi dal sapore acetoso venivano utilizzati
dai produttori di aceto, che specialmente nella città di Orléans ne ricavavano salse e mostarda fin dal 1394. L’aceto dei 300 produttori di Orléans era importato nei Paesi Bassi, in America e perfino in India! Purtroppo lo sviluppo industriale ebbe la meglio sui produttori artigianali di Orléans e, due secoli più tardi, ne rimase uno soltanto: la Maison Martin Pouret, che dal 1797 porta avanti la tradizione.
Il Centro Valle della Loira non è soltanto il giardino di Francia, ma è anche il suo orto:
asparagi, funghi, mele, pere, fragole, ciliegie, zucche, porri, piselli e ancora tanti altri prodotti tipici sono in vendita sulle bancarelle dei mercati. I funghi champignon vengono coltivati durante tutto l’anno in antiche cave di tufo, oggi utilizzate come cantine, dove vi sono le condizioni ideali per la loro coltivazione: buio, umidità e ventilazione. Nelle foreste vengono raccolti in autunno i funghi selvatici. L’ ortaggio principe della Valle della Loira è l’asparago. La raccolta inizia a fine aprile fino al mese di giugno, principalmente in Sologne, viene consumato caldo o freddo (dopo cottura al vapore o in acqua bollente) accompagnato da una semplice salsina all’aceto o alla panna.
La valerianella nantese è una verdura conosciutissima in Valle della Loira. Ha persino un’indicazione geografica protetta: il bacino dell’estuario della Loira.
Tante altre verdure crescono rigogliose sui territori della Valle della Loira: tra le quali in particolare porri, ravanelli, cipolle, lattughe, barbabietole, cetrioli o rape.
Oltre alle verdure, la regione produce anche moltissima frutta. Prima di tutto mele e pere, ne esistono vari tipi, dalle più acidule alle più dolci, tra le quali le rinomate pere Passe-Crassane e le pere Williams. In Turenna è possibile assaggiare un caratteristico dolce realizzato a base di pere o mele “tapées”. Le mele o le pere vengono schiacciate con una mazzuola, vengono poi infornate in un forno di tufo per essere poi conservate per lunghi mesi. Per degustarle basterà intingerle nel vino, una delizia ! La fragola Mara des bois, dal gusto inimitabile, fu creata nel 1991 in Sologne. Si tratta di una saporita fragolina con la sua profumatissima polpa, fa parte delle fragole più gustose esistenti sul mercato. Le piccole lenticchie Verdi del Berry possono essere cucinate dolci o salate e consumate anche fredde, hanno un caratteristico sapore dolce che ricorda la castagna. Nel 1996 la Lenticchia Verde del Berry è stato il primo legume secco ad aver ottenuto l’etichetta Label Rouge. Forse i prodotti conosciuti proprio da tutti, grazie anche alla facilità del trasporto servendosi della catena del freddo, sono i formaggi di capra della Valle della Loira. Che siano consumati freschi o stagionati, tra di essi, il famosissimo Sainte-Maure-de-Tou- raine, un tronchetto che si presenta con la cannuccia di segale che lo ricopre e ancora il Crottin di Chavignol, il Selles-sur-Cher, il Pouligny-Saint-Pierre o la pyramide di Valençay.
Altra specialità della Valle della Loira sono i fouées e le fouaces, sono delle focacce cotte nel forno a legna in genere ripiene di rillettes (una specie di paté), formaggio di capra o fagioli bianchi, oppure aromatizzate con miele, spezie e noci.
Se non si soffre di claustrofobia in Turquant si può trascorrere una notte in una grotta di lusso dotata di ogni comodità, un soggiorno certamente insolito per concludere un viaggio che non si dimenticherà facilmente.

Foto:
Vista aerea del castello di Chambord con mongolfiere – Copyright : L-de-Serres – autore Marc Ginot

Les Rillettes de Tours (specialità di salumi) – Copyright : Mperreau

Per maggiori informazioni:

www.valledellaloira-francia.it/
https://www.youtube.com/watch?v=3iVtzZU2a44&ab_channel=Centre-ValdeLoireTourisme

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
Via F. Petrarca, 101/B
80122 NAPOLI
tel./fax: 0817690277
cell. 3355804462
email: harrydiprisco@libero.it

Tortiglioni in crema di senape chef Alessandro Chef

134532408_10224285611678982_6485105465336780475_oTortiglioni in crema di senape chef Alessandro Chef

Semplice veloce e sfizioso

Ingredienti
80 gr di Tortiglioni a persona
1 confezione di panna
parmigiano reggiano invecchiato 60 mesi
senape

Preparazione
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata.
In padella unite parmigiano, senape e panna
Scolate la pasta e conditela

Spaghettone con acciughe dissalate di Sciacca, pendolini gialli vesuviani, aglio rosso di Sulmona, olive nere di Gaeta Angelo

Spaghettone con acciughe dissalate di Sciacca, pendolini gialli vesuviani, aglio rosso di Sulmona, olive nere di Gaeta, olio evo di Colle Corvin Angelo

Ingredienti
80 gr a prersona di Spaghettone
4/5 acciughe dissalate di Sciacca
una barattolo i pendolini gialli vesuviani
2/3  spicchi di aglio rosso di Sulmona
una manciata di olive nere di Gaeta
olio extra vergine  di Colle Corvin
prezzemolo tritato.

Preparazione
Rosolate in un’ampia padella l’aglio, con una dose generosa di olio, aggiungere poi, pomodorino (pendolino giallo) con olive nere e acciughe dissalate e cuocete per cinque minuti. Scolate gli spaghettoni e finite la cotture, un paio di minuti, con mantecatura. A piacere spolverata di prezzemolo tritato.

Rustici al tonno Maruzzella Tester Angi

facebook_1614782419172_6772888359866286156Rustici al tonno Maruzzella

Una ricetta  veloce  e deliziosa  con Tonno Maruzzella. Un  finger  food squisito
Che realizzerete facilmente
Ingredienti
1  rotolo di pasta sfoglia
patate
sale
prezzemolo  tritato
parmigiano grattuggiato
tonno  in scatola  Maruzzella
latte

Preparazione
Prendete  un rotolo di pasta sfoglia  e realizzate  tanti triangoli  , in una pirofila versate  le  patate  in precedenza  lessate  e schiacciate , sale , prezzemolo  tritato  , parmigiano grattuggiato  e tonno  in scatola  Maruzzella
Amalgamate bene  e aggiungete   su ogni  triangolino un po di composto  e nel centro un quadratino  di scamorza  quindi richiudete a mo di fagottino
Spennellate  con il latte e infornate   .

Happy Valentine’s Day with this quick and delicious recipe with Maruzzella Tuna!
An exquisite finger food
Which you will easily realize
Take a roll of puff pastry and make many triangles, in a baking dish pour the previously boiled and mashed potatoes, salt, chopped parsley, grated parmesan and canned tuna Maruzzella
Mix well and add a little mixture on each triangle and a square of scamorza cheese in the center then close as a bundle
Brush with milk and bake.

#fingerfood #tonnoinscatola #tonnomaruzzella  #foodblogger  #rustici #foodpoorn  #food #madeinitaly #sanvalentino

Torta Kasher Chef Bruno Carotenuto

Torta Kasher Chef Bruno Carotenuto

Torta della tradizione ebraica

Ingredienti
1,200 kg ricotta asciutta
7 uova
400 gr zucchero
Un cucchiaio di cannella in polvere
Gocce di cioccolato amaro qb

Preparazione
Mescolate lo zucchero alla ricotta con una cucchiaio in legno, addizionate un uovo per volta, aggiungete la cannella e le gocce di cioccolato amaro, Usate una teglia di carta alluminio Infornate in forno ventilato a 170° per 40 minuti

Involtini di merluzzo e Philadelpia Alice

139369975_10224412268405321_1375020439679279189_oInvoltini di merluzzo e Philadelphia fritti in friggritrice ad aria.
Mamma cucino io per te riposati .. Non fa niente se sono brutti ma li ho fatti con tutto il mio amore per te Involtini filetti di merluzzo e Philadelphia fritti in friggritrice ad aria.

Ingredienti
700 gr di #filettidimerluzzo
#prezzemolo
#farinadimais
Philadelphia

Preparazione
Prendete i filetti di merluzzo , passateli  nella farina di mais
Al centro della fetta di merluzzo mettete un cucchiaino di Philadelphia
Arrotolate delicatamente, procedete con i successici involtini e  mettete gli  involtini in un bastoncino  da spiedino , spolverizzate con prezzemolo , regolate sale e pepe , vaporizzate con olio e cuocete in   friggitrice a 200 °

Daniele e Emanuela Unione Portano la Campania a vincere il format delle Regioni “Cuochi d’ Italia”

Paccheri ripieniDaniele e Emanuela Unione Portano la Campania a vincere il format delle Regioni “Cuochi d’ Italia”

Si è sciolta tutta la tensione in un abbraccio e un pianto liberatorio dove Napoli, il sole, il mare, il Vesuvio hanno fatto da corona a questa coppia fantastica, Daniele Unione e la sua bella figlia Emanuela, che hanno vinto il primo premio regionale della migliore coppia Italiana, il format condotto da Barbieri, Gennaro Esposito e Cristiano Tomei.
barbieri tomei espositoProtagonisti della contesa, infatti, sono primi e secondi piatti tipici della tradizione nostrana, preparati con materie prime di qualità e testimoni del territorio d’origine di ciascun cuoco. Il format resta invariato, vede gli sfidanti alle prese con la preparazione di una pietanza che sarà poi oggetto di giudizio da parte dei due chef Tomei ed Esposito.
E tutta Napoli faceva il tifo per questa coppia inedita, conosciuta in città, fedele ai sapori campani, che ha saputo arrivare in finale contro il Piemonte, una sorta di Napoli/Juventus, vincendo alla grandissima l’ambito premio, una sfida tra regioni a colpi di ricette tradizionali, che ha premiato l’impegno, la dedizione, il vero talento ma soprattutto il piatto più innovativo e originale.
The winner is.......Unione!Dice che una volta nella vita un viaggio a Napoli non possa mancare per vivere la sua atmosfera fatata e piena di colori spudorati, suoni e allegria di grida, una confusione armoniosa, in tutti i sensi, e in particolare assaporare il gusto e i sapori della bella Napoli.
E Napoli, magicamente, da città piena di storia e tradizioni, crea percorsi dove le emozioni si confrontano si tramandano, si mixano, attraverso il cuore, motore di scelte e di azioni con effetto a macchia d’olio, cercando altre motivazioni che collimano e così si crea un fiume, un mare di conoscenze, emozioni e amore.
i vincitori e il loro piattoE sicuramente sia Daniele che la figlia Emanuela hanno portato a Milano l’atmosfera campana piena di profumi, colori, allegria, ghirlande di peperoncini fiammeggianti e trecce di aglio, i simboli della tradizione campana, i limoni sorrentini, le mele annurca, carretti di fiori e granite al limone. Per un attimo, nel format è sembrato di camminare tra i vicoli per essere avvolti dai profumi delle pizzelle in via Toledo, un “caos organizzato”, carico di cultura, storia, tradizioni gastronomiche e folkloristiche nel più puro spirito partenopeo, dove l’estate non finisce mai, dove la gente fa sempre festa e senti la gioia di vivere in strada, magicamente, come a Napoli.
La coppia Unione e BarbieriDaniele ed Emanuela hanno vinto con il piatto “paccheri alla vesuvio”: Paccheri di Gragnano trafilati a bronzo ripieni di ricotta di Fruscella con provola affumicata di Agerola e basilico avvolto da una fetta di melanzana violetta e pomodori San Marzano.
Papà Daniele è chef presso un ristorante di Napoli e la sua cucina è fatta di profumi e sapori tipici campani, mentre la figlia Emanuela lavora in sala. Hanno anche un’altra attività di catering dove entrambi si occupano della preparazioni dei piatti.
Non ci resta che congratularsi con la coppia Unione augurando i più grandi successi nella loro bella Napoli!
Writer: Cristina Vannuzzi

La Fabbri 1905 e Herbamelle siglano un accordo di co-marketing

HerbamelleLa Fabbri 1905 e Herbamelle siglano un accordo di co-marketing

Nuovi Mondi da Esplorare ! una antica ricetta erboristica tramanda il potere benefico delle caramelle “Herbamelle” Sapori naturali, semplici e gustosi

La Fabbri 1905 è nota a tutti come l’ Azienda dell’Amarena, specialmente adesso che si avvicina la festa di San Giuseppe nessuno si farà mancare la classica zeppola guarnita con la succulenta amarena al centro. L’azienda ha siglato un accordo di collaborazione internazionale che vedrà Fabbri 1905 impegnata in esclusiva nella distribuzione delle caramelle Herbamelle, a partire da quelle all’Amarena Fabbri e alla Menta Fabbri lanciate ad aprile 2020 come primo risultato dell’accordo di co-marketing tra le due aziende avviato nel 2019.
L’accordo tra le due aziende dolciarie puntava alla realizzazione di prodotti di altissima qualità sfruttando la sinergia tra l’esperienza nel mondo caramelle di Herbamelle – l’azienda fondata nel 2015 da Andrea Ambrosoli, della storica dinastia di industriali dolciari il cui nome è strettamente legato alla lavorazione del miele, e dal socio Alessandro Scalone – e la tradizione centenaria di Fabbri 1905 nella realizzazione di prodotti quali l’Amarena Fabbri e la Menta Fabbri, molto apprezzati dai consumatori e dai professionisti dell’Ho.Re.Ca..
Il nuovo accordo per l’export appena concluso riguarderà innanzi tutto i mercati europei, in primis Danimarca, Francia, Polonia, Germania, e i mercati nordamericani, USA e Canada.
La collaborazione tra i due marchi cresce sulla scorta del successo nella GDO e nel normal trade dolciario italiano che ha arriso alle due creazioni Herbamelle Amarena Fabbri ed Herbamelle Menta Fabbri: la prima, dal morbido cuore di Amarena Fabbri in cui la dolcezza si sposa con il leggero acidulo del frutto creando un’armonia di sapori. La seconda, che imprigiona tutto il sapore della migliore menta del Piemonte, da sempre scelta da Fabbri 1905 per i suoi sciroppi, creando un prodotto fresco e dalla piacevolezza inattesa.
Due creazioni sorprendenti premiate con il QUALITY AWARD 2020 e a settembre al Cibus Connect di Parma riconosciute quale MIGLIOR PROGETTO CO-MARKETING Dolciario 2019.
Herbamelle, fondata nel 2015 da Andrea Ambrosoli, della storica dinastia di industriali dolciari noti per il Miele e le caramelle al miele, e il socio Alessandro Scalone, marketing manager di alto profilo, coniuga la migliore tradizione dolciaria italiana con caramelle di altissima qualità, gluten e lactose free, e unico marchio in Europa di caramelle integrali. Da antiche ricette erboristiche e dai migliori ingredienti biologici nascono le Herbamelle che avvolgono la sana dolcezza del miele millefiori, la piacevolezza della frutta e delle piante officinali, per esaltarne tutto il sapore. Attenti alla ricerca del gusto ma anche alla forma, Herbamelle ha brevettato l’iconica forma vaso con l’originale sistema di apertura e chiusura che permette di contenere le caramelle all’interno della confezione. Il marchio, distribuito anche all’estero, ha vinto nel 2018 e nel 2019 il prestigioso premio Quality Award.
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Alla scoperta a Nantes di Sua Maestà Muscadet Un vino che può far concorrenza ai più prestigiosi Cru francesi

in bici per i vigneti di NantesAlla scoperta a Nantes di Sua Maestà Muscadet  Un vino che può far concorrenza ai più prestigiosi Cru francesi

Vicino all’oceano il vigneto si estende dalle rive della Loira a nord della Vandea con 11.500 ettari, il vigneto di Nantes è il più grande orto vinicolo della Valle della Loira

La Francia è confinata ed è stata costretta a fermarsi «Ed è proprio in questo momento che dobbiamo preparare nuove idee di comportamento» questo quanto ha affermato Frédéric Meyer,
il direttore di Atout France per l’Italia, l’Agenzia per lo sviluppo turistico della Francia.
Ora che la primavera è alle porte è bello sognare un viaggio a Nantes, città verde e sostenibile, regno del Muscadet, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, vino bianco per eccellenza, presente nei menù dei più grandi ristoranti internazionali che viene esportato in più di 93 paesi. Il celebre vino viene prodotto su di una superfice di 8.000 ettari e in più di 450 tenute nell’estrema parte occidentale dei vigneti della Valle della Loire, terza grande regione vitivinicola francese DOC (Denominazione di Origine Controllata). Il vitigno del Muscadet è antico e la sua origine si perde nella notte dei tempi, potrebbe essere apparso fin dal XVI secolo sulle sponde della Loira, la presenza nelle abbazie della regione testimonia legami tra la Valle della Loire e la Borgogna.
Un percorso turistico consentirà di andare alla scoperta del Muscadet nei luoghi d’origine, si potrà far tappa nelle cantine e ristoranti immersi nelle vigne per gustare i prodotti tipici accompagnati da questo vino. Il termine Muscadet deriva dal suo sapore “muschiato” poiché viene vinificato “sulle fecce” , un metodo particolare di affinamento dopo la fermentazione, il vino viene lasciato riposare sulle proprie fecce fino al momento in cui viene messo in bottiglia. La definizione “su lieviti”, che segna l’identità della denominazione, indica che il vino al momento della vinificazione è stato in contatto per sei mesi con i depositi naturali di lievito. Sono proprio questi lieviti carichi di sali minerali che gli conferiscono il suo aspetto perlato e fruttato. Conosciuto inizialmente come un vino novello, la maggior parte dei viticultori producono oggi dei Muscadet da selezione che sorprendono i conoscitori. Il Muscadet è stato da sempre l’accompagnamento ideale da degustare con le ostriche, da qualche anno ormai ha innalzato le sue soglie di qualità. Nel 2011 l’INAO (Istituto Nazionale dell’Origine e della Qualità) ha riconosciuto i tre primi cru comunali: Gorges, Clisson e Le Pallet. Nel 2019 si sono aggiunti: Monnières Saint-Fiacre, Goulaine, Château-Thébaud e Mouzillon-Tillières. Quattro altri sono in attesa: Champtoceaux, la Haye Fouassière, Vallet e Côtes de Grandlieu. Tra breve questa serie costituirà il team degli 11.
Vini di corpo, con freschezza e vivacità, bouquet di fiori bianchi e dalle note burrate. Sono a pieno diritto dei grandi vini locali tipici da conservare ma che possono anche essere gustati dopo due anni di vinificazione. Perfetti per un turismo slow gli itinerari fra i vigneti, verso Clisson e i vigneti del Muscadet. Un nuovo percorso ciclabile di 10 chilometri da Nantes a Vertou è la prima tappa del “Viaggio nei Vigneti”, un itinerario stradale di 100 chilometri attraverso le vigne, lungo le rive dei fiumi Sèvre e Maine. Questo è solo uno dei motivi per programmare già da ora un viaggio a Nantes da fare in seguito, una città che ha tanto da offrire, una città sostenibile e creativa con un variegato percorso culturale e innovativo.

Per maggiori informazioni:
www.nantes-tourisme.com – www.levoyageanantes.fr

Dr. Harry di Prisco
Giornalista
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Agrimperiale

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Una bella fiaba
C’era una volta l’Agrimperiale, un antico impero in cui si  proteggeva il gusto, la  tradizione, la gente e i  sapori dei prodotti tipici della Puglia.
Al centro di questo impero sorgeva un bianco castello  circondato da sterminate campagne di ulivi, carciofi, melanzane, zucchine, pomodorini, finocchi, carote,
peperoni… …ecco  la fiaba che  contraddistingue  una vera  Eccellenza Pugliese!
Oggi abbiamo gustato  le loro zucchine  tagliate  a strisce  , biologiche  e grigliate  sono in olio  extravergine  100% italiano come  i loro  ortaggi  completamente  italiani  .

Un ortaggio  completamente  naturale   che trasmette  il vero  sapore  del  prodotto , senza  conservanti ne coloranti

Tester Angi